Diane Chamberlain.

La sorella silenziosa.

Titolo originale: The Silent Sister.
Traduzione di: Alice Zanzottera. 
2014 2018 Sergio Fanucci Communications.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Per tutta la vita, Riley MacPherson ha creduto che sua sorella maggiore Lisa, violinista prodigio destinata a un futuro di successi, fosse morta suicida quando era solo un'adolescente. Questa convinzione ha modellato la sua infanzia e quella del fratello Danny, la loro visione della famiglia e della vita. Pi di vent'anni dopo, per, in seguito alla morte del padre, Riley  a New Bern, nel North Carolina, per mettere ordine nella loro casa d'infanzia e scopre per caso una sconvolgente e inimmaginabile verit: sua sorella  ancora viva e ha assunto una nuova identit. Ma perch, tanti anni prima, Lisa ha fatto perdere le proprie tracce e quale segreto nasconde?
Dall'autrice bestseller in cima alle classifiche americane, la storia di due sorelle e di uno scioccante segreto di famiglia, un romanzo emozionante sulla perdita e l'amore tra fratelli.
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Prologo. Gennaio 1990. Alexandria, Virginia.
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Tutto il giorno cera gente che si fermava lungo il sentiero che attraversava il bosco accanto al fiume Potomac. Infagottate nei loro parka e nelle sciarpe di lana, le persone si accalcavano in cerca di calore e stringevano le mani dei propri figli, coperte dalle muffole, o i guinzagli dei cani, restando a osservare lunico schizzo di colore nel grigio paesaggio invernale. Il kayak giallo stava in mezzo al fiume, circondato dal ghiaccio. La notte prima lacqua era stata agitata, aggredita da venti di neve e increspata da vortici biancastri, mentre la temperatura era precipitata bruscamente e le onde si erano ghiacciate in creste frastagliate e avevano intrappolato il kayak a molti metri dalla riva.
I passanti avevano visto il kayak sul notiziario della mattina, ma dovevano ancora vederlo dal vivo. Segnava la fine di una saga che li aveva appassionati per mesi. Avevano aspettato con impazienza il processo, che non avrebbe mai avuto luogo, perch la diciassettenne (la diciassettenne assassina, ne erano certi quasi tutti) ora riposava da qualche parte sotto quella dura distesa di ghiaccio.
Ha scelto la scappatoia pi facile mormoravano alcuni.
Ma che modo tremendo per morire commentavano altri.
Osservavano la sponda rocciosa del fiume e si domandavano se si fosse infilata in tasca un po di quei sassi per lasciarsi affondare. Si chiedevano se avesse pianto mentre remava in acqua a bordo del kayak, sapendo che la fine era vicina. Aveva pianto in tv, questo era sicuro. Facendo finta, sosteneva ora qualcuno che proseguiva lungo il sentiero. Faceva troppo freddo per star fermi a lungo nello stesso punto.
Ma cera una donna, ben infagottata, con le mani coperte dai guanti infilate in tasca, che stava in piedi da ore a lato del sentiero. Osservava lelicottero dellemittente tv che raccoglieva nuove immagini aeree; le pale dellelica erano assordanti macchie nere che si stagliavano contro il grigiore del cielo. Restava a guardare la polizia che batteva le rive del fiume, indicando prima una direzione e poi laltra, mentre gli agenti valutavano come recuperare il kayak dal ghiaccio... e come fare a trovare l sotto il corpo della ragazza.
La donna guard nuovamente la polizia. Adesso se ne stavano con le mani sui fianchi, come se stessero gettando la spugna. Il caso era chiuso. Si strinse di pi nel giaccone. Che lascino perdere, pens soddisfatta mentre osservava un agente che scrollava le spalle in un apparente gesto di sconfitta. Che estraggano pure quel kayak dal fiume e la chiudano qui.
Comunque, un kayak giallo incagliato nel ghiaccio non dimostrava niente.
Erano dei pazzi a crederlo.

Parte prima.

1. Giugno 2013. Riley.

Non mi sarei mai aspettata di perdere praticamente tutti i miei cari gi allet di venticinque anni.
Sentii il dolore risvegliarsi mentre parcheggiavo davanti al piccolo e anonimo ufficio postale di Pollocksville. Il viaggio in auto di tre ore dal mio appartamento di Durham mi era sembrato durarne sei mentre elencavo mentalmente tutte le cose da fare una volta giunta a New Bern, e quellelenco era sfociato nel pensiero di quanto sola mi sentissi. Per non avevo tempo per soffermarmi sulla mia tristezza.
La prima cosa che dovevo fare era passare allufficio postale, a quindici chilometri da New Bern. Avrei fatto quella deviazione e depennato una voce dalla lista. Tirando fuori dalla borsetta il sottile talloncino bianco, entrai nelledificio. Ero lunica cliente; le mie scarpe da ginnastica scricchiolavano sul pavimento mentre mi avvicinavo allo sportello dove mi attendeva unimpiegata. La sua carnagione scura e le treccine mi ricordarono la mia amica Sherise e provai subito simpatia per lei.
Come posso aiutarla? mi chiese.
Le allungai il cartoncino. Mi confonde spiegai. Mio padre  morto un mese fa. Ricevevo la sua posta presso il mio indirizzo di Durham ed  arrivato questo e...
Questi li spediamo quando non viene pagata la casella postale mi spieg lei, esaminando il biglietto.  un avviso. Se non si paga entro due mesi, chiudiamo la casella e cambiamo la chiave.
Bene, capisco, ma vede... girai il cartoncino questo non  il nome di mio padre. Io non so chi sia Fred Marcus. Mio padre si chiamava Frank MacPherson, quindi suppongo che mi sia stato spedito per errore. Non credo neanche che mio padre avesse una casella postale. Non vedo perch avrebbe dovuto averla, soprattutto a Pollocksville, visto che invece vive... viveva a New Bern. Ci sarebbe voluto molto tempo prima di imparare a parlare di mio padre al passato.
Mi faccia controllare. Svan nel retro dellufficio e rispunt un attimo dopo con in mano una sottile busta viola e una specie di scheda bianca. Questa  lunica cosa presente nella casella mi disse, porgendomi la busta. Indirizzata a Fred Marcus. Ho controllato in archivio e la casella  assegnata a questo nominativo e a questo recapito. Mi porse il modulo. La firma assomigliava proprio alla scrittura di mio padre, ma la sua grafia non era di certo unica. E, tra laltro, non era il suo nome.
Lindirizzo  giusto, ma chiunque sia questo tizio, deve aver scritto male il proprio recapito dissi, facendomi scivolare in borsa la busta viola.
Vuole che chiuda il contratto o preferisce pagare per tenere attiva la casella? mi chiese limpiegata.
Non spetta a me chiuderla, ma non ho intenzione di pagarla, quindi... Scrollai le spalle.
Allora la chiudo concluse lei.
Perfetto. Ero contenta che avesse deciso lei per me. Mi venne da sorridere. Spero che a Fred Marcus non dispiaccia, chiunque egli sia. Mi voltai verso la porta.
Mi dispiace per suo padre mi disse.
Grazie risposi guardandomi indietro. Avevano gi cominciato a bruciarmi gli occhi nel momento in cui raggiunsi la macchina.
A New Bern passai in auto per il quartiere storico. Vecchie case si ammassavano strette strette sulle strade fiancheggiate da alberi e alcuni disegni di orsi giganti, il simbolo della citt, spuntavano qua e l in mezzo ai negozi. Un paio di poliziotti in bicicletta pedalavano davanti a me sulla strada, allietandomi un tantino lumore. Anche se non abitavo pi a New Bern da quando ero partita per il college, per me aveva sempre il fascino della mia citt natale. Era un posticino cos speciale.
Svoltai in Craven Street e mi fermai sul nostro vialetto. In garage cera lauto di pap. Riuscivo a scorgerne il tettuccio attraverso le finestrelle del portone del garage, tra cui una col vetro rotto. Non avevo pensato alla sua macchina. Era meglio venderla o donarla? Avevo appuntamento con il suo avvocato in mattinata e avrei aggiunto questo problema al mio elenco, che diventava sempre pi lungo. Quellauto avrebbe dovuto averla mio fratello, Danny, per rimpiazzare il suo vecchio catorcio, ma avevo limpressione che avrebbe declinato lofferta.
La mia casa dinfanzia era unabitazione color giallo pastello depoca vittoriana su due piani che aveva bisogno di essere ritinteggiata, con unampia veranda sul davanti decorata con fini ringhiere e colonnine bianche. Era lunica casa in cui ricordassi di aver vissuto e mi piaceva da matti. Una volta venduta, non avrei avuto nessun motivo per ritornare a New Bern. Non avevo dato peso a quelle occasioni in cui ero tornata per passare a trovare mio padre. Dopo la sua morte improvvisa, ero tornata per due giorni per organizzarne la cremazione e occuparmi di altri dettagli che erano ormai un ricordo sbiadito. Voleva essere cremato? Non avevamo mai affrontato quel genere di discorso ed ero in preda allo shock e in uno stato di confusione tale da non riuscire a pensare lucidamente. Allora mi aveva accompagnata Bryan, una presenza rassicurante e affettuosa. Mi aveva fatto notare che mia madre era stata cremata e quindi, con ogni probabilit, quella doveva essere anche la volont di mio padre. Speravo che avesse ragione.
Seduta nella mia auto parcheggiata sul vialetto, mi chiedevo se fossi stata troppo avventata nel decidere di chiudere con Bryan. In quel momento, avrei potuto beneficiare del suo sostegno. Pap era morto e Sherise era in missione per lestate ad Haiti, e quindi il tempismo non avrebbe potuto essere peggiore. In ogni caso non c mai un momento giusto per chiudere una relazione di due anni.
Sentivo la solitudine pesarmi sulle spalle mentre scendevo dallauto e alzavo lo sguardo verso la casa. Avevo programmato di prendermi due settimane per sistemarla per poi metterla in vendita, insieme al vicino camping di propriet di mio padre. Mentre esaminavo tutte le finestre e mi tornavano in mente quante cose dovevano essere riparate e quanto poco mio padre amasse buttar via qualcosa, di colpo compresi che il mio orizzonte temporale era irrealistico. Pap non era proprio un accumulatore seriale, ma un collezionista. Aveva vetrinette piene di accendini e pipe vintage e antichi strumenti musicali, in mezzo a un fantastiliardo di altri oggetti di cui mi sarei dovuta liberare. Bryan diceva che casa nostra sembrava pi un polveroso museo di antichit che unabitazione, e aveva ragione. Tentai di non andare in panico mentre recuperavo il borsone dal sedile posteriore della macchina. Non cera nessuno che aspettasse il mio rientro a Durham e avevo tutte le vacanze estive. Potevo prendermi tutto il tempo necessario per sistemare la casa per poterla vendere. Mi domandavo se ci fosse una minima possibilit di riuscire a farmi aiutare da Danny.
Percorsi i larghi scalini allentrata della veranda e spinsi la porta, che si apr con un cigolio che mi era familiare quanto la voce di mio padre. Avevo abbassato le tapparelle del soggiorno prima di ripartire a maggio e riuscivo quindi a vedere a fatica oltre il soggiorno verso la cucina retrostante. Respiravo il forte odore di chiuso della casa, rimasta disabitata troppo a lungo, mentre tiravo su le tapparelle per far filtrare il sole di mezzogiorno. Impostando il termostato a ventuno gradi, udii il gradito suono del vecchio condizionatore che si animava. Poi rimasi l in piedi al centro della stanza, con le mani sui fianchi, mentre esaminavo quello spazio dalla prospettiva di chi aveva il compito di ripulirlo.
Pap aveva adibito quel soggiorno spazioso a una sorta di studio, bench ci fosse anche un altro ufficio di notevoli dimensioni al piano di sopra. Adorava le scrivanie, i cubotti e le teche. La scrivania del soggiorno era un bellissimo scrittoio antico a rullo. Sulla parete di fondo, alcune mensole su misura incorniciavano la porta dingresso della cucina e sorreggevano la sua raccolta di musica classica, quasi tutti vinili, e unapposita nicchia che aveva ricavato nella parete accoglieva un giradischi. Sul lato nord del locale, unampia vetrinetta racchiudeva la collezione di pipe. Quella stanza, per me, aveva sempre un lieve sentore di tabacco, nonostante lui avesse detto che era frutto della mia immaginazione. Appoggiato al muro di fronte, cera un divano vecchio almeno quanto me accanto a una poltrona imbottita. Lo spazio restante era occupato dal pianoforte a mezza coda che non avevo mai imparato a suonare. Io e Danny avevamo entrambi preso lezioni, ma nessuno dei due nutriva interesse per la musica e cos i nostri genitori ci avevano permesso di mollare. La gente diceva: Sono fratelli di Lisa. Hanno sicuramente talento. Perch non li spingete a continuare?, ma non lhanno mai fatto e io glie ne fui grata.
Entrando nella sala da pranzo, rimasi colpita da quanto pulita e ordinata fosse rispetto al resto della casa. A mio padre quella stanza non serviva ed ero sicura del fatto che ci mettesse piede di rado. La sala da pranzo era territorio di mia madre. Il grande armadio delle rarit era pieno di porcellane e vasi e ciotole di vetro inciso, che la sua famiglia si era tramandata di generazione in generazione. Cose che lei aveva custodito gelosamente e che io avrei dovuto capire come eliminare. Passai le dita sulla credenza impolverata. Ovunque mi fossi girata in quella casa, mi sarei ritrovata di fronte a ricordi che avrei dovuto distruggere.
Portai il borsone al piano di sopra, dove un ampio corridoio si apriva su quattro camere. La prima era la camera di mio padre, con il suo letto a due piazze coperto da una trapunta. La seconda stanza era quella che, un tempo, apparteneva a Danny e, bench non dormisse in casa nostra da quando se ne era andato a diciottanni (lui la definiva una fuga), per me sarebbe sempre rimasta camera di Danny. La terza era camera mia, anche se, negli anni trascorsi da quando avevo smesso di abitare in quella casa, era stata avvolta da unaura di austerit. Finito il college, avevo pian piano portato via i miei effetti personali. Le chicche storiche degli anni delle superiori e del college: fotografie di ex fidanzati, annuari, cd, quel genere di cose. Erano tutti chiusi in uno scatolone allinterno del ripostiglio del mio appartamento di Durham in attesa del giorno in cui avrei trovato il tempo di fare una cernita.
Lasciai cadere il borsone sul mio letto, poi entrai nella quarta stanza: lo studio di mio padre. Lingombrante monitor del vecchio computer di pap era poggiato su una piccola scrivania accanto alla finestra e due delle pareti erano coperte da vetrinette piene di accendini Zippo e antiche bussole. Anche mio nonno era stato un collezionista e quindi mio pap aveva ereditato molti suoi oggetti, che aveva poi arricchito tramite ricerche su Craigslist ed eBay e in mercatini delle pulci. Le collezioni erano la sua ossessione. Sapevo che le ante di vetro scorrevoli degli armadi erano chiuse e speravo di riuscire a trovare il posto in cui mio padre aveva nascosto le chiavi.
Appoggiate al quarto muro della camera cerano cinque custodie per violino. Pap non suonava, ma collezionava strumenti a corde da quando ne avevo memoria. Dal manico di una delle custodie penzolava una targhetta con un nome; mi inginocchiai l accanto e afferrai il cartellino. Era passato moltissimo tempo dallultima volta che avevo osservato quelletichetta, ma sapevo cosa cera sopra: su un lato il disegno di una violetta e sullaltro il nome di mia sorella, Lisa MacPherson, e il nostro vecchio indirizzo di Alexandria, in Virginia. Lisa non aveva mai vissuto in quella casa.
Mia madre mor poco tempo dopo il mio diploma di maturit e quindi, anche se non avrei mai smesso di sentirne la mancanza, ero abituata allidea che lei non ci fosse. Per faceva strano stare in quella casa senza pap. Mentre riponevo i miei vestiti nel cassetto, continuavo ad aspettarmi che lui entrasse in camera e facevo fatica ad accettare che questo fosse impossibile. Mi mancava la nostra telefonata settimanale e la consapevolezza di trovarlo ad appena qualche ora di distanza. Mi era facilissimo parlare con lui e io ho sempre percepito il suo amore incondizionato. Era una sensazione tremenda sapere che ormai non cera pi anima viva che provasse per me un affetto tanto profondo.
Era un uomo taciturno. Forse una delle persone pi silenziose che abbiano mai messo piede sulla terra. Chiedeva anzich parlare. Mi faceva domande su ogni aspetto della mia vita, ma condivideva raramente qualcosa della sua. Come psicologa alle scuole medie, ero sempre io a fare domande e apprezzavo che, per una volta, venissero rivolte a me, sapendo che alluomo che le poneva importava moltissimo delle mie risposte. Era un solitario, per. Era morto sul pavimento del Food Lion per un grave attacco cardiaco. Era da solo e ci mi infastidiva come nientaltro al mondo.
Bryan mi aveva proposto di organizzare una messa di commemorazione per mio padre, ma non avrei saputo chi invitare. Se aveva qualche amico, io non lo sapevo. Diversamente dalla maggior parte della gente di New Bern, non faceva parte di nessuna parrocchia n associazione ed ero sicura del fatto che mio fratello non si sarebbe presentato al funerale. Il suo rapporto con nostro padre era stato molto diverso dal mio. Non ero neanche riuscita a trovare Danny quando ero tornata a New Bern dopo la morte di pap. Il suo amico poliziotto Harry Washington mi ha detto di essere andato alla roulotte di Danny per dargli la notizia, ma suppongo che Danny non ci fosse. Aveva lasciato la macchina parcheggiata accanto alla roulotte, io e Bryan siamo andati a cercarlo nel bosco, ma Danny conosceva quella foresta meglio di chiunque altro. Aveva i suoi nascondigli segreti. Questa volta per non sapeva che ero in citt e quindi lavrei colto di sorpresa. Lavrei implorato di darmi una mano con la casa. Sapevo bene che non avrei dovuto sperare in un suo s.

2.

Danny non aveva il telefono e quindi non cera altro modo per mettersi in contatto con lui se non guidando fino alla sua roulotte. Viveva nel cuore del bosco ai margini del campeggio di mio padre, a circa quindici chilometri da New Bern. Quando svoltai sul lungo e stretto sentiero che portava al Camping Mac, la foresta si strinse attorno alla mia auto con tanta angustia che mi chiesi come facessero a passarci i camper. Raggiunsi la stradina che correva parallela al torrente. Il parcheggio si trovava in fondo alla viuzza di ghiaia sulla destra, ma io girai a sinistra su uno sterrato pieno di buche che mi avrebbe condotta alla roulotte di Danny. Rallentai un po, mi ticchettavano i denti mentre lauto saltellava sullirregolare saliscendi del terreno compatto.
Giunsi al bivio che portava nel bosco e voltai nuovamente a sinistra. La strada l era poco pi che un sentierino. Per riuscire a trovarlo bisognava proprio sapere dove cercare, ed era esattamente questo che piaceva a Danny. I rami mi sferzavano il parabrezza mentre passavo sopra a sassi e radici. Le poche decine di metri per raggiungere la roulotte di Danny sembravano sempre durare uneternit su quella strada.
Alla fine riuscii a scorgere tra gli alberi un luccichio di metallo e mi preparai a ci che mi stava aspettando. Quale Danny avrei incontrato quel giorno? Il fratellone affettuoso che mascherava con un sorriso la tristezza o luomo rancoroso e irascibile in grado di spaventarmi con la sua furia? In ogni caso, odiavo il fatto di essere una psicologa ma di non sembrare capace di aiutare mio fratello.
Procedendo oltre, svoltai nella radura. Gli alberi formavano una volta verde smeraldo attorno al terreno ricoperto di aghi di pino e, nel mezzo, tra lantiquata piccola roulotte Airstream di Danny, la sua vecchia Subaru e lamaca sospesa tra due svettanti pini palustri, cera a malapena spazio perch riuscissi a parcheggiare. Avevo fatto un paio di sacchetti di spesa per lui, che mi avvolsi attorno al polso mentre scendevo dalla macchina e camminavo verso la roulotte.
Danny apr la porta quando mi avvicinai.
Ciao, Danny. Gli rivolsi un sorriso allegro.
Ehi mi rispose. Mi chiedevo quando ti saresti fatta vedere. Aveva unespressione piatta e difficile da interpretare, ma nei suoi occhi cera un bagliore che mi diede conforto. Era sempre stato un bel ragazzo e lo era ancora, con i capelli scompigliati lunghi fino alle spalle e di un biondo pi scuro di quando eravamo bambini e gli occhi di un celeste intenso in contrasto con la pelle abbronzata. Era troppo magro, con un viso tutto spigoli vivi e linee piatte. Per ero contenta di vedere che aveva la barba corta e tagliata con cura. Nei periodi peggiori, la lasciava crescere incolta. Ero arrivata a considerarla un indicatore di come se la passasse.
Ho fatto un salto appena dopo la morte di pap dissi ma non ti ho trovato.
E ti stupisce?
Okay, pensai. Oggi  il Danny arrabbiato.
Gli allungai le borse. Ti ho portato qualcosa da mangiare e le sigarette. Gli avevo comprato un po di frutta, pesche, un melone e una vaschetta di fragole, ma cera un intero sacchetto pieno di confezioni di maccheroni al formaggio che tanto amava insieme alle Marlboro. Avevo ormai rinunciato da tempo a cercare di trasformare mio fratello in una persona con unalimentazione pi sana. Per me era pi importante farlo felice. Avevo smesso da tempo di comprargli gli alcolici. Ero certa che ne avesse gi moltissimi.
Sollevai un braccio per passargli le borse, che lui afferr facendo un passo indietro per lasciarmi entrare. Come sempre, avevo il forte desiderio di stendere le braccia per abbracciarlo mentre entravo nella roulotte, ma un giorno, nel corso degli anni, i nostri abbracci erano giunti al termine. Lui era pi grande di me di quattro anni e, fino ai miei dieci o undici anni, lavrei definito il mio migliore amico. A quel punto per ladolescenza parve impossessarsi di lui per non lasciarlo pi andare.
Dobbiamo parlare gli comunicai.
Dobbiamo? chiese con un tono che mi diceva che era perfettamente cosciente del fatto che avevamo moltissime cose di cui parlare.
S, dobbiamo. Erano passati mesi dallultima volta che ero stata nella sua roulotte e mi ero dimenticata di quanto pendesse da un lato, facendomi venire le vertigini quando camminavo in quello spazio minuscolo. In fondo si trovava il suo letto oblungo e, allestremit opposta, il tavolo con le panche fisse, e il tutto stava a non pi di cinque passi di distanza. Sapevo che gli piacevano gli spazi angusti. Una volta mi aveva detto che, in quel modo, si sentiva al sicuro e in pace. Non era un eremita in toto, comunque. Mi era capitato pi di una volta di passare alla roulotte e scovare tracce della presenza di una donna: rossetto sulla tazzina da caff o un romanzo rosa sul piano del cucinino. Mio fratello non poteva passare inosservato. Le mie amiche gli sbavavano dietro quando eravamo ragazzine. Mi piaceva lidea che ogni tanto avesse compagnia.
Il condizionatore sopra il finestrino sbuff un debole getto di aria fredda mentre cominciavo a mettere via la spesa. Davvero, non avevo mai capito come facesse ad avere la corrente in quel posto, ma era riuscito in qualche modo a collegare un generatore che lo teneva abbastanza al fresco destate e lo riscaldava a sufficienza dinverno. Il generatore faceva funzionare anche il computer. Il portatile sul tavolo era veramente lunico oggetto fuori posto in quella vecchia roulotte, che sembrava uscita direttamente dagli anni Cinquanta. Danny era sempre stato uno smanettone. Aveva proprio i polpastrelli incollati al laptop e io, in realt, ne ero felice. Si teneva in contatto via email con qualche tizio con cui aveva fatto il militare e sentivo che aveva bisogno di quel cameratismo. Desideravo solo che rimanesse in contatto con me come faceva con loro. A volte avevo limpressione che le mie email finissero nel nulla.
Misi in frigo il latte mentre lui si poggiava al bancone e restava a guardarmi.
Sei con Bryan? mi chiese.
Ci siamo lasciati. Chiusi lo sportello del frigo.  stata una mia scelta aggiunsi.
Credevo avessi detto che lui era quello giusto.
Fui colpita dal fatto che si ricordasse che avevo pronunciato quella frase. Be, lo credevo risposi. Ma si era separato dalla moglie da tre anni eppure non stava facendo nulla per avere il divorzio. Mi ero stufata di aspettare. Ero certa che Bryan mi amasse, come coppia per non stavamo andando da nessuna parte. Aveva due figli meravigliosi e sapevo che voleva ancora bene a sua moglie. Mi sembrava di essere di troppo. Era gi scritto, dissi solo che ci ho messo un po a capirlo.
Buon per te. Danny sembrava sincero.
Credevo che ti piacesse.
Non mi piaceva come ti stava tenendo in sospeso. Incrociando le braccia, si riappoggi e mi scrut in viso. E sai... mi disse hai un aspetto magnifico. Come se ti fossi liberata del fardello che ti opprimeva.
Oh, s. Scoppiai a ridere. Come potevo avere un aspetto magnifico quando invece mi sentivo tanto triste? Per ne fui toccata. Sotto quella scorza scontrosa e talvolta caustica, mio fratello era sempre un tenerone.
Tir fuori un pacchetto di sigarette dalla stecca che gli avevo comprato, lo apr e se ne accese una. Mi allung il pacchetto per offrirmene una, come se avessi cominciato a fumare dallultima volta che lavevo visto. Scossi la testa scivolando su una panca davanti al tavolo.
Avevo il suo fucile dritto davanti agli occhi, poggiato alla parete accanto al piano della cucina. Andava a caccia di piccoli animali selvatici nel bosco e, per quanto ne sapessi, quel fucile era lunica arma che aveva. Speravo che fosse cos. Harry Washington mi aveva detto che tutti, al dipartimento di polizia, consideravano Danny una mina vagante. Harry aveva prestato servizio in Iraq insieme a mio fratello e sapevo che lo teneva docchio per il suo bene. Mi aveva mandato unemail poche settimane prima per informarmi del fatto che Danny era stato bandito per sempre dal suo bar preferito per aver avuto una rissa con il barista. Ora frequentava lo Slick Alley, diceva Harry, una sala da biliardo dallaspetto disastrato che mi faceva venire la pelle doca ogni volta che ci passavo davanti in macchina.
Mi ricadde lo sguardo sul fucile. Avevo visto con i miei occhi gli improvvisi scatti dira di mio fratello, ma non temevo tanto che potesse puntare larma contro qualcuno quanto che la rivolgesse contro di s. Bench la gamba rotta che si era procurato in Iraq lavesse messo a dura prova, le ferite psicologiche erano molto peggio. A dire il vero, comunque, non era nella sua forma migliore neanche prima di partire.
Come stai? Alzai lo sguardo sul suo volto.
Fece un tiro di sigaretta annuendo. Bene sbuff con un filo di fumo. Restando seduto al tavolo di fronte a me, scost il portatile e picchiett la sigaretta facendo cadere la cenere in un coperchio.
Stai prendendo le medicine? gli chiesi.
Non starmi addosso, sorellina disse e mi fu chiaro che non lo stava facendo. Odiava il cocktail di farmaci che gli aveva prescritto lo psichiatra militare.
Come non detto. Intrecciai le mani sul tavolo come se stessi per dare il via a una riunione. Dunque, esordii come probabilmente saprai, sono esecutrice testamentaria di pap e mi fermo a New Bern per un paio di settimane per occuparmi della sua... eredit. Questa parola suon stupida riferita a mio padre, e Danny emise un rumore di scherno dal fondo della gola. Puoi tenere la sua macchina gli dissi. Ha solo pochi anni e...
Non voglio la sua cazzo di macchina.
Benissimo. Feci nuovamente marcia indietro. Mi sarei occupata della cosa pi avanti. Cosa pensi della casa? gli chiesi. Io credo che dovremmo venderla, ma, se vuoi, magari potresti viverci tu...
No, grazie. Fece un tiro lungo e lento dalla sigaretta, i suoi occhi si strinsero su di me come se la sola proposta di trasferirsi nella nostra casa dinfanzia lavesse insultato. Puoi fare quello che vuoi sia della casa che di tutto quello che c dentro mi disse. La sola cosa che mi importa  che questo pezzettino di terra, questo qui, indic il pavimento della roulotte proprio qui dove siamo ora, sia per sempre di mia propriet.
Dobbiamo vendere il camping, dissi ma non credo che questa zona ne faccia parte tecnicamente.
No, fece lui  del tutto separata.
Okay. Allora parler con lavvocato per assicurarmi che questo terreno spetti a te. Puoi accompagnarmi allincontro con lei domani? chiesi. Con lavvocato? Vorrei che sapessi cosa...
No mi rispose.
Io annuii, per niente sorpresa e consapevole del fatto che probabilmente fosse meglio cos. Avrebbe complicato le cose. Sarebbe stato cos teso da non riuscire a star fermo oppure si sarebbe infuriato e se ne sarebbe andato sbattendo la porta. Danny era tuttaltro che prevedibile.
Okay. Il fumo mi stava davvero dando alla testa, ma intendevo resistere. Devo sistemare la casa per poterla mettere in vendita. Mi puoi dare una mano? Non per lo sforzo fisico dellimpresa, ma dobbiamo passare al vaglio ogni cosa e...
Perch non chiami qualcuno che si porti via tutto e stop? Picchiett la sigaretta sul bordo del coperchio.
Perch... non  cos che si fa. Scacciai il fumo e mi sporsi verso di lui. Danny, senti... ho bisogno del tuo aiuto. Fallo per me, okay? Non per pap, ma per me. Sar una cosa immensa da gestire da sola.
Si alz e schiacci la sigaretta nel lavello, facendo scorrere lacqua per un attimo. Sapevo di averlo convinto spostando la richiesta su di me anzich su nostro padre.
 cos un casino disse lui.
Che cosa?
Tutto.
Provai a immaginare cosa passasse nella testa di mio fratello. In uno dei suoi momenti di maggiore vulnerabilit, mi aveva detto di avere sempre paura. Reagiva a ogni rumore brusco come se fosse sotto attacco. Gli incubi lo riportavano in Iraq, dove aveva fatto cose che si era rifiutato di raccontarmi. Non mi guarderesti mai pi con gli stessi occhi se te lo dicessi. Pap aveva provato a stargli accanto, ma Danny aveva unostilit nei suoi confronti che non ho mai compreso. Mio padre alla fine si era dato per vinto e, davvero, non potevo biasimarlo. Ma io non lavrei fatto. Era quel Danny vulnerabile che mi sforzavo di ricordare quando faceva il bellicoso.
Mi vuoi bene? chiesi allora.
Alz di colpo la testa. Certo mi rispose e le spalle allimprovviso gli si afflosciarono come se quellammissione lavesse sconfitto. Sospir girandosi verso di me. Cosa dovrei fare? Tutta un tratto parve un bambino, desideroso di compiacermi eppure spaventato dalla mia risposta.
Fammi parlare domani con lavvocato cos da capire esattamente cosa dobbiamo fare. Dobbiamo. Avrei sottolineato il noi. Che ne dici se ti compro un cellulare prepagato cos possiamo comunicare mentre sono qui?
Scosse la testa. No disse, e non ero sicura di aver capito se intendeva Non comprarmi un cellulare oppure Non osare fare una proposta in pi o sbrocco. In ogni caso, credevo che quella visita fosse durata abbastanza per una sola giornata e cos mi alzai.
Ti trovo bene, Danny dissi, mettendomi in piedi. Ti voglio tanto bene. Era proprio la verit. Era tutta la famiglia che mi era rimasta.
Quella sera preparai il letto alla francese della mia vecchia camera. Avrei potuto dormire in quello a due piazze della stanza molto pi spaziosa dei miei genitori, ma non ci sarei riuscita. Lo vedevo ancora come il loro spazio privato. Non ero pronta a invaderlo.
Nelle due settimane passate da quando avevo rotto con Bryan, per me lora di andare a dormire era diventata la parte pi difficile della giornata. Era il momento in cui generalmente ci sentivamo al telefono per darci la buonanotte e dirci ti amo. Mi mancavano disperatamente quelle telefonate. Nella prima settimana di distacco, ogni sera parlavo con Sherise anzich con Bryan, e proprio non sapevo come avesse sopportato i miei piagnistei e i miei lamenti. Oramai era irraggiungibile ad Haiti e io ero orfana.
A mezzanotte ero ancora sveglia a fissare il soffitto. Non avrei mai dormito. Mi alzai, andai al piano di sotto e mi preparai al microonde una tazza di tisana Dolce Sonno. La stavo portando con me su per le scale quando notai la borsetta sulla scrivania di pap e mi ricordai della busta viola della casella postale. Portai con me la busta al piano di sopra e mi infilai a letto, sorseggiando la tisana mentre esaminavo la grafia sinuosa sulla carta viola. Fred Marcus. Nessun mittente. Esitai un momento prima di squarciare la busta con un dito. Lunico contenuto era una cartolina. Davanti cera una fotografia a colori di una band. Di bluegrass o country, forse. Due donne e due uomini, tutti con strumenti a corde. In fondo allimmagine compariva jasha trace. Il nome della band, supposi. Sul retro della cartolina cerano le tappe di un tour e scritto nello spazio riservato allindirizzo del destinatario, sempre con la stessa grafia tondeggiante: non vedo lora di vederti! dove ci incontriamo? baci.
Dannazione. Ora stavo davvero male. Chiunque fosse Fred Marcus, non avrebbe ricevuto la cartolina perch lavevo presa io dalla casella postale. Avrei dovuto lasciarla dove stava. Probabilmente persino pagare per tenere la casella attiva per un po.
Con un sospiro, mi sporsi per gettare la cartolina e la busta nel cestino accanto al comodino. Avevo gi abbastanza pensieri senza farmi carico dei problemi di uno sconosciuto. Fred Marcus si sarebbe dovuto risolvere la cosa da solo.

3.

E quindi vostro padre ha scritto questo testamento tre anni fa. Suzanne Compton, lavvocato di mio padre, si protese sulla scrivania per passarmi una copia delle sue volont. Sfogliai il documento poggiandolo sul bordo del tavolo. Quando stavo ancora a Durham, Suzanne mi aveva aiutata a presentare istanza in tribunale e ad avere accesso ai conti correnti di mio padre, ma avevo rimandato il momento in cui mi sarei occupata del testamento perch potessi confrontarmi con lei di persona.
Come ti ho anticipato al telefono, prosegu Suzanne ha istituito un fondo fiduciario al cinquanta percento tra te e tuo fratello per tutti i beni. La casa, il camping, i conti correnti. Lunica eccezione  quel lotto di due ettari, che  destinato unicamente a Daniel. Tu ora subentri in qualit di fiduciaria per la sua parte di eredit e quindi dovremo parlare delle tue responsabilit in materia.
Io annuii. Naturalmente sapevo del fondo fiduciario, ma non mi ero resa conto del fatto che adesso sarei stata responsabile dei soldi di Danny. Avrebbe potuto spenderli soltanto per determinati tipi di acquisti per evitare di perdere lassegno di invalidit. Ero sollevata di sapere che mio padre avesse lasciato a lui quel terreno.
Vostro padre aveva unassicurazione minima sulla vita che, a quanto pare, ha sottoscritto quando lavorava per il governo disse Suzanne e pare che abbia continuato a pagare il premio e ci sono quindi cinquantamila dollari che spettano a ciascuno.
Lui non ha mai lavorato per il governo commentai io, domandandomi se avesse confuso i casi. Ha sempre e solo gestito il camping Mac.
Be,  una polizza vecchia. Suzanne si sfreg la nuca sotto il carr biondo. Aveva unaria un po assonnata mentre scartabellava tra alcuni appunti che supponevo fossero nel fascicolo su mio padre. Non poteva essere stanca neanche la met di quanto lo fossi io dopo la mia nottata perlopi insonne. Ha attivato la polizza nel 1980 quando faceva parte dellU.S. Marshals Service disse.
U.S. Marshals Service? Mio padre? Non credo... La mia voce si affievol quando mi torn in mente un vago ricordo dinfanzia. Io e Danny eravamo alle prese con un castello di sabbia sulla spiaggia e vedemmo un agente di polizia che arrestava un paio di ubriaconi chiassosi. Anche pap arrestava la gente aveva commentato Danny. Era un marshal. Ricordavo lorgoglio nella sua voce, ma non dovevo avere pi di cinque anni e non avevo idea di che cosa stesse dicendo.
Allora sorrisi. Quando ero piccola, Danny mi ha raccontato che nostro padre era un marshal. Devessere questo ci che intendeva. Nel 1980, lanno in cui hai detto che ha sottoscritto la polizza, la mia famiglia viveva a nord della Virginia al confine con Washington, quindi immagino che abbia senso. Ma non avevo minimamente idea del fatto che avesse mai lavorato per il governo. Non ne ha mai parlato.
Be,  stato tanto tempo fa. Suzanne abbass lo sguardo sul testamento, con il desiderio palese di proseguire con la questione. Ora, vostro padre era un collezionista, vero? Mi ha detto che i violini erano gli oggetti pi preziosi, seguiti poi dalla collezione di pipe, che vuole destinare a Thomas Kyle.
Davvero? Mi poggiai allo schienale, con molta sorpresa. Tom Kyle? Lui e la moglie, Verniece, abitavano da molto nel camping di mio padre, ma io li conoscevo appena. Tom mi era sempre sembrato un vecchio scorbutico, bench Verniece fosse una signora adorabile. Quando era morto pap, avevo chiesto a Suzanne di predisporre un accordo affinch Tom potesse gestire temporaneamente le prenotazioni e i pagamenti del camping. Da quanto ne sapevo, era andato tutto bene.
C qualcosa che vuoi impugnare? domand Suzanne.
Scossi lentamente la testa. No, dissi mi sorprende e basta. Immagino che Tom Kyle e mio padre avessero un rapporto pi stretto di quanto credessi.  bello che gli abbia lasciato qualcosa. Ero felice di sapere che pap avesse un amico a cui teneva tanto. Le pipe probabilmente valevano qualche migliaio di dollari. Il signor Kyle lo sa? le chiesi.
No. In qualit di esecutrice, dovresti comunicarglielo tu. Puoi dirgli di chiamarmi per qualsiasi dubbio e mi premurer di preparare un documento che dovrete firmare entrambi. Riabbass gli occhi sul testamento. Lunica altra cosa qui precisata  che lascia il piano e diecimila dollari a Jeannie Lyons.
L per l non mi sovvenne quel nome. Non la sentivo nominare da anni. Davvero? chiesi.
Conosci Jeannie?  unagente immobiliare?
Era una vecchia amica di mia mamma di quando erano bambine, ma mamma  venuta a mancare sette anni fa. Ricordavo che Jeannie e mia madre andavano via insieme allincirca ogni due anni quando ero piccola. Una fuga tra ragazze, la definiva mia madre. Andavano in spiaggia o ad Asheville, che era la citt in cui Jeannie viveva allepoca, se ricordavo bene come stavano le cose. Non sapevo che mio padre fosse rimasto in contatto con lei.
 sempre possibile che sia stata tua madre a chiedergli di lasciare qualcosa a Jeannie disse Suzanne. Tu o tuo fratello avete qualcosa in contrario nel donarle il piano o i soldi?
Scossi la testa. No, se  ci che voleva mio padre risposi. Tra laltro, Danny vive in una roulotte e io sto in un micro appartamento. Poi aggiunsi con un sorriso: Per di pi nessuno di noi due sa suonare.
Allora vorrai conoscere Jeannie comment Suzanne. Lei pu darti una mano per la casa e anche per il campeggio, se intendete metterli in vendita entrambi.
Io ho questintenzione dissi.
Suzanne si concentr sui propri appunti. Qui c scritto che tuo padre aveva risparmi per circa duecentomila dollari al tempo in cui ha fatto testamento; quindi, oltre allassicurazione, oltre al valore della casa e del camping, che Jeannie ti aiuter a stabilire, verr divisa anche questa somma tra il tuo fondo fiduciario e quello di Daniel.
Un wow mi balen in mente, ma mi sembrava sbagliato esternarlo. Al momento avevo sul libretto seimila dollari. Non guadagnavo quasi niente come psicologa scolastica e credevo di essere piuttosto brava ad aver messo da parte cos tanto.
Un consiglio non costa niente disse Suzanne. Mettili sotto il cuscino. Trovati un bravo consulente finanziario. Posso indirizzarti io verso qualcuno della zona, ma probabilmente preferirai un esperto a Durham. Ti basta farci attenzione per farli crescere. Magari ti puoi comprare una casa tutta tua e lasciare quel minuscolo appartamento. Si spera che possano tornare utili anche a tuo fratello. Come sta lui?
Lo conosci? chiesi, senza particolare stupore. Praticamente chiunque a New Bern conosceva Danny in un modo o nellaltro. Aveva suscitato una serie complicata di emozioni nella gente: gratitudine per il servizio militare, compassione per le ferite e apprensione per la sua imprevedibilit.
Non lho mai incontrato di persona mi disse. Per ho istituito il suo fondo fiduciario. Pare che ne abbia passate parecchie. Mi rivolse un sorriso gentile mentre chiudeva il fascicolo sulla scrivania e fui lieta del fatto che parlasse di Danny con comprensione anzich con disprezzo.
Gi, ne ha passate un bel po sottolineai.
Ascolta, c unultima cosa prosegu lei mentre ci alzavamo entrambe. Quando una persona viene a mancare allimprovviso come nel caso di tuo padre, non ha la possibilit di sistemare tutto. Sai... tipo cancellare la cronologia delle ricerche su Google o robe del genere. Perci non scavare troppo a fondo nelle sue cose private. Non prenderla male.
La guardai con occhio torvo. C qualcosa che non mi stai dicendo? le chiesi.
No. Conoscevo appena tuo padre. Fece il giro della scrivania, avviandosi insieme a me verso la porta. Per quando  venuto a mancare mio pap, ho trovato un po di... pornografia, quel genere di robe insomma, sul suo computer e vorrei non aver guardato. Fece un sorriso impacciato.  solo un piccolo avvertimento.
Non riesco a immaginare che a mio padre interessassero i porno dissi, con la mano sul pomello della porta.
Non si sa mai disse lei. Pare che tuo padre fosse un uomo pieno di sorprese.

4.

Volevo un fratello ordinario. Uno con cui poter parlare ragionevolmente dellincontro con Suzanne. Un fratello con cui poter piangere nostro padre. Non avrei mai avuto quel fratello e bench fossi riuscita a farlo sentire in colpa per far s che passasse a casa quella sera, la sua ansia sembrava un terzo incomodo nella mia macchina mentre ci allontanavamo dal campeggio. Aveva detto che la sua Subaru era in riserva e che non aveva soldi per fare benzina, cos ero passata a prenderlo, tentando di allungargli i cento dollari che avevo prelevato dal suo fondo fiduciario. Respinse il denaro con unespressione irritata in volto. Non potevo biasimarlo. Doveva intaccare il suo orgoglio dipendere ora dalla sorella pi giovane per i fondi.
Mi fermai da MJs per comprare mezzo chilo di patatine fritte e gamberetti fast food; avevo la tachicardia mentre aspettavo che lordine fosse evaso, per il timore di tornare alla macchina e scoprire che Danny era svanito. Eppure se ne stava ancora l, a saturare laria della mia auto con il fumo della sigaretta. Io non dissi nulla. Se aveva bisogno di fumare per superare la situazione, okay. Se aveva bisogno di bere, okay. Avevo comprato una cassa da sei di birre quel pomeriggio. Ero disposta ad assecondarlo in ogni modo.
Prima di avviare il motore, infilai una mano nella borsetta ed estrassi il telefono che avevo comprato quel pomeriggio. Eccoti il cellulare prepagato, cos possiamo rimanere in contatto dissi, porgendogli lapparecchio.
Veramente non voglio un telefono ribatt lui.
Solo finch resto qui. Gli premetti il telefono sulla mano. Ho aggiunto il mio numero ai contatti e il tuo nella mia rubrica. Dopo un istante, strinse le dita attorno al telefono e se lo infil nella tasca dei jeans.
Soddisfatta, misi in moto la macchina e arrivammo a casa, mentre lodore delle spezie dellOld Bay Seasoning si mischiava al fumo di sigaretta. Parcheggiai sul vialetto e attraversammo lentamente il prato fino agli scalini della porta dingresso. Zoppicava meno che in passato, pensai, anche se avevo la sensazione che la sua andatura lenta e rigida fosse dovuta al dolore. O magari semplicemente voleva posticipare il pi possibile il momento di entrare in casa. Erano passati anni da quando cera stato per lultima volta.
Pap ha risparmi per circa duecentomila dollari gli dissi attraversando il soggiorno in direzione della cucina, mentre tenevo tra le braccia il contenitore pieno di gamberetti e patatine fritte. Danny gir la testa a sinistra e poi a destra per fare mente locale sulla stanza. Dubitavo che fosse cambiato qualcosa dallultima volta che ci aveva messo piede. Met dei soldi finiranno nel tuo fondo.
Cosa ci faccio con cos tanti soldi? chiese lui, una volta giunti in cucina. Sapevo che era una domanda retorica.
Be, poggiai il contenitore sul piano stanno l se mai dovessero servirti. Gli avevo gi detto che poteva avere il terreno su cui risiedeva.
Subito si avvicin al frigo e ne apr lo sportello, tirando fuori una birra dal cartone. Come ha fatto a ritrovarsi con cos tanti soldi in banca? chiese lui, chiudendo la porta del frigorifero.
Infilai una mano in una delle credenze in cerca di un paio di piatti. Era un gran risparmiatore, suppongo dissi. Non aveva molte spese. E lavorava per lU.S. Marshals Service, cosa che immagino tu sapessi.
Mmm. Danny apr un paio di cassetti prima di trovare quello che conteneva lapribottiglie. Era folle, no? Mollare un lavoro governativo per trasferirsi qui a gestire un campeggio?
Gli lanciai unocchiata mentre tiravo fuori dalla credenza due antichi piatti di porcellana Franciscan di mia madre. Magari provava quello che provi tu dissi. Sai, scegliere uno stile di vita pi tranquillo rispetto alla frenesia di Washington.
Mand gi una sorsata di birra. Non sono sicuro di poter dire che la mia sia una scelta concluse lui.
Io feci un cenno col capo verso la porta sul retro e Danny mi segu nella veranda interamente vetrata, dove appoggiai i piatti sul tavolo coperto dalla cerata. Le cicale e i grilli intonavano le loro canzoncine serali mentre aprivo il contenitore del fast food. Adoravo la veranda. Mi riportava alla mente la mia infanzia. Per tutta lestate, stavo a leggere seduta su una delle sedie a dondolo. Mi ricordavo ancora di qualche libro che avevo divorato a quel tempo, quando la vita sembrava un sacco pi semplice rispetto a ora.
Ti ricordi di quando giocavamo in veranda da bambini? gli chiesi aprendo la confezione dei gamberi.
Dio, questi piatti! esclam Danny come se non avesse sentito ci che avevo detto. Abbass lo sguardo sul piatto color crema con i bordi decorati con mele dipinte a mano. Dobbiamo per forza mangiare in questi vecchi piatti?
Cosa hanno che non va?
 solo che... mi sembra di essere tornato ai miei quindici anni.
Volevo insistere. Volevo chiedergli perch tornare un quindicenne fosse cos tremendo per lui, ma lavevo gi pungolato e sapevo che cos non sarei andata da nessuna parte.
A me piacciono moltissimo questi piatti, in realt commentai io. Mi ricordano la mamma.
Esattamente disse lui.
Non avevo intenzione di andare a prendergli un piatto diverso. Presi una manciata di gamberetti e spinsi sul tavolo il cartone verso di lui. Ricoprilo di gamberetti cos non vedrai il disegno dissi; fui contenta quando allung il braccio verso il contenitore.
Bene. Pelai un gamberetto, pensando che avrei fatto meglio a spostare largomento dalla nostra famiglia per un po. Ti ho raccontato della mia triste vita amorosa. E tu invece? Nessuna di speciale di questi tempi?
La sua scrollata di spalle fu evasiva. Vanno e vengono disse e mi sta benissimo cos. Mangi un gamberetto, poi scol la birra e si alz. Me ne serve unaltra disse lui. Tu ne vuoi?
No, grazie. Mangiai un po di patatine aspettando che tornasse. Odiavo laria tesa che cera tra di noi. Mi sembrava facilmente irritabile quella sera, dallo scatto facile.
La sua bottiglia era gi mezza vuota quando si rimise a sedere ed ebbe un tremito alle mani cominciando a pulire un gamberetto. Mi domandavo se avesse preso qualcosa. Quando era tornato dallIraq aveva cominciato a fumare un sacco di erba, ma, per quanto ne sapevo, ultimamente la sua droga preferita era lalcol.
Dobbiamo parlare della casa dissi e cos gli riferii tutto quello che ero venuta a sapere grazie a Suzanne. Il piano e diecimila dollari vanno a Jeannie Lyons, il che mi pare strano. Lei era amica di mamma, ma io...
Io so chi  lei esclam, facendo un altro sorso di birra. Cerca di rivolgermi la parola quando mi incontra in citt, ma io mi limito a mostrare il mio pauroso atteggiamento da disturbo post traumatico da stress e mi lascia in pace.
Dovetti ridere. Il suo tono era da freddura e non capivo minimamente se intendesse essere spiritoso o meno, ma, in ogni caso, apprezzavo la sua onest. E devi conoscere Tom Kyle gli dissi. Vive in fondo al camping, giusto?
Uno stronzo patentato. Se ne va sempre in giro vestito con dei pantaloni mimetici, come se cercasse di spacciarsi per qualcosa che non .
Mordicchiai una patatina. Be, dissi io non lo conosco molto bene, ma mi aiuta a gestire il camping da quando  morto pap, quindi gli sono grata. E pap deve aver avuto con lui un rapporto di qualche tipo visto che gli ha lasciato la sua collezione di pipe.
Che se ne fa uno di un po di vecchie pipe?
Chi lo sa dissi. Ma, per noi,  una cosa in meno da gestire e quindi ne sono felice. Ci per cui avr bisogno davvero di aiuto  la preparazione degli scatoloni delle cose da dar via. Tipo per liberare la casa per metterla in vendita. Fantasticai su noi due che ci davamo da fare insieme per un paio di settimane, fianco a fianco. Magari sarei riuscita a farlo parlare sul serio con me. Ad aprirsi.
Interruppe la sua operazione di pulitura del gamberetto e guard fuori, verso il cortile, era quasi buio. Davvero, faresti meglio a chiamare qualcuno. Io non posso farlo mi disse.
Aveva un tono dolce ma risoluto, come se avesse tentato di prendere una decisione e alla fine ci fosse riuscito. Perch no, Danny? chiesi io gentile.
Stando qui, mi accorgo che... Mi guard, ma per un secondo appena, prima di abbassare gli occhi sui gamberetti restanti nel suo piatto. Semplicemente non voglio mettere le mani tra i loro vecchi oggetti, come questi piatti, per esempio. Picchiett con un dito sul bordo del piatto. Non mi va di vederli.
Okay... dissi, sperando di poter comprendere lenigma che era mio fratello.
Faccio incubi sulla nostra famiglia quanto sullIraq soggiunse.
Non capisco dissi. Voglio dire, non hai subto violenza n altro.
Si port la bottiglia alle labbra, inclinando indietro la testa per bere lultimo goccio. Esistono vari tipi di violenza comment lui, riappoggiando la bottiglia.
A che cosa ti riferisci?
Dico solamente che devi rivolgerti a qualcuno che ti dia una mano con la casa. Ora nella sua voce compariva una punta di impazienza. Io me ne lavo le mani. Si alz ed entr in cucina. Udii la porta del frigo aprirsi nuovamente mentre impilavo i piatti e cominciavo a portarli in casa.
La cucina era vuota quando vi entrai, ma lo intravidi in soggiorno. Appoggiai il tutto sul piano accanto al lavello e mi avvicinai alla soglia tra le due stanze. Danny stava in piedi di fronte alla parete dei vinili, con una mano nella tasca dei jeans e laltra che sorreggeva una nuova birra fresca.
Qual  il senso di tutto ci? fece lui, sollevando la bottiglia verso gli album. La rabbia nella sua voce mi fren dallentrare nella stanza. Non si riuscirebbero ad ascoltare cos tanti dischi neanche in una vita intera comment lui. Che stupido spreco. Ne era ossessionato.
Era la sua passione dissi io cauta. Ricordavo che mia madre diceva che pap aveva bisogno delle sue passioni e, bench non avesse mai aggiunto nulla di pi sullargomento, sapevo che intendeva dire che gli serviva qualcosa che gli impedisse di pensare alla figlia che aveva perso. Ti ricordi di come mamma e pap parlavano sempre della nostra famiglia come se avessero solamente due figli? gli domandai. Come se Lisa non fosse esistita?
Danny non distolse lo sguardo dagli album, ma vidi che spalanc di colpo le narici. Da bambini, avevamo entrambi imparato a rispondere la stessa cosa quando la gente ci chiedeva quanti bambini facessero parte della nostra famiglia. Solo due era la nostra replica.
Era come se non si potesse mai parlare di Lisa sbottai. Anche adesso che lho nominata, hai fatto finta di non sentire e...
 tutto cos una merda! url allimprovviso. Voltandosi, alz un braccio come per lanciare la palla a un battitore. Spinse in avanti la bottiglia di birra con forza immensa, lanciandola come un missile contro la parete che ospitava la collezione di pipe. Io feci un passo indietro quando le porte di vetro scorrevoli della vetrinetta esplosero in mille pezzi.
Danny si gir e cammin a passo pesante in direzione della porta dingresso.
Danny! mi limitai a gridare, troppo sconvolta per potermi muovere. Se ne era andato, pestando forte i piedi sui gradini della veranda ancor prima che riuscissi anche solo a comprendere cosa fosse successo.
Fissavo la vetrinetta, ora senza il vetro protettivo. Alcune pipe erano cadute dal loro stretto ripiano di legno. Un po erano finite per terra. Frastagliati cocci di vetro spuntavano dai bordi della vetrinetta come una lastra di ghiaccio spezzata su un laghetto, e ovunque nella stanza, ovunque brillava il vetro. Minuscole schegge di cristallo scintillavano su quasi ogni superficie.
Rimasi l intontita per alcuni secondi prima di ricordare che Danny era senza macchina. Non poteva percorrere i quindici chilometri di distanza dalla sua roulotte se non a piedi. Afferrai la borsetta e le chiavi e, varcata la porta dingresso, procedetti dietro di lui.
New Bern era buia e silenziosa mentre guidavo lentamente nella direzione che mi aspettavo lui seguisse. Lo individuai che passava sotto un lampione, molto zoppicante, diretto verso la periferia della citt. Accostando, abbassai il finestrino del passeggero.
Sali gli ordinai. Lui si ferm, ma non alz gli occhi su di me. Di, Danny, per favore lo pregai.
Vidi proprio il momento in cui si arrese, con quelle eloquenti spalle che crollavano in segno di sconfitta. Si avvicin allauto e apr la portiera. Non riportarmi in quella casa disse lui salendo in macchina. Portami a casa mia, okay?
Certo dissi, abbandonando allistante lidea di farmi aiutare da lui per la casa.
Procedemmo in silenzio per un paio di chilometri. Non ero certa di cosa dire per non farlo scappare dalla mia macchina. Dopo un po, accese la radio, premendo il pulsante di ricerca fin quando non trov qualcosa di suo gradimento. Hip hop. Quella canzone era famosa e il suo ritmo incalzante port entrambi a muovere la testa su e gi a tempo, indipendentemente dal fatto che fossimo nel mood o meno.
I ragazzini con cui lavoro adorano questo pezzo dissi, benedicendo largomento neutrale. Poi mi torn in mente il fucile che lo attendeva nella sua roulotte e si trasform nel mio unico pensiero. Tutti i santi giorni chiedevo ai ragazzini se avessero istinti suicidi, in quel momento per le parole mi restarono bloccate in gola.
Mentre sono qui, verr con te al dipartimento degli Affari dei Veterani dissi alla fine.
Per cosa?
Non fare lo stupido, Danny lo ammonii. Se stai prendendo i farmaci, dovranno regolare la terapia, non credi?
No, non credo.
Permettimi di accompagnarti dissi. Non puoi andare avanti cos. Quand stata lultima volta che hai visto uno psichiatra?
Vaffanculo fu la sua risposta.
La strada buia si sfoc davanti ai miei occhi e deglutii rumorosamente in reazione al dolore, con le dita strette attorno al volante.
Dopo un attimo, si allung per sfiorarmi una mano. Scusami mi disse. So che vuoi aiutarmi, ma non puoi. Devi solo accettarlo, okay? Questo  ci che sono.
Io annuii, anche se non mi stava bene. Proprio per nulla. Non preoccuparti per la casa conclusi, svoltando nella strada che conduceva al camping. Me ne occuper io. Girai a sinistra quando giungemmo allo sterrato pieno di buche e rimbalzammo pian piano avanzando nelloscurit.
 qui. Indic il varco quasi invisibile in mezzo agli alberi che portava alla radura e alla sua roulotte. Con prudenza, svoltai a sinistra nel bosco, poi continuai a guidare lungo il sentiero finch i miei fari non inquadrarono la sua auto e la vecchia Airstream. Mi fermai e spensi il motore.
Vengo dentro con te gli dissi.
No. Afferr la maniglia della portiera.
Lunica cosa cui riuscissi a pensare era quel fucile. Hai intenzione di ammazzarti? sbottai. Quando mi voltai per guardarlo, rimasi stupita dal luccichio delle lacrime nei suoi occhi.
Non mi rispose subito, ma quando alla fine lo fece la voce gli usc dolce. Sto benissimo, Riles afferm. Ebbi una lieve stretta daffetto al cuore sentendo il nome con cui mi chiamava quando eravamo bambini. Sto bene, davvero continu.  solo che non riuscivo pi a restare in quella casa.
Infilai la mano nella borsetta, tirai fuori le banconote da venti dollari piegate e gliele diedi. Sono tuoi, gli dissi prendili.
Lui esit, poi mi prese i contanti dalla mano.
Ti voglio bene, Danny gli dissi.
Lui guard la propria roulotte. Sono felice di poter tenere questo terreno disse aprendo la portiera e scendendo dallauto. Quelle parole mi rincuorarono. Se gli importava ancora di tenersi il terreno, stava pensando al futuro. Non stava per spararsi in testa. Non quella sera, perlomeno.
Lasciai le luci accese finch non fu entrato nella roulotte, poi guidai avanti e indietro in piccoli semicerchi finch non mi ritrovai davanti la lenta via duscita dal bosco. Il lavoro che mi aspettava mi stava logorando la mente. Pensai che non erano solamente la casa e il mio cuore a dover essere aggiustati mentre mi trovavo l. In qualche modo, dovevo curare anche mio fratello.

5.

Non riuscivo a ricordare quando era stata lultima volta che avevo messo piede nel Camping Mac. Provai a ripensarci mentre svoltavo a destra sul lungo viottolo, procedendo in direzione opposta rispetto agli ettari di bosco che accoglievano la roulotte di Danny. Doveva essere lestate prima o lestate ancora prima. Ero arrivata a New Bern per una sorpresa e, non avendo trovato pap a casa, avevo guidato fin l per trovarlo che lavorava alla rampa per barche. Quando aveva alzato gli occhi e mi aveva visto, il sorriso gli aveva illuminato il viso. In quel momento per entrare nel camping mi fece una strana sensazione, sapendo che lui non sarebbe stato l.
Mio padre teneva la sua vecchia e decadente roulotte nella prima delle dodici piazzole; pensai di darci unocchiata prima di recarmi al motorhome dei Kyle. Parcheggiai accanto alla roulotte, poi mi resi conto di non avere le chiavi. Provai a forzare le portiere, ma erano bloccate e cos risalii in macchina e proseguii sul ghiaietto.
Il Camping Mac non era esattamente una meta turistica di punta. Era piuttosto una strisciolina di terra puzzolente delimitata da un ampio ruscello navigabile e dalla foresta nazionale Croatan, e non offriva nessun comfort se non gli attacchi allelettricit e allacqua e uno scivolo per barche. Non sapevo bene come il Mac potesse competere con altre aree camper, ma avevo sempre apprezzato come ciascuna delle dodici piazzole fosse ben appartata in quella stagione in cui gli alberi erano frondosi, tutte isolate le une dalle altre da un angolino di bosco su ciascun lato. Tra gli alberi riuscivo a scorgere qualche altro veicolo e a sentire le lontane risate dei bambini che giocavano nel torrente.
Il camper dei Kyle era collocato sui blocchi di cemento dellultima piazzola, vicino allacqua e allombra degli alberi. Dietro cera parcheggiata una Ford berlina con la vernice verde sbiadita. Il loro camper aveva quasi gli stessi anni della roulotte di mio padre, ma era pi spazioso. Una tenda parasole a righe pendeva floscia davanti alla porta e il veicolo aveva il tettuccio sfondato sul davanti dove doveva essersi schiantato un albero. Era una cosa triste il loro camper e immaginavo che i Kyle stessero facendo fatica a mantenerlo in uno stato decente. Non vedevo Tom Kyle da anni, doveva per avere let di mio padre, alla soglia dei settanta. Mi domandavo cosa ne avrebbe fatto della collezione di pipe di pap.
Parcheggiai dietro la Ford e scorsi Tom dallaltra parte del camper su un tavolo per la pulizia del pesce. Indossava una canottiera e un paio di pantaloni mimetici e sembrava intento a lavorare sul pescato della giornata. Era un uomo pi grosso di quanto ricordassi. Imponente e con le spalle larghe, probabilmente da giovane era stato muscoloso, ma gli anni avevano il loro prezzo. Alz lo sguardo quando chiusi la portiera dellauto, strizzando gli occhi da dietro la montatura argentata delle lenti mentre mi incamminavo nella sua direzione. Era evidente che non mi riconoscesse.
Sono Riley MacPherson, signor Kyle mi presentai. La figlia di Frank MacPherson.
Lui pos il coltello e il suo volto cambi espressione. Era pi una smorfia che un sorriso. Riley fece lui. Non ti vedo da un secolo. Come te la passi?
Sto bene risposi. Sono tornata per mettere a posto la casa e tutto il resto. La ringrazio per essersi occupato del campeggio nellultimo mese.
Lui scosse la testa. Mi dispiace moltissimo per tuo padre. Abbass gli occhi sulle proprie mani, con le dita scintillanti di squame. Qui non sar pi lo stesso senza Frank.
Le ha lasciato una delle sue collezioni, signor Kyle dissi. Le pipe.
Io e Verniece siamo stati dietro alle prenotazioni e al resto spieg lui, come se io non avessi parlato. Vuoi controllare i registri? Te ne occupi tu dora in poi?
Avrei potuto affermare con certezza che non aveva compreso ci che gli avevo detto. Non sapevo dire se fosse colpa delludito o delle capacit cognitive.
Scossi la testa. Sono venuta qui per comunicarle che mio padre voleva che la sua collezione di pipe la aveste voi dissi, alzando un filo la voce. Non so precisamente quanto valgano, ma voleva che foste voi ad averle. Il suo avvocato si premurer di definire i dettagli.
Alla fine le mie parole fecero presa. Annu piano, con gli occhi fissi sul tavolo e i tre pesci l poggiati anzich su di me. Non riuscivo a interpretarne lespressione. Bene, comment dopo un attimo  stato un bel gesto da parte sua. Guard verso il torrente. C nientaltro che dovremmo sapere del suo testamento? chiese lui, lasciandomi spiazzata. Si aspettava di pi?
No gli risposi. La collezione di pipe  lunico riferimento a lei. Avevo passato lintera mattinata a raccogliere cocci di vetro attorno alle pipe. Comunque credevo che limprovviso scatto dira di Danny non ne avesse danneggiata nessuna.
Udii il cigolio della porta dallaltra parte del camper. Chi ? Verniece Kyle fece il giro da dietro il motorhome.
Verniece, disse Tom ti ricordi la bimba di Frank? La piccina? aggiunse in fretta, come a voler evitare che lei rievocasse pensieri su mia sorella. Avevano mai visto Lisa? Non capivo come fosse possibile.
Certo che s! Mi sorrise calorosamente e allung le braccia per prendermi le mani tra le sue. Sembrava avere la pelle cadente e satinata. I capelli grigi erano ordinatamente pettinati ma sembrava che se li fosse tagliati da sola, ed era sovrappeso. Non obesa, ma la sua maglia ai ferri a maniche corte le vestiva troppo aderente sul seno e sulla pancia. Riley, mi dispiace veramente per tuo pap, cara disse. Era una bravissima persona, non credi?
Annuii. Grazie. Ero stupita dal fatto che si ricordasse il mio nome. Magari mio padre aveva parlato con loro di me.
Non vediamo mai tuo fratello, vero, Tom? dichiar lei. Anche se sta a meno di un chilometro e mezzo di distanza. Mi lasci la mano. Gli ho portato un po di muffin quando abbiamo saputo di tuo padre, ma non cera e avevo paura a lasciarli l perch gli scoiattoli o...
Ha una notizia per noi, Verniece la interruppe Tom. Portala in casa, io finisco di pulire qui e arrivo cos possiamo parlarne.
Entra, cara. Verniece mi stratton delicatamente lavambraccio e la seguii dietro al camper e su per gli scalini, entrando nellambiente fioco della roulotte, dove laria era di appena pochi gradi pi fresca che fuori. Le tendine erano abbassate per bloccare i raggi del sole e ci misi alcuni secondi perch gli occhi si adattassero. Come facevano a sopportare di vivere come talpe in una galleria calda e asfissiante?
Vuoi un bel t? mi chiese Verniece mentre mi sedevo al tavolino fisso, pi grande di quello sulla mini roulotte di Danny. Quellautocaravan era lungo almeno tre volte la roulotte di mio fratello.
Niente, grazie le risposi. Sono a posto.
Prese una fotografia dallanta dello stretto frigorifero e me la appoggi di fronte sul tavolo, accendendo la luce del soffitto. Ti ricordi nostro figlio, Luke? mi chiese.
S, lo ricordo dissi io garbata. Non conoscevo bene Luke. Vivendo l nel camping, aveva frequentato scuole diverse dalle mie. Era un ragazzino socievole e molto sveglio, da quel poco che ricordavo. Dov ora? domandai.
Colorado. Sta facendo il dottorato in qualcosa che ha a che fare con i computer.
Avete altri figli? chiesi, solo per fare conversazione. Non mi ricordo.
No,  lunico figlio che abbiamo... Il motivo per cui ho tirato fuori questa gesticol verso la fotografia  perch vederti mi ricorda lui.
Cercai di pensare a qualche ipotetica connessione tra me e Luke e alla fine ci rinunciai. Come mai le ricordo lui? le domandai.
Lei si mise a sedere dallaltro lato del tavolo, sorridendomi con una cordialit impressionante. Avremmo potuto non avere proprio nessun figlio fece e, un giorno, mi sono confidata con tua madre al riguardo, che mi ha raccontato della tua adozione e mi ha portata a valutare questa possibilit, cos ho detto a Tom: Ma perch non adottiamo anche noi un bambino? Ed  cos che abbiamo avuto Luke. Mostrava una tale felicit per il rapporto tra le nostre famiglie che esitai a mettere le cose in chiaro. Per era mio dovere.
Io non sono stata adottata, signora Kyle dissi con gentilezza. Credo che probabilmente sta confondendo la mia famiglia con quella di qualche altra sua amica.
Gli occhi le si spalancarono e si appoggi allo schienale della stretta panca. Oh! esclam lei, con le guance che si colorivano. Credevo... Hai ragione. Devo averti confusa con qualcun altro. Si alz di scatto e apr lo sportello del frigo come se stesse cercando qualcosa, ma non fece affatto il gesto di prendere qualcosa da dentro. Tom dice che sto perdendo colpi e a volte credo che abbia ragione. Chiuse la porta, raccolse la foto di Luke dal tavolo e la riattacc sul frigo, con le dita tremolanti. Mi dispiaceva averla tanto turbata, ma poi mi sorrise nuovamente, ricomponendosi. Be, chiunque fossero, avevano circa la nostra et quando hanno fatto ladozione disse lei. Sulla quarantina. E abbiamo pensato che se potevano adottare loro un bambino alla loro et, allora avremmo potuto farlo anche noi e cos abbiamo accolto Luke che aveva un anno.  stata la cosa migliore che abbiamo mai fatto.
Io sorrisi e le dissi: Sono contentissima che abbiate avuto vostro figlio. Dovete essere molto orgogliosi di lui.
Oh, certo, lo siamo. E ci manca molto. Non lo vediamo da Natale.
Ti sta raccontando di Lucas? fece Tom entrando nel camper.
S risposi.
 il figlio perfetto. Si spost al lavello per lavarsi le mani. Era troppo robusto per quello spazio e riemp il camper della puzza di pesce e di sudore... e di un lieve sentore di alcol, mi parve. Il suo unico difetto  che vive dallaltra parte dello Stato. Vorrei che avessimo un camper da usare per andare a trovarlo un giorno. Una casetta mobile che fosse effettivamente tale. Si mise le mani sui fianchi e si guard attorno in quello spazio abitativo claustrofobico. Questo qui  fermo da cos tanto tempo che si  dimenticato come si fa a mettersi in moto e partire.
Sarebbe fantastico. Sua moglie sembr pensierosa.
Le hai dato la notizia? Mi fece cenno col capo e spiegai a Verniece della collezione di pipe.
Sono certa che valgano almeno qualche migliaio di dollari aggiunsi.
Verniece gett unocchiata a suo marito con unespressione che non riuscii a interpretare, ma a quel punto mi parve di vedere un barlume di gioia nei suoi occhi azzurri.
Bene, che Dio benedica tuo padre,  tutto quello che posso dire fece lei. A te dispiacerebbe se le vendessimo? So quanto amava tutti gli oggetti che collezionava, ma noi non sapremmo cosa farcene.
Ci mancherebbe. Sorrisi. Le pipe spettano a voi e avete la libert di farci quello che volete.
Chiacchierammo ancora un pochino e poi tornai alla mia auto. Mi sentivo Babbo Natale. Non era una brutta sensazione.
Ma, mentre mi allontanavo in auto, non erano i loro volti sorridenti n la loro pena per mio padre che mi portavo dietro, bens la certezza sul viso di Verniece Kyle nel dirmi che era stata la mia adozione ad aver dato loro lispirazione per ladozione del loro figlio.
Pi tardi quel pomeriggio, quando laria cominci a farsi pi fresca, mi infilai le scarpe da running e andai di sotto. Mi ero fatta un pisolino una volta tornata dal camping. Pensai che fosse un chiaro segno della depressione; ma la verit era che quelle chiacchiere di Verniece Kyle riguardo alla mia adozione mi avevano destabilizzata in un modo che non riuscivo proprio a spiegare. Chiaramente non aveva idea di cosa stesse dicendo, ma, in un momento in cui gi mi sentivo persa e sola, il fatto che mi avesse indicato che la mia unica amata e compianta famiglia non era la mia famiglia biologica era bastato a lasciarmi un vuoto dentro.
Quando arrivai in soggiorno, notai la crescente montagna di bollette sul tavolino allingresso. Avevo portato con me tutti i documenti che mi erano stati spediti a Durham, ma non li avevo neanche guardati. E allora se nera aggiunta una manciata in pi. Mi immaginai che mi venisse improvvisamente staccata la corrente in casa, che la luce mi venisse tolta da un momento allaltro.
Cedendo alla preoccupazione, raccolsi le buste e le portai sulla scrivania di mio padre. La serranda dello scrittoio era alzata e potevo vedere il libretto degli assegni di pap spuntare da uno dei numerosi scomparti. Aprii tutte le buste e stesi le bollette una sopra laltra, poi diedi unocchiata al suo libro contabile, sperando che fosse pi bravo di me ad annotare i movimenti, cos da poter scoprire quanto denaro restava sul conto. Il registro era aggiornato a circa una settimana prima della sua morte. Se per avesse avuto qualche addebito diretto che l non compariva, mi sarei trovata in difficolt. Sarei andata in banca lindomani per controllare i suoi conti con un impiegato prima di cominciare a staccare assegni.
Stavo per lasciar gi il registro quando notai il nome Tom Kyle in una delle voci. Mio padre gli aveva intestato un assegno da cinquecento dollari. Mi chiesi a quale scopo. Diedi una scorsa al documento. Tutti gli assegni parevano essere stati fatti per saldare le utenze, tranne un assegno mensile da cinquecento dollari destinato a Tom. Mio padre era in debito con lui? Lo stava pagando... per cosa? Non riuscivo a ipotizzare nessun motivo per cui gli dovesse dei soldi. Esisteva un solo modo per scoprirlo, ma non ne vedevo lurgenza: avrei chiesto a Tom una volta tornata al camping per controllare la roulotte di mio padre.
Osservai nuovamente il mucchio di bollette, questa volta con un sospiro. Un compito tra mille altri. Abbassai la serranda dello scrittoio, coprendo le bollette e il registro, facendoli cos sparire dalla mia vista. Alzandomi pensai che avrebbero potuto aspettare ancora un altro giorno. Allora uscii di casa, scesi piano gli scalini della veranda antistante e diedi il via alla mia corsa.

6.

Lagenzia immobiliare in cui lavorava Jeannie Lyons distava solo qualche isolato dalla casa, cos passai da l la mattina seguente dopo la mia corsetta. Era un buco, con fotografie di case in vendita attaccate con lo scotch sulle strette vetrine. Allinterno una giovane donna con capelli biondi dritti come spaghetti stava seduta a una delle due scrivanie e mi rivolse un largo sorriso da vuoi comprare qualcosa? quando entrai.
Buongiorno! Si alz in piedi, tendendomi la mano.
Salve dissi, stringendole la mano. Sto cercando Jeannie Lyons.
Ha appuntamento?
Scossi la testa. Ho bisogno di parlarle solo un minuto specificai, anche se era unaffermazione stupida. Per dirle che mio padre lasciava a lei, una persona che io conoscevo appena e che non avevo sentito nominare da quando era morta mia madre, il piano e diecimila dollari, probabilmente ci sarebbe voluto pi di un minuto soltanto. Sono la figlia di una sua vecchia amica le dissi.
Aspetti qui un momento mi disse la donna, che quindi scomparve per una porta nel retro dellufficio.
Un attimo dopo, dalla stessa porta usc Jeannie. La riconobbi a malapena. Avevo diciotto anni lultima volta che lavevo vista, ossia in occasione del funerale di mia madre. Per me quel giorno fu cos nebuloso da non riuscire a ricordare veramente chi fosse presente. Ma ricordavo gli occhi di Jeannie. Erano giganti e di un azzurro intenso sotto una frangetta castano scuro. Il suo caschetto era un tantino originale, con un lato nascosto dietro lorecchio, e, nonostante sapessi che aveva la stessa et di mia madre, mi sembr pi giovane di quanto fosse mai apparsa mamma. Facevo fatica a credere che avesse sessantaquattro anni. Compresi allistante che lei sapeva chi ero, ma il suo sorriso parve incerto. Tese la mano quando mi si avvicin. Riley annunci lei.
Signora Lyons. Io confermai col capo e le strinsi la mano.
Oh, chiamami Jeannie mi sugger, strizzandomi la mano con un certo calore, che per non le inond il viso. Mi spiace moltissimo per tuo padre.
Grazie. Segu un momento di silenzio imbarazzato, lei mi fissava piena di aspettative. Ho bisogno di parlarle dissi. Ha tempo... o ripasso domani?
Gett uno sguardo allorologio sul muro. Erano le undici e un quarto. Ho degli appuntamenti telefonici proprio ora disse lei. Che ne dici se ci vediamo per pranzo? Prenoto alla Morgans Tavern per mezzogiorno, va bene?
S, perfetto. Cos mi avrebbe concesso di correre a casa per cambiarmi. Allora a pi tardi.
Fui la prima ad arrivare al ristorante e comunicai alla hostess il nome di Jeannie. Mi fece accomodare nella sala accanto, deserta, e non potei fare a meno di chiedermi se Jeannie le avesse specificato che ci serviva un po di privacy.
Stavo studiando il menu quando comparve. Si precipit nel locale con tanta energia da far vorticare laria attorno al tavolo quando prese posto. Scusa, scusa mi disse, srotolando le posate dal tovagliolo. Mille beghe da sistemare questa mattina.
Seduta al tavolo di fronte a lei, potevo notare che dimostrava let che aveva pi di quanto avessi creduto allinizio. Il mento era poco definito, il collo un po rugoso, ma era comunque una donna giovanile e visibilmente piena di vita.
Nel giro di un secondo, la cameriera giunse al nostro tavolo. Il solito? chiese a Jeannie.
S, ma ci serve un minuto, forse? Jeannie sollev le sopracciglia nella mia direzione.
Tacos di pesce ordinai alla cameriera. E lacqua va bene.
Jeannie mi sorrise mentre aspettavamo che la cameriera si allontanasse dal tavolo e, una volta concessaci la stanza tutta per noi, si protese per sfiorarmi le mani.
Sono cos felice di aver finalmente la possibilit di conoscerti! esord lei. Sei diventata una donna adorabile, Riley. Tuo padre me laveva detto.
Grazie dissi, domandandomi se mio padre avesse effettivamente usato laggettivo adorabile. Mi diceva spesso che ero carina. Durante gli anni della mia crescita, aveva nutrito la mia autostima, anche se sapevo di avergli dato una delusione non avendo talento per la musica. Non sapevo quali fossero le questioni tra lui e Danny, ma per me era stato un bravo pap.
Mi ricordi tua mamma disse, inclinando la testa per studiarmi.
Davvero? Alla faccia della mia ansia per ladozione.
Assolutamente s. Credo che lultima volta che ti ho vista sia stata al suo funerale, giusto? Sono passati sette lunghi anni. Eri appena maggiorenne, vero?
Esatto dissi. Si era fatta tutta quella strada da Asheville. Effettivamente mi ero dimenticata del fatto che si fosse trasferita qui.
Subito dopo la morte di tua madre precis lei.
E suppongo che sia rimasta in contatto con mio padre dopo la sua scomparsa?
Oh, certo. Scosse la testa. Era proprio un bravuomo, Riley. Tua madre era fortunata a poter godere della sua compagnia. Bevve un sorso dal bicchiere dacqua. Lo riappoggi. E pure io soggiunse, con gli occhi azzurri attenti alla mia reazione.
Non mascherai molto bene il mio stupore. Cosa... cosa significa? Poteva significare solo una cosa, ma non potevo crederci.
Non rispose. Si limit a rimaner l seduta a fissarmi, con un sorrisetto dipinto sulle labbra mentre aspettava che io constatassi lovvio.
Quindi, voi eravate... eravate pi che semplici amici? Ero in imbarazzo. Ero totalmente incredula allidea di una storia damore tra mio padre e qualunque altra donna.
Lei fece un lieve s con la testa. Spero che non sia un trauma per te mi disse. Mi piace pensare che avrebbe fatto piacere a tua madre. Quando  venuta a mancare,  stato terribile sia per tuo padre che per me, e il dolore di una perdita pu portare due persone ad avvicinarsi. Mi mancano moltissimo entrambi.
Wow. Spianai una grinza sulla tovaglia, senza riuscire a guardarla in faccia. Perch non me lha mai detto? Volevo chiederle per quanto tempo fosse andata avanti. Dopo quanto tempo, una volta morta mia madre, avevano cominciato a... vedersi? Non mi ha mai detto che vedeva qualcuno le dissi.
Glielhai mai chiesto?
No. Voglio dire, non ci ho mai pensato. Mi sentivo in colpa, come se mi fosse dovuto venire in mente di chiedergli se stava vedendo qualcuno. Non ci avevo proprio mai pensato.
Be, disse lei tuo padre sapeva quanto tu fossi legata a tua madre e probabilmente temeva di turbarti.
Non ero mai stata tanto legata a mia madre, in realt. Le volevo bene e sapevo che lei me ne voleva altrettanto, ma non era mai stata tipa da condividere i suoi pensieri pi intimi con la figlia.
 morta ormai da anni commentai. Mi rattrista sapere che credeva di dovermi tenere segreta... la sua relazione.
La cameriera arriv con il nostro pranzo. Pos davanti a Jeannie un piatto di bisque di crostacei e un bicchiere di t freddo e i tacos di pesce davanti a me. Avevano un aspetto squisito, ma negli ultimi minuti il mio appetito aveva subto un duro colpo.
Ha avuto una vita veramente dura disse Jeannie non appena la cameriera si allontan. Aver perso tua sorella e poi le lesioni di tuo fratello, e poi la morte di tua madre Deb, che  andata a sommarsi al resto. Quante difficolt.
Lo so.
Le persone della tua et... non pensano mai a chiedere ai propri genitori di loro disse, portandosi alla bocca un cucchiaio di zuppa.  sempre solo un io, io, io.
Dovette percepire il mio sguardo allibito per quellinsulto perch si affrett a posare la mano libera sulla mia. Non volevo che suonasse cos meschino disse.  soltanto quella fase della vita.  normale. Io ero uguale a ventanni. I miei genitori per me erano non-persone. Non mi sono mai resa conto del fatto che avessero una vita propria. Non intendevo farti sentire in colpa.
Lui per me non  mai stato una non-persona le dissi, ritirando la mano da sotto la sua. Gli volevo un gran bene.
Certo, mi dispiace.
Addentando il mio taco constatai che, comunque, in qualche modo, aveva ragione. Adoravo mio padre, ma lavevo relegato in un cassettino del mio cervello contrassegnato con solitario, vecchio, eccentrico.
E lui voleva bene a te. Jeannie si tampon le labbra con il tovagliolo. Era molto fiero di te.
Vorrei che mi avesse raccontato di pi di s confessai.
Be, era un uomo riservato. Gli piaceva moltissimo carpire informazioni dagli altri, ma non  mai stato troppo bravo a condividere i propri pensieri e i propri sentimenti, non  cos? Eppure adorava la sua famiglia. Gli piaceva da matti mostrarmi quelle foto... hai presente lo scatolone di foto di famiglia che teneva? Gli piaceva abbandonarsi ai ricordi. Credo che sia una delle cose che ci ha fatti avvicinare, visto che io conoscevo la tua famiglia cos...
Quale scatolone? la interruppi, lasciando gi il mio taco.
Quello nellarmadio della sua camera da letto. Non ce lhai presente? Ci sono molte foto di te di quando eri piccola, foto di tuo fratello e di tua sorella e di tua mamma.
Oh, s. Non ricordavo nessun contenitore del genere, ma non volevo farle capire che cera unaltra cosa ancora che non conoscevo di mio padre.
E io gli facevo vedere le fotografie di tua madre di quando eravamo ragazzine noi due, della nostra adolescenza. Ho conosciuto Deb quando frequentavamo la terza media ad Arlington, in Virginia, e siamo diventate inseparabili.
Comera lei? le domandai. Provai di colpo una tristezza immensa per il fatto di non aver mai chiesto a mia madre della sua infanzia. Non avevo immaginato di chiederlo a nessuno dei miei genitori. Jeannie aveva ragione su quella cosa dellio, io, io. E ormai avevo perso lopportunit di farlo.
Era sempre lanima della festa, lei. Jeannie sfoggi un grande sorriso.
Mia madre?
Assolutamente s! Ci faceva sempre finire nei guai. Nascondevamo altri ragazzi nel portabagagli per farli entrare in segreto al drive in. Tanto per cominciare, non avevamo il permesso di andarci con i nostri fidanzati, perch sai cosa succedeva in macchina. Scoppi a ridere. Nessuno guardava il film, poco ma sicuro. E mi convinceva sempre a bigiare con lei.
Rimasi a bocca aperta. Non sembra proprio da mia madre commentai.
No? Che ricordo hai di lei?
Super cattolica e veramente... non so, rispettosa della legge. E depressa. E distante, pensai. Ci si poteva trovare nella stessa stanza con mia madre e percepirne a fatica la presenza. Gli antidepressivi sembravano scalfirne la tristezza solo in modo impercettibile aggiunsi.
Jeannie annu.  cambiata dopo la scomparsa di Lisa ammise.  proprio vero. Si guard lorologio. Allora, Riley, disse lei allimprovviso come mai volevi vedermi oggi?
Mi sarebbe piaciuto sentirle raccontare altre cose su mia madre ma supponevo che Jeannie fosse un po stretta con i tempi. Ho visto lavvocato di pap un paio di giorni fa le spiegai. Mio padre le ha lasciato diecimila dollari e il suo piano.
Si tir leggermente indietro dal tavolo. Oh fece, ma io non riuscii a decifrare lemozione celata da quellesclamazione.  un gesto molto tenero. Aveva un tono stranamente piatto. E adoro quel piano. Io ne ho uno verticale, ma suppongo di poterlo vendere per far spazio nel mio soggiorno alla mezza coda.
Non deve accettarlo per forza dissi, cercando di interpretare la sua reazione. Era evidentemente non emozionata e la cosa mi infastid. Lui non era tenuto a lasciarle qualcosa per forza. Mi metter a vendere le sue cose e potrei vendere anche il piano e darle i soldi.
No, no disse lei in fretta. Amerei moltissimo avere quel piano. Non volevo sembrare irriconoscente. Poi sorrise, con un sorriso molto triste. Sai,  solo che  difficile dire addio. Il piano sar un bel modo per ricordarlo. Conosco alcune persone che si occupano specificatamente di traslochi di pianoforti e quindi mi accorder per far recuperare lo strumento quando ti  pi comodo.
Perfetto. Tirai fuori dalla borsetta uno dei miei bigliettini da visita, sbarrai il numero della scuola in cui lavoravo e vi annotai il mio cellulare. Glielo passai sul tavolo.
Presumo quindi che venderai la casa, il camping e tutte le sue collezioni, giusto? chiese lei, abbassando lo sguardo sul bigliettino.
Annuii. Be, vender almeno la casa e il camping, ma ha lasciato una delle sue collezioni a una persona. Le pipe spettano a Tom Kyle. Lo conosce?
Ma davvero? Arricci il naso. Che strano.
Allinizio, lho pensato anche io, dissi ma credo che i Kyle fossero pi legati a lui di quanto pensassi. Vivono nel camping da che ne ho memoria e immagino che mio padre probabilmente ritenesse di dover lasciar loro qualcosa. Penso che a loro faccia comodo qualche dollaro in pi.
Lei osserv il mio bigliettino da visita come se fosse la cosa pi interessante del ristorante.  stato molto generoso da parte sua disse lei.
Qualsiasi frase uscisse dalla sua bocca sembrava nascondere una certa ambiguit. Appoggiai il mio taco, con un senso di impazienza. C qualcosa che non va? chiesi.
No, no. Sorrise. Affatto. Quando ha scritto quel testamento tuo padre?
Tre anni fa.
Lei annu distratta. Mangi la sua zuppa. Non vorresti potergli parlare? mi chiese. Voglio dire che dobbiamo ipotizzare il perch ha fatto quello che ha fatto. Perch le pipe ai Kyle? Quella collezione deve valere almeno diecimila dollari.
Sul serio?
Sul serio. Tuo padre, da collezionista, sapeva quello che faceva. Al contrario, non sono certa che sapesse cosa stesse facendo quando ha fatto quel testamento. Corrucci le labbra. Non correva proprio buon sangue tra lui e i Kyle. A dire il vero, ho sempre avuto la sensazione che detestasse Tom Kyle.
Tom Kyle mi aveva dato limpressione che fosse un sentimento reciproco. Abbassai lo sguardo sui miei tacos, che avevo a malapena toccato. S, per rispondere alla sua domanda. Mi piacerebbe da matti poter parlare con mio padre. Allimprovviso mi sembra di non averlo conosciuto bene come credevo.
Hai controllato le sue cose? Aveva la testa china sul piatto, ma con gli occhi alzati mi osservava da sotto le ciglia inspessite dal mascara. Non sapevo esattamente cosa ci fosse dietro a quella domanda, ma mi fece sentire in colpa. Unaltra volta.
Non proprio risposi. Non saprei da dove iniziare.
Ti andrebbe una mano? Parve tutta un tratto eccitata, come se avesse aspettato loccasione per chiederlo. Lo farei molto volentieri. Pos il cucchiaio e us le mani a sostegno del discorso. Posso rintracciare qualche esperto al posto tuo si offr. Qualcuno che faccia una valutazione delle collezioni. Successivamente degli acquirenti, magari. Dovrai certamente organizzare unasta per la vendita dei beni e si d il caso che mia figlia, Christine, abbia recentemente avviato unattivit in questo settore e perci ti pu aiutare a organizzarla.  molto brava.
Sarebbe fantastico dissi con sincerit, anche se mi ritrovai ad allontanarmi dal tavolo come fossi stata catapultata indietro dalla sua improvvisa esplosione di energia. Mi ero dimenticata che avesse una figlia. Non ero sicura di averlo mai saputo.
 molto pi grande di te, per questo non lhai mai incontrata. Ha quarantadue anni ormai, un paio di anni in pi di quanti ne avrebbe avuti Lisa. A volte, quando erano piccole, giocavano insieme, prima che io e Christine ci trasferissimo ad Asheville. Alz gli occhi al cielo. Quando Lisa non si esercitava col violino, insomma. Tua sorella era una ragazzina determinata e veramente piena di talento.
Lo so.
Se ti va, farei un salto a casa per vedere cosa c l disse Jeannie. Quando ti starebbe comodo? Quanto prevedi di fermarti in citt?
Speravo di finire nel giro di un paio di settimane, ma vedo che non sar cos. Ho tutte le vacanze estive quindi...
Tuo fratello pu dare una mano?
Scossi la testa ed era chiaro che non ci fosse bisogno di spiegazioni.
 sempre unimpresa pi grande di quanto si possa immaginare comment lei. E, nello specifico, per quella casa... io posso sicuramente darti una mano a metterla a posto per venderla, se ti va, ma non voglio che tu ti senta costretta ad affidarti a me solo perch...
Ci mancherebbe. Sono sicura che mio padre avrebbe voluto fosse lei a venderla e io non ho la minima idea di come fare.
Ma puoi lasciare che sia io a occuparmi di tutto! Aveva le guance rosse. Io e Christine ti renderemo le cose facili. Spinse da un lato del tavolo il suo piatto, ora evidentemente pi interessata al discorso che al cibo. Dunque, considerato come tuo padre ha organizzato tutto in casa, tutte le nicchie e il modo in cui ha trasformato il soggiorno in uno studio e il resto... Immagino che sar necessario fare qualche ristrutturazione per farla sembrare una casa accogliente per famiglie disse lei. Niente di eccessivo. Nessun muro da demolire o robe del genere, ma le vetrinette devono sparire e i mobili sono piuttosto vecchi e la cucina e i bagni sono ultra datati. Prima di tutto, dovremmo preoccuparci dellasta per eliminare tutto leliminabile, per poi valutare cosa fare della cucina e dei bagni, perch sarebbe una spesa, anche se magari sensata sul lungo termine. Era partita in quarta e io sprofondai sulla sedia, sommersa da quella valanga di idee. La casa ha fondamenta solide, prosegu ma ha trascurato lesterno, che  un po malmesso, e le case vecchie come quella possono sembrare infestate, non trovi?
Be, ha speso moltissimo tempo a lavorare al camping. Stavo sulla difensiva, bench il camping sembrasse veramente gestirsi da solo. Alberi. Il torrente. Lastre di cemento. Cosa cera da fare?
Che ne dici se chiamo qualcuno che vada a tagliare il prato e a potare i cespugli? propose Jeannie. Magari possiamo far piantare anche qualcosa di colorato sul davanti per renderla pi allettante a una prima occhiata?
Sarebbe fantastico ripetei. Lei non mi piaceva: era invadente e difficile da capire e io ero risentita per tutto quello che sapeva su di me e sulla mia famiglia. Ero per sollevata dal fatto che ci fosse qualcuno ad aiutarmi.
Pagammo il conto alla cameriera (fu Jeannie a pagare i miei tacos pressoch intoccati) e ci avviammo fuori verso il marciapiede. In piedi davanti allingresso, mi voltai per guardarla in viso.
La chiamo tra uno o due giorni per fissare un orario in cui passare dissi.
Non aspettare troppo mi avvert.
Non lo far risposi.
Mi sollev una mano e la strinse forte fissandomi negli occhi. Mi sentii venire la pelle doca sulla nuca.
Sono molto contenta di rivederti, Riley disse lei, lasciandomi finalmente la mano.
Le risposi con un tiepido sorriso. La chiamo conclusi, e mi girai per tornare verso casa. Per tutta la strada non smisi di pensare, Cosa diamine c che non va in quella donna?

7.

Sullultimo ripiano dellarmadio in camera di mio padre cera davvero uno scatolone pieno di fotografie. Lo spostai sul letto, che avevo sfoderato lultima volta che ero tornata in citt. Avevo lavato le lenzuola e rimesso su il copriletto. Allora avevo notato che quel copriletto, in un angolo, recava le iniziali da jl a fm. Allepoca non mi ero soffermata a pensarci, troppo concentrata sul dolore di aver perso mio padre. Ora mi rendevo conto che, con ogni probabilit, era stata Jeannie a fargli quella trapunta a patchwork gialli e blu. Una cosa personale. Una cosa per il suo letto.
Non capivo esattamente perch quella donna mi mettesse tanto a disagio. Supponevo fosse il fatto che pareva essere stata molto pi in intimit con mio padre di quanto non lo fossi stata io. O forse il sospetto che fosse stata contenta di levarsi di mezzo mia madre per poter prendere il suo posto? Non era giusto. Mia madre era la sua pi vecchia amica, questo lo sapevo per certo, e sicuramente Jeannie mi stava dicendo la verit riguardo al fatto che il lutto aveva avvicinato lei e mio padre. Era il modo in cui mi parlava. Il modo in cui mi fissava, soprattutto l in strada dopo il pranzo. Comunque, ero unesperta nel guardare al di l dellatteggiamento per concentrarmi sulla motivazione. Magari era semplicemente a disagio con me. Non sapeva come comportarsi con la figlia del suo amante.
Ma vabb.
Mi sedetti sul letto a gambe incrociate davanti allo scatolone e tirai fuori fotografie a manciate. Per essere stato tipo da ostentare in modo meticoloso le collezioni, mio padre era approssimativo per le foto di famiglia. Le sparpagliai attorno a me sul letto. Molte risalivano agli anni precedenti alla mia nascita. Scatti di Lisa da bambina, ma non troppe dellinfanzia di Danny e ancor meno di me. Sapevo che i figli pi piccoli venivano trascurati quando entravano in gioco le fotografie e le riprese video di ciascun traguardo nello sviluppo. I miei genitori probabilmente si erano gi stufati quando eravamo arrivati io e Danny. Lisa aveva gi undici anni quando era nato Danny ed ero sicura del fatto che io e lui fossimo stati delle sorprese. Mamma era una devota cattolica e dubitavo che utilizzasse i contraccettivi.
Da bimbi, Lisa e Danny si assomigliavano moltissimo. Capelli chiari, occhi azzurri, visi lunghi. Io ero quella strana con la zazzera nera e gli occhi scuri, la faccia rotonda e un naso a patata che sono felice sia cambiato col tempo.
Cerano foto di Lisa di quando aveva cinque o sei anni. Indossava un vestitino rosa increspato e sorreggeva un violino minuscolo. Aveva un gran sorriso, con ancora ogni dentino da latte al suo posto. Cosera successo?, mi domandavo. Come aveva fatto quella bimbetta dallaria allegra a trasformarsi in unadolescente talmente triste da togliersi la vita?
Al centro dello scatolone cerano due vecchie videocassette. Una era contrassegnata con lisa, aprile 1980 e laltra festa della musica roma, giugno 1987. Il battito mi acceler. Potevo vedere e sentire mia sorella! Lunico problema era che, in casa, non cera un videoregistratore da nessuna parte. Per anni, non ne avevo visti in giro proprio da nessuna parte.
Posai le cassette sul comodino di mio padre e continuai a frugare nello scatolone. Cera una foto di Lisa da giovane teenager in piedi accanto a un ragazzo della sua stessa et; entrambi tenevano i violini poggiati al mento ma sorridevano alla macchina. Sul retro della fotografia qualcuno aveva scritto lisa e matty, 85. Lei doveva avere allincirca tredici anni. Non avevo minimamente idea di chi fosse Matty, se non un bel ragazzetto con una massa di riccioli neri e occhi color cioccolato. Trovai unaltra foto di loro due a sedici anni, schiena contro schiena, con una ciocca dei capelli chiari di Lisa ingarbugliata in un ricciolo scuro di Matty. Lisa portava al collo un ciondolo bianco di forma ovale. Il sorriso di Matty sembrava genuino, ma pensai che Lisa, invece, si fosse dovuta sforzare per sorridere. O forse stavo dando troppo peso a quellistantanea, di una minuscola frazione di secondo, cristallizzata nel tempo.
Riconobbi Jeannie in uno degli scatti. Aveva i capelli neri e lunghi e cingeva con un braccio mia madre. Lisa, attorno agli otto anni in quella foto, era appoggiata al fianco di mia mamma e una bimba con i capelli neri, di un paio di anni pi grande e svariati centimetri pi alta, si poggiava a Jeannie. Quella doveva essere sua figlia, Christine, la persona che mi avrebbe aiutata con la liquidazione. Sembravano tutti felici in quella foto, compresa mia madre. Aveva un grande sorriso, uninclinazione della testa spensierata. Era un colpo vedere quel suo lato rilassato e leggero. Ma in quel ritratto di allegria, non aveva ancora perso sua figlia.
Mentre osservavo quella fotografia di mia madre, mi tornarono in mente le settimane precedenti alla sua morte, a causa del cancro. Voleva stare a casa e cos le infermiere dellhospice insegnarono a me e a pap come prenderci cura di lei a domicilio. Avevo vissuto al suo capezzale notte e giorno in quelle ultime settimane. Quellestate mi sembrava di essere cresciuta. Facevo il bagno a mia madre, mi occupavo dei farmaci, le tenevo la mano. Le dicevo ogni giorno che le volevo bene e, talvolta, quando pap voleva prendere il mio posto, mi opponevo. Volevo passare con lei ogni minuto potessi strappare. Mia madre, solitamente riservata, era pi dolce, pi aperta, in quelle ultime settimane e, bench le nostre conversazioni non fossero mai profonde n particolarmente intime, probabilmente in quel periodo parlammo pi di quanto avessimo mai fatto in tutta la mia vita. Si concentrava sul futuro, sul mio e di pap e quello di Danny. Allepoca, mio fratello era ancora in ospedale nel Maryland ed era impossibilitato a viaggiare. Avete tutti bisogno di rimanere in contatto tra di voi mi aveva detto mia madre. Dovete prendervi cura luno dellaltra. Non ero stata poi cos brava con Danny. Lui aveva reso le cose complicate. Pensavo di essere rimasta abbastanza in contatto con mio padre, ma ora, sapendo che non era stato in grado di confidarsi con me sulla propria vita, temevo di aver trascurato non solo Danny, ma tutti quanti.
Accantonai la foto, domandandomi se dovessi darla a Jeannie, ma poi pensai alle centinaia di immagini che, con ogni probabilit, lei conservava di s e di sua figlia nel corso degli anni e alle poche che avevo io di mia madre e di mia sorella, e cos rimisi la foto insieme alle altre che mi sarei tenuta. Volevo conservare quel ricordo di mia madre, felice e soddisfatta dalla vita.
La foto che tirai fuori dalla scatola subito dopo ritraeva Danny in uniforme. Lespressione nei suoi occhi era vuota, come se si stesse abbandonando al proprio destino. O forse stavo mal interpretando, ancora una volta, quellimmagine con il beneficio del senno di poi.
Cera unaltra fotografia di Matty, il ragazzo dai riccioli neri. Era seduto sulla panca davanti a un pianoforte a mezza coda... Il nostro? In mezzo a me e Danny. Io non potevo avere pi di due anni e Matty teneva una mano poggiata sulla mia sopra alla tastiera del piano, come se stesse cercando di insegnarmi a suonare. Buona fortuna, pensai. Era curioso rivedermi in quella foto senza ricordarmi per nulla di Matty.
Sotto quelle immagini cera una grande foto incorniciata che mi mozz il fiato quando ne presi coscienza. Conoscevo quella fotografia. Era uno scatto professionale con Lisa, Danny e me. Lisa e Danny erano seduti luna accanto allaltro su un divanetto bianco imbottito e io stavo seduta in braccio a Lisa. Non potevo avere pi di un anno e mezzo. Ci significava che Danny ne aveva circa cinque e Lisa sedici. Eravamo tutti e tre vestiti di bianco. I miei capelli erano lunico elemento scuro dellintero ritratto e mi chiedevo se la cosa avesse irritato il fotografo. Avevo rovinato quella composizione eterea? Danny rivolgeva un gran sorriso verso la macchina fotografica, con un buco al posto di un incisivo. Io avevo la testa girata da un lato e allungavo le braccia verso il suo mento. Mi sentii contorcere dentro, osservando quella foto. Gli avevo voluto un gran bene, al mio fratellone. Lui si era preso cura di me. Ero sempre perplessa quando gli altri bambini dicevano di odiare i fratelli o cercavano di crear loro problemi. Tra me e Danny non era mai successo nulla di tutto ci. Feci tesoro di quella fotografia. Ero felice che i miei genitori avessero scelto quello scatto tra le altre possibilit... ce ne sar stata sicuramente una in cui guardavo direttamente la macchina fotografica, no? Ma quella foto, di me con le mani tese verso mio fratello, era molto pi eloquente. Esisteva un modo, mi chiedevo, per ripristinare quel legame?
E cosa diceva di Lisa, invece? Mancavano solo pochi mesi alla sua morte e giuro di averle potuto leggerle il dolore in viso. Sorrideva verso la macchina fotografica, come una figlia ubbidiente, ma quando si dice Il sorriso non le illuminava gli occhi... be, guardando quella foto, era evidente. Stava pensando alla sua ammissione alla Juilliard quando era stata scattata la foto? Il fatto che avesse abbastanza talento da potersi iscrivere non era sufficiente a darle una garanzia? Che pressione doveva aver subto per tutta la sua giovinezza! La bambina prodigio. Non doveva essere stata una passeggiata per lei.
Rimasi a fissare quella foto per mezzora, desiderando di poter cambiare le cose per lei, per la sorella che non ero mai riuscita a conoscere davvero. Sto cambiando qualcosa per altri bambini sussurrai ad alta voce alla stanza. In qualche modo, speravo che potesse sentirmi.
Di colpo mi ricordai della prima volta che avevo visto quella foto. Lavevo trovata nascosta, capovolta a faccia in gi, nel cassetto del com in cui mia madre teneva le sue sciarpe. Avevo sette anni. Chiaramente avevo riconosciuto Danny e me stessa, non capivo per chi fosse la ragazzina pi grande, nonostante avesse una vaga aria familiare. Avevo portato la foto in soggiorno, dove mio padre stava suonando il piano e mia madre era seduta sul divano ad aiutare Danny con i compiti.
Chi  lei? chiesi, alzando la foto nella sua cornice intagliata in legno.
Mi osservarono tutti e tre e poi i miei genitori si scambiarono unocchiata.
 Lisa rispose Danny. Non te la ricordi? Avevo gi sentito quel nome, sparso qua e l nelle conversazioni che ripercorrevo nella mente.
Vieni qui, Riley mi disse mia madre, picchiettando con la mano sul divano accanto a s. Mio padre si volt sulla panca del piano per guardarci mentre mi sedevo vicino a mia madre. Mi poggiai sulle gambe la cornice con la foto.
Lisa era tua sorella mi spieg mia madre.  scomparsa quando aveva diciassette anni. Tu non ne avevi nemmeno due.
Osservai nuovamente la foto. Allimprovviso la ragazza mi sembr pi familiare, eppure no, non riuscivo a ricordarla. Non ricordavo di aver mai parlato con lei o di averla sfiorata. A quellet non sapevo granch cosa fosse la morte. Tutti e quattro i miei nonni se nerano andati e lunico che avessi mai conosciuto era morto dinfarto lanno prima.
Alzai gli occhi su mia madre. A causa di un infarto? chiesi.
No mi rispose Danny. Lha fatto da sola.
Danny! laggred mio padre e mia madre gli diede una leggera sberla sul ginocchio, ma il segreto ormai era stato svelato.
Gettai unocchiata, oltre mia madre, verso mio fratello. Cosa vuol dire? domandai.
 annegata intervenne mio padre.  tutto quello che c da sapere.
Perch Danny ha detto che lha fatto da sola?
 annegata volontariamente disse Danny.
Come si pu annegare volontariamente? Io riuscivo a trattenere il respiro per quaranta secondi e poi avevo bisogno di aria. Non mi capacitavo di come qualcuno potesse affogarsi.
Perch lha fatto? chiesi.
Mia madre gett uno sguardo alla foto sulle mie gambe, ma per un secondo appena. A volte, quando una persona  molto, molto infelice, mi spieg si dimentica che un giorno star meglio e vuole soltanto porre fine alla tristezza.  questo che  accaduto a Lisa. Era cos infelice da credere di non poter tornare a essere felice mai pi, e si  tolta la vita.  stata unazione tremenda e sbagliatissima da fare. Non pensare mai di fare una cosa del genere, Riley soggiunse.
Se mai dovessi sentirti cos triste, vieni a dircelo mi disse mio padre.
Non potrei mai sentirmi cos triste risposi guardando la ragazza della foto, sempre nel tentativo di capacitarmi del fatto che fosse effettivamente esistita.
Non ho mai scordato le parole di mia madre su quanto Lisa fosse triste e credesse di non poter mai pi essere felice. Ci pensavo ogni volta che ascoltavo un ragazzino depresso. Ci pensavo ogni volta che io ero triste, per ricordarmi che, un giorno, sarei tornata a essere felice. Potevo usare quel memento proprio allora.
Portai la fotografia in camera da letto e la poggiai sul comodino. Presto mi sarei messa a fare una cernita tra tutti gli altri scatti e avrei deciso quali tenere e quali buttare. Ma quellimmagine lavrei conservata per sempre. Le indirizzai un sorriso, l dove stava appoggiata in verticale sul comodino. Noi tre, insieme. La mia famiglia.

8.

La mattina dopo faceva un caldo rovente mentre guidavo lungo la strada dissestata in direzione della radura di Danny, e, nonostante il climatizzatore che mi sparava aria fredda in faccia, stavo sudando. Sul sedile accanto a me cera un portachiavi che avevo trovato nel cassetto della scrivania di pap. Le chiavi, in larga parte, aprivano le varie teche delle rarit, ma ce nera una che sembrava non andar bene da nessuna parte in casa e speravo che mi potesse dare accesso alla roulotte di pap. Mi ero portata dietro anche un paio di vecchie fotografie, nella speranza che a Danny facesse piacere vederle. Improbabile, ma valeva la pena di tentare. In realt volevo una scusa per vedere come stava. Non gli parlavo da quando lavevo mollato fuori dalla sua roulotte qualche sera prima e sapevo che non era nella sua forma migliore. Non rispondeva neanche al telefono che gli avevo regalato. Avevo la sensazione che non si fosse neanche dato la pena di accenderlo.
Svoltai sul sentiero in mezzo al bosco e quasi mi schiantai in un frontale con unauto della polizia che proveniva dalla radura. Oddio. Perch un poliziotto stava uscendo dallabitazione di Danny? Ero in preda al panico quando scesi dallauto, ma allora gettai unocchiata allagente nella volante. Pelle scura. Capelli che cominciavano a diventar grigi sulle tempie. Harry?
Mi rivolse un gran sorriso quando salt gi dallauto e il corpo quasi mi cedette per il sollievo. Ehi, Riley, mi disse uno di noi dovr fare retromarcia.
 tutto a posto? chiesi. Era in uniforme, con la camicia blu navy perfettamente linda nonostante il caldo. Come mai da queste parti?
Dovevo lasciare gi alcuni libri per tuo fratello. Di nuovo quel sorriso. Io e lui abbiamo una specie di mini gruppo di lettura.
Lui sta bene?
Perch non dovrebbe?
Oh, ho sclerato quando ho visto la tua macchina. Era piuttosto gi di morale quando lho visto laltra sera.
Sta bene. Un raggio di sole squarci gli alberi e Harry si scherm gli occhi castani. Non lo vedi tanto spesso, quindi non sei abituata ai suoi sbalzi dumore fece lui.  un superstite.  il suo compare che deve badare a lui.
So che lo tieni docchio, Harry dissi. Grazie.
Harry fece spallucce come se non fosse niente.  mio fratello disse. Ci teniamo tutti docchio a vicenda.
Sapevo cosa intendeva per fratello: avevano prestato servizio nellesercito insieme e quel legame sarebbe rimasto per sempre. Eppure ero invidiosa del fatto che Harry sembrasse pi sicuro di me del suo rapporto con Danny.
Vorrei riuscire a farlo avvicinare gli dissi.
Lui sorrise. Quante volte abbiamo fatto questo discorso, Riley? mi domand.
Io risi. Lo so dissi. Mi limito a desiderarlo.
Devo darmi una mossa. Indic la mia macchina. Fai tu la retro, okay? Qui siamo molto pi vicini alla strada che alla radura.
Certo risposi, per niente impaziente di guidare in retromarcia in mezzo al bosco. Gli sventolai la mano infilandomi nuovamente dietro al volante. Ingranai la retro e cominciai pian piano ad arretrare in mezzo a quel tunnel di alberi. Una volta tornata sulla strada, lui mi super con un cenno della mano e io proseguii lungo il sentiero nuovamente alla volta della radura.
Quando mi fermai nello slargo, scorsi Danny che poltriva sullamaca, con una mano teneva aperto un libro sulla pancia e, nellaltra mano, una bottiglia di birra. Io mi domandai se, dopotutto, la sua concezione della vita fosse quella giusta. Io ero quella che si sbatteva a destra e a manca in preda al panico, nel tentativo di sistemare tutte le cose che dovevo portare a termine, mentre, almeno da lontano, lui pareva un uomo assolutamente privo di preoccupazioni.
Scesi dallauto, con appesa alla spalla la borsa che conteneva le vecchie fotografie e il portachiavi. Quando mi vide, Danny spost le gambe oltre il bordo dellamaca finch non si tir su a sedere, con i sandali ai piedi che sfioravano appena il terreno.
Non rispondi al telefono! gli gridai, andandogli incontro sul terreno ricoperto di aghi di pino della radura.
Mi sono scordato di accenderlo disse.
Perch non ci credo? Puntavo ad avere un tono canzonatorio, ma non ero sicura di esserci riuscita. Cosa stai leggendo? Arrestai la mia camminata a circa due metri dallamaca.
Lanci unocchiata alla copertina del tascabile visibilmente sdrucito e scroll le spalle. Narrativa sulla Seconda guerra mondiale precis. Mi accontento di qualsiasi cosa mi porti Harry.
Lho appena incrociato. Abbiamo quasi fatto un frontale sul sentiero. Infilai una mano nella borsa e ne tirai fuori il portachiavi. Credo che una di queste sia della roulotte di pap dissi. Hai voglia di controllare con me? Magari ti farebbe persino piacere usarla? chiesi ottimista. Non  tanto pi grande della tua, quindi potresti spostarla nella tua radura e usare due roulotte. Avresti pi spazio.
Sto bene come sto. Affond i piedi nel terreno e, per questo, lamaca dondol leggermente.
Devo venderla, quindi? La sua roulotte? O devo vedere se la vogliono i Kyle?
Mi va bene qualsiasi cosa decidi di farci. Sollev la bottiglia di birra. Ne vuoi una? mi chiese.
No, grazie. Mi squill il cellulare, lo tirai fuori dalla tasca per controllare chi chiamava, anche se sapevo gi con certezza chi era. Jeannie Lyons mi tampinava dal nostro pranzo del giorno prima, impaziente di accelerare le questioni della casa. Era decisamente invadente per la mia soglia di tolleranza. Premetti ignora e mi rinfilai il cellulare in tasca.
Jeannie Lyons precisai a Danny. Mi dar una mano per la casa. Tu lo sapevi che lei e pap erano amanti?
Lui smise di ondeggiare sullamaca e lespressione basita che gli comparve in viso mi disse che non ne sapeva niente.
Be, vorrei che non me lavessi detto comment lui. Mi passano per la mente delle immagini disgustose al momento. Si sventol la mano davanti agli occhi come se potesse scacciare quelle visioni.
Io scoppiai a ridere. ... strano, non credi? gli chiesi. Lei  strana. Sono stati insieme per anni.
Cavolo esclam lui. Non sapevo che il vecchio ne fosse capace.
Allungai una mano allinterno della borsa ed estrassi la cornice con il ritratto di Danny insieme a me e Lisa. Ho trovato un sacco di foto. Mi misi di fronte a lui e gli porsi la cornice. A me piace da matti questa qui confessai. Mi piace tantissimo il modo in cui mi protendo verso di te. Ti ricordi quanto eravamo legati da bambini?
Diede a malapena unocchiata alla foto prima di risollevare lo sguardo per guardarmi negli occhi. Allora eravamo bimbi disse lui. Dei cazzo di innocenti.
Delusa, abbassai la cornice lungo il fianco. Tolleravo a fatica quanto mi facesse sentire sola quella sua reazione. Avevo uno scatolone pieno di oggetti preziosi ma nessuno con cui condividerlo. Non gli avrei mostrato le altre cose che mi ero portata dietro.
Ho trovato alcune videocassette di Lisa che voglio guardare, gli dissi solo che ho dovuto ordinare un videoregistratore e quindi non posso vederle finch non arriva. Suppongo che tu non abbia nessunintenzione di guardarle con...
Per niente al mondo disse lui. Sono stato costretto a guardare i suoi spettacoli mille volte quando ero piccolo.  gi stato troppo.
Mi sentii vinta. Perch sei cos... sprezzante nei suoi confronti? gli chiesi.
Tu eri troppo piccola per poter ricordare comera afferm. Lisa era la loro principessina. La loro piccola dea del violino. Era tutto per loro. Io e te non eravamo mai allaltezza.
Io non mi sono mai sentita cos reagii, in difesa dei nostri genitori.
Be, tu non avevi neanche due anni quando  morta, quindi ti  andata bene. Sembrava pieno di astio. Il mondo girava attorno a lei. Quando si  ammazzata, si  trascinata dietro i nostri genitori. Li ha trasformati in morti viventi e hanno lasciato me e te a cavarcela da soli. Scosse la testa, abbassando gli occhi sul libro appoggiato accanto a s sullamaca.  inutile, concluse assolutamente inutile parlare del passato. Gesticol verso la fotografia, sempre stretta nella mia mano. Perch vuoi vivere nel passato? mi domand.
Non voglio.
Stai sfogliando vecchie fotografie. A che serve?
Distolsi lo sguardo da lui per scrutare il bosco. Sentivo il legno intagliato della cornice sotto le dita. Perch mi sento sola, Danny sbottai alla fine, rigirandomi verso di lui. Mi manca avere una famiglia e vorrei veramente che io e te fossimo pi legati, ma tu non rispondi neanche al telefono quando ti chiamo. Ti prometto che non ti chiamer per chiederti aiuto con la casa, daccordo? Mi  chiaro che non vuoi farlo. Ma possiamo almeno vederci un po mentre sono qui?
Per fare cosa?
Qualsiasi cosa dissi, esasperata. Potremmo andare al cinema o uscire a cena o... potresti portarmi nel tuo bar preferito. Mi ricordai del fatto che era stato bandito dal suo locale preferito e desiderai non aver aggiunto quellultima cosa. Magari possiamo uscire con Harry e sua moglie qualche sera. Potresti presentarmi i tuoi amici.
La maggior parte dei miei amici sono online.
Be, allora potresti raccontarmi di loro.
Mi sorrise, con quel genere di sorriso indulgente che un fratello pi grande pu rivolgere alla propria sorellina. Tu vuoi che io sia una persona che non sono, Riles comment lui.
S, forse s ammisi. Ci lavorer su, ma possiamo almeno vederci? Possiamo uscire alle tue condizioni. Qualsiasi cosa tu voglia fare. Basta che mi consideri, mentre sono qui, okay? Non ogni minuto, giusto una volta ogni tanto. Cosa ti piace fare?
Leggere. Andare a fare passeggiate nel bosco. Andare a pesca. E mi piace sbronzarmi da far schifo.
Posso farlo. Sorrisi, disposta a tutto. Altrimenti posso fare quella sobria che guida.
Magari disse lui. Ma limitiamoci al presente, okay? Niente vecchie fotografie, fece segno in direzione della cornice nella mia mano n vecchie cassette o racconti sulla vita sessuale di pap. Affare fatto?
Affare fatto conclusi. E ci stringemmo la mano per siglare il patto.

9.

Mi allontanai in auto dalla roulotte di Danny e girai a destra sulla strada sterrata in direzione del camping. Okay, pensai, per avere a che fare con Danny devo concentrarmi sul presente. Provavo una certa gioia, come se avessi trovato un modo per entrare nella sua mente disturbata. Non avrei mai pi tirato in ballo la nostra famiglia con lui. Per scommettevo che aveva parlato del passato con i suoi compari ex militari virtuali. Non era ci che facevano quei tizi? Rivivere tutto quello che avevano vissuto laggi? A ogni modo... avrei messo una pietra sul passato. Avrei cercato un film in programmazione l vicino, che avrebbe potuto essere di suo interesse. Lavrei portato fuori a cena. Avremmo parlato di libri. Qualche argomento leggero, non rischioso. Magari sarei riuscita a farlo trasferire a Durham, pi vicino a me. L cerano pi servizi per i veterani.
Ma stavo facendo il passo pi lungo della gamba.
La piccola roulotte di mio padre stava dovera sempre stata, nella prima delle dodici piazzole. Quel vecchio veicolo, un tempo, era bianco con una striscia verde sulla fiancata, ma, bench il verde fosse ancora in buone condizioni, il bianco si era stinto con il passare degli anni fino a diventare un color giallo smorto. Parcheggiai l accanto sulla lastra di cemento e stavo per scendere dallauto quando mi squill nuovamente il telefono. Tirandolo fuori dalla borsa, vidi che sullo schermo comparve jean lyons. Mi portai il telefono allorecchio con un sospiro. Era meglio togliersi il pensiero.
Salve, Jeannie risposi, spalancando la portiera per far entrare un po daria.
Tesoro, senti... Sono incasinata tutto oggi e domani mattina, annunci ma riuscirei a passare domani pomeriggio. Christine muore dalla voglia di conoscerti, ma  impegnatissima fino alla prossima settimana, quindi posso cominciare io con un inventario degli oggetti della casa. Poi possiamo procedere con...
Oh, mi spiace, la interruppi ho degli impegni per domani. Stavo mentendo, ma avevo bisogno di un altro giorno per me stessa senza Jeannie attorno. Dopodomani?
Quel giorno devo far vedere due appartamenti. Sembrava frustrata. E tu devi darti una mossa con questa cosa, altrimenti metteremo la casa in vendita troppo a ridosso dellapertura delle scuole. Siamo gi in ritardo.
Marted? proposi.
In realt, disse non  davvero necessario che tu sia presente domani. Puoi continuare a occuparti delle tue cose, io passer nel pomeriggio e mi metter allopera. Ho una chiave quindi posso entrare da sola.
Aveva una chiave di quella casa? Be, chiaro che s, ma per qualche motivo lidea mi dava i brividi.
Preferirei esserci, Jeannie le dissi. Anche io voglio esaminare ogni cosa. Dovremo aspettare soltanto qualche giorno.
La sentii sospirare. Benissimo, disse se cambi idea, fammi sapere.
Chiusi la telefonata e mi infilai il telefono nella tasca degli shorts. Poteva essere pi insistente di cos? Recuperando il mazzo di chiavi dal sedile passeggero, scesi dallauto.
Mi ci vollero alcuni tentativi per riuscire a far girare la chiave nella serratura arrugginita della roulotte e poi la porta si apr con un cigolio dei cardini. Fui praticamente travolta dal calore e dal puzzo di muffa e di rancido. Accesi laria condizionata, con il sollievo di scoprire che funzionava ancora. Nonostante lodore di stantio, quel posticino sembrava piuttosto pulito. Cera una coperta lisa color blu navy tirata sullo stretto letto e lunica cosa poggiata sul tavolino a muro era un piccolo lettore cd, quasi attaccato alla parete.
Controllai il com e i cassetti della cucina e lunico armadio, ma vi trovai poco altro che qualche asciugamano e degli stracci logori. Appoggiate in verticale contro il muro accanto al gabinetto, cerano un paio di canne da pesca. Il mini frigo era vuoto a eccezione di tre lattine di Pepsi e una bottiglia quasi finita di chardonnay e non cera da mangiare in nessuna delle dispense della cucina, anche se avevo trovato prove del fatto che i topi, a un certo punto, vi avevano preso dimora in un passato non troppo lontano.
In fondo al piano della cucina cera appoggiato un piccolo televisore, e una sfilza di cd, sorretti da sassi grossi come un pugno a sinistra e a destra, erano allineati accanto al piccolo lavello. Nessun vinile qui, pensai. Attaccata alla parete sopra i cd cera la pubblicit di un concerto e riconobbi la foto dei quattro musicisti della cartolina nella busta viola, quella della casella postale di Pollocksville. Che strana coincidenza, pensai. Un disegno infantile con omini stilizzati di due adulti e due bambini sorridenti era attaccato accanto alla locandina. Poi cera una foto di due bimbi su una giostra. La staccai dal muro per osservarla pi da vicino. La femminuccia aveva al massimo due anni, il maschietto qualche anno in pi. Entrambi pel di carota. Dovevano essere fratello e sorella, ma chi erano? Se pap era veramente legato a Jeannie, quelli magari erano i suoi nipotini?
Mentre riattaccavo limmagine alla parete, notai la copertina del primo cd della fila. Alison Krauss. Mio padre che ascoltava musica bluegrass? Tirai fuori un paio daltri cd. Ricky Skaggs? Bla Fleck?
Stavo cominciando a sentirmi unintrusa. Quella non poteva essere la roulotte di mio padre. Continuavo a guardare fuori dai finestrini sporchi, aspettandomi che spuntasse da un momento allaltro il vero proprietario del veicolo, o chi laveva in noleggio, arrabbiato per la mia invasione dei suoi spazi. Rimisi a posto i cd e spensi il condizionatore quando notai il videoregistratore sotto la televisione. Rimasi a fissarlo in un momento di incredulit, poi lo scollegai dallapparecchio tv, me lo misi sotto il braccio e uscii dalla roulotte, chiudendomi la porta alle spalle.
Misi il videoregistratore in macchina, poi decisi di passeggiare, anzich muovermi in auto, fino al camper dei Kyle allaltro capo del camping. I miei piedi scricchiolavano sulla ghiaia mentre mi dirigevo verso est; fu una bella camminata lungo la stradina che serpeggiava in mezzo agli alberi. Anche se il campeggio offriva pochi servizi, supponevo fosse stata la sua bellezza naturale ad avervi attirato mio padre allinizio. Attraverso gli alberi, riuscivo a scorgere un numero maggiore di veicoli rispetto allultima volta che ero passata da l. Il camping si stava riempiendo per il weekend. Udii delle voci quando superai un paio di piazzole e, a un certo punto, percepii lodore del bacon fritto, un profumo inebriante e squisito.
Da quel che avevo capito, mio padre doveva avere circa quarantacinque anni quando si era trasferito a New Bern, troppo presto perch lU.S. Marshals Service potesse averlo mandato in pensione. Forse era stressato o magari aveva solo bisogno di allontanarsi dalle pressioni e dalla vita frenetica di Washington. Sia lui che mia madre avevano ereditato un po di soldi di famiglia. Non tanti, ma probabilmente erano stati sufficienti a permettergli di andare in prepensionamento, se cos voleva, dopo la morte di Lisa. Avrebbero potuto ripartire da zero in qualche altro posto. Non lavrei mai saputo. Era troppo tardi per fargli tutte le domande che mi si stavano ammassando ora in testa.
Raggiunsi il vecchio e ammaccato motorhome dei Kyle. La loro auto era sparita e temevo che non ci fossero, mentre mi avvicinavo al camper per, la porta si apr e Verniece Kyle comparve sotto la tenda a righe.
Riley! chiam. Ciao amore, come stai?
Sto bene. Sorrisi. Adoravo la sua dolcezza. Ha un minuto?
Certo. Tom  a pescare e mi farebbe piacere un po di compagnia. Che capelli meravigliosi che hai, come luccicano al sole.
Grazie le risposi, salendo sul camper.
Che ne dici di un caff sedute fuori sul patio?
Ne avevo bevuto gi due tazze quella mattina, ma mi piaceva lidea di star seduta insieme a lei, a sorseggiare il caff e a far quattro chiacchiere. Verniece non aveva tanti anni pi di Jeannie, ma con lei mi ponevo in modo completamente diverso. A dire la verit, mi piaceva che qualcuno mi chiamasse amore, anche se probabilmente rivolgeva quella gentilezza a chiunque, da suo marito ai cassieri del supermercato.
Portammo le nostre tazze sul patio e ci sedemmo su un paio di sedie blu intrecciate da giardino.
Si sente sola qui? chiesi, accogliendo la tazza tra le gambe.
Oh, no rispose lei. Non pi di quanto si senta sola qualsiasi altra casalinga. Mi piace conoscere tutti i nuovi arrivati al camping e, naturalmente, ci sono un sacco di persone che tornano tutti gli anni.  molto divertente. In pi, sono molto dedita alla parrocchia, cosa che non fa proprio per Tom. Io ho molto pi bisogno di avere gente intorno rispetto a lui.
Bevemmo il nostro caff leggero e parlammo di alcune persone che avevano fatto il check in la sera prima. Poi appoggiai la mia tazza sul tavolo di plastica accanto a me e allungai una mano nella borsa in cerca del portachiavi.
Mi sono fermata alla roulotte di mio padre venendo qui e mi chiedevo se a lei e Tom andasse di tenerla dissi. Tolsi la chiave della roulotte dallanello del mazzo e la misi sul tavolo. So che non  nelle condizioni migliori, ma ho pensato che potreste venderla o metterla in affitto... Feci spallucce.
Tu non la vuoi? chiese lei. E tuo fratello?
Non gli interessa dissi. Sono andata a controllare per essere certa che non ci fosse nulla da tenere e mi  sembrato che mio padre non ci mettesse piede da un po. Lha usata qualcun altro, che lei sappia?
Lei fece di no col capo. Non che io sappia. Tuo padre ci veniva un paio di volte al mese, direi. Gli piaceva stare vicino allacqua, come a Tom.
A proposito del signor Kyle, dissi, lieta di quellimbeccata mentre esaminavo il libretto degli assegni di mio pap, mi sono accorta che stava pagando cinquecento dollari al mese a Tom e non so per quale motivo. Non so se mio padre gli dovesse dei soldi o cosa.
Lei mi fiss spiazzata. Lavevo disorientata. Non ne ho idea rispose. Ne sei sicura? Forse era per... La voce le si affievol quando scosse la testa. Be, non ho la bench minima idea del perch, in realt. Ogni mese?
Io annuii, ma desiderai tanto aver tenuto la bocca chiusa e aspettato di parlarne a suo marito. Avevo la bruttissima sensazione di averle comunicato una cosa che nessuno aveva voluto che lei sapesse.
Magari Tom vuole tenere lattrezzatura da pesca che c nella roulotte le dissi per cambiare discorso.
Certo. Lei mi lasci cambiare argomento, per i suoi occhi restavano comunque velati dalla confusione. Gli dir di darci unocchiata per vedere cosa vuole tenere concluse lei.
Bevemmo qualche altro sorso di caff in silenzio.
Si ricorda per chi mi ha scambiata? le chiesi dopo un po. Quando pensava che fossi stata adottata?
Oh, stai davvero pensando ancora a quella cosa? fece. Avrei dovuto tenere chiusa la mia stupida bocca. E non  importante, Riley, okay? mi disse. Adottata o meno, avevi dei genitori fantastici e sei venuta su bene.
Sembra che lei sia ancora di questo avviso.
Si volt verso il torrente, con un respiro rumoroso a sufficienza perch lo sentissi. Ti dir una cosa, Riley disse lei, piano, molto piano, come se la testa e la bocca fossero in disaccordo su ci che aveva da dire. Non so cosa penserebbero i tuoi genitori di me con quello che ti sto per dire, ma sono fermamente convinta di conoscere la verit sulle tue origini. Mi piace pensare che tuo padre te lavrebbe detto prima o poi, per alla fine ha aspettato troppo.
Di cosa sta parlando? le chiesi.
A Luke noi labbiamo detto fin dallinizio che era stato adottato cominci lei. Ha cercato i suoi genitori biologici quando aveva diciannove anni, con la nostra benedizione. Ci sembrava giusto dover essere completamente aperti con lui sullargomento. Nessun segreto. So che i tuoi genitori la vedevano diversamente, ma...
Verniece! esclamai spazientita. Stavo cominciando a credere che Tom Kyle avesse ragione a dire che aveva perso colpi.
Alz lo sguardo verso il cielo attraverso la chioma degli alberi e si lasci sfuggire un lungo sospiro. Vuoi sapere la verit? mi chiese.
Mi sentii correre un brivido lungo la schiena. S, dissi anche se credo di conoscere gi la verit. Voglio dire... io continuo a credere che lei abbia confuso la mia famiglia con quella di qualcun altro.
Si gratt lentamente una guancia. Con aria pensierosa. Guard nuovamente verso il torrente. Ho conosciuto Tom nel 1980 quando avevo trentadue anni disse. A quel tempo lavoravo al centralino della polizia nel Maryland. Quello s che era un gran lavoro! Mi rivolse un sorriso affranto. Ci siamo sposati un anno dopo e ci siamo messi subito allopera per avere un bambino. Ci  voluto un po perch rimanessi incinta ed eravamo elettrizzati, ma ho avuto un aborto alla dodicesima settimana esatta.
Mi dispiace. Non avevo idea di dove volesse andare a parare con ci.
Sono rimasta incinta unaltra volta, e unaltra volta ho abortito. Cinque volte, Riley. Mi guard, con il dolore di quegli aborti ancora visibile negli occhi.  stato un incubo. Alla fine sono riuscita a portare a termine la gravidanza, solo per partorire una bambina morta.
Oh, no dissi, provando a immedesimarmi. Che colpo tremendo devessere stato.
Tremendo non rende neanche lontanamente lidea comment. Ho conosciuto tua madre appena dopo questo evento. Cerano alcuni incarichi... per cui tuo padre e Tom collaboravano, lo sapevi?
No dissi. Tom lavorava per lU.S. Marshals Service?
Ah-ah.
Prima di incontrare il suo avvocato non sapevo neanche che mio padre lavorasse l.
Veramente? mi chiese. La tua famiglia... Scosse la testa. Non eravate molto trasparenti tra di voi, eh?
Feci per parlare, ma non sapevo cosa dire. Pareva avere ragione.
Be, a ogni modo, prosegu Tom e tuo padre lavoravano insieme e cera... non ricordo precisamente cosa fosse... un grande evento per un picnic o un ritrovo allaria aperta a cui era importante che partecipassimo. Tom aveva fatto fatica a trascinarmi fuori di casa. Io ero estremamente depressa dopo quellultimo parto fallito e riuscivo a stento a lavorare. Per qualche motivo, per, lo accompagnai. Tuo padre era il suo supervisore e credo che ci si aspettasse che tutti si presentassero a questo... sventol la mano in aria questo picnic o qualunque cosa fosse. Oh, ecco! Era la festa per il pensionamento di uno degli agenti. Doveva essere l88 o l89, suppongo. Comunque, cerano delle sedie da giardino e mi sono ritrovata nel posto accanto a tua madre, che non conoscevo molto bene; lunica cosa che riuscivo a fare era piangere. Lei era una donna molto premurosa e, quando ha visto quanto fossi sconvolta, mi ha presa per mano e mi ha accompagnata lontano dalla calca; ci siamo sedute sotto un albero e le ho raccontato tutto e ho singhiozzato e pianto. E ho singhiozzato ancora un altro po. Lei aveva molta comprensione. Empatia,  la parola giusta. Era molto empatica. Mi teneva la mano mentre parlavamo. Ero una sconosciuta per lei, ma sai che le donne, a volte, riescono a legare molto in fretta.
Annuii, con un improvviso nodo alla gola. Mi mancava mia madre.
Dopo averle raccontato tutto, lei mi ha chiesto se stessimo prendendo in considerazione ladozione e le ho risposto che eravamo troppo vecchi, ma lei aveva scosso la testa. Ed  stato allora che me lha confessato.
Confessato cosa?
Che lei e tuo padre avevano desiderato altri figli perch cera un divario troppo grande tra tuo fratello e tua sorella maggiore. Volevano che Danny avesse un fratello. Ma lei non riusciva a rimanere incinta. Allora hanno guardato tra le adozioni private e hanno trovato una bimba che poteva essere adottata qui in Carolina del Nord e sono riusciti ad averla. Ad avere te.
Era pazza? O forse aveva ragione? Non ha senso. Mi sforzai di mantenere calma la voce, ma sentii che stava per alzarsi.
Mi ha dato speranza. Mi ha detto che avevano intenzione di dirtelo quando saresti stata grande abbastanza da capirlo, ma sembra che non abbiano mai trovato il momento giusto. Non mi  mai saltato in mente che ancora non lo sapessi.
 assurdo sbottai, ma ero cosciente pi che mai dei miei capelli e occhi scuri.
Mi dispiace moltissimo averti turbata, Riley. Lultima cosa che desidero  sconvolgerti la vita. Ma come ti ho detto, non  importante se...
 assolutamente certa che non fosse unaltra donna con cui ha parlato quel giorno? Era mia madre?
Tesoro, non scorder mai tua madre. A distanza di nemmeno un anno da quel giorno, ha perso tua sorella e si sono trasferiti da queste parti. Venendo qui stavano fuggendo, ma da certe cose non si pu scappare. Scosse la testa. Non si dimentica una donna che ha subto una disgrazia del genere.
Faccio ancora fatica a crederci dissi. Non ci credevo affatto. I miei genitori non erano stati le persone pi aperte sulla faccia della terra, ma non riuscivo a immaginare che me lavessero tenuto nascosto.
Vorresti che non te lavessi detto? Verniece sembrava preoccupata. Tom ha detto che dovevo farmi gli affari miei.
No, sono contenta che me labbia detto. Solo che... Scrollai la testa, cercando di sgombrarla dai dubbi folli che vi si stavano accumulando. Continuo a non essere sicura che fosse mia madre quella con cui ha parlato.
Lei sorrise. Capisco... Sono sicura che proverei lo stesso se fossi in te. Ma lo era, Riley. Te lo posso giurare.
Mi sentivo nauseata mentre tornavo alla macchina. Lodore del bacon persisteva in quello stesso punto sulla strada di ghiaia e questa volta mi affrettai per lasciarmelo alle spalle. Ero quasi giunta alla roulotte di mio padre quando notai Tom che camminava nella mia direzione, con in mano la canna da pesca e un secchio.
Salve, signor Kyle dissi quando fu abbastanza vicino da sentire. Ho una domanda per lei.
Ossia? chiese lui. Aveva una barba incolta grigia che non avevo notato in occasione dellultima visita e anche questa volta non sembrava contento di vedermi.
Mio padre le dava cinquecento dollari al mese esordii. Per cosa?
Ora non ha importanza rispose. Cominci a superarmi e io gli percepii addosso un odore di birra, come laltra volta. Mi domandavo che problema avesse con lalcol.
Tom? dissi, e lui si gir a guardarmi senza dire una parola. Lei crede che io sia stata adottata?
Mi guard storto. Devi stare alla larga da questo posto mi ringhi lui. Alla larga da Verniece. Lei non  a posto con la testa e vederti la turba.
Di cosa sta parlando? quasi gli urlai. Se c qualcuno che deve essere turbato, quella sono io.
Sta lontana e basta, okay?  per il tuo bene.
Io aprii la bocca per rispondere, ma lui aveva gi voltato le spalle, lasciandomi con molte pi domande che risposte.

10.

Mentre risalivo in macchina accanto alla roulotte di pap, speravo di poter riparlare con mio fratello. Lui aveva quattro anni quando nacqui io. Se fossi stata adottata, era possibile che lui lo sapesse? Ma gli avevo appena promesso che mi sarei limitata al presente e mi sarei lasciata il passato alle spalle, o almeno, alle sue spalle, cos mi imposi di svoltare a sinistra per uscire dal camping, lontana da Danny e dalla sua roulotte.
Dimprovviso percepivo tutto il mio corpo in modo diverso, come se i miei geni si stessero ristrutturando dentro di me mentre tornavo a casa. Verniece Kyle sembrava cos sicura di ci che mi aveva detto! Senza neanche un briciolo di pazzia. Mi era apparsa una donna che considerava lonest una cortesia. Da psicologa, ero daccordo con lei: la verit era sempre meglio di una bugia. Da Riley MacPherson, la cui capacit di restare aggrappata al buonsenso non era poi cos forte a quei tempi, non ne ero tanto sicura.
Quando giunsi a casa, mi sforzai di capire come impostare quel vecchio videoregistratore impolverato per farlo funzionare con il televisore a schermo piatto e relativamente nuovo di pap in soggiorno. Dovetti fare una ricerca online per scoprirlo, posizionando il mio portatile sullo scrittoio a rullo, e, gi che ero su internet, quasi senza pensarci, googlai Come scoprire se si  adottati. Parla con i tuoi parenti pi anziani suggeriva un sito. Be, lavrei fatto se ne avessi avuti. Danny era lunica speranza in questo senso. Consulta i registri delle nascite. Cosa che non era facile come sembrava, come ben presto scoprii. I registri delle nascite non stavano in rete pronti ad aspettare di essere scovati. Controlla il luogo di nascita sul tuo certificato di nascita. Il mio certificato si trovava da qualche parte nel mio appartamento di Durham. Non sapevo dove. Probabilmente ero adolescente quando avevo guardato per lultima volta quel documento. Non ricordavo niente di insolito su quel foglio.
Quando smisi di interrogare internet, mi misi a sedere davanti al portatile, con le mani poggiate sulle gambe. Ero nervosa per le videocassette. Non avevo memoria di mia sorella da viva. In tutti i ricordi che avevo di lei, era sospesa nel tempo di una fotografia. Non sapevo cosa avrei provato, osservandola in azione. Avevo paura del dolore. Della perdita. Danny si lamentava di averla dovuta sentire suonare troppo spesso. Io avrei dato un anno della mia vita per poterla ascoltare almeno una volta.
Sulla base delle istruzioni che avevo trovato online, mi serviva uno specifico cavo per collegare il videoregistratore alla tv. Sapevo che cera un cassetto in cucina pieno di ogni tipologia di cavo. Mi sedetti per terra con le gambe incrociate di fronte al cassetto, a districare quel groviglio di fili e cavi finch non trovai quello di cui avevo bisogno. Tornata in soggiorno, non ebbi alcuna difficolt nel connettere il videoregistratore alla tv. Tra le due cassette, scelsi di inserire nel registratore la pi vecchia (del 1980), mi sedetti sul divano e pigiai start.
Inizi la cassetta e io mi sedetti sul bordo del divano, stringendo forte il telecomando in mano. Limmagine era sgranata, ma nitida abbastanza da riuscire a vedere una bimbetta sovrastata da un palcoscenico cavernoso che si portava il violino contro il mento. Non ero neanche certa che fosse Lisa, ma quando cominci a suonare la telecamera zoomm abbastanza da riuscire a notare i capelli biondi. Doveva avere sette anni nel 1980, pensai. Una bambina di sette anni, piccina, secca secca, dallaspetto fragile, e bench i suoi lineamenti fossero sfocati, immaginai la concentrazione sul suo viso mentre suonava. Non conoscevo il brano, ma chiaramente era di una certa complessit e mi riemp gli occhi di lacrime.
Strisciai per terra di fronte alla tv, cercando di farmi ancor pi vicina a mia sorella, con la gola cos bloccata da far male. Che coraggio incredibile doveva avere per riuscire a stare l in piedi su quellimmenso palco davanti a... Non vedevo il pubblico, ma immaginai che ci fossero centinaia di persone sedute nellauditorium. Danny non doveva essere ancora nato e mi domandavo se avrebbe smorzato la sua invidia nei confronti di Lisa vederla in cos tenera et per rendersi conto della pressione a cui doveva essere stata sottoposta in tutta la sua breve vita.
La cassetta durava poco pi di unora e io ne guardai ipnotizzata ogni secondo. Racchiudeva spezzoni sparsi di vari concerti ed esibizioni. In un paio di punti, Lisa suonava insieme ad altri bambini, bench fosse ovvio che era la pi giovane, la pi piccina di tutti. In un brano, era la sola bambina in un mare di violinisti adulti. Guardare quella scena mi aveva fatto male pi delle altre. Nonostante suonasse con sicurezza e maestria, credetti di riuscire a scorgere in lei la vulnerabilit. La tenera innocenza che avrebbe ciascun bambino di sette anni. Con quanta insistenza era stata incoraggiata? Mi domandavo se stesse facendo ci che voleva davvero. Non le era mai stato concesso di avere uninfanzia vera e propria.
Mi spiace cos tanto sussurrai, allungando una mano per toccare lo schermo con la punta delle dita.
Una volta terminato il nastro, rimasi l seduta per un momento prima di espellerlo e inserire il secondo. festa della musica, roma, giugno 1987 diceva letichetta. Lisa doveva avere quattordici anni nel 1987. Quella videocassetta era molto pi nitida, di qualit professionale. Si apriva con ci che sembrava il gate di un aeroporto. Un gruppo di ragazzini energici sembrava essersi impossessato della sala dattesa; alcuni stavano in piedi, altri seduti, e tutti ridevano e parlavano. Scrutai i visi in cerca di mia sorella. Qualche adulto accigliato stava seduto nei posti l attorno, palesemente non divertito dal fatto di ritrovarsi circondato da un mucchio di teenager chiassosi, probabilmente i compagni di conservatorio di Lisa. Avevano tutti allincirca let dei ragazzini che seguivo io; erano una trentina o quarantina, rumorosi e stupidi e ammassati nella sala dattesa. La scena, piena di ormoni adolescenziali ed ego sboccianti, sarebbe stata comica se non fossi stata cos concentrata sullindividuare Lisa tra la folla.
Sullo schermo apparve un uomo dai capelli castani. Sollevava in aria il braccio destro e, come se avesse lanciato un incantesimo sui ragazzini, loro smisero di fare ci che stavano facendo e guardarono nella sua direzione. Era slanciato e snello, con un viso sottile e spigoloso che rasentava il fascino. Fece un lieve cenno con il capo e i ragazzini estrassero gli strumenti dalle custodie che, fino a quel momento, quasi non avevo notato. Iniziarono a suonare. Violini, viole, violoncelli. Come sempre, non avevo minimamente idea di cosa stessero suonando ma era una melodia felice e vivace che ben presto non solo trasform i visi severi degli spettatori in volti sorridenti, ma li port anche ad applaudire.
Alla fine individuai Lisa. Stava in disparte, quasi fuori dallobiettivo della telecamera. Riconobbi il ragazzo al suo fianco dalle fotografie nello scatolone di pap: Matty, con i suoi riccioli neri. Una volta terminato il brano, il direttore dorchestra o maestro, o qualsiasi cosa fosse, fece un cenno a Lisa e lei si fece avanti. Lui alz la bacchetta e lei cominci a eseguire un assolo. Somigliava molto a una copia al femminile di Danny. Era cos carina. I suoi lineamenti mostravano fragilit, ma era chiaro che, quando imbracciava il violino, non cera niente di fragile in lei. Aveva pieno controllo. Io sapevo che era brava, sapevo che era un prodigio, ma trovai straziante il suo talento straordinario. In qualche modo, le era costato caro. Le era costato tutto.
Mandai avanti velocemente la videocassetta e notai lo stesso gruppo di ragazzini che facevano gli idioti attorno alla Fontana di Trevi e sulla scalinata di Trinit dei Monti e davanti al Colosseo. Mia sorella e Matty restavano sempre un po in disparte, parlavano tra di loro. A volte ridevano. Non facevano parte della banda. Poi si esibirono tutti, insieme a centinaia di altri giovani musicisti, davanti al pubblico di un immenso edificio antico con soffitti cos alti da non rientrare neanche nellinquadratura dello schermo e colonne grandi quanto il soggiorno in cui mi trovavo io. A un certo punto, Lisa fece un passo avanti rispetto al resto del gruppo, come aveva fatto in aeroporto. Con quel vestitino bianco pareva un angelo celeste mentre sollevava il violino e cominciava a suonare. In fondo a destra sullo schermo, notai nuovamente lallampanato direttore dorchestra e, bench fossero a una certa distanza, sembrava che un sottile filo collegasse la sua bianca bacchetta al violino di Lisa, per strappare ciascuna nota dal suo strumento. Questo brano lo conoscevo: Concerto in Mi minore per violino e orchestra di Mendelssohn. Mio padre lo ascoltava sempre. Quella melodia familiare si disperdeva dabitudine tra le stanze di casa nostra finch non ne venivo intontita, ma ora che ascoltavo Lisa suonare mi sentivo tuttaltro che intontita. Deglutii a fatica, con il desiderio di spegnere la cassetta e, al contempo, di rivederla unaltra volta e altre volte ancora.
Quando la telecamera strinse sul volto di Lisa, io mi sporsi per vedere le sue lunghe ciglia bionde sopra gli occhi chiusi, la delicata ruga tra le sopracciglia, come se la musica la facesse soffrire. Desideravo tanto che ci fosse Danny con me a vedere quella cassetta, desideravo tanto avere qualcuno con cui condividere le emozioni.
Ero sopravvissuta al primo movimento del concerto prima di sentire la necessit di spegnere il nastro. Restai seduta di fronte alla tv a piangere fino a quando non riuscii pi a farlo, sopraffatta dal dolore per la sorella che non ero mai riuscita a conoscere. Erano passate solo un paio dore da quando avevo cominciato a guardare le cassette, ma avrebbe potuto pure essere un mese per quanto mi sentivo cambiata. Anche se non avevo mai avuto loccasione di conoscerla, lei aveva avuto una grandissima influenza sulla mia vita e io provavo immenso affetto per lei. Eppure mi rendevo conto che me lero inventata. Avevo dovuto immaginare che aspetto avesse perch non avevo modo di saperlo. Ora, allimprovviso, avevo visto il suo volto, avevo visto come si sforzava. Era soltanto una ragazza. Praticamente una bambina nella prima cassetta e una giovane e ottimista teenager nella seconda. Tutto quello che chiunque sarebbe riuscito a vedere, guardandola che si esibiva, era labilit e la perfezione; nessuno poteva vedere il prezzo della sua carriera sullanima e il corpo.
Era quello che laveva spezzata? Quel direttore dorchestra... era lui a richiedere da lei quella perfezione? Erano stati i miei genitori? La fama era troppo per lei? Mi passai le dita tra i capelli, le lacrime ricominciavano a scendere. Avrei tanto voluto poterla abbracciare! Tenerla stretta. Avrei tanto voluto poterle dire che non cera bisogno di essere perfetta; le bastava essere soltanto Lisa. Desideravo entrare nelle cassette per dire a quel giovane angelo delicato di tener duro. Prima o poi, cos le avrei promesso, sarebbe andato tutto bene.

11.

Rimarresti sconvolta sapendo cosa compra la gente a unasta disse Jeannie mentre curiosavamo tra gli oggetti della credenza delle porcellane di mia madre in sala da pranzo. In mano tenevo un vecchio piatto verde che si era evidentemente spaccato a met ed era stato rincollato. Christine vorr che lasci tutto cos com.
Anche le stoviglie rotte? chiesi, passandole il piatto fondo cos che potesse vederne la crepa.
Assolutamente s fece lei. Gli artisti le usano per creare gioielli e ogni genere di roba che non puoi neanche immaginare. E per questo vogliamo lasciare tutto al suo posto. Non ti servono quegli scatoloni. Indic le tre scatole vuote che avevo trovato in cantina. La mia intenzione era di riempirle con gli oggetti da dar via, ma Jeannie la vedeva diversamente. Voglio controllare meglio le collezioni per capire che genere di perito dobbiamo chiamare disse lei. Se c qualche cosa che vuoi tenere, per esempio gli oggetti con un valore sentimentale, basta che li metti da parte. Possiamo far spazio per questi nellufficio al piano di sopra. Per il momento, puoi svuotare gli armadi del soggiorno dove teneva tutti i documenti. Mi prese dalle mani il piatto verde e lo ricolloc nella credenza delle porcellane. Andiamo a dare unocchiata laggi propose, e io la seguii in soggiorno. Stava in piedi al centro della stanza, con le mani sui fianchi; eravamo entrambe di fronte alle dieci vetrinette a muro che occupavano il soggiorno in tutta la sua larghezza sotto le finestre. So che l ci ficcava solo i moduli dellassicurazione e documenti del genere, che si potranno stracciare senza troppi problemi. Puoi farlo tu.
Okay. Avevo persino paura ad aprire quegli armadi. Avevo visto quanta poca cura metteva pap nello stipare le scartoffie l dentro, come se le stesse gettando nella spazzatura.
Guarda queste ortensie! Jeannie fece un passo verso le finestre che si affacciavano sul giardino. Come le adorava tuo padre esclam lei. Vorrei che avesse potuto avere unestate in pi. Non vedeva lora. La sua stagione preferita.
Io non possedevo questa informazione su mio padre e mi seccava che lei lo sapesse. Ero comunque decisa a essere gentile con lei quel giorno. Avevo veramente bisogno del suo aiuto.
Ma che cavolo...? Di colpo si accorse del fatto che mancavano le porte scorrevoli della collezione di pipe. Dov finito il vetro?
Pensai di inventarmi qualcosa, ma poi decisi di dirle la verit. Laltra sera  passato Danny e si  arrabbiato per qualcosa e ci ha lanciato contro una bottiglia di birra le spiegai.
Ma  terribile! disse. Tuo padre ha sempre insistito a dire che Danny non fosse un violento.
Non lo . Mi ricordavo che Danny mi aveva detto che assumeva latteggiamento da dpts per Jeannie, qualsiasi cosa volesse dire. Era solo arrabbiato. Non ha mai fatto male a nessuno.
Sei molto legata a lui?
Lo ero quando eravamo piccoli. Col passare degli anni, si  fatto pi introverso e non abbiamo parlato pi tanto.  diventato pi come mio padre, immagino. Molto sulle sue. Mi mancava il Danny con cui ero cresciuta.
Io non ricordo che tuo padre fosse tanto introverso fece Jeannie.
Mi sforzai molto per tirar fuori un sorriso. Ero stufa del fatto che credesse di conoscere pap molto meglio di me. Suppongo che labbiamo vissuto in modo diverso conclusi.
Oh, s. Sorrise. Sappiamo entrambe che era un bravuomo, ed  questo che conta.
Io annuii. Avrei lasciato cadere il discorso.
Jeannie si avvicin alle pipe e ne sollev una dal ripiano della vetrinetta. Questa mi ha sempre affascinata disse lei. La testa della pipa era intagliata a forma di testa di uccello, con tanto di piume arruffate e perline verdi al posto degli occhi. Notai un evidente tremore nelle sue mani mentre sorreggeva la pipa. Era nervosa o malata? Qualsiasi fosse la causa, cogliere quella lieve debolezza in lei mi rese leggermente pi empatica nei suoi riguardi. Non si sa mai quali demoni una persona deve sconfiggere.
La vorrebbe? chiesi.
Lei parve sorpresa. Oh, no, rispose non saprei cosa farmene. Devo ammettere per che ancora non riesco a mandar gi il fatto che Frank abbia lasciato questa collezione ai Kyle.
Be, suppongo che labbiano aiutato moltissimo con il camping, e...
Emise un suono di disgusto. Ti dir una cosa esord lei. Non mi piace spettegolare, ma dovresti sapere il motivo per cui per me questa cosa  assurda. Era Tom Kyle a essere in debito con tuo padre, e non il contrario.
Cosa vuol dire?
Jeannie ripose con cura la pipa nella vetrinetta. Tuo padre era il suo superiore quando lavoravano per il Marshals Service mi disse. Tom aveva una relazione con una cliente che aveva il compito di proteggere e Frank lha scoperto. Avrebbe dovuto silurare Tom, ma non lha fatto. Lha persino aiutato a tenerlo nascosto. Tom gli doveva essere riconoscente per il lavoro e probabilmente per il matrimonio. Quindi perch tuo padre...
E in pi dava a Tom assegni mensili per cinquecento dollari commentai.
Jeannie mi fiss e vidi una fiamma accendersi nei suoi occhi. Stai scherzando?
Scossi la testa.
Avrebbe potuto darli a me quei soldi, se aveva tanta voglia di separarsene comment caustica. Io sono impiccata per il mutuo e credevo che dopo sei anni di relazione, potesse... Scosse la testa. Mi dispiace disse.  cos e basta.
Allora compresi la tiepida reazione che aveva avuto al lascito, da parte di mio padre, del solo piano e diecimila dollari. E io pensai ai centomila dollari che sarebbero presto comparsi sul mio conto corrente.
Mi dispiace, Jeannie le dissi. Come posso essere utile? Mi ha lasciato pi di quanto mi serva al momento, e...
Lei si pieg e poggi la mano sulla mia. Non pensarci neanche, tesoro disse. Il suo viso si stava addolcendo. Mi dispiace aver perso il contegno in questo modo, e sono a posto. Davvero. Vorrei soltanto capire perch tenesse cos in gran conto Tom e Verniece.
Conosce bene Verniece? le chiesi.
Non tanto bene. Se ne stanno piuttosto per conto loro laggi.
Verniece mi ha detto che sono stata adottata.
Jeannie spalanc i suoi occhi azzurri pi del normale. Cosa? esclam.  una follia.
Aveva perso colore in viso o me lo stavo immaginando? Dice che  stata mia madre a dirglielo.
Non la conosceva neanche, tua madre. Jeannie ne rise rimettendo la pipa sul suo ripiano, con le dita tremolanti. Proprio per niente.
Io esitai prima di dire: Be, lha detto lei. Comunque a detta di Verniece, che era sconvolta per aver perso un bambino, mia madre le ha suggerito che non era troppo vecchia per unadozione. Le ha detto che lei e pap mi hanno adottata, e la cosa ha incoraggiato Verniece e Tom a adottare un maschietto.
Ridicolo comment Jeannie. Assolutamente ridicolo. Pensaci mi disse. Anche ammesso che fosse vero, tua madre non sarebbe andata a raccontarlo a una quasi sconosciuta, per lamor del cielo. Hai presente quanto fosse riservata?
In realt, non lo so dissi. Conosco solamente come si comportava con me, non con...
Riley, ascolta: io ero la sua pi cara e vecchia amica, eppure non mi raccontava met delle cose che le capitavano. Quindi lidea che abbia raccontato, a una donna che conosceva appena, una cosa cos intima  semplicemente una stupidaggine.
Immagino. Mi sentii solo vagamente sollevata, specialmente per il fatto che Jeannie avesse ammesso che mia madre non le diceva tutto. Forse mamma aveva avuto un momento di debolezza, toccata dal dolore che provava Verniece, sapendo di poter dire qualcosa per lenire quel male. Verniece era cos dolce. Potevo ben comprendere come avesse suscitato in mia madre la voglia di confidarsi con lei.
Basta con queste assurdit disse Jeannie. Raccolse un quadernetto dalla panca del pianoforte dove laveva appoggiato quando era arrivata. Far un giro della casa per fare un elenco delle cose da fare, a partire dalle collezioni al piano di sopra. Non vedo lora che tu conosca Christine aggiunse. Ti piacer da matti e viceversa. Lei conosce il valore degli oggetti e i modi per pubblicizzare unasta.
Ho trovato le chiavi di pap degli armadi di sopra, se le servono.
Ripensai alla chiave della sua roulotte che avevo lasciato a Verniece. Per caso lei sa se pap ha permesso a qualcun altro di usare la sua roulotte? le chiesi.
Dio, no! Adorava quel rottame. Lo definiva il rifugio dei maschi. Nemmeno io avevo il permesso di entrarci.
Strano dissi. Ci sono un mucchio di cd l dentro, ma sono tutti di musica bluegrass e country. Ha mai saputo che mio padre ascoltava bluegrass?
Mai, ammise ma sapeva che non era il mio genere, quindi magari non metteva su quella musica quando cero io. Aveva gusti molto vari. Mi diede unocchiata. E abbiamo gi stabilito che non sapevi molto di lui, no? Non era una domanda; era una frecciatina e lempatia che avevo nutrito nei suoi confronti pochi attimi prima si dissolse. Non mi piaceva quella donna! Non mi fidavo di lei. Proprio no. Dunque... cominci, prendendomi per il braccio e portandomi verso la parete delle vetrinette. Tu cominci da qui, passa in rassegna i documenti di tuo padre, e io andr di sopra.
Mi sentivo oppressa, ma, al contempo, non me ne fregava niente del punto da cui avrei cominciato a sistemare la casa. Suzanne mi aveva segnalato di conservare le ricevute di mio padre degli ultimi tre anni perch le potesse esaminare, ma, a parte questo, si poteva buttare tutto. Mentre Jeannie saliva per le scale, io mi sedetti davanti a un armadio e ne aprii lanta, mugolando quando le carte scivolarono gi dagli scaffali e mi finirono sulle gambe. Sapevo che pap aveva un distruggidocumenti nellufficio di sopra e speravo che fosse una macchina efficiente. Facendo un respiro profondo, iniziai ad ammucchiare i documenti. Mi domandavo se, sepolto da qualche parte in uno dei dieci armadi, potessi trovare qualche documento relativo alla mia adozione. Speravo di no.
Circa unora pi tardi, mi si stava appannando la vista quando allimprovviso udii un rumore provenire dal piano di sopra che mi fece interrompere il lavoro per restare in ascolto. Cassetti che si aprivano e chiudevano? Era nella sua stanza? Mi alzai pian piano e mi spostai in fondo alle scale. Avrei dato poco peso a quel suono se lei se ne fosse andata in giro a sbattere ante qua e l, ma cera qualcosa di cos furtivo in quel lento e silenzioso scorrimento di cassetti... o qualunque cosa fosse. Cos, curiosa, mi avviai su per le scale.
Stava uscendo dalla camera da letto di mio padre quando arrivai in cima alla scala e sussult vedendomi. Oh esclam, portandosi una mano alla gola Mi hai spaventata!
Volevo vedere come stava procedendo. Avevo davvero voglia di chiederle cosa stesse facendo ficcando il naso nei cassetti del com, ma tenni la bocca chiusa.
Oh, bene disse, poi fece un cenno col capo in direzione della camera da letto, come se sapesse che era necessaria una spiegazione. Stavo cercando un paio di cose che avevo lasciato qui confess lei.
Era salita con un quadernetto, ma ora cera appoggiata sopra una scatola bianca. Aveva la dimensione di una confezione per camicie o forse di quel genere in cui sarebbe stato conservato un manoscritto. Si strinse al petto la scatola e il bloc notes.
Le ha trovate? Indicai la scatola e lei abbass lo sguardo per osservarla come fosse stupita di ritrovarsela tra le braccia.
S rispose. Ci sono alcune mie cose che mi ero scordata. Cose vecchie... che volevo fargli vedere. Rise nervosa e quasi mi dispiacque per lei. Dal colore delle sue guance, immaginai che quella scatola racchiudesse un nglig sexy o peggio ancora. Mi torn in mente Suzanne che mi aveva raccontato dei porno di suo padre e desiderai di poter cancellare quel pensiero.
Come intende fare qui con le collezioni? le chiesi.
Credo di conoscere i periti di cui abbiamo bisogno disse lei, dirigendosi verso le scale. Non lasci gi la scatola neanche per aggrapparsi al corrimano.
Mi ci vorr una settimana per sistemare quegli armadi dichiarai sulle scale dietro di lei.
Lo immagino. Aveva raggiunto lultimo gradino. Dovremmo far valutare anche queste pipe prima di darle ai Kyle. E, oh, Ges ridacchi dobbiamo farci unidea di quanti siano i vinili, cos da comunicarlo a Christine. Sai se ne ha messi via altri da qualche altra parte? Magari in soffitta?
Non credo dissi, anche se non sapevo che cosa, se cera qualcosa, stesse in soffitta.
Per un poco, proseguimmo con il lavoro in silenzio; io stavo seduta per terra, Jeannie esaminava gli album, ma avevo la mente anestetizzata dalla caccia alla data su fatture mediche ed estratti conto.
Per oggi ho dato, credo dissi, mettendomi in piedi. Un bicchiere di vino?
Lei si lasci sfuggire un respiro esausto. Solo due dita rispose. Di pi e mi addormento alla guida mentre torno a casa.
Entrai in cucina e tirai fuori due calici dalla credenza sopra la lavastoviglie. Jeannie entr in cucina, mi pass accanto diretta verso il bagno vicino alla porta sul retro. Sapeva come muoversi in casa con la mia stessa dimestichezza.
Era ancora in bagno quando portai i bicchieri in soggiorno, dove individuai il quadernetto e la scatola che aveva tenuto in mano sul ripiano accanto alla collezione di pipe. Mi morsi un labbro, la curiosit stava prendendo il sopravvento, bench non fossi sicura di voler vedere il contenuto della scatola. E se aveva rubato qualcosa? Lei era a corto di soldi e furiosa con mio padre perch non le aveva lasciato qualcosa in pi e aveva avuto accesso per unora buona alle sue collezioni del primo piano.
Tesi lorecchio in cerca di qualche rumore proveniente dal bagno, ma non ne udii nessuno. Poi spostai di lato il suo quadernetto e mi misi a levare pian piano il coperchio della scatola. Era piena per met di articoli di giornale ingialliti. Il titolo del giornale in cima diceva: lisa macpherson, presumibilmente affogata per apparente suicidio.
Espirando, mi sfugg un infelice Oh. Perch aveva sentito la necessit di conservare gli articoli sul suicidio di Lisa? Soffrivo per lui e mia madre. Come dovevano essersi sentiti, sapendo che non erano stati in grado di evitare che loro figlia si togliesse la vita?
Sentii la porta del bagno aprirsi, ma non feci nulla per richiudere la scatola.
Oh, Riley, no! Jeannie si precipit da me quando mise piede nella stanza.
Alzai la scatola e voltai le spalle a Jeannie, che si immobilizz, abbassando le mani lungo i fianchi. Tesoro, non vuoi farlo davvero disse lei. Non ne puoi ricavare nulla di buono.
Perch li ha tenuti? domandai, inclinai nuovamente la scatola per potervi guardare allinterno. Sollevai larticolo in cima sul suo presunto suicidio e la mano mi si blocc quando lessi il titolo successivo. In un font enorme, con lettere in grassetto nero, le fissavo, confusa e incredula mentre cercavo di assimilare ci che stavo vedendo: la sospettata omicida lisa macpherson si presume morta.

12.

Mi voltai pian piano per guardare Jeannie. Lei era l in piedi accanto a me, le mani ora premute sul viso, con gli occhi azzurri gonfi di lacrime.
Mossi il capo verso larticolo, sempre allinterno della scatola. la sospettata omicida lisa macpherson si presume morta. Che cos? La voce mi usc in un sussurro.
Lei allung una mano verso la scatola e la tolse delicatamente dalla mia presa. Non ha mai voluto che tu lo sapessi ammise lei, riposizionandola sul ripiano. Speravo di portarla via di qui prima che la trovassi per caso. Lui avrebbe voluto che lo facessi, ma non sapevo con certezza dove la nascondesse, ed ero cos preoccupata che tu potessi... Scosse la testa. Bisogna solo richiuderla e buttarla via, Riley.  ci che avrebbe voluto lui.
Parlava velocemente, cercando di distrarmi da quello che avevo visto. Tesi una mano verso la scatola e tirai fuori larticolo che definiva mia sorella unomicida.
Non capisco. Rilessi il titolo. Non capisco proprio.
Lo so disse lei. So cosa ti  stato detto. Che si  ammazzata perch era depressa e stressata. I tuoi genitori non hanno mai voluto che tu sapessi la verit.
Quale verit? Ripresi la scatola, la portai sullo scrittoio con la serranda aperta e mi sedetti l davanti. Tirai fuori un articolo dopo laltro e quella parola continuava a ricomparirmi sotto gli occhi nei titoli: omicidio, omicidio, omicidio.
 per questo che si sono trasferiti qui dopo la morte di Lisa. Jeannie si avvicin alla panca del piano e vi si sedette con un movimento pesante. Volevano allontanare te e Danny da tutte le accuse e tutte le conseguenze. Volevano allontanarti da un posto in cui saresti stata sempre vista come la sorella di unomicida.
Le lanciai unocchiata. E lha fatto? Ha veramente ucciso qualcuno? Chi? Perch?
 stato un incidente. Jeannie si premette una mano sulla testa per lesasperazione. Oh, tuo padre sarebbe veramente furioso con me.
Me lo dica! le gridai.
Stava per andare a processo mi spieg Jeannie e credeva che sarebbe finita in carcere per il resto dei suoi giorni. Laccusa era per omicidio di primo grado, intenzionale e premeditato, che si sarebbe tradotto in un ergastolo se fossero riusciti a dimostrarlo. Ma io credo che il vero motivo per cui si  suicidata fosse che non poteva convivere con ci che aveva fatto. Incidente o meno, aveva ucciso una persona. Lisa aveva soltanto diciassette anni, era una ragazzina! E non riusciva a superare il senso di colpa.
Oh mio dio. Mi sentii crollare tutto il corpo sotto il peso della notizia. Chi era? chiesi ancora. Chi ha ucciso?
Si chiamava Steve Davis mi rispose. Era il suo maestro di violino.
Sussultai al ricordo del direttore dorchestra alto e snello delle videocassette. Era lui la persona di cui Jeannie stava parlando?
Ce laveva con lui perch aveva distrutto la sua occasione di entrare alla Juilliard, ma non lavrebbe mai ucciso per questo disse Jeannie. Era una ragazza tanto tranquilla e gentile. Non avrebbe mai ucciso nessuno intenzionalmente e per alcuna ragione al mondo. Era tutto cos assurdo.
Era assurdo difatti, e io avevo un sacco di domande. Sfogliai gli articoli finch non ne trovai uno con una foto di Steve Davis. Era esattamente luomo delle videocassette. Mi portai una mano alla bocca cominciando a leggere larticolo tra me e me, mentre Jeannie restava seduta in silenzio sulla panca, in attesa che scoprissi la verit.
Lisa Beth MacPherson, la violinista diciassettenne in attesa di processo per lomicidio del suo ex insegnante di violino Steven Davis,  scomparsa e presumibilmente morta. Il kayak giallo della MacPherson  stato trovato luned mattina nelle acque ghiacciate del fiume Potomac vicino al Fort Hunt Park ad Alexandria; la sua Honda Civic bianca era parcheggiata sul ciglio della strada a sud della Belle Haven Marina. Nel veicolo sono stati rinvenuti il suo zaino e il portafogli, con dentro la patente e pi di trenta dollari in contanti. Una giacca blu, che si suppone fosse sua,  stata ritrovata nei pressi, ingarbugliata tra alcuni giunchi ghiacciati.
Suo padre, Frank MacPherson, ha contattato la polizia attorno alle otto di luned mattina, dopo aver trovato in camera sua un biglietto daddio. Il contenuto del messaggio non  stato reso noto, ma un portavoce della polizia ha dichiarato che da questo emergeva che la MacPherson avesse intenzione di suicidarsi e che il padre ne aveva riconosciuto la grafia. La madre della MacPherson e i suoi fratelli minori erano fuori citt luned mattina.
Lisa MacPherson era stata rilasciata su cauzione per lomicidio, avvenuto in ottobre, di Davis, quarantaduenne al tempo della sua morte. Sarebbe stata processata come adulta e la prima udienza era fissata per questo mercoled. Avrebbe dovuto testimoniare che gli spari erano stati accidentali. La MacPherson intendeva candidarsi per lammissione al conservatorio della Juilliard School a partire dal primo semestre del 1990 e si presume che Davis avesse inviato una lettera denigratoria sul suo conto a un collega della scuola, un evento che ci si aspettava laccusa adducesse a possibile movente. Davis era stato insegnante della MacPherson per gran parte della carriera di questultima, bench, allepoca dellincidente, stesse studiando con la violinista della National Symphony Orchestra, Caterina Thoreau.
Alcuni conoscenti hanno dichiarato che la MacPherson era estremamente depressa nei mesi successivi al suo arresto. Alla notizia del probabile suicidio della sua studentessa, questa mattina, Caterina Thoreau ha rilasciato alla stampa la seguente dichiarazione:  una notizia tragica. Lisa  lallieva pi talentuosa alla quale abbia mai avuto il piacere di insegnare e aveva davanti a s un futuro brillante. Ho sempre creduto che gli spari fossero accidentali e, data lindole sensibile di Lisa, posso immaginare quanto sia stato difficile per lei convivere con quello  successo. Nutriva grande stima per Davis.
Davis, che viveva a McLean con la moglie, Sondra Lynn Davis, insegnava alla George Mason University al tempo della sua scomparsa. La coppia non aveva figli.
Prosegue la ricerca del corpo della MacPherson.
Fissai larticolo, nel tentativo di comprenderlo. Ho sempre pensato che si fosse uccisa perch si sentiva troppo gravata da quanto fosse diventata logorante la propria carriera e per la preoccupazione di entrare alla Juilliard, e... La mia voce si affievol. Guardai dallaltra parte della stanza verso Jeannie, sollevando larticolo che avevo appena letto.  tutto vero?
Jeannie annu. Temo di s. La conoscevo piuttosto bene, Riley, ed era una cos brava ragazza, studiosa e sempre orientata al futuro. Tua madre lha fatta studiare a casa, come sono certa che tu sappia, ma aveva degli amici anche se non frequentava una normale scuola. Altri studenti di violino, insomma, persone di questo genere. Ha avuto un paio di momenti difficili... Guard allorizzonte come se stesse ricordando qualche traversia di Lisa. Ma quale ragazzo non ne ha? chiese lei.
Crede che si sia suicidata a causa della lettera alla Juilliard? chiesi io.
No, certo che no! Credo che, qualunque fosse il motivo, sia entrata in possesso della pistola di tuo padre. Magari per fargliela vedere? Non lo so. E lei...
Per fargliela vedere? Ma non ha senso. La pistola era in giro? Sembra che fosse furiosa e che gli abbia sparato intenzionalmente. Limmagine glorificata che avevo di mia sorella si stava deteriorando in fretta. Mi sentii come se la stessi per perdere unaltra volta.
Frank incolpava s stesso disse Jeannie. Lha sempre fatto. La sua pistola dordinanza era sottochiave nello studio, ma Lisa sapeva dove stava.  successo nella vostra casa in Virginia. Magari Lisa ha soltanto minacciato Steve con la pistola. Magari aveva perso un pochino la testa per quella lettera e gli stava chiedendo di sistemare le cose.  questo che mi sono sempre immaginata. Lha minacciato e forse c stata una colluttazione, che  degenerata. Non lo so. Nessuno lo sapr mai. Tutto quello che so  che  stato straziante. Tua madre non si  mai ripresa del tutto da quello che ha passato.
Sono sotto shock dissi con onest.  per questo che pap  andato in prepensionamento dal Marshals Service?
Be, tecnicamente era troppo giovane per la pensione, ma  il motivo per cui se n andato, s. Lui e tua madre volevano trasferirsi in qualche posto dove poter ricominciare da capo per te e Danny.
Ma Danny aveva sei anni quando  morta Lisa. Si sar fatto unopinione di ci che stava accadendo, no? Avr saputo il perch si  uccisa.
Tutta un tratto Jeannie apparve vecchia, con gli occhi azzurri stanchi. Hai ragione disse lei piano e io credo che abbiano arrecato un grave danno a tuo fratello. Si sfreg le tempie. Detesto criticarli, perch so che facevano del loro meglio e probabilmente non pensavano lucidamente a quel tempo. Ma si erano convinti del fatto che tu e Danny doveste crescere senza sapere dellomicidio e quindi se Danny faceva domande sulle cose che aveva sentito, o su quello che dicevano gli altri bambini, tua madre e tuo padre gli dicevano che quei bambini non sapevano cosa stavano dicendo. E come ho gi detto, si sono subito trasferiti qui e sono stati piuttosto bravi a ricominciare da capo. Degli spari e del suicidio di Lisa ne avevano parlato i notiziari e i giornali nazionali, ma, in qualche modo, ai bambini di questa zona non era arrivato il messaggio, e, da quanto ne so, hanno lasciato in pace Danny. E cos, alla fine, lui ha creduto veramente a tutta la versione del si  suicidata perch era depressa, proprio come te. Giunse i palmi delle mani poggiandosele in grembo. E se gli tornavano in mente le cose che dicevano gli altri bambini, i tuoi genitori gli dicevano che doveva ricordarsi male. Credo che sia stato un po crudele nei suoi confronti. Talvolta, deve essersi sentito pazzo per questo. Credo che sia stato questo a portarlo a essere cos... disturbato. Ha avuto moltissimi problemi quando si sono trasferiti qui.
A scuola si metteva sempre nei pasticci dissi, ricordando comera mio fratello una volta entrato nella fase adolescenziale. Faceva a botte e non faceva i compiti. E discuteva con mamma e pap praticamente tutte le sere. Ricordavo quelle litigate. Io mi rintanavo in camera mia mentre i miei genitori e Danny andavano avanti a urlare e discutere per i suoi voti e per il suo linguaggio scurrile e per i ragazzini che frequentava. Avevo undici anni e mi mancava il fratellone che stravedeva per me e che avevo sempre considerato il mio paladino. Mi schiacciavo il cuscino sulla testa per isolarmi dal rumore.
La scuola gli consigliava di rivolgersi a uno psicologo, fece Jeannie ma i tuoi genitori non volevano saperne. Avevano paura che potesse dire qualcosa su... sugli spari e sul suicidio di Lisa, e cos la notizia sarebbe circolata a New Bern vanificando il senso di quel trasferimento.
Mi avevano fatto davvero male. Che cosa tremenda per lui commentai. Aveva bisogno di aiuto e loro glielhanno precluso. Il pensiero della confusione di mio fratello mi lacerava dentro. Ecco perch nutriva tanto rancore nei confronti dei nostri genitori. Non potevo biasimarlo. Per quanto ne sapevo, non gli avevano mai dato supporto. Come potevano confidare nel fatto che lui si tenesse stretti i legami familiari?
Non sapevo dire esattamente per quale membro della mia famiglia provassi pi dolore. Per il fratello che adoravo, a cui era stata raccontata una cosa nonostante ne ricordasse unaltra. Per mio padre, il cui senso di colpa per la pistola doveva averlo tormentato per tutta la vita. O per mia madre che aveva perso la figlia maggiore. E poi cera mia sorella, quella creatura eterea che avevo visto nelle videocassette, che si sforzava di convivere con la colpa di aver spezzato una vita. Lasciai cadere la testa contro lo schienale della sedia e chiusi gli occhi. Vorrei non aver scoperto niente di tutto ci dissi.
Ma adesso che lo sapevo dovevo scoprire ogni cosa.
Mandai a casa Jeannie, poi mi misi a sedere sul letto a leggere ogni singola parola di ogni singolo articolo, compreso quello che descriveva la scena a casa nostra quando era giunta la polizia:
Il signor Davis  stato trovato in una pozza di sangue sul pavimento del soggiorno, con la MacPherson china su di lui, con una .357 Magnum in mano. Davis aveva un foro nella tempia e uno nellocchio ed  stato dichiarato morto sul colpo.
Quella descrizione raccapricciante mi avrebbe fatto venire gli incubi.
La maggior parte degli altri articoli si ripeteva, ma li lessi tutti comunque. Era quasi mezzanotte quando, in quella scatola, raggiunsi larticolo pi intimo e pi doloroso da leggere. Era un biglietto scritto a mano su un foglio di carta bianca a righe, chiaramente una fotocopia.
Cara mamma, caro pap,
sono tremendamente mortificata per quello che vi ho fatto passare. Sono consapevole del fatto che ci che sto per fare non far altro che complicarvi le cose, quantomeno per un po, ma sono sicura che una giuria non mi crederebbe se dicessi che  stato un incidente e non posso finire in prigione. Mi terrorizza. Non posso accettarlo. Alla lunga, sar meglio cos per tutti. Voglio cos tanto bene a voi e a Riley e a Danny e mi dispiace per leventuale disonore causato alla nostra famiglia.
Con affetto, Lisa

13.

Il bosco era immerso in una quiete assoluta, lunico rumore era il woosh dei nostri passi mentre io e Danny calpestavamo un tappeto di lunghi aghi di pino bruni e ciuffi di erbacce verde fluo. Ero nel regno di mio fratello, bench su suo invito. Ansiosa, quella mattina mi ero presentata con la scatola degli articoli, mentre mi domandavo quanto ricordasse lui degli spari e del suicidio di Lisa. Quanto sapeva. Ma lui non parlava. Restava seduto al tavolo della sua roulotte, con il volto che si faceva rosso quasi quanto la sua t-shirt mentre dava una scorsa a due articoli, per poi gettare la scatola da parte. Afferrando il proprio fucile, fece uno scatto per uscire dalla roulotte e recarsi nei boschi. Gli andai subito dietro, terrorizzata dal fatto che potessi aver compiuto lo sbaglio peggiore della mia vita portandogli quella scatola.
Quando lo trovai, per, stava camminando lentamente, come se sperasse che io lo raggiungessi. Non mi guard, ma tenne lo sguardo dritto davanti a s, con il fucile appoggiato alla spalla, e io lo raggiunsi e mi adeguai al suo passo. Procedemmo in quel modo in assoluto silenzio per dieci minuti o pi e, sebbene inizialmente fossi stata nervosa, cominciai a distendermi. Cera qualcosa di speciale nella quiete di quel posto. Nello spesso tappeto di aghi sotto i nostri piedi. Tutto attorno a noi, per quello che riuscivo a vedere, i drittissimi tronchi dei pini si slanciavano verso il cielo, dove esplodevano in capocchie di lunghi aghi verdi. Mi diedi unocchiata alle spalle per ammirare la stessa visione in ogni direzione. Non seguivano un sentiero e sapevo che senza Danny al mio fianco sarei stata persa.
Come fai a sapere dove ci troviamo? gli bisbigliai. Mi sembrava sbagliato rompere lincantesimo della foresta con la mia voce.
Lo so e basta. Indic dritto davanti a noi.  l che voglio arrivare.
Guardai davanti a noi, ma il panorama di tronchi dalberi non sembrava affatto diverso in quella direzione rispetto alle altre. Eppure, nel giro di qualche passo, compresi. Un ovale erboso si apriva davanti ai nostri occhi, circondato da pini cos slanciati da creare al di sotto uno spazio simile a una cattedrale. Oh esclamai. Ora capisco il motivo.  bellissimo.
Si avvicin a uno degli alberi e si sedette sul cuscino di aghi di pino vicino alle radici, appoggiando il fucile per terra accanto a s. Mi misi seduta accanto a lui e, quando lo guardai, stava scuotendo piano la testa, a occhi chiusi. Rimasi in attesa e passarono due o tre minuti prima che, alla fine, riaprisse gli occhi.
Hai presente quando pensi di ricordarti qualche cosa, ma non sai con certezza se magari lhai sognata? chiese, rivolgendo lo sguardo verso gli alberi. O magari... te la sei persino inventata?
S risposi.
Mamma diceva sempre che ero molto fantasioso. Avrei dovuto fare lo scrittore, diceva, perch mi inventavo delle storie davvero incredibili. Aveva un tono amaro. Lei ne rideva, delle mie storie. Quando le chiedevo se si ricordasse del giorno in cui io e lei eravamo tornati a casa dal supermercato e avevamo sentito due spari uscendo dalla macchina, lei rispondeva Oh, che mente creativa che hai!, oppure quando le ho detto qualcosa sul fatto che ricordassi del sangue sul tappeto del soggiorno, mi diceva: Se devi inventarti una storia, non puoi immaginartene una pi bella?
Oh, Danny. Gli sfiorai il braccio, con un po di sollievo quando non fece per spostarmi la mano.
Ricordo le sirene. Pensavo che fossero arrivati per te.
Per me?
Annu. Stavi perdendo sangue. Ti eri tagliata la testa.
Ho una cicatrice sulla fronte gli dissi, alzando la frangetta per mostrargli la piccola ferita sopra il sopracciglio sinistro, ma lui non si volt per guardarmi. Sembrava perso nei ricordi.
Stavi urlando disse.
Mi lasciai ricadere la frangia sulla fronte. Mamma mi ha sempre detto che ho battuto la testa contro il tavolino quando ero piccola, ma non me lo ricordo.
Credevo che fosse questo il motivo per cui stava arrivando lambulanza, ma non era cos, no? Scosse la testa come se stesse parlando tra s. Era per linsegnante. Quel tizio che ha ucciso.
Accidentalmente aggiunsi. Hai letto la parte che dice che si  trattato di un incidente, giusto?
Un colpo nellocchio disse. Lo sapevo. Sapevo che... Si pass le dita tra i capelli. Come facevo a saperlo? Lho visto? Lho sentito? Si sfreg energicamente le tempie in segno di frustrazione, poi mi guard. Sapevo tutto, Riles concluse. Lo sapevo, ma lavevo rimosso.
Io credo che... cominciai con attenzione, non volendo che riprendesse a rimproverare i nostri genitori, ...anche se forse se lo meritavano? credo che mamma e pap abbiano fatto del loro meglio per fartelo scordare.
Allepoca non dovevo andare a scuola mi disse. Mamma mi ha fatto studiare a casa per un po di tempo come aveva fatto con Lisa, anche se Lisa se ne era andata. Aggrott la fronte come se cercasse di ricordare. Lei era sempre via per viaggi e robe varie, ma... immagino che fosse in prigione allora? Deve essere stato cos. Non ho ricollegato linsegnamento a casa alle sirene n ad altro. Pensavo di essere in punizione per qualcosa. Non mi facevano uscire a giocare. Stava sproloquiando, cercando di mettere insieme i pezzi nella sua testa. La conoscevo appena confess lui. Lisa. Undici anni pi grande e sempre via. I suoi programmi regolavano le nostre vite. Tutto il mondo girava attorno a lei. Avvolse con la mano una manciata di aghi di pino. Aveva il viso sempre privo di emozioni, ma la voce era agitata. Dimprovviso si addolc. Tu mi sei sempre piaciuta, per aggiunse, lanciandomi uno sguardo. Eri proprio una bella bimba.
Non riuscivo a credere che stesse parlando in quel modo, dicendo cos tante cose.
Tu eri il mio migliore amico gli dissi.
Lasci cascare gli aghi. Si strofin le mani sulle ginocchia ricoperte dai jeans. Ci sono incubi che vanno e vengono confess.  terribile. Questo  il peggiore.
Vuoi raccontarmi...
Pensavo che fosse lIraq. Mi interruppe, perso nei suoi pensieri. Ma ora non lo so, perch compare mamma. Mamma c sempre. E urla ogni volta.
Osservai i muscoli della mascella tendersi e rilassarsi mentre aspettavo che mi dicesse altro, ma aveva smesso di raccontare del suo sogno.
Il suicidio  luscita di scena dei codardi. Raccolse un rametto e se lo rigir tra le dita. Voglio dire... mi dispiace per i veterani che lo fanno, e lo comprendo. Diventa un peso eccessivo da portarsi dietro. Magari non hanno neanche un posto come questo dove rifugiarsi.
Non ero certa di aver capito cosa intendesse con un posto come questo. Ma poi mi resi conto che stava parlando di quella piccola porzione di foresta di pini. La sua oasi di pace. Era commovente che mi avesse permesso di stare l con lui.
Quindi non ti devi preoccupare che io possa suicidarmi, chiaro? Mi lanci unocchiata. So che sei in ansia.
Avevo paura di spezzare lincantesimo del calore che ci aveva avvolti, ma magari potevo approfittare del suo umore per scavare pi a fondo.
Mi preoccupo, certo ammisi. So che sei depresso. Se prendessi le medicine, credo che...
Non sono depresso.
Da matti, pensai. Allora come definiresti ci che provi? Cosa...
Sono incazzato, ecco cosa sono! Spezz il ramoscello tra le dita. Il rumore fu quasi impercettibile, ma mi fece comunque sussultare.
Sei incazzato con chi? gli chiesi.
Ci vorrebbe meno a dirti con chi non sono incazzato mi rispose. Con il cazzo di governo, innanzitutto. Per lo schifo che mi hanno fatto fare laggi. Mi hanno... Scosse furiosamente la testa. Dopo un po che sei l, le persone non le consideri neanche pi esseri umani, sai? disse. E sono incazzato con i nostri genitori. Quel coglione bugiardo di nostro padre e quella donna di ghiaccio di nostra madre. E quella stronza egoista di nostra sorella! Aveva il volto paonazzo e ricoperto di sudore, il respiro pesante. Ha consumato tutto lossigeno nella nostra famiglia. Non restava pi niente per nessun altro.
Ma... dissi attenta ti sei mai fermato a domandarti come fosse per lei, man mano che cresceva? gli chiesi. La pressione che sentiva?
No, cazzo! La sua rabbia distrusse latmosfera sacra della foresta. Nessuno lha mai obbligata a suonare il violino. Nessuno le ha mai detto di ammazzare il suo cazzo di insegnante. Le  stato servito tutto su un piatto dargento e lei si  tenuta tutto per s!
Passai le dita tra gli aghi di pino. Sentivo il suo respiro pesante, veloce, e cercai di rendere la mia voce pi calma possibile per contrastare la sua ira. Io cerco di capire perch le persone fanno quello che...
Finiscila con questo tono da psicologa, okay? disse lui. Odio quando lo fai!
Ero stordita. Sto solo cercando di...
Ti viene in automatico, come se fossi programmata per raccontare tutte queste boiate finte, cordiali e sconclusionate che non hanno niente a che fare con la realt. Mi osserv con il viso arrossato. Hai studiato per farlo? Cinque, sei anni? E poi credi di essere pronta per entrare nella testa della gente quando tu non hai neanche affrontato il mondo vero? Forse riesci a gestire un tredicenne. Un quattordicenne. Ma limpresa  ben fuori dalla tua portata se si tratta di me, sorellina.
Mi sentii come se avesse imbracciato il fucile e mi avesse svuotato tutto il caricatore nella pancia. Danny. Non sapevo cosaltro dire, tanto era cocente il dolore che provavo.
Non mi capisci proprio, ti  chiaro? Afferr il fucile e balz in piedi, facendomi schizzare il battito cardiaco nella stratosfera. Abbass lo sguardo su di me, con i suoi occhi azzurri di ghiaccio. Si chin e quei suoi occhi infuriati si trovarono a non pi di cinque centimetri da me. Non  la mia mente a essere malata, Riley disse.  lanima. E non esistono farmaci in grado di curarla.
Si volt e torn nei boschi, a lunghe e rapide falcate nonostante landatura zoppicante, e io tirai un sospiro di sollievo. Aspettai un attimo, tremolante, poi mi alzai in piedi e lo seguii mantenendomi a distanza, con le gambe molli. Non volevo raggiungerlo, non sarei neanche riuscita a parlarci l per l, dopo quello sfogo, ma avevo la necessit di avere la sua figura nel mio campo visivo. Non sarei mai stata capace di trovare un modo per uscire dalla foresta da sola. Dio, grazie per la sua maglietta rossa! Mi bruciavano gli occhi mentre lo seguivo da lontano e stavo piangendo ancor prima di rendermene conto. Soffrivo per lasprezza delle sue parole taglienti. Aveva sempre avuto cos poca stima di me? Come se non fossi altro che una ciarlatana poco istruita con un tono da finta psicologa? Non solo mi sentivo come se avessi appena perso mio fratello, ma sembrava proprio che non lavessi mai avuto.
Ripensavo a tutte le cose che aveva detto mentre lo seguivo in mezzo ai pini a una distanza di sicurezza. Non riuscivo a immaginare come fosse essere Danny. Come fosse crescere con genitori che ti dicevano che i tuoi ricordi erano folli. Poi ricevere lordine di fare cose... torturare delle persone forse? Magari ammazzarle? Contro la tua volont. Contro i tuoi valori.
Forse aveva ragione. Forse non ero proprio allaltezza. Ero stata una studentessa modello, non avevo buttato via mai neanche un secondo del mio tempo a scuola, e sapevo bene come curare una mente disturbata.
Nessuno per mi aveva insegnato nulla su come curare unanima.

14.

Quando arrivai a casa, ferita e scossa dalla conversazione con Danny, presi dal frigo uno yogurt e mi sedetti in veranda, ma avevo gi perso lappetito alla prima cucchiaiata. Danny aveva sentito gli spari. Aveva visto il sangue sul pavimento. Che altro di ci che aveva visto avevano cercato di cancellare dalla sua memoria i miei genitori? Quando ripensai al direttore dorchestra della videocassetta della Festa di Roma disteso in soggiorno, con un foro attraverso locchio, mi venne da vomitare. Non avevo neanche visto di persona quellimmagine che mi stava sconvolgendo, eppure non riuscivo a togliermela dalla testa. Come doveva essere la vita di mio fratello?
Rimisi in frigo lo yogurt, poi tornai in veranda con il portatile. Avevo caldo persino con il ventilatore a soffitto alla massima velocit, ma non mi importava. Volevo sapere qualcosa sulluomo che sembrava destinato a tormentarmi al momento. Secondo gli articoli di giornale, Steven Davis non aveva figli ma era sposato. Come se lera cavata quella donna senza suo marito?
Cercai il nome delluomo negli archivi del Washington Post e ben presto scoprii quanti vari Steven Davis comparissero tra le notizie. Aggiunsi la parola ucciso e ci restrinse notevolmente la mia ricerca. Trovai molti degli stessi articoli che mio padre (e mia madre?) avevano conservato nella scatola, ma ce ne erano degli altri. Tanto per cominciare, il suo necrologio, che diceva che aveva cominciato a suonare il violino allet di cinque anni, come mia sorella. Aveva un talento naturale, spiegava il necrologio, ed era amato dai suoi allievi. Aveva studiato lui stesso alla Juilliard e, per cinque anni, aveva fatto parte della National Symphony Orchestra.
I membri dellorchestra sinfonica lo ricordavano come incantevole e perfezionista, esigente e passionale nelle sue esibizioni. Cera una sua foto con il violino, un ritratto in bianco e nero in cui non sorrideva ma non era neanche serio. Semplicemente bellissimo sotto ogni punto di vista in quella fotografia, con i capelli scuri e una punta di grigio sulle tempie e un viso perfettamente simmetrico che sembrava essere stato sbozzato dalla pietra.
Googlai il nome di sua moglie, Sondra Lynn Davis, e finii su una pagina piena di link a un blog: Per non dimenticare: un luogo dincontro per le famiglie delle vittime di omicidio. Fissai il link per un minuto intero prima di cliccarvi sopra.
Limmagine in cima al blog era straziante. Una coppia in piedi dava le spalle alla macchina fotografica guardando lalba sopra a un oceano grigio e lattiginoso. Luomo si portava alle labbra la mano della donna, con un gesto inconfondibilmente tenero e intimo. Bench le figure fossero perlopi solo dei contorni, capivo bene chi erano. Sapevo che luomo credeva di essere fin troppo giovane per aver paura di morire.
Prima di potermi perdere ulteriormente in quella foto, abbassai lo sguardo sul post di inaugurazione del blog.
PER NON DIMENTICARE:
un luogo dincontro per le famiglie delle vittime di omicidio
Il 27 ottobre 1989 ho perso mio marito e migliore amico, Steve Davis. Steve era un brillante musicista. Aveva suonato per anni con la National Symphony e aveva poi scelto di insegnare alluniversit nel nord della Virginia cos da non dover viaggiare molto e poter essere pi vicino a casa. Era un marito premuroso e fedele. Dava lezioni private di violino e quello  stato linizio della fine. Non era la voglia di guadagnare soldi extra che lo spingeva a seguire privatamente gli allievi, ma il desiderio di aiutare il maggior numero possibile di persone a imparare. Ed  cos che si  ritrovato come allieva Lisa MacPherson.
Lisa ha cominciato a prendere lezioni da lui quando aveva cinque anni appena. La faceva esercitare su un violino 1/8 e lei sembrava una vera promessa, cos si  messo davvero dimpegno. Fin da piccola, aveva la sua stessa determinazione. Chiaramente lei era solo una dei tanti allievi, ma credo che gli ricordasse s stesso, visto che aveva cominciato a suonare alla stessa et e con lo stesso entusiasmo. Ogni bravo insegnante vuole essere dispirazione per i propri studenti perch possano raggiungere livelli altissimi e, per Steve, Lisa era esattamente quel tipo di allieva. Era chiaro che stesse facendo la propria scalata verso il successo, grazie allimpegno di mio marito nei suoi confronti. Le organizzava gli ingaggi per i concerti, intercedeva con le scuole di musica per suo conto e la portava insieme agli altri allievi pi promettenti a Montral e a Roma per partecipare ai festival. Dava anima e corpo ai suoi studenti.
Nel corso degli anni avevo conosciuto tutti gli allievi di Steve. Erano tutti talentuosi e unici e curiosi. Credo che ogni fervente musicista sia un po strambo, Steve compreso. Ma Lisa mi ha sempre colpita, mi sembrava molto pi che un po stramba. Pareva racchiudere uninstabilit che era passata inosservata e quindi non curata. Steve aveva spazzato via tutte le mie preoccupazioni. Finch suonava divinamente, non si preoccupava della sua salute mentale. Ma avrebbe dovuto.
Limpegno musicale di Lisa aveva cominciato a declinare nelladolescenza e il suo tocco ne aveva risentito, via via che aveva iniziato a lavorare con altri insegnanti. Angosciato per come Lisa sembrava che stesse mettendo a repentaglio propria carriera, Steve scrisse a un suo vecchio amico della Juilliard, che era una delle scuole per cui lei si era candidata, comunicandogli che Lisa aveva perso un po il suo bel tocco e, in qualche modo, lei era venuta a sapere della lettera.
Steve si sentiva cos in colpa per aver scritto quella lettera. Non era riuscito a dormire per una settimana intera e si era fatto taciturno e distante. Alla fine decise di andare a casa sua per scusarsi.  stato allora che, in sostanza, gli ha teso unimboscata sparandogli in testa con la pistola di suo padre.  morto sul colpo.
Lisa MacPherson stava per essere processata per il suo omicidio quando si  annegata nel fiume Potomac. Comunque il suo corpo non  mai stato recuperato e io credo che abbia inscenato il suicidio. La polizia ha smesso di cercarla, ma io non interromper mai la mia ricerca. Mi sono rivolta a un investigatore privato che ha trovato alcune piste, bench non sia riuscito a convincere le autorit a proseguire in questa direzione. Rimane a disposizione la ricompensa di 25.000 dollari in cambio di informazioni che ne indichino la posizione, ma, in un certo senso, non ha importanza. Niente mi ridar indietro il mio bellissimo marito.
Il tempo non guarisce le ferite. Magari non si piange pi ogni singolo giorno ma il dolore non se ne va. Io e Steve ci stavamo impegnando per metter su famiglia quando  morto. Abbiamo aspettato molto, forse troppo; entrambi volevamo avere carriere ben avviate prima di poterci dedicare a un bambino. Io mi stavo sottoponendo ad alcune cure per la fertilit allepoca della morte di Steve e eravamo ottimisti sulle nostre possibilit. Se ci fossimo riusciti, oggi i nostri bambini sarebbero stati quasi pi che adolescenti, appena ventenni, e rimpiango la nostra opportunit mancata di creare una famiglia.
Dieci anni fa, ho capito di non essere sola nel dolore. Migliaia e migliaia di altre persone hanno perso i loro cari a causa di un omicidio.  stato allora che ho aperto questo blog.  uno spazio in cui potete condividere il vostro percorso e dove possiamo darci sostegno a vicenda. Se avete perso a causa di un omicidio una persona cui tenevate, sentitevi liberi di condividere qui la vostra storia.
Non saprei quante volte rilessi quel post sul blog, seduta in veranda con un caldo asfissiante. Stavo cercando tra le righe... qualcosa, non sapevo esattamente cosa. Le mie emozioni erano in subbuglio e percepivo fisicamente la confusione: un dolore al petto, un nodo allo stomaco. Il corpo di mia sorella non era mai stato trovato e il pensiero delle sue ossa nascoste in qualche punto di quel fiume era sconvolgente in modo insostenibile. Ripensai a tutte le volte che i genitori dovevano essersi immaginati lultimo respiro di Lisa, magari nel panico in quelle acque scure e ghiacciate, prima di perdere conoscenza. Non cera da stupirsi se avevano cercato di proteggere Danny dalla verit. E non cera da stupirsi se, anche quando mia madre stava nella mia stessa stanza, si mostrava spesso cos distante.
Rimasi colpita dalla frase Pareva racchiudere uninstabilit. La mia mente torn nuovamente al pensiero della ragazza delle videocassette, sempre un po in disparte accanto a Matty... a meno che non le fosse indicato di fare un passo avanti per esibirsi. Non si era integrata bene con tutti quegli altri ragazzi, vero? Cera stato un disturbo mentale passato inosservato e non curato, come Sondra Davis suggeriva? Mi dispiaceva per Sondra, che piangeva ancora per i figli che avrebbe potuto avere e che chiedeva a investigatori di trovare la mia defunta sorella. Erano comunque passati pi di venti anni, pensai. Sondra doveva andare avanti. Volevo scriverle, anche se sapevo che non lavrei mai fatto. Volevo esprimerle le mie condoglianze e dirle che ero certa, assolutamente certa, che Lisa non aveva mai avuto intenzione di ucciderle il marito. Ma allora per me era facile dire che doveva averlo ucciso per sbaglio, perch questa sarebbe stata lunica giustificazione per cui io avrei potuto immaginare di uccidere una persona.
Ma lei non era me, giusto?

15.

Quando aprii la porta dingresso la mattina seguente, Jeannie e sua figlia irruppero in soggiorno come se fossero state sparate fuori da un cannone e io indietreggiai per far spazio a tutta quella energia.
Riley, lei  Christine disse Jeannie, poggiando la borsetta sul tavolo accanto alla porta.
Riley! Il gran sorriso di Christine le fendeva il viso a met. I capelli scuri erano raccolti in una coda e i grandi occhi erano castani anzich azzurri, ma era chiaro che lei e Jeannie fossero madre e figlia. Sono cos contenta di conoscerti! Mi afferr le mani e la borsa che indossava le scivol gi dal polso e fin sul mio. Mi scosse su e gi le mani. Eri solo una bimba quando ti ho vista lultima volta, ma capisci? Una creaturina piccina picci!
La stessa sensazione di oppressione che avevo provato al pranzo con Jeannie mi serr il corpo come una camicia di forza. La mela non era caduta lontano dallalbero.
Anche per me  un piacere incontrarti, Christine dissi. Sono felice che tu possa aiutarmi.
Assolutamente! Tir su la borsa dal punto in cui era finita sul mio polso. E questa  una casa magnifica. Ci saranno sicuramente migliaia di tesori qui dentro. Mamma mi ha raccontato tutto delle collezioni di tuo padre.
Be, non so minimamente se siano di valore o meno. Non me ne fregava neanche. Volevo soltanto qualcuno che si occupasse dellimmane compito di sistemare la casa mentre io mi concentravo sul tumulto emotivo in cui si era trasformata la mia vita.
Sei cos carina, vero mamma? Christine chiese a Jeannie. Mi scrutarono dalla loro prospettiva al di l della soglia.
 adorabile conferm Jeannie.
Ehi, voi due! esclamai imbarazzata. Mi allontanai da loro, procedendo alla volta della cucina per sfuggire al loro esame. Posso offrirvi qualcosa? chiesi guardandomi indietro. Una bottiglietta dacqua? Limonata?
Niente disse Jeannie.
Sono a posto. Christine mi stava seguendo in cucina, ma si ferm alla vetrinetta che ospitava le pipe e rimase l davanti a osservarle con interesse, con le mani sui fianchi. Mamma mi ha detto che Danny ha rotto le ante di vetro disse lei. Allepoca in cui lho conosciuto era veramente un bimbo dolcissimo. Immagino sia cambiato, eh?
La fissai, con il desiderio di difendere Danny ma troppo scocciata dalla sua domanda per poterlo dire ad alta voce. Non avevo avuto contatti con mio fratello da quando avevamo parlato nel bosco il giorno prima, ma la nostra conversazione mi tornava in mente praticamente ogni minuto. Mi domandavo se ci pensasse anche lui, o se, una volta pronunciate quelle parole dure, se ne fosse dimenticato. Magari le aveva affogate in fiumi di alcol insieme ai ricordi.
Christine tir su una pipa e la esamin da vicino. Oh, i periti ci andranno a nozze con queste, non credi mamma? chiese lei.
Te lho detto comment Jeannie, spostandosi per cingere con un braccio le spalle della figlia. Poi rivolgendosi a me disse: Ci siamo accordate con i periti perch vengano questo pomeriggio.
Percepii il primo piccolo attacco di ansia. Per quanto volessi ripulire la casa, avevo limpressione che, nel frattempo, avrei perso il controllo di tutto. Non che mi sentissi tanto padrona allinizio.
Gentilmente confrontatevi sempre con me prima di prendere qualsiasi decisione di una certa importanza dissi. E ricordate che, una volta valutate le pipe, spettano a Tom Kyle, e non finiscono allasta.
Oh, certo mi rassicur Jeannie.
Christine colse la mia preoccupazione. Oggi preparo solo un inventario generale mi disse. In genere lavora con me un team, ma una dei membri  incinta e a letto e laltro sta seguendo dei corsi estivi al college statale, quindi mi aiuter mamma. Mi occuper di catalogare gli oggetti e di definirne il prezzo una volta che cominciamo a preparare la vendita. Per quanto riguarda questa mattina, la mia unica intenzione  di fare un giro dispezione prima che giungano i periti. Mi sorrise. Non ti ricordi proprio di me, eh? Sembrava triste.
Scossi la testa, facendo del mio meglio per apparire dispiaciuta.
Eri un esserino tenerissimo disse. Io uscivo con tua sorella. Scoppi in una risata, una risata fragorosa, di quel genere che la fece sembrare una fumatrice, anche se non le sentivo odore di tabacco addosso. Lultima cosa di cui avevo voglia era che qualcuno fumasse in casa. Non che tua sorella si sia mai veramente presa il tempo di uscire aggiunse. Quella ragazza era cos ambiziosa. Scosse la testa con aria sconsolata.
Mi domandavo se anche lei sapesse che mia sorella aveva ucciso una persona. Conosceva il vero motivo per cui Lisa si era annegata?
Be dissi, impaziente di deviare il discorso dalla mia famiglia. Spalancai le braccia, come a comprendere lintera casa. Da dove si comincia?
Iniziai col distruggere i vecchi documenti nel primo mobiletto di mio padre, mentre Jeannie e Christine si facevano largo attraverso la casa. Le sentivo chiacchierare di tanto in tanto, sentivo porte che si aprivano e si chiudevano, la scala a scomparsa della soffitta che veniva tirata gi. Ora ero contenta che Jeannie avesse conosciuto tanto bene mio padre. Mi ripetevo che si sarebbe fidato di lei per quel lavoro. Ci attenuava il disagio di vedere due persone che conoscevo a malapena frugare tra i suoi averi.
Respira, fu il mio pensiero mentre le ascoltavo che si affaccendavano in giro per casa. Andr tutto bene.
Attorno alle undici, Suzanne mi mand unemail per comunicarmi che io e Tom Kyle dovevamo firmare un documento, per trasferirgli la propriet delle pipe. Mi disse che laveva contattato per telefono e che sarebbe venuto la mattina seguente. Potevo andare alla stessa ora?
Non avevo per niente voglia di vedere Tom Kyle, anche se non mi sarebbe dispiaciuto fare unaltra chiacchierata con Verniece. Comunque, avevo risposto allemail di Suzanne per dirle che ci sarei stata.
I periti, due uomini, giunsero insieme quando mi stavo per rimettere davanti al distruggidocumenti. Li accolse Jeannie, me li present e poi ne sped uno al piano di sopra perch si occupasse degli accendini e delle bussole. Laltro signore, un sosia di Babbo Natale con tanto di barba bianco neve e pancia rotonda, spost una sedia di fronte alla collezione di pipe. Begli oggetti comment rivolgendosi a me mentre tornavo a concentrarmi sulle scartoffie, ma, a parte ci, era un uomo di poche parole. Ero contenta che non avesse detto nulla delle ante di vetro mancanti.
Poco dopo, ero in cucina a preparare uninsalata di uova quando Jeannie entr nella stanza.
Si appoggi al top. Probabilmente non dovresti vendere il violino di Lisa disse lei.
Versai un cucchiaio di maionese nella ciotola. Cosa dovrei farmene?
Non si sa mai. Fece spallucce. Chiss, magari un giorno avrai un figlio di talento che vorr suonare il violino. Magari persino Danny avr figli un giorno. Anche se voi due non siete portati per la musica, in voi scorre sangue MacPherson. Forse trasmetterete il talento alla prossima generazione e sarebbe una gioia se i vostri bambini e bambine potessero usare un violino MacPherson.
Pensai che stesse cercando di tranquillizzarmi sul fatto che non fossi stata adottata e apprezzai lo sforzo. Per il violino suppongo di non dover prendere una decisione nellimmediato dissi.
Il perito che ora  al piano di sopra dice di non essere un esperto di strumenti a corde, ma ha dato unocchiata e crede abbia un certo valore, quindi magari vorrai conservarlo in un posto sicuro anzich in casa.
Annuii, mescolando linsalata di uova nella ciotola. Una cosa in pi da considerare.
Mi sentii i suoi occhi addosso. Stai bene? mi chiese.
Lasciai cadere le braccia lungo i fianchi. Onestamente no. Come potrei stare bene? Parlai piano, consapevole del perito in soggiorno. La mia sorella straordinariamente dotata  unomicida. La mia famiglia potrebbe non essere la mia famiglia. Mio fratello non se la passa granch bene. E mi manca mio padre. Mi si ruppe la voce e Jeannie mi si avvicin, posandomi un braccio sulle spalle.
Vorrei che non avessi mai trovato la scatola degli articoli mi disse.  colpa mia. Io...
Non  colpa sua, Jeannie. Abbassai le spalle senza volerlo, liberandomi dalla sua stretta. Avevo il diritto di conoscere la verit e sono contenta di saperla. Spiega molte cose.
La tua famiglia era...  la tua famiglia. La tua famiglia biologica. Quellassurdit delladozione  proprio questo: unassurdit. Io ne sono convinta al cento percento. Non so chi creda di essere Verniece Kyle, a insinuare il dubbio nei tuoi pensieri. Puoi mettere una pietra sopra a questa ansia, per favore?
Il campanello suon prima che io potessi reagire.  arrivato qualcuno! chiam il perito dal soggiorno.
Oh! Gli addetti al trasloco del piano! fece Jeannie.
Oggi? Non sapevo neanche che li avesse contattati e tutta un tratto mi venne voglia di correre in soggiorno per bloccare loro il passaggio. Non potevo gestire altre persone in casa.
Non preoccuparti disse lei, avviandosi verso il soggiorno. Me ne occupo io. Tu non devi fare nulla!
Rimasi in cucina a mangiare il mio sandwich con linsalata di uova mentre gli addetti al trasloco martellavano e grugnivano e si urlavano a vicenda in soggiorno. Non mi misi neanche a sbirciare nella stanza per vedere come avrebbero fatto a smontare il pianoforte a mezza coda. Al contrario, mi sedetti al tavolino della cucina, a controllare i commenti dei miei amici su facebook. Io e Bryan ci eravamo eliminati dagli amici, ma ogni due o tre giorni andavo comunque sulla sua pagina per guardare limmagine profilo, fissarne il sorriso e chiedermi se avessi commesso uno sbaglio. Nei due anni in cui lavevo frequentato non aveva mai cambiato limmagine del profilo. Stava in piedi davanti a un tramonto rosa con suo figlio e sua figlia, che avevano tre e quattro anni quando era stata scattata quella fotografia e gli si appendevano addosso come scimmiette. Quella foto mi faceva sempre ridere. Mi mancavano quei marmocchi quasi quanto mi mancava lui. Osservando limmagine per fui contenta della mia decisione. Era quello il suo posto. Con i suoi bambini e, che lo sapesse o meno, insieme a sua moglie.
In soggiorno era piombato di colpo il silenzio e riuscivo a sentire le voci sulla veranda davanti. Aspettai che si affievolissero, poi entrai in soggiorno, passando accanto al sosia di Babbo Natale che si stava ancora occupando delle pipe. Dal centro della stanza fissavo quellimmenso vuoto, quello che in precedenza era stato occupato dal piano da che ne avessi memoria e mi sentii privare il corpo dellaria. Mi premetti una mano contro il petto. Avevo appena venticinque anni, ma credevo che quel mese avrebbe potuto uccidermi. Se avevo cos tanta difficolt a dire addio a un piano che non sapevo nemmeno suonare, come avrei mai detto addio alla mia adorata casa?
Sprofondai sul divano mentre Christine trotterellava gi per le scale con in mano il suo iPad. Ehi, guarda qui! esclam. Niente pi piano! Mamma  andata con la ditta, immagino, giusto?
Io confermai col capo. Credo di s.
Il perito ha quasi finito di sopra comunic lei. Adora quelle bussole! Si volt verso luomo accanto alle pipe. Come procede?
Lui spense il proprio computer. Ho quasi finito disse, passandosi una mano sulla barba. Ci sono un paio di cose che devo controllare in ufficio, ma a grandi linee siamo sui diciassettemila dollari.
Wow! dissi, tirandomi su dritta sul divano. Non credevo minimamente che le pipe valessero tanto. Magari quella cifra avrebbe fatto borbottare un po meno Tom Kyle.
Il perito infil il computer in una valigetta e si avvi verso la porta. Torno tra qualche giorno con la cifra esatta e un certificato. Si rivolse a Christine anzich a me e io non mi presi il disturbo di alzarmi quando lei fece per accompagnarlo fuori. Una volta tornata in soggiorno, si mise allo scrittoio a rullo di mio padre, seduta di traverso sulla sedia cos da potermi guardare, con liPad appoggiato sulle cosce. Come procede con il tritadocumenti? mi chiese.
A rilento dissi. Ho paura di buttar via qualcosa di potenzialmente importante.
Oh, non devi fare cos tanta attenzione disse. Sono certa che la maggior parte dei documenti possa essere gettata via. Si lisci la frangetta sulla tempia e notai la pelle sudata della sua fronte. La soffitta doveva essere un posto di un caldo insopportabile in cui lavorare e dimprovviso provai un po di compassione nei suoi confronti.
Deve essere impegnativo passare in rassegna le cose di qualcun altro dissi. Mi sembra di avervi lasciato un caos qui, ma Jeannie mi ha detto di non buttar via nulla se non le vecchie scartoffie.
Ha assolutamente ragione comment Christine e a me piace da matti esaminare le cose altrui, quindi non preoccuparti per la confusione. Tocc lo schermo delliPad. Io e mamma torneremo domani, se a te sta bene. So che vuoi sbrigare questa faccenda.
Prima , meglio  dissi.
Ci sono alcuni oggetti che ho bisogno di controllare insieme a te. Tocc nuovamente il display. Il computer sulla scrivania dellufficio di sopra... Funziona?
Io annuii. Era di mio padre. Suppongo di dover prima formattare lhard disk.
Esatto. Possiamo farlo noi, ma, prima di lasciarcelo, magari vorrai controllare che non ci sia nulla di utile l.
Okay, perfetto.
Ho trovato un po di chiavi sparse qua e l per la casa e le ho messe in un sacchetto di plastica e te le ho lasciate sullo scaffale nellufficio mi precis. Dovresti controllarle per vedere se ne devi tenere qualcuna. E, tra laltro, dovresti mettere tutte le cose che intendi conservare in quellufficio. Mamma sa che quella stanza  off limits, tranne gli accendini e le bussole e gli strumenti, chiaramente.
E camera mia dissi. Anche quella dovrebbe essere considerata off limits.
Certo disse lei. Invece la vecchia camera di tuo fratello? In verit, l dentro non c niente, ma magari vuole...
Non gliene frega dissi.
Se troviamo qualcosa di personale o qualche cimelio di famiglia, metteremo anche quelli nellufficio, okay? mi chiese conferma Christine.
Perfetto dissi convenendo con lei. Voglio tenere quel violino, almeno per il momento.
Quello di Lisa fece lei. Quello con letichetta con la violetta?
S. Alzai lo sguardo per guardarla. Inclinai la testa. Tu sai quello che... quello che ha fatto? le chiesi.
Per la prima volta notai i suoi tratti adombrarsi. Vivevo allestero quando  accaduto e non ero granch in contatto con mia madre allepoca e quindi sono venuta a saperlo solamente una volta tornata a casa spieg lei.  successo dopo che la tua famiglia si era trasferita qui. Ero sconvolta. Sapevo che mia mamma stava malissimo. A lei Lisa piaceva davvero molto e sperava di averle potuto parlare. Di aiutarla in qualche modo...
Pare che Lisa fosse senza speranza commentai.
Gi. Capita. La frangetta le era ricaduta sulla fronte e mi osservava da sotto i ciuffi di capelli. Mia mamma mi ha detto che tu non lo sapevi e che hai trovato degli articoli al riguardo. Devessere stato uno shock.
Gi, lo  stato dissi. Lo  ancora.
Be concluse lei, rimettendosi in piedi. Si spera che sia lultimo shock che subisci mentre sistemiamo la casa.

16.

Hai un aspetto di merda disse Tom Kyle sedendosi di fronte a me nella sala daspetto dello studio di Suzanne Compton la mattina seguente. Avevo fatto una corsa da casa fino allufficio dellavvocato ed ero consapevole di avere il viso brillante di sudore sotto la visiera. Era la prima volta che vedevo Tom senza t-shirt e pantaloni mimetici. Si era rasato, pettinato i quattro peli grigi che aveva in testa, si era infilato un paio di pantaloni color cachi e una camicia azzurra elegante a maniche corte. Ma i vestiti non sembravano aver trasformato il suo umore burbero e desiderai che mio padre non gli avesse lasciato assolutamente nulla. Pensai al suo tradimento nei confronti di Verniece, magari mentre metteva pure a rischio qualche incarico governativo di alto profilo. Che cosa mio padre apprezzasse di quelluomo tanto da aiutarlo a coprire le scappatelle andava oltre la mia comprensione.
Avevo voglia di dirgli qualcosa di spocchioso in risposta alla sparata sul mio aspetto, ma mi servivano altre informazioni da lui e pensavo che non fosse quello il modo per ottenerle. Se lui conosceva il motivo per cui Verniece era fissata sul fatto che fossi stata adottata, allora volevo saperlo, e se sapeva perch mio padre gli staccava quellassegno ogni mese (e gli aveva lasciato la collezione di pipe), volevo sapere anche questo. Decisi di approfittare della sua compassione, sperando in verit che sotto quella scorza ruvida ce ne fosse un po.
Lo so risposi, puntando a un sorriso autocritico. Al momento la mia vita  un po un casino.
Mi studi da sotto le folte sopracciglia grigie. Tuo padre ti ha lasciato un mucchio di robe da gestire comment lui.
Io confermai. E mi sento sola come un cane. Mi sfregai i palmi sulle cosce sudate. Mi sento schiacciata.
Pensai di avergli scorto in viso una punta di compassione, ma quel sentimento cedette presto il posto al suo solito sguardo di rimprovero.
Tuo fratello  pi dostacolo che daiuto, scommetto disse.
Be, ha i suoi problemi da gestire.
Tom gett uno sguardo al banco della reception. La segretaria di Suzanne non era alla sua scrivania, e, bench fossimo da soli nella sala daspetto, abbass comunque la voce. Non pensi mai che sia a rischio suicidio, come tua sorella? mi chiese. A volte sentiamo degli spari provenire da laggi e Verniece si preoccupa. Vuole andare a controllare, ma io le dico che  meglio se lo lasciamo stare.
Sembrava proprio tipico di Verniece preoccuparsi per gli altri. La situazione di mia sorella era completamente diversa dissi. Danny non si far del male... n lo far a chiunque altro, quindi non c bisogno che Verniece si preoccupi. Va a caccia e basta. Mi domandavo se Tom conoscesse il vero motivo per cui Lisa si era uccisa. Probabile. Allepoca, lomicidio di Steven Davis aveva fatto scalpore su giornali e tg. Pensai che io e Danny eravamo state le uniche persone alloscuro di ci che era realmente accaduto.
Be, fece Tom fammi sapere se possiamo fare qualcosaltro per darti una mano con il campeggio. Si protese in avanti, con i gomiti sulle ginocchia.  casa nostra, sai mi disse. Ci abbiamo vissuto per oltre ventanni e non so esattamente dove andremo una volta che lavrai venduto.
Mi fiss con tanta intensit da farmi sentire il bisogno di distogliere lo sguardo. Nel suo offrirsi di aiutarmi cera qualcosaltro oltre alla gentilezza, ma non capivo precisamente cosa fosse.
Ciao, Riley. Suzanne entr nella sala daspetto, con la mano tesa verso di me. E lei deve essere il signor Kyle.
Stringemmo entrambi la mano allavvocato, poi la seguimmo nel suo studio, dove ci sedemmo quasi fianco a fianco dal lato opposto della scrivania rispetto a lei.
Riley, mi disse, analizzandomi dal suo lato di scrivania tutto bene?
Sto bene. Dovevo avere avuto un aspetto ancora peggiore di quanto avessi immaginato. Volevo tornare a casa. Christine e Jeannie erano ritornate per fare una cernita tra i beni della mia famiglia e a me faceva strano lasciarle l da sole. I modi grezzi di Christine stavano cominciando a irritarmi. Era impaziente e non esattamente diplomatica nel valutare gli antichi beni della mia famiglia.
Okay esclam Suzanne, arrivando dritta al punto. Ho redatto questo documento per trasferirle la propriet della collezione di pipe, signor Kyle. Le hai gi fatte valutare, Riley?
Annuii. Il perito ritiene che valgano allincirca diciassettemila dollari. Osservai il volto di Tom, ma era impossibile interpretarlo. Gli avevo appena detto che possedeva diciassettemila dollari in pi e pareva indifferente. Come si fa? chiesi. Intendo dire, per consegnargli le pipe, o...
Credo che la cosa migliore sia che il signor Kyle passi a casa tua, per impacchettarle e portarsele via. Adesso sono sue.
Rimanemmo a parlare con Suzanne qualche attimo ancora, firmammo un paio di carte e poi uscimmo tranquillamente insieme dal suo ufficio. Una volta allesterno, notai la sua vecchia Ford sul vialetto.
Non prendere tutto cos male, Riley mi disse allontanandosi in direzione della sua auto.
Io non sapevo che cosa rispondere, cos tenni chiusa la bocca e continuai a camminare. Stava facendo retromarcia sul vialetto quando raggiunsi il marciapiede e, dimprovviso, mi chiam dal finestrino aperto della macchina.
Riley?Alzai lo sguardo su di lui. S?
Tua sorella... quella che si  uccisa?
Aspettai che dicesse altro, ma sembrava che stesse aspettando che fossi io a rispondere. S? ripetei.
Non lha fatto disse, e diede gas, facendo sbandare il retro dellauto sulla strada, andandosene prima ancora che io avessi avuto modo di comprendere quelle tre parole.

Parte seconda.

17. Gennaio 1990. Alexandria, Virginia. Lisa.

Il luccichio dei lampioni si riversava nella sua camera e dal suo posto sul bordo del letto vedeva la sagoma della custodia di Violetta, la bella tracolla di cuoio nero e liso. Distolse lo sguardo. Suo padre aveva detto che Violetta non poteva accompagnarla. Si era messa a discuterci. Se doveva uccidersi, aveva senso che portasse il violino con s. Non lavrebbe mai lasciato. Ma lui le aveva lanciato unocchiata che diceva che la sua Violetta era il minore dei problemi e lei non aveva pi obiettato.
La neve farinosa cadeva come polvere sotto le luci della strada e lei rabbrivid. Non riusciva a scaldarsi in quei giorni, indipendentemente da quanti strati indossasse. Quella sera, i denti le battevano e le veniva da vomitare. Non riusciva a mangiare da giorni. Sua madre credeva che fosse a causa del processo ed era preoccupata che la giuria potesse dare unocchiata a quel suo viso pallido e scavato e alle sue spalle scarne per concludere che era una tossica. Devi mangiare, Lisa laveva supplicata lei. I giurati crederanno che ti fai.
Non aveva voglia di pensare a sua madre quella notte.
Suo padre si avvicin alla porta della sua stanza. Lei non riusciva a vederne il viso al buio. Le aveva detto di lasciare le luci spente nel caso in cui un vicino fosse sveglio e curioso.
Sei pronta? le chiese.
Lei si alz dal letto. No rispose, ma raccolse il proprio zaino e la borsa con lasciugamano e una confezione vuota di tinta e ogni ciocca tagliata dei suoi lunghi capelli biondi e lo super entrando in corridoio. Quello era il genere di cose per cui non si pu mai essere pronti.
La prese per un braccio e la fece girare verso di s. Questo lo devi lasciare qui. Tocc il ciondolo appeso alla sua gola.
Ma lho sempre portato, pap! rispose lei, toccandosi lovale di giada bianca. Sotto la punta delle dita, sentiva il motivo intagliato nella pietra. Non lo tolgo mai.
Devi farlo disse lui.  troppo riconoscibile.
Capitolando, torn nella sua stanza e si slacci la collanina, ma anzich lasciarla nel portagioie, se la fece scivolare nella tasca dei jeans. Per nulla al mondo avrebbe potuto abbandonarla.
Una volta tornata in corridoio, segu suo padre uscendo dalla porta dingresso, abbassandosi il cappello sulla testa perch faceva molto freddo e aveva i capelli ancora umidi.
Sssh! le fece suo padre, bench lei non avesse prodotto alcun rumore. Lui procedette davanti a lei verso il vialetto e apr la portiera del lato guidatore dellauto di sua figlia. Niente luci finch non arriviamo sul viale bisbigli lui.
Lei annu e lui chiuse la portiera con meno rumore di quanto lei credesse possibile.
La macchina del padre era dietro la sua ed entrambi uscirono lentamente in retro dal vialetto, con, come unica indicazione, la luce dei lampioni. Lei lo seguiva lungo la strada, con quel battere di denti che le riecheggiava in testa. Addio, Ansel Road sussurr. La macchina era piena dellodore della tinta per capelli che aveva usato e si domandava se, nella sua camera da letto, ci fosse quello stesso profumo. Per quanto sarebbe rimasto? Sua madre lavrebbe notato una volta tornata dalla Pennsylvania? O peggio, lavrebbe notato la polizia?
Poi si figur Violetta abbandonata nella sua stanza. Immaginava sua madre che leggeva il biglietto che aveva lasciato. E poi i suoi pensieri si concentrarono su sua madre e Riley e Danny fino ad arrivare alla casa del nonno in Pennsylvania, che non sapevano nulla di cosa stesse accadendo. I ragazzi non dovrebbero restare qui adesso aveva detto suo padre alla madre insistendo perch portasse Riley e Danny fuori citt. Non con la stampa che ci bracca in questo modo. Sua madre si era detta daccordo senza sapere veramente di che cosa si stesse rendendo complice.
Riley. Danny. Mamma. Non avrebbe rivisto mai pi nessuno di loro. Le si strinse il cuore tanto da provocarle una scarica pungente che le si diffuse lungo le braccia.
Non pensarci! si ripet. La sua voce suonava strana allinterno della macchina buia. Non poteva lasciare che ripensare alla sua famiglia facesse deragliare il piano. Non poteva pensare a nulla tranne che a ci di cui aveva bisogno in quel momento. Quella notte.
Suo padre le aveva comunicato lidea appena pochi giorni prima. Era entrato in camera sua nel cuore della notte. Si era seduto sul bordo del letto. Le aveva esposto il suo piano nei minimi dettagli e lei aveva capito che ci aveva riflettuto su a lungo. Lei lo aveva ascoltato, dapprima totalmente incredula, poi riconoscente perch lavrebbe fatto per lei. Lavrebbe salvata. Poteva scegliere, le aveva detto: spendere il resto della vita in carcere oppure passare la vita come unaltra persona. Una qualunque altra ragazza, libera come una farfalla. Non vedeva come potesse avere molte alternative.
Non incrociarono altre auto dirigendosi verso il viale George Washington che costeggiava il fiume. Era un bene, visto che stavano procedendo alla cieca. Loscurit sulla strada rendeva quella notte gi angosciosa ancora pi inquietante e lei azion i tergicristalli per spazzar via la spolverata di neve dal parabrezza. Ogni volta che passavano sotto un lampione, vedeva lombra del proprio kayak riflessa sul cofano della macchina e sperava di averlo legato abbastanza bene al tettuccio. Aveva domandato a suo padre di fissarlo al posto suo perch lei stava tremando troppo, ma lui le aveva risposto che doveva far tutto da s, nel caso in cui la polizia avesse avuto modo di scoprire che non aveva agito da sola.
Quando suo padre svolt sul viale, accese i fari e lei fece altrettanto. La neve cadeva ora con pi insistenza e lei aument la velocit dei tergicristalli. Incrociarono solo poche altre auto. Meno erano, meglio era.
Continuarono a guidare per un po. Sapeva che erano diretti alla Belle Haven Marina per poi imboccare un pezzettino di strada che lei non aveva mai percorso. Suo padre aveva pensato a tutto e doveva fidarsi del fatto che lui sapesse cosa stava facendo. Raggiunsero la curva per il porticciolo e lei lo segu sul vialetto che portava al parcheggio, ma anzich proseguire verso larea parking, svolt su una stretta viuzza che tagliava per il bosco. Le luci dellauto del padre lampeggiarono oscurandosi e anche lei spense i fari e, a quel punto, era pressoch impossibile vedere. I cespugli le graffiavano le fiancate dellauto. Poco dopo, suo padre parcheggi la macchina nella foresta, nascondendola in uno spazio angusto tra gli alberi. Allora cap di doversi fermare. Le aveva spiegato tutto. Cos si ferm e aspett, mentre lui scendeva dallauto per spostarsi sul sedile passeggero, calciandosi via la neve dalle scarpe prima di poggiare i piedi per terra.
Stai andando alla grande le disse, dandole una pacca sulla spalla con il guanto. Proprio alla grande. Ora prosegui, piano e con calma.
Lei diede leggermente gas.
Eccoci esclam lui. Perfetto. Che fortuna questa neve.  prevista una nevicata molto pi intensa entro domattina che coprir le nostre tracce quando torneremo allauto. Non sapevo esattamente come risolvere questo problema.
Non aveva voglia di sentirgli dire che aveva qualche incertezza.
Dopo un po, le disse di accendere i fari per capire dove fossero. Lei azion subito le luci e osserv la neve che scendeva davanti ai suoi occhi e oltre, troppo vicino per poter essere rassicurante, il fiume.
Perfetto ripet il padre. Fermati qui. Spegni i fari.
Una volta spente le luci, non riusc a vedere neanche il guanto che le copriva la mano quando se la port davanti al viso. Come avrebbe fatto senza vedere?
Le porse una torcia. Tienila puntata per terra le specific. I boschi sono fitti quaggi, ma non possiamo arrischiarci con troppa luce. Riesci a tirar gi il kayak da sola al buio?
S rispose. Scese dallauto, chiudendo la portiera senza far rumore come aveva fatto lui nel vialetto e allung le braccia alla cieca in cerca di una delle cinghie. Aveva tirato gi da sola il kayak dal tettuccio un centinaio di volte, ma mai al buio e mai al freddo e certamente mai con indosso i guanti. I suoi polpastrelli ci misero meno di un minuto a intorpidirsi e perci non riusc a snodare la cinghia. Ripens allestate precedente, prima che succedesse tutto, quando avevano affittato quel posto a Rehoboth e sua madre le aveva permesso di portare Riley a fare un giro in kayak sulle calme acque dellIntracoastal Waterway. Si ricordava del senso di stupore di Riley che sventolava la mano agli uccelli. Si ricordava di essersi chinata per dare un bacio sulla testa alla bimba, di come le sue labbra avevano indugiato sui riccioli neri e setosi respirando il profumo di Riley, a quel tempo pi una pargoletta che una bambina.
Le bruciavano gli occhi e alle dita sfugg la presa della cinghia. Picchi il pugno contro il finestrino. Diede un calcio alla portiera.
Ehi, ehi le fece suo padre, uscendo dal suo lato della macchina e facendo il giro verso la figlia. Le mise un braccio attorno al collo e lei si abbandon contro di lui.
Non posso farlo, pap disse.
Per un lungo attimo lui rimase in silenzio, si limit a tenerla tra le braccia e ad accarezzarle la schiena. Non devi farlo per forza, tesoro disse.  unalternativa, ecco tutto.  una tua scelta.
Premette la fronte contro il suo petto, pensierosa. Le col il naso e lei se lo pul con il dorso del guanto. Una mia scelta. Il suo avvocato le aveva detto che era impossibile vincere la causa. Aveva paura della prigione. Aveva paura di quelle donne dure. Criminali vere. Era terrorizzata allidea di essere rinchiusa, incapace di fuggire. Incapace di respirare. Persino quando lavevano ammanettata, quel giorno, nel suo soggiorno, aveva cominciato a gridare. Come faceva la gente a stare rinchiusa in carcere senza avere assolutamente nessuna via duscita? Si immaginava la madre raccontare alla gente: Ho tre figli, ma una  in prigione. Lumiliazione che Riley e Danny avrebbero dovuto affrontare. La situazione di Danny era gi abbastanza brutta. Non capiva cosa stesse succedendo, ma sapeva che i ragazzini parlavano di lui. Era sempre stato un bimbo felice e vivace e, di colpo, nessuno voleva essere amico suo.
Ho solo paura confess lei.
Lo so. Ne ho anche io.
Voglio farlo per disse.
Non si pu tornare indietro.
Lo so. Gli volt le spalle e tese nuovamente le braccia in cerca del kayak. Posso farlo da sola.
Sicura?
S. La cinghia davanti si sciolse e lei cominci a adoperarsi con quella posteriore, ignorando linsensibilit delle dita e con il solo pensiero di portare in acqua il kayak.
Suo padre aspett in macchina mentre lei sorreggeva sopra la testa la piccola imbarcazione trasportandola fino al fiume. Lui aveva scelto un bel punto per calarlo. La sponda declinava dolcemente in acqua. Nessuna difficile discesa rocciosa. Rischi di far risplendere la torcia sul fiume e not che stava gi cominciando a ghiacciare lungo la riva e, pi oltre, era agitato e schiumoso e sferzato dal vento. Aveva paura di non riuscire a spingere dentro limbarcazione abbastanza perch la corrente potesse trascinarla, ma diede una forte spinta e il fiume la strapp dalla sponda, proprio come aveva previsto suo padre. Con lultimo briciolo di forza rimastole, si sforz di lanciare la pagaia in acqua il pi lontano possibile. A quel punto si ricord di dover mettere la giacca nel kayak. Troppo tardi ormai. Se la tolse e la gett con forza sopra allacqua, ma il vento la fece volare fuori dalla sua portata, contro i cespugli che fiancheggiavano la sponda. Rimase a fissarla per un attimo, facendovi risplendere il fascio di luce della torcia. Non poteva farci niente ormai. La neve le si posava sulla gola, cos si tir su il colletto del maglione, le dita riuscivano a fatica a stringere il tessuto.
Il padre esamin lauto con la torcia per assicurarsi del fatto che lei non avesse lasciato nulla di incriminante allinterno. Lei prese la borsa con lasciugamano e la scatola vuota di tinta per capelli, ma lasci in macchina lo zaino, come avevano programmato. La patente, il portafogli con le foto di Riley, Danny e Matty: tutto abbandonato allinterno dello zaino. Allora suo padre si lev il giaccone e lo poggi sulle spalle della figlia e si incamminarono faticosamente per il fitto bosco per tornare allauto del padre. Avrebbero potuto seguire la strada, ma lui aveva detto di essere in ansia per le tracce, anche se, visto come scendeva la neve in quel momento, non ci sarebbe stato alcun problema.
Quando tornarono allauto, erano entrambi congelati. Lui accese il riscaldamento e lei si tolse i guanti bagnati e allung le mani davanti alla bocchetta dellaria.
Deve essere la notte pi gelida dellanno comment suo padre.
Hai una giacca per me, giusto? gli chiese lei.
 sul sedile dietro.
Si gir per guardare sul sedile posteriore, ma era troppo buio. E uno zaino nuovo? Aveva paura che lui si fosse scordato qualcosa. Cerano cos tante cose da tenere a mente.
Niente zaino. Hai una borsetta nuova.  insieme alla giacca.
Una borsetta? Pap, sai che io non uso la borsetta.
Lisa non usava la borsetta precis lui. Ann Johnson s. Secondo tutti i nuovi documenti il suo nome era Ann Johnson.
Fece per slacciarsi la cintura per arrivare al sedile dietro in cerca di borsetta e giacca, ma lui allung una mano per bloccarla. Aspetta che ci sia un po di luce disse. Voglio andarmene da qui. Cominci attentamente a fare retromarcia sullo stretto sentiero. Ci volle uneternit e, una volta tornati sul viale e riaccesi i fari, rimase atterrita quando not che lorologio del cruscotto segnava le due e mezzo.
Non fai in tempo ad accompagnarmi a Philadelphia e tornare entro la mattina! esclam lei. Quello era il piano e stava gi andando in fumo. Lui doveva scoprire quel mattino che era scomparsa. Doveva entrare in camera sua per assicurarsi che fosse sveglia e pronta per lappuntamento delle nove con lavvocato e avrebbe scoperto che non cera e avrebbe visto il biglietto nella stanza.
Risolto replic lui calmo. Non ti porto fino a Philadelphia. Le lanci unocchiata, ma era troppo buio per poter leggere la sua espressione. Non farti prendere dal panico la rassicur.
Cosa intendi dire con non ti port fino a Philadelphia? Devo essere sul treno delle otto!
E ci sarai. Non preoccuparti.
Come? La stava davvero terrorizzando.
Ora ascolta: ti ricordi quel tizio con cui lavoro? Tom Kyle?
Non ho idea di chi sia! Sapeva di aver incontrato da qualche parte un uomo con quel nome, ma era troppo agitata per poterlo ammettere con suo padre.
Be, probabilmente lo riconoscerai. Lo incontriamo allarea di sosta sulla 95 e ti porter lui a Philadelphia.
Si sent raggelare il corpo. Lui lo sa? domand. Glielhai detto? Avevi detto che non doveva saperlo nessuno! Di non dirlo assolutamente a nessuno.  quello che hai detto. Tu...
Smettila. Tenne lo sguardo dritto davanti a s sulla strada. Non preoccuparti. So quello che faccio. Tom terr la bocca chiusa.
Come puoi esserne cos sicuro? Non posso credere che tu non me labbia detto. Non avrei...
Lisa! grid, zittendola. Siamo daccordo, okay? Te lo prometto. Te lo assicuro al cento percento. Sarai al sicuro.
Lei si ammutol. Non le era mai piaciuto quando le urlava addosso. Suo padre era una persona affabile e calma e quelle rare occasioni in cui alzava la voce la sconvolgevano. Lui svolt sulla tangenziale e non parlarono per mezzora, finch non usc sulla 95. Poi dimprovviso squarci il silenzio.
Ti vorr sempre bene, a prescindere da quello che hai fatto le disse.
Lavrebbe sempre considerata unassassina. Le lacrime le bloccavano la gola. Verit o menzogna, sapeva che per lui non contava. I suoi genitori le avrebbero sempre voluto bene indipendentemente da qualsiasi cosa avesse fatto. Nella sua vita aveva testato quanto profondo fosse il loro affetto.
Giunsero alla prima area di servizio e lui usc dalla 95 per entrare in un parcheggio deserto.
Non c. Era una constatazione ovvia.
Arriver. Lasci acceso il motore per far funzionare il riscaldamento e usare i tergicristalli per tener pulito il parabrezza. Fammi vedere i capelli fece lui.
Accese la luce dellabitacolo per osservarla che si toglieva il cappello. Si sfreg il mento. Forse avremmo dovuto optare per la parrucca. Aveva un tono nervoso. Tieni su il cappello il pi possibile e stattene da sola sul treno. Sono mesi che la tua foto  su tutti i giornali. Indic la borsa per terra accanto ai piedi della figlia. Dammi la borsa le disse e lei gliela pass.
Rimase a guardarlo che scendeva dallauto, percorreva i pochi centimetri di neve e gettava la borsa nel bidone della spazzatura accanto alla struttura di mattoni che ospitava i bagni. Fu tentata di abbassare il parasole per guardarsi ancora i capelli nello specchietto, ma decise di non deprimersi ancor di pi. Per tutta la vita aveva avuto lunghi capelli biondissimi. Non le sarebbe piaciuta la ragazza che stava per diventare.
Il padre si scroll di dosso la neve e rientr in auto, controllando lorologio. Allora allung un braccio sul sedile dietro di s e afferr la giacca e la borsetta, e gliele porse. Con la luce dellabitacolo, lei not che la borsetta non era nuova per niente. Era qualche affare comprato in un mercatino dellusato, niente che si sarebbe mai comprata da sola, ma strinse la mano attorno alle tracolle, cercando di abituarsi alla sensazione. Non aveva mai posseduto una borsetta e la sua spalla gi sentiva la mancanza della spessa tracolla dello zaino.
Ti sei ricordato la valigia? chiese lei, preoccupata. Lei stessa se ne era completamente scordata.
 nel portabagagli. Si gir per ricontrollare lentrata dellautogrill, poi guard di nuovo lorologio.
La valigia conteneva soltanto i documenti nuovi di cui avrebbe avuto bisogno e qualche vestito che suo padre le aveva comprato. Non poteva rischiare di portarsene di suoi. Sua madre si sarebbe accorta che mancavano. Non sapeva minimamente se la polizia avrebbe creduto o meno alla storia del suicidio. Magari avrebbe creduto che fosse scappata. Avrebbe controllato negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie.  per questo che sarebbe partita da Philadelphia anzich da Washington. Era comunque un rischio immenso. La mattina, quando sarebbe giunta a casa loro la polizia, suo padre avrebbe fatto notare che Violetta era ancora in camera sua. Non se ne andrebbe mai senza il suo violino avrebbe raccontato. Avrebbe fatto finta di notare che era scomparso il kayak. Comunque, avrebbe dovuto fare attenzione a non segnalare troppe cose. Avrebbe destato sospetti.
Avrebbero domandato se fosse depressa nellultimo periodo e lui avrebbe potuto a confermarlo con onest. Le era stata diagnosticata la depressione. Lavevano spedita da uno strizzacervelli, che aveva detto che doveva essere monitorata da vicino. Si sentiva malissimo per il fatto che sua madre avrebbe pensato di non averla curata abbastanza e che non sarebbe mai dovuta andare dal nonno in un periodo in cui il processo era cos vicino. Non voleva che sua madre se ne facesse una colpa.
Ora, ascoltami Lisa esord suo padre. Voglio che memorizzi un paio di cose. Non devi scriverle per nessuna ragione, okay? Tienile a mente e basta.
Di cosa stai parlando?
Ho aperto una casella postale disse. Deve essere utilizzata solo in casi estremi. Non potr controllarla spesso, quantomeno dovr aspettare un po, ma  l se dovesse servirti.
Allimprovviso si sent di poter tornare a respirare. Aveva un modo per contattarlo!
Qual  lindirizzo? chiese.
Solo per i casi estremi la avvis. Chiaro?
Lei annu.
Snocciol veloce lindirizzo: casella postale 5782, Pollocksville, Carolina del Nord. E lei aggrott la fronte.
Carolina del Nord? Perch hai aperto una casella postale a...
Non ha importanza. E il nome dellintestatario  Fred Marcus. Non spedire nulla indirizzato a nome mio.
Okay.
Ripetimelo.
Casella postale 5782, Pollocksville, Carolina del Nord. Qual  il cap?
 troppo da tenere a mente. Come mi chiamo?
Fred Marcus.
Ottimo disse. Aveva smesso di nevicare e cos lui spense i tergicristalli. Dunque, quando arrivi a San Diego, ti consiglio di dirigerti verso Ocean Beach. Ci sono stato una volta, e secondo me l riuscirai a confonderti bene. Trovati una camera in un motel a buon mercato. Le lanci unocchiata e lei percep la sua preoccupazione. Ma non cos a buon mercato da non sentirti al sicuro aggiunse. Trovati un lavoro e cerca qualcosa di meglio appena puoi.
Stava a malapena prestando ascolto. Vorrei che non lavessi detto al signor Kyle gli confess.
Pensava che lui non avrebbe reagito, ma dopo un minuto parl. Ci  servito per i documenti specific. Lui lo fa per il Programma Protezione Testimoni. Io non me ne occupo pi. Avrei fatto scattare dei campanelli dallarme se ci avessi provato.
Per... lui ora lo sa.
Il padre la guard. Fidati, Lisa, non dir una parola.
Dimprovviso dei fari inondarono gli interni dellauto e lei si volt per osservare un pickup che entrava nel parcheggio.
Eccolo esclam il padre, aggiungendo poi con tono urgente: Quali sono nome e indirizzo della casella postale?
Lei li ripet una volta ancora.
Brava ragazza.
Il furgoncino accost alla loro auto. Lei non si mosse, di colpo paralizzata dalla paura, mentre luomo apriva la portiera del veicolo e scendeva, calandosi sulla fronte un berretto di lana. Era alto. Ben piazzato. Suo padre scese dalla macchina, raggiungendo Tom Kyle per stringergli la mano, ma il gigante tenne le mani in tasca. Il padre buss sul finestrino per far s che si sbrigasse. Lei armeggi con la maniglia della portiera, con i nervi tesi e i guanti ancora umidi a renderla impacciata. Una volta scesa, non riusc a guardare Tom Kyle negli occhi. Suo padre apr il portabagagli e le pass la valigia, che era cos leggera che non doveva permettere a nessun altro di sollevarla, altrimenti avrebbe rischiato di destare sospetti.
Nessuno parl. Il signor Kyle posizion la valigia dietro al proprio sedile sul pickup e per appena un istante lei si domand se suo padre avesse avuto per lei unidea diversa rispetto al piano intricato che avevano escogitato. Tom Kyle avrebbe potuto portarla in qualche altro posto che non fosse la stazione di Philadelphia?
Lui spost lo sguardo da lei a suo padre. Aspetto sul furgone comunic.
Quando il signor Kyle fu risalito sul veicolo, il padre la strinse tra le braccia senza parlare. In stazione, rimani nel bagno delle donne finch non c in giro pi gente le disse allorecchio. Mescolati tra la folla. Tieni docchio la borsetta, ci sono dentro dei soldi, come pure i documenti in valigia. Tieni gli occhi ben aperti. La abbracci forte. E, la cosa pi importante di tutte, non riprendere mai pi in mano un violino, Lisa, chiaro? Mai. Dora in poi devi tenere nascosto il tuo talento. Promettimelo. Non era la prima volta che le diceva che non avrebbe mai pi potuto suonare. Avrebbe attirato troppa attenzione, aveva detto. Chi se ne intendeva di musica avrebbe capito chi era.
Promesso giur lei.
Ti voglio bene, Lisa le disse allontanandosi. Lei non riusc a vederne gli occhi, ma percep le lacrime nella sua voce. Non aveva mai visto piangere suo padre.
Ti voglio bene anchio gli rispose.
Sal nellabitacolo del furgoncino di Tom Kyle. Lui non profer parola e lei pianse in silenzio, uscendo dal parcheggio, piena di dubbi su cosa stesse facendo.
Aveva ricominciato a nevicare e il signor Kyle procedette piano, pur incrociando sul tragitto un paio di spazzaneve, bench la strada fosse in condizioni decenti. Tra di loro non ci fu una sola parola per quasi unora intera e questo perch Tom sapeva che lei aveva bisogno di piangere in pace o non sapeva cosa dire. O forse semplicemente non gliene fregava. Dallespressione impassibile, quasi arrabbiata, sul suo volto, sembrava proprio cos.
Dopo molto tempo, si volt verso di lui. La neve era diminuita e stava guidando pi veloce. Perch lo stai facendo? gli chiese. La sua voce suon chiassosa sul furgone dopo tanto silenzio.
Rimase zitto come se non lavesse sentita. Poi alla fine rispose: Non ho niente da dirti fece lui scontroso. Non voglio sentire le tue giustificazioni sul perch hai ucciso un innocente per una cazzo di candidatura scolastica. Non voglio avere niente a che fare con te.
Lei si rigir verso il finestrino, le bruciavano gli occhi. La terrorizzava. Non aveva idea del perch suo padre si fidasse tanto del fatto che quelluomo avrebbe tenuto segreto il piano, quando era chiaramente indignato nei suoi confronti. Avrebbe voluto spiegare a suo padre che, secondo lei, Tom Kyle avrebbe rappresentato un pericolo per loro. Mentre si stringeva la borsetta al corpo per, la realt la travolse di colpo: non avrebbe mai pi potuto dire nulla a suo padre, mai pi.

18. Riley.

Ero certa di aver battuto il mio record di velocit sfrecciando a casa dopo lincontro con Tom e Suzanne. Non lha fatto aveva detto. Fatto cosa? Suicidarsi? Cera qualche altro modo per interpretare le sue parole? Come poteva sapere una cosa del genere? Mi domandavo se avesse letto il blog di Sondra Lynn Davis. Neanche Sondra credeva che si fosse uccisa. Magari Tom aveva letto il blog e si era bevuto quella versione dei fatti.
O forse sapeva qualcosa che nessun altro sapeva. A ogni modo, sentivo la mia reputazione infangata dal semplice fatto di sentire lui che mi raccontava della mia famiglia.
Non mi preoccupai di cambiarmi i vestiti da running una volta tornata a casa. Avvistai Christine e Jeannie che lavoravano in sala da pranzo, con le ante della credenza delle rarit aperte mentre passavano al vaglio i tanto amati vasi e le porcellane di mia madre.
Hai un minuto per... Christine fece per alzarsi, ma io tagliai corto.
Mi spiace! dissi. Sono di corsa.
Raccolsi la borsetta e le chiavi dal tavolo accanto alla porta dingresso, salii in auto e mi avviai alla volta del camping.
Mi gettavo il ghiaietto alle spalle mentre sfrecciavo nel camping senza rallentare finch non raggiunsi la fine del viottolo e vidi che la macchina di Tom non era parcheggiata dietro al camper dei Kyle. Cavoli! Mi fermai comunque allombra degli alberi, scesi dallauto, salii gli scalini del motorhome e bussai alla porta.
Un attimo! Verniece chiam da dentro e udii il suo passo pesante che si avvicinava alla porta. Bussai ancora, incapace di trattenermi. Lei spalanc la porta, con unespressione seccata in viso che si ammorbid nellistante in cui mi vide.
Riley! Mamma mia, ma cos tutto questo bussare?!
Dov Tom? chiesi.
Oh, ti prego non dirmi che non si  presentato allappuntamento con lavvocato. Sembrava sofferente. Una volta ogni morte di papa si ferma per un cicchetto durante il giorno, anche se sa bene che non deve, ma poi se ne dimentica...
Cera. Lincontro  andato bene. Ma quando stava per andarsene, mi ha detto una cosa che... Mi bloccai, affannata come se stessi ancora correndo. Posso entrare? le chiesi.
Lei mi osserv con viva preoccupazione, allungando una mano per sfiorarmi il braccio come se pensasse che avessi bisogno di sostegno. Aspetta, esco io mi disse.  pi comodo che dentro. Staremo allombra. Vuoi qualcosa da...
No. Indietreggiai scendendo dagli scalini fino alla lastra di cemento. No, non voglio niente. Ho solo bisogno di parlare con Tom!
Okay, okay disse lei, scendendo la scala. Mi stai facendo preoccupare. La maggior parte del tempo sembri una persona cos calma e vederti cos... Dunque, qual  il problema? Hai detto che lincontro  andato bene, quindi...
Mi ha detto che mia sorella non si  suicidata.
Rimase a fissarmi un attimo, il suo viso era una maschera di perplessit. Siediti, cara mi invit un momento dopo, sedendosi su una delle vecchie sedie intrecciate.
Non ho voglia di sedermi. Rimasi in piedi di fronte a lei. Voglio solamente sapere perch ha detto quella cosa.
Siediti ripet lei, indicando laltra sedia e cos, con riluttanza, mi ci appoggiai. Il ginocchio destro mi schizzava avanti e indietro come se fosse attraversato dalla corrente elettrica.
Perch dirmelo? le domandai.
Sinceramente non lo so rispose. Mi stupisce un tantino che labbia fatto. Ha una certa vena di cattiveria che di tanto in tanto si fa vedere, ma non posso immaginare, persino nei suoi momenti pi meschini, che ti abbia provocata in modo tanto crudele.
Quindi lei non crede che sia vero? Che non si  uccisa? Lei crede che labbia fatto?
Oh, tesoro. Tese una mano per posarmela sul braccio. Sai il motivo per cui si  tolta la vita, giusto?
Senso di colpa e paura dissi. Temeva di finire in prigione.
Verniece annu. Ha ucciso una persona e avrebbe dovuto subirne le conseguenze disse. So che non hanno trovato il corpo e alcune persone hanno pensato che avesse inscenato la morte per evitare di finire in carcere, ma il Potomac  un fiume enorme e non hanno potuto scandagliarlo in ogni suo punto. Aveva un tono cortese, come quello con cui mi aveva parlato della mia presunta adozione, e cera qualcosa nella voce di Verniece, nella sua persona, che riusciva a tranquillizzarmi.
Sentii un groppo in gola. Vorrei che fosse vero. Mi rigirai le mani in mano, sfregandole avanti e indietro. Voglio che sia viva. Ho bisogno della mia famiglia, Verniece. Sto gestendo ogni cosa relativa alla casa e alle propriet di pap e sono preoccupata per Danny e... Mi sento una bambina con troppe cose cui badare.
Oh povera cara! Non avrei mai dovuto dirti delladozione, almeno non in questo momento, visto che ti trovi a gestire cos tante cose diverse.
La migliore amica di mia madre non ne sa nulla dissi con fermezza. Io credo seriamente che lei abbia confuso mia madre con qualche altra persona.
Mi osserv un istante prima di confermare col capo. Probabilmente s fece lei e sapevo che lo stava dicendo soltanto per placarmi. Forse ricordo male.
Dove posso trovare Tom al momento? le domandai.
Si sar probabilmente fermato a bere un goccetto in qualche posto in cui non vorresti ritrovarti. Volse lo sguardo verso la strada come se si aspettasse di vederne la macchina da un momento allaltro. Tom  un bravuomo ed  stato un bravo marito finora, da ormai quarantanni, disse lei temo per che lalcol gli faccia sempre un certo effetto.
Ripensai alla relazione che mio padre aveva tenuto segreta per Tom. Ero triste per Verniece, intrappolata da un uomo del genere. Come se avesse bisogno di difenderlo.
Mi sa dire quando torner?
Oh, con Tom non si sa mai. Verniece si schiacci una zanzara sul ginocchio scoperto. E a seconda di quanto si  impegnato a bere, potresti non ottenere da lui nessuninformazione chiara aggiunse.  meglio se provi di mattina. Puoi scommettere che, quando lo vedo, gli chieder che cosa intendesse riguardo a tua sorella. Lunica cosa che posso pensare  che tu debba averlo frainteso.
Non vedo che altro avrebbe potuto voler dire.
Ci parler, tir un sospiro per ti devo dire una cosa, Riley. Questo pu forse spiegare perch Tom non direbbe mai una cosa che ti ferirebbe tanto.
Ossia? Mi preparai, senza essere convinta di voler stare a sentire.
Vedi, cominci lei tuo pap aveva intenzione di lasciarci il campeggio. Strinse le labbra come se temesse di aver detto qualcosa di troppo.
Aveva? Ricordavo locchiata che mi aveva lanciato Tom nello studio di Suzanne quando aveva menzionato il campeggio.
Verniece annu. Lui e Tom ne hanno parlato per un po e ora che tuo padre se n andato... se siamo sembrati irriconoscenti per la collezione di pipe, ecco, questo  il motivo. Tom si aspettava di pi. Credeva che avremmo potuto vendere il campeggio per avere una vita un pochino pi facile per i nostri ultimi anni.
Ero sconvolta. Perch mai mio padre era stato cos generoso con Tom Kyle? Oh, esclamai non lo immaginavo proprio. Mi spiace.
Lei fece spallucce.  la vita, immagino. Ma mio marito  risentito per questa faccenda. Temo che si stesse semplicemente sfogando su di te con quello che ha detto su tua sorella.
Abbassai lo sguardo sul viottolo di ghiaia, con il desiderio di scorgere la sua auto svoltare alla curva. Avrei voluto fosse vero dissi calma.
Cara, lo so, ma a volte dobbiamo affrontare la realt. Si spost sulla sedia. Io cero quel giorno al fiume mi disse.
Che giorno? chiesi confusa.
Il giorno dopo che  successo. Ti ricordi che noi vivevamo l, dato che Tom lavorava per lU.S. Marshals Service? Guard allorizzonte come se fosse in grado di visualizzare la scena. Ho visto il kayak giallo intrappolato nel ghiaccio in mezzo al fiume. Cerano la polizia, i pompieri, tutti... sembravano sopraffatti da quel kayak da raggiungere e ancor di pi da come fare a trovare... una persona sepolta dal ghiaccio. A quel punto tua sorella poteva essere arrivata alla Baia di Chesapeake, cara.
Ebbi un brivido, bench la temperatura fosse stabilmente sopra ai venticinque. Vorrei soltanto che fosse vero dissi. Io non me la ricordo. Non ho fatto in tempo a conoscerla. Ma ho bisogno di lei in questo momento.
Mi guard con aria gentile. Puoi contare su di me, Riley propose. So di non essere la tua mammina n tua sorella e neanche una zia, ma puoi parlare con me in qualsiasi momento. Daccordo?
Cercai di sorriderle. Daccordo feci. Grazie.

19. Gennaio 1990. San Diego. Lisa.

Aveva le gambe molli come gomma quando scese dal treno a San Diego, dopo tre giorni e tre notti di viaggio tormentate dallansia. Era paranoica in ogni ora di veglia trascorsa sul treno, temendo di essere scoperta e portata via da un momento allaltro, e il suo sonno era stato disturbato dagli incubi che lavevano sempre tormentata fin da quella terribile giornata di ottobre. Erano sogni insanguinati. Non conosceva le persone che sognava, sapeva solo che sanguinavano. E sanguinavano. E sanguinavano ancora.
Svegliandosi quella mattina nel minuscolo cubicolo che suo padre le aveva prenotato, tanto minuscolo da dover sollevare il letto per poter usare il gabinetto, aveva notato le sue anche che spuntavano da sotto la fine coperta. Lunica cosa che era riuscita a mangiare sul treno era un pacchetto di cracker e se li era dovuta mandar gi a forza. Il secondo giorno di viaggio le era venuto il ciclo e si era dovuta arrangiare con Scottex e carta igienica fin quando il treno non aveva raggiunto Chicago, dove aveva potuto comprare quello che le serviva durante lattesa di un altro treno diretto a L.A. Per gran parte del viaggio, comunque, aveva dormito, sforzandosi di tener lontani i pensieri su cosa stesse attraversando sua madre, convinta che sua figlia si fosse uccisa. Anche Matty avrebbe sofferto, domandandosi se avrebbe potuto dire o fare qualcosa per evitare che si togliesse la vita.
Afferrando valigia e borsetta, segu gli altri passeggeri fuori dalla stazione ferroviaria di San Diego, trasalendo per laccecante sole tardo pomeridiano, in un cielo di un azzurro pi intenso di quanto avesse mai visto. Cera una fila di taxi parcheggiata sotto un filare di palme, sal sul sedile posteriore di uno dei veicoli e chiese al conducente di portarla nel quartiere di Ocean Beach.
Dove a Ocean Beach? domand allontanandosi dal cordolo.
Mmm, un motel?
Lui ridacchi, dandole unocchiata dallo specchietto retrovisore. Un bel motel o un motel a poco prezzo? le chiese.
Ripens ai tremila dollari che suo padre le aveva lasciato nella borsetta. Un sacco di soldi, ma per quanto sarebbero bastati? Trovati un lavoro le aveva detto il padre, ma lunica cosa che riusciva a immaginare di poter fare in quel momento era infilarsi in un letto dove poter dormire per il resto della vita.
A poco rispose.
Trenta minuti pi tardi, il tassista si ferm davanti a un vecchio motel ad appena pochi isolati dalloceano. Aveva un aspetto malmesso e sudicio, ma cos vicino alla spiaggia, quanto brutto poteva essere? Trascin la valigia fuori dal portabagagli del veicolo. Non poteva credere che le fosse sembrata tanto leggera appena pochi giorni prima.
In quel momento riusciva a malapena a spostarla sul marciapiede. Le tremavano le mani mentre staccava banconote dalla mazzetta di contanti nella borsetta e quando allung la mano nel finestrino per pagare il conducente, i soldi le scivolarono dalle dita e finirono per terra sul veicolo.
Ops! fece lei, cercando di aprire la porta, ma il tassista le fece cenno di andare.
No problem! esclam, e lei lo guard che se ne andava, lasciandola l da sola, e allora si accorse che il cielo azzurro si era annuvolato e il tramonto stava avanzando. Le serviva una stanza.
Trasport la valigia nella hall spartana del motel, dove un uomo, grande e grosso come Tom Kyle, sedeva dietro al bancone, a fumare spudorato una canna. Lei si immobilizz appena varcata la soglia.
Non abbiamo camere disse. Torna domani.
Non riusciva a muoversi. Non riusciva a parlare. Aveva il cervello troppo esausto per poter comprendere cosa le stesse dicendo e bastava lodore di marijuana a frastornarla.
Stai bene? domand.
Mi serve una stanza si sforz di dire. Dove posso trovarne una?
Di sabato notte a Ocean Beach? le chiese. Da nessuna parte. Resta sulla spiaggia, come fanno tutti gli altri. Poi torna domani, magari allora avr una stanza per te. Aspir dalla sua canna, riempiendosi i polmoni di fumo e trattenendolo. Stai bene? ripet lui con uno sbuffo di fumo.
Non aveva voce per rispondere. Si volt e usc.
Il cielo aveva assunto una tonalit blu scuro durante i pochi minuti trascorsi allinterno del motel. Laria si era fatta pi fresca nei secondi in cui aveva percorso il mezzo isolato di distanza dalla spiaggia ed era felice di avere la giacca. Quelluomo aveva ragione. Cera gente in spiaggia, un miscuglio di persone della sua et piene di vita e che sprizzavano salute da tutti i pori, alcuni che concludevano una partita di pallavolo, tutti che riordinavano le proprie cose per andare via e uomini e donne inzaccherati che, ne era certa, non avevano una casa a cui tornare. Si rannicchiavano soli o in compagnia contro la diga, dove supponeva si stessero sistemando per la notte. Rimase ferma davanti allaccesso alla spiaggia, immobile, incerta sul da farsi mentre loscurit calava attorno a lei.
Strinse forte la borsetta in una mano, la valigia nellaltra. La gente la fissava. Si notava, e questa era proprio quello che non poteva permettersi. Camminando sulla sabbia, mosse qualche passo in direzione di una zona vuota accanto alla diga. Stese la valigia sulla sabbia, vi si sedette sopra e si circond il corpo con le braccia, stringendosi al petto la borsetta e i contanti l contenuti. Aveva addosso gli occhi di tutti. I senzatetto la fissavano. Si chiedevano chi fosse quella ragazza nuova e estranea. E se qualcuno avesse chiamato i servizi sociali per la tutela dei minori? Aveva appena diciassette anni. Avrebbero potuto sbatterla dentro, no? E allora sorgevano le domande. Domande a cui non avrebbe mai trovato risposta. Suo padre sarebbe stato fuori di s dalla rabbia sapendo che aveva combinato un pasticcio. Ma allora si ricord che era una diciottenne secondo tutti i documenti di cui disponeva. Certificato di nascita. Codice fiscale. Patente. I servizi sociali non avrebbero potuto toccarla.
Non riusciva a prendere sonno. Quando fu buio abbastanza, prese i soldi dalla borsetta e si infil le banconote nellintimo, appiattendole sul seno e sulle anche. Ud qualche persona parlare. Ud delle risate. Un tintinnare di bottiglie. Fred Marcus, sussurr tra s casella postale 5782. Pollocksville, Carolina del Nord. E se lo ripet e lo ripet, ancora e ancora, come una preghiera.
Le si irrigidirono i muscoli mentre stava l seduta come una statua, nel tentativo di non attirare lattenzione su di s. Loscurit la terrorizzava. Si sentiva il bersaglio di chiunque volesse farle del male. Derubarla. Ma nessuno le dava fastidio e aveva quasi cominciato a rilassarsi quando not una luce che ondeggiava su e gi lungo la spiaggia vicino alla diga. La gente cominci a gridare: Ehi, Ingrid, quaggi! e Ingrid! Ingrid! Presero vita quando il fascio di luce li raggiunse; lei vide di sfuggita una donna che sembrava conoscerli tutti e che si fermava a parlare con ciascuno.
Si abbracci pi forte quando la donna e la sua torcia si fecero pi vicine e le sue dita giochicchiarono nervosamente con il ciondolo che stava stretto stretto nella tasca dei jeans. Non aveva un posto in cui andare e aveva la bocca asciutta come polvere mentre aspettava di essere scoperta dalla luce. Quando alla fine la luce la travolse, lei strizz gli occhi e gir la testa dallaltra parte.
Ehi tu. La donna con in mano la luce si lasci cadere sulla sabbia di fronte a lei. Sei nuova esclam. Appoggi la lanterna sulla sabbia cos che si riflettesse sulla diga, e il suo volto, bench in ombra, divenne dimprovviso visibile. Occhi azzurri. Naso dritto. Sorriso grande. Sono Ingrid si present lei. Come ti chiami?
Aveva paura a pronunciare le parole Ann Johnson. Paura che, in qualche modo, il nome la tradisse. Sent sotto la punta delle dita il ciondolo di giada. Jade sussurr, poi tent di inumidirsi le labbra con la lingua secca. Jade ripet.
Che nome stupendo. Ingrid infil una mano nella borsa che si portava dietro e tir fuori una bottiglietta di acqua. Eccoti qui, bimba disse, porgendole la bottiglia. Ti piacciono le gocce di cioccolato o i fiocchi davena?
Non sapeva cosa rispondere. Non aveva nemmeno capito la domanda.
Cookies, tesoro spieg Ingrid. Cerco di portarne un po qui qualche sera alla settimana.
Dubitava di poter mangiare quei biscotti, ma sapeva di dover fare un tentativo. Fiocchi davena rispose, e prese linvolucro di plastica del biscotto che Ingrid le aveva porto.
 la tua prima notte a Ocean Beach? chiese Ingrid.
Lei annu.
E quanti anni hai, tesoro?
Diciotto.
Ingrid esit, poi riprese la sua lanterna e si rialz e Lisa, cio Jade, dovette trattenersi per non afferrare la gamba della donna e supplicarla con un Ti prego aiutami! ma lultima cosa di cui avesse bisogno era unestranea nella sua vita. Unestranea che, con pi luce, avrebbe potuto riconoscerla. Lomicidio di Steven aveva fatto notizia a livello nazionale. Ne aveva scritto persino la rivista People. Suo padre era stato sciocco a credere che farle cambiare colore di capelli sarebbe bastato a proteggerla.
Sta attenta, cara le sugger Ingrid mentre si allontanava e Jade soffoc un singhiozzo osservando la luce che proseguiva oltre lungo la spiaggia.
La mattina, zoppic rigida fino a un baretto, dove approfitt della toilette. Il suo riflesso nello specchio fu uno shock, non solamente per i capelli castani e sporchi, ma anche per le occhiaie sotto gli occhi e la pelle tirata e di un biancore malaticcio che le copriva gli zigomi.
Nel bar, bevve un succo di frutta e mangi mezzo boccone del cookie davena di Ingrid prima che lo stomaco le dicesse che era stato uno sbaglio. Dopo quella nottata insonne era cos esausta che le persone che le gironzolavano attorno nel bar le sembravano personaggi usciti da un sogno. A un tavolo accanto alla finestra, not un uomo che stava leggendo il New York Times e si domand se sul giornale ci fosse qualche notizia su di lei. Il Times aveva trattato dellomicidio, naturalmente. Si sarebbe occupato anche del suo suicidio? Luomo lanci uno sguardo nella sua direzione e lei si lasci cascare sulla guancia qualche ciuffo di capelli come un velo.
Tornata al motel, lo stesso tizio della notte precedente stava seduto su uno sgabello dietro al bancone e le comunic che le avrebbe fatto trovare pronta una stanza per mezzogiorno. Pianse. Era cos sollevata. Centoventi alla settimana, le aveva detto. Lei non aveva minimamente idea se fosse un buon prezzo o meno per quel postaccio vecchio e misero. Non aveva mai vissuto da sola prima di allora. Aveva viaggiato pi della maggior parte dei ragazzi della sua et. Tutti i concerti. Tutti i festival. Ma cera sempre stato qualche adulto, i suoi genitori o Steven o Caterina, che si era occupato di tutto. Lunica cosa che doveva fare lei era presentarsi per suonare il suo violino da ventimila dollari. Ora, mentre aspettava la sua stanza su una sedia di plastica rigida nella hall, con quel pavimento sudicio e le pareti macchiate, capiva che era stata viziata.
Cos seduta, serr la valigia tra le ginocchia, consapevole del fatto che era pericolosamente sul punto di cedere al sonno. A mezzogiorno, luomo le diede una chiave e la accompagn di fuori, su per una scala e per un lungo corridoio esterno fino a una camera che non era pi grande della cella della prigione in cui avrebbe dovuto stare. Nonostante la luce del giorno e il sole che filtrava attraverso lopaco vetro della finestra, due blatte le sfilarono sul pavimento sotto gli occhi. Jade quasi non ci fece caso. Lunica cosa che vide fu un letto che pareva avere lenzuola pulite sotto una sottile coperta verde. Chiuse a chiave la porta, tir le tende e croll sul letto per dormire sopra a quellorribile nuova realt che era diventata la sua vita.
Non apr gli occhi del tutto fino a mezzogiorno del giorno seguente. Si era alzata qualche volta, svegliata da risate o grida o, in un terrificante caso, dal bussare alla sua porta, ma a parte questo e un paio di interruzioni per usare il lurido wc del bagno, aveva dormito. Quando, quel secondo giorno, apr le tende, cera un uomo che sbirciava proprio nella sua stanza, con il viso segnato, schiacciato contro la sua finestra lercia. Lei url e stratton in fretta le tende per richiuderle. Non os uscire. Le sembravano passati secoli da quella notte trascorsa sulla spiaggia. Come fosse la vita di qualcun altro. Aveva avuto molta fortuna ad aver superato sana e salva quella notte e a non aver perso neanche un centesimo del suo prezioso denaro.
Seduta sul letto nella penombra, mangiucchi il terzo restante del cookie di quella Ingrid, chiedendosi come avrebbe fatto a procurarsi altro cibo, bench continuasse a non aver appetito. Doveva comunque mangiare per sopravvivere. Si sentiva tanto debole e malferma da non essere certa di riuscire a scendere le scale del motel fino alla strada. Potrei morire in questa stanza, pens. Ma non poteva uscire con quel losco individuo l fuori. Si rinfil sotto le coperte. Quando chiuse gli occhi, lunica cosa che riusc a vedere fu limmagine di sua madre che cullava tra le braccia Riley per farla addormentare. Riley portava il suo pigiamino rosa e Jade simmagin il profumo dello shampoo per bambini e la crema per le mani di sua madre. Se solo avesse potuto cancellare quegli ultimi mesi e tornare dalla sua famiglia! Si addorment, con lintenso desiderio di poterli toccare.
La mattina successiva, si svegli per un toc toc alla porta. Rimase a fissarla dal letto. Il sole faceva capolino nella stanza attraverso una fessura tra la porta e lo stipite. In quella camera era lunico modo per distinguere la notte dal giorno. Quel bussare si ripresent.
Jade? chiam una voce di donna. Tesoro, sono Ingrid. Apri la porta per favore.
Jade esit un attimo, si tir su a sedere sul letto, pensando:  una trappola. Non aprire. Ma era troppo forte il bisogno di tenerezza, di un adulto che prendesse in mano la sua vita per metterla, in qualche modo, in ordine, e pian piano scost di lato le coperte.
Arrivo disse, con la voce gracchiante mentre scendeva dal letto. Riusciva a sentire la puzza dei propri capelli schifosi mentre attraversava la stanza e aveva ancora indosso i vestiti che si era messa una volta scesa dal treno. Lisa non si sarebbe mai permessa di lasciarsi andare in quel modo. Lisa per era morta e sepolta.
Apr la porta, sbattendo le palpebre alla luce del sole e, per la prima volta, diede una vera occhiata a Ingrid. Portava un paio di pantaloni bianchi larghi, una canotta bianca grande e svolazzante e delle infradito verdi. Una lunghissima treccia le penzolava sulla spalla sinistra e il colore dei suoi capelli era un mix sbiadito di beige e castano e grigio. Aveva gli occhi azzurri come quelli di Jade, ma Ingrid si distingueva per labbronzatura. Alcune crespe rughe si aprivano a ventaglio dagli occhi e il collo aveva un aspetto incartapecorito, eppure non era molto vecchia. Forse appena sulla quarantina. Let della madre di Jade.
Ingrid sorrise. Ti ricordi di me, dalla scorsa notte in spiaggia? le chiese.
Jade annu.
Ho chiesto in giro e qualcuno mi ha detto che avevi preso una stanza in questo posto. Ma non credo che faccia al caso tuo, o sbaglio?
Jade non era convinta di che cosa le stesse chiedendo, ma comunque no. Quel posto non faceva per lei. Scosse la testa.
Io non abito troppo lontano da qui, fece Ingrid e ho un cottage che metto in affitto. Il mio inquilino ha traslocato la scorsa settimana e posso proportelo per una cifra leggermente pi alta di quella che probabilmente paghi qui. Ti andrebbe?
Poteva fidarsi di lei? Ingrid aveva chiamato la polizia per lei? Jade aveva la testa troppo annebbiata per poterci riflettere bene. Si ricordava delle grida e delle urla fuori dalla sua camera nelle ore notturne. Il viso rugoso di quel vecchio appiccicato alla finestra. Annu. S conferm.
Allora fa i bagagli e vieni.
Dovevano camminare. Ingrid le spieg che non aveva la macchina e non le serviva neanche a Ocean Beach, dove ogni cosa era a portata di mano. Trascin la piccola valigia di Jade al posto suo, senza far commenti su quanto leggera fosse quando gliela prese dalle mani. Jade voleva chiederle quanto fosse lontana casa sua, non era certa di riuscire a camminare per pi di un isolato, per quanto debole e malata si sentiva. Aveva la pancia incavata e i muscoli cos mosci che faceva fatica a star dritta mentre passeggiavano. Ma era sbagliato chiedere. Sbagliato lamentarsi per una cosa qualsiasi, visto che quella donna era cos gentile nei suoi confronti.
Ma guardati, con quel giaccone pesante e il cappello le disse Ingrid mentre proseguivano. Devi venire da un posto freddo, giusto?
Maryland rispose Jade, testando la bugia. Ann Johnson veniva da Bethesda, nel Maryland. Allinizio aveva ritenuto stupido che i documenti la facessero sembrare originaria del Maryland visto che era lo Stato appena sopra alla Virginia; suo padre aveva per sostenuto che sarebbe stato facilissimo per lei in quel modo. Essendo cresciuta in Virginia, sapeva molte cose del Maryland. Se qualcuno le avesse fatto domande, sarebbe potuta sembrare una persona cresciuta realmente l.
Bene, puoi dar fuoco a questi vestiti invernali Ingrid disse allegra. Adesso sei una ragazza californiana.
Proseguirono per qualche isolato in silenzio; i negozi e le palme e la gente erano tutti una macchia sfocata e Jade stava respirando faticosamente con la bocca nel momento in cui Ingrid indic una bassa casettina di legno. Era piccina e aveva un aspetto datato, come tutte le altre case su quella via, ma era tinteggiata di un color turchese intenso e in tutto il giardinetto davanti crescevano piante rampicanti con dei fiorellini viola. Sembrava proprio una casa vera. Sembrava pi di quanto Jade credesse di meritare.
Segu Ingrid su un marciapiede crepato fino alla porta dingresso della casetta. Ingrid gir la chiave nella serratura e la accompagn dentro. Entrarono in un piccolo soggiorno in cui troneggiavano un caminetto rivestito di piastrelle verdi e un immenso divano marrone con cuscini ultra imbottiti. Dal punto in cui si trovava Jade pot scorgere tre porte, tutte e tre ad arco. Questa  casa mia annunci Ingrid. Il tuo cottage  qui dietro. Jade percep Ingrid che la scrutava in volto e sent il desiderio di potersi nascondere dietro a qualcosa di pi che i soli capelli sporchi. Ingrid stava raffrontando il suo viso con quello che aveva visto in tv quella mattina? Ripens alle sue fotografie che avevano fatto notizia fin dalla morte di Steven. In quasi tutte teneva in mano Violetta. Suo padre aveva ragione a non averle concesso di portare il violino con s.
Non sono mai stata pi a est dellIowa, che  da dove vengo disse Ingrid. Stava in piedi sulla soglia ad arco tra il soggiorno e una cucina gialla. Ma sono qui da quando avevo diciottanni. La tua et prosegu. Appena mi sono diplomata, me la sono filata dalla citt. Rise e Jade si sforz di sorridere. Non me ne sono pentita neanche un istante fece Ingrid. Comunque avevo alcuni amici a San Diego. E tu che mi dici? Conosci qualcuno qui?
Scosse la testa. Volevo ricominciare da zero riusc a dire. Semplicemente... proprio da zero.
E pare proprio che tu lo possa fare comment Ingrid. Sei totalmente sfinita, non  vero? Vieni. Ti mostro la tua nuova casa. Allung un braccio verso la valigia, ma questa volta Jade afferr la maniglia da s.
Ce lho esclam.
Segu Ingrid attraverso un cucinino giallo e fuori dalla porta ad arco sul retro. Ora si trovavano in un giardinetto, in cui un minuscolo cottage turchese risaltava in mezzo a un groviglio di viti e fiori rosa: unimmagine che pareva uscita direttamente da una favola.
Ecco la tua piccola dimora. Ingrid gesticol verso il cottage. Puoi raccoglierti le arance per farti la tua spremuta mattutina. Indic un paio di alberi al centro del giardino. Il tizio del motel mi ha detto che pagavi centoventi alla settimana, questa sarebbe centotrenta. Ce la puoi fare?
Jade annu. Questa volta sapeva che stava facendo un affare.
Non portarti dietro tanti contanti le consigli Ingrid, indicandole la borsetta. Questa  una zona piuttosto sicura, ma girano droga e tossici, proprio come in ogni posto. Sono certa che tu ne abbia incontrato qualcuno sulla spiaggia. Sorrise. Dovrai aprire un conto corrente, anche se hai pochi soldi. Non correre il rischio di perderli. Fatti furba.
Avevano raggiunto il piccolo patio sul davanti, grande abbastanza giusto per due piccole sedie bianche di metallo e una coppia identica di grandi piante in vaso. Jade ne sfior le foglie. Erano spesse, fibrose e brillanti e le parvero velluto tra le dita.
Quando ho deciso di chiederti se volessi venire a stare qui, disse Ingrid, indicando una delle piante ho portato qui questi vasi per te, perch potessi tenerli sul patio. Sai come si chiamano?
Lei scosse la testa.
Sono alberi di giada disse Ingrid. Come il tuo nome.
Ancor prima di capire cosa stesse accadendo, Jade scoppi in lacrime. Era quel genere di pianto incontrollabile che si impossess di tutto il corpo e di tutta lanima e non sapeva esattamente neanche che cosa lavesse scatenato. Il fatto che Ingrid fosse cos carina, supponeva. Cos carina con una ragazza che le stava mentendo spudoratamente. Si singhiozz tra le mani, incapace di trattenersi un secondo di pi.
Oh, sei proprio a pezzi. Ingrid le poggi un braccio sulle spalle. Vieni dentro e disfa i bagagli cos ti puoi fare un bel bagno. Non c la doccia, ma puoi lavarti i capelli nella vasca o nel lavandino. Poi, dopo che ti sei riposata, c un supermercato ad appena due isolati, per riempirti il frigo e la dispensa. Ingrid abbass il braccio lungo il fianco mentre Jade si asciugava la faccia umida con le dita. Sei tutta pelle e ossa afferm Ingrid e Jade si chiese se la credesse una dei drogati di cui le aveva accennato.
Lasci che Ingrid la guidasse allinterno del cottage fino a un minuscolo soggiorno. Ingrid apr le veneziane della sola finestra della stanza, mentre Jade si dava unocchiata attorno. Lo spazio era perlopi occupato da un gigantesco divano marrone, identico a quello in casa di Ingrid, insieme a due sedie che sembravano mobili usciti dalla sala da pranzo di qualcun altro. Nellangolo cera una tv. Voleva accenderla. Doveva vedere se i telegiornali parlavano del suicidio di Lisa MacPherson. Al contrario segu Ingrid in camera da letto, che era solo appena pi grande del letto matrimoniale, della stessa dimensione di quello che aveva a casa. Un com era incastrato tra il letto e la finestra che si affacciava sugli aranci. E questo  il tuo bagno annunci Ingrid. Anche il bagno era minuscolo, solamente un wc e un lavabo e una di quelle vecchie vasche con i piedini a vista. Ingrid aveva ragione. Aveva bisogno di un lungo ammollo in quellaffare.
La biancheria  compresa. Ingrid apr un piccolo armadietto che conteneva asciugamani di un rosa sbiadito e lenzuola rosa floreali. C una lavanderia a gettoni su Newport Avenue disse. Non  lontano. E se hai bisogno di fare qualche telefonata urbana, c un telefono a gettoni proprio di fronte. Puoi usare il mio telefono in caso di emergenza.
Grazie mille disse Jade; per la prima volta da quando se ne era andata di casa, la sua voce suonava un po pi sua, bench flebile e stanca.  stupenda. E ho intenzione di fare quello che mi hai suggerito. Far un bagno. E poi un riposino.
Ingrid le pigi una chiave in mano e la guard negli occhi. Qui sarai al sicuro disse e Jade non pot far altro che sperare che lei avesse ragione.
I due giorni successivi Jade rimase nel cottage. Beveva lacqua del rubinetto ma non mangiava niente; aveva paura a uscire. Paura di essere vista. Si fidava di Ingrid, ma non al cento percento e aspettava il toc toc alla porta del cottage che avrebbe segnato la sua fine. Rimase rintanata nellangolo del divano mattina e sera a guardare i notiziari. Non compariva assolutamente nulla su di lei, anche se sapeva di essere probabilmente lunica storia di cui parlavano i media della sua citt. L si concentrava tutto su un serial killer che accoltellava le donne in casa e sulla Torre di Pisa, chiusa al pubblico perch fin troppo pendente. Se i media di San Diego avevano mai accennato al suicidio di Lisa MacPherson, avevano gi finito di parlarne.
Di notte, a letto, desiderava intensamente sua madre. Mamma... una parola che non aveva pronunciato per anni, le affiorava quasi sempre sulle labbra. Voleva tornare a essere una bambina, come Riley, che veniva messa a letto dalla sua mamma. Ricordava sua madre che si chinava per baciarle la punta del naso prima di dire le preghiere insieme a lei, invocando la benedizione di Dio per chiunque conoscessero, Steven incluso. Ora, per, la preghiera della buonanotte che ripeteva ogni sera non centrava niente con Dio, ma aveva assolutamente a che fare con una casella postale in Carolina del Nord. Doveva tenere quellindirizzo in prima linea nel cervello, anche se era certa del fatto che suo padre sperava che lei non cercasse mai di usarlo.
In quei giorni era sollevato? Aveva risparmiato alla famiglia lo spettacolo del suo processo, che sarebbe giunto ormai al terzo giorno a quel punto. Il circo mediatico era finito per loro. Lui laveva fatto per lei, si chiedeva, o per la famiglia?
La terza mattina, ci fu un colpo alla sua porta. Attraverso la finestra, vide Ingrid in piedi in mezzo agli alberi di giada, con qualcosa in mano. Ingrid le fece un cenno e Jade cap di non aver altra scelta che aprire. Non parlava con la sua padrona di casa dal primo giorno.
Ti ho portato un po di banana bread annunci Ingrid, quando Jade apr la porta. Vieni a sederti qui al sole con me. Te ne stai tutta rinchiusa in questa casa e ti perdi un tempo magnifico. Inclin la testa, scrutandola da vicino. Tutto okay?
Sto bene rispose Jade. Solo stanca morta dopo... non aver dormito bene sul treno. E in spiaggia e in motel.
Ingrid sembrava non crederle. Di, insistette vieni a sederti qui con me. Facciamoci una chiacchierata.
Jade la segu sul patio, terrorizzata da ci che Ingrid avesse da dirle e strizzando gli occhi per la luce splendente del sole.
Non voglio fare limpicciona, fece Ingrid, mentre si sedevano sulle sedie bianche di metallo ma mi piacerebbe darti una mano e, per farlo, devo sapere che cosa ti succede. Sei malata, giusto? Puoi dirmelo.  aids?
aids? Era sconvolta. No!
Bene,  un sollievo saperlo esclam Ingrid, bench non sembrasse del tutto convinta. Mi ricordi unamica che ho perso per colpa di quella maledetta malattia e quindi ero preoccupata.  che... sei cos magra. Sembra che non mangi da mesi. Sei cos pallida e... hai di quelle occhiaie...
Sapeva di sembrare malata. Le maglie che suo padre le aveva preso da Goodwill le stavano larghe sulle spalle e si sarebbe presto dovuta comprare una cintura per tener su i jeans. Il suo seno era sempre stato piccolo, ma adesso il reggiseno le si increspava allaltezza della scollatura.
Non sono malata rispose lei. Sono solamente... suppongo di essere nervosa, il trasferimento, cominciare una nuova vita da sola. Non ho appetito.
Tesoro. Ingrid si protese verso di lei. Stai scappando da qualcuno che ti ha fatto del male?
Si sforz di ridere come se la domanda fosse assurda. No, affatto disse lei.
Incinta? Mi spiace essere cos scortese Ingrid aggiunse subito. Voglio solo aiutarti.
Voleva raccontare tutto a Ingrid. Era cos gentile. Ma naturalmente non poteva. Non avrebbe mai potuto dirlo ad anima viva.
Non sono incinta. Non sono malata. Forz un sorriso. Sono a posto, davvero.
Devi tenere un po di cibo in casa. Ingrid le porse una pagnotta di banana bread e lei se lo appoggi sulle gambe. Non sei proprio uscita? le chiese. Sei andata al supermercato? Indic verso nord da dove si trovavano. O forse era sud. Avere loceano sulla costa ovest la confondeva, dopo aver vissuto tutta la vita con quel riferimento a est. Ho un carrello che uso se devo comprare pi di quanto riesca a trasportare per un isolato fece Ingrid. Usalo pure. Lo tengo nel capanno. Gesticol verso un miniedificio sul retro del giardinetto. Era invaso da un rampicante fiorito di bianco.
Grazie.
Hai voglia di fare quattro passi fin l? le chiese. Altrimenti, posso prenderti io qualche cosa pi tardi.
Jade aveva limpressione che Ingrid credesse ancora che fosse malata di aids.
Ci vado nel pomeriggio rispose. E lavrebbe fatto per davvero. Ingrid aveva ragione. Doveva uscire. Doveva vedere come la gente reagiva davanti a lei. Doveva capire se l era al sicuro.
Tornata nel cottage, Jade si osserv nello specchio del bagno. Era un disastro. I capelli ora erano puliti, ma incorniciavano flosci un viso pallido e gli occhi erano contornati di rosso. Anche se si era tinta le sopracciglia, le ciglia avevano il loro solito colore biondo ghiaccio e se non era una prova inconfondibile quella, allora non sapeva cosa potesse esserlo. Doveva comprarsi un mascara. E altra tinta per il momento in cui la ricrescita avrebbe cominciato a spuntare.
Si infil i sandali e prese la borsetta. Una volta in strada, cammin nella direzione che le aveva segnalato Ingrid. A nord. Era gi senza fiato quando il supermercato apparve allorizzonte. Cerano un mucchio di persone in strada, che sembravano perlopi attorno alla sua et. Ragazzi biondi sullo skateboard. Ragazze con capelli lunghi con jeans strappati e t-shirt tagliate. La guardavano. Alcuni addirittura le sorridevano e la salutavano. Non era pi nel nord della Virginia. La gente l era felice e socievole e mai di fretta. Il sole splendeva pi brillante e nitido. Nessuno stava pensando alla ragazza assassina di Alexandria.
Una volta entrata nel negozio, cap che si sarebbe dovuta portare dietro il carrellino per la spesa di Ingrid. Limit i suoi acquisti cos da farli stare in due sacchetti di carta; scelse qualche frutto e dei petti di pollo e un ricettario in brossura intitolato Mangiare sano a poco prezzo. Lo sfogli in cerca di una ricetta a base di pollo e compr gli ingredienti mancanti che servivano per prepararla. Non aveva mai imparato a cucinare. Sua madre le diceva sempre che preferiva che si esercitasse con il violino anzich fare i lavori di casa. Trattenne le lacrime al ricordo di sua mamma e fu in quel momento che not la bimba. Era piccina, non pi di due anni, accovacciata nel reparto di pasta e riso, che dava le spalle a Jade mentre picchiettava con un dito una confezione di plastica di vermicelli. Cera l accanto una donna, con ogni probabilit la madre della bimba, che stava leggendo le etichette sui barattoli di sugo. I capelli neri della bambina scintillavano in due codini alti. Jade si ferm con lo sguardo fisso in mezzo alla corsia, desiderando che la bimba si voltasse per scoprire che era Riley. Magari! La bimbetta parlottava tra s indicando la busta, e Jade combatt limpulso di tirarla su, girarla e sprofondare il proprio viso in quel piccolo collo paffuto che era certa avesse esattamente lo stesso profumo di Riley. Ma quando la bimbetta alz lo sguardo con il volto di unadorabile estranea, lincantesimo si spezz e Jade la super di corsa in direzione della cassa prima che la madre potesse beccarla che se ne stava l a fissare la sua bimba.
Torn a casa di Ingrid pi in fretta che pot con i sacchetti tra le braccia. Pesavano una tonnellata e lei aveva cos poche forze. Era senza fiato dopo il primo isolato e non riusciva a far rallentare il cuore. Stava persino mancando qualche colpo, come aveva fatto il giorno del suo arresto in cui la polizia laveva trascinata fino in centrale. Era in stato quasi comatoso sul sedile posteriore di quella volante e le era sembrato di avere nel petto un flipper che le sbatteva dentro. I jeans si erano fatti rigidi per il sangue; le mani erano appiccicose e rosse. Allora non le fregava di morire. Un infarto le sarebbe andato benissimo. Aveva desiderato che finisse tutto, perch sapeva che qualsiasi evento a seguito di quello le avrebbe rovinato la vita. In quel momento si sentiva un po nello stesso modo. La vita sembrava non avere pi importanza. Se fosse morta in mezzo alla strada, avrebbero trovato quella ragazza, Jade, quella ragazza che non esisteva e avrebbero provato a contattarne la famiglia, per scoprire soltanto che non esisteva neanche la famiglia.
Una volta tornata al cottage, stava gi sudando e piangendo. Sbatt tutta la spesa in cucina, si lasci cadere di peso sul letto e fiss fuori dalla finestra gli alberi di arancio. Jade aveva qualcuno che le volesse bene? La famiglia da cui era fuggita... le voleva bene?
Ma che importanza ha?, si disse. Erano persone immaginarie. Chi voleva bene a Lisa, i suoi genitori e Riley e Danny e Matty, tenevano ormai solamente al fantasma di Lisa. Tranne pap. Nessun altro sapeva che lei continuava a vivere. Nessun altro sapeva in quale ragazza vuota si sarebbe trasformata.

20. Riley.

Nonostante Verniece mi avesse avvertita di aspettare un altro giorno per parlare con Tom, non ci riuscii. Tornai al camping dopo cena e fui sollevata di vedere lui e Verniece seduti sulle sedie intrecciate sul patio, con due birre sul tavolino in mezzo a loro.
Parcheggiai in fondo al viottolo di ghiaia e mi osservarono mentre camminavo in loro direzione.
Ti va una birra, Riley cara? mi chiese Verniece quando giunsi al patio. Mi sembrava nervosa, con un sorriso tremulo.
No, grazie. Mi poggiai sulla terza sedia senza aspettare alcun invito. Una zanzara mi atterr prontamente sulla coscia, unaltra sul polso. Ne schiacciai una e mancai laltra, ma non mimportava.
Ascolta... Tom si spost sulla punta della sedia, senza aspettare le mie domande. Aveva ancora indosso la camicia e i pantaloni che aveva su durante lincontro nellufficio di Suzanne. Stavo soltanto riportando quello che ha detto la polizia. Non hanno mai trovato il corpo. Era sospetto, tutto qui.
Quindi lei non sa niente? Udii la supplica nella mia voce. La prego mi dica che sa qualcosa! Stava soltanto ipotizzando?
Esatto conferm Verniece. Stava soltanto ipotizzando.
Tom sollev la birra e ne bevve una lunga sorsata. Lanci unocchiata alla moglie. Hanno trovato pi di una serie di impronte nellarea in cui era parcheggiata la sua auto, come se fosse stata aiutata disse lui.
Tom protest Verniece.
Come se qualcuno lavesse aiutata a inscenare il proprio suicidio soggiunse, nel caso in cui non avessi seguito il filo del discorso. Invece s. E molto bene.
Come fa a sapere delle impronte? chiesi.
Scroll le spalle. Lho letto da qualche parte sul giornale. Ovunque in quel dannato posto si parlava del presunto suicidio di tua sorella.
Mio padre ha ritagliato una miriade di articoli riguardo a ci che era accaduto gli dissi. Li ho letti tutti. Non si parlava da nessuna parte di due serie di impronte.
Be, deve essertene sfuggito uno comment. Non lho tirato fuori dal cilindro. Ma comunque che importanza ha? Socchiuse gli occhi osservandomi. Vuoi unomicida nella tua vita? Vuoi lobbligo di dover dividere leredit con una persona del genere?
Tom... Verniece aveva alcune chiazze rossastre sulla gola.
Se mia sorella  viva, voglio avere la possibilit di conoscerla. Percepii negli occhi le lacrime che minacciavano di sgorgare.
Oh, ma vedi coshai fatto? Verniece aggred il marito. Smettila di provocarla. Ma che problemi hai, vecchio?
Tom si appoggi allo schienale con un sospiro. Non intendevo farti agitare.
Davvero, non era sua intenzione, Riley disse Verniece.
Ma... lei veramente non crede che si sia uccisa? Non potevo lasciare perdere. Avrei tenuto viva questa possibilit pi a lungo possibile.
No, non credo rispose. Secondo me, probabilmente  ancora viva e libera come una farfalla da qualche parte.
Basta! Verniece si pieg per dargli una sberla sul braccio.  vulnerabile. Ma non lo vedi? Le ho raccontato delladozione e lho sconvolta tantissimo e ora le stai riempiendo la testa di ogni genere di stronzata!
Non sono adottata dissi fiaccamente, poi tornai a guardare Tom.  il modo in cui lha detto. Sa, quando era in macchina prima di ripartire? Come se lo sapesse per certo.
Ero incazzato disse lui. Ma ci non cambia quello che credo io. Il fatto che sia viva.
Stavamo ignorando entrambi Verniece, che produceva dei tsk tsk di angoscia.
Verniece mi ha comunicato che mio padre aveva detto che vi avrebbe lasciato il camping, dissi ma nel testamento non compare nulla al riguardo. Non c proprio niente che lo indichi e mi dispiace che ne siate delusi. Io francamente credo che il lascito della collezione di pipe sia piuttosto generoso.
Lo sguardo che mi lanci Tom fu maligno. Tu non sai proprio un cazzo. Si alz cos in fretta che, per paura, tirai indietro la sedia. Raccattando per il collo la bottiglia di birra mezza vuota, si allontan da noi in direzione del torrente. Lo guardai che se ne andava, desiderando di non aver menzionato il campeggio. Desiderando di non essere proprio andata l.
Guardai Verniece. Mi dispiace le dissi. Non avevo capito che fosse un tasto tanto dolente.
Tir un lungo sospiro e si scacci una mosca dal viso sudato. Siamo un po a corto di soldi al momento disse. Tutto qui. Sai com... Be, in realt non lo sai. Mi sorrise. Ma quando arrivi a una certa et... Hai unentrata fissa, eppure le spese continuano ad aumentare. La casa va a pezzi. Rise con tristezza, indicando il camper ammaccato alle sue spalle. Sta diventando un po inquietante.
Mi dispiace ripetei. Mi sentivo ricca, con la mia quota di soldi di pap in arrivo in banca e con altri in arrivo con la vendita della casa e del camping. Non avevo fatto assolutamente nulla per guadagnarmi quella fortuna. Sa che potete restar qui senza pagare laffitto finch non vendo il campeggio. Oddio. Dove sarebbero andati poi? Spero che la collezione di pipe per voi possa essere una specie di ncora di salvezza.
Mi rivolse un sorriso triste, allungando una mano per poggiarla sulla mia. Sono sicura che lo sar disse lei. E non preoccuparti adesso. Staremo bene.
Mi sentivo molto peggio mentre mi allontanavo in auto dal motorhome dei Kyle rispetto a quando mi ci ero diretta mezzora prima. Volevo credere che mia sorella fosse viva eppure sapevo che era molto possibile che Tom stesse giocando con me.
Due serie di impronte aveva detto. Se lo stava inventando? E se non fosse stata uninvenzione, che cosa significava?
Lunica cosa che sapevo era che non volevo stare un minuto di pi da sola con questa eventualit. Superai luscita del campeggio e deviai per la viuzza dissestata che mi avrebbe condotta alla roulotte di mio fratello.

21. Marzo 1990. San Diego. Jade.

La sera, a letto, suonava il violino.
Naturalmente non aveva nessuno strumento. Avrebbe onorato il patto fatto con suo padre, indipendentemente da quanto difficile fosse. Non avrebbe mai pi suonato. Ma proprio come un ragazzo senza chitarra poteva suonare una chitarra immaginaria, lei suonava un violino immaginario. Si distendeva sulla schiena e teneva Violetta poggiata sotto il mento mentre accarezzava con larchetto le corde, suonando Bach o Mendelssohn, finch il peso dello strumento non diveniva troppo grande perch le sue braccia potessero sorreggerlo. E poi, ogni singola notte, piangeva fino a quando non si ritrovava con la testa pesante e si sforzava daddormentarsi.
Le mancava cos tanto il suo violino. Non era mai stata una di quelle bambine che i genitori dovevano costringere a esercitarsi. Anzi, dovevano costringerla a uscire a giocare. Per Jade, per Lisa, il violino era stato un premio. Anche quando aveva otto o nove anni e i bambini del vicinato erano a spasso sulle loro bici il sabato mattina, lei si svegliava con le dita frementi, pronte ad afferrare larchetto. Il violino laveva aiutata a superare periodi tremendi e, in quel momento della sua vita cos desolato e spaventoso, non aveva lunica cosa in grado di calmarla.
A volte non riusciva a capacitarsi di cosa ne fosse stato della sua vita, come se fosse un incubo da cui si sarebbe poi risvegliata, per dedicarsi con entusiasmo alla sua candidatura alla Juilliard e per le altre scuole che aveva selezionato.
Magari la Juilliard non lavrebbe accettata, a causa di Steven, ma lavrebbe voluta qualche altro istituto. Oh, Lisa ha davanti a s un futuro cos brillante! dicevano tutti. Ormai Lisa non aveva proprio nessun futuro e quello di Jade sembrava altrettanto vuoto. Si domandava se esistesse un modo per risolvere il suo dilemma. Magari lavvocato non aveva pensato a tutto. Ormai per, anche se ci fosse stata una via duscita, sarebbe finito in prigione anche suo padre. E non poteva permettere che succedesse.
Di mattina, mangiava senza appetito un pezzo di pane tostato e guardava il tg. Bench fosse passato un mese e mezzo da quando aveva lasciato casa sua, temeva ancora che il suo volto potesse apparire in televisione, ma ci non accadde mai. A ogni nuovo giorno senza riferimenti a Lisa MacPherson si faceva un pochino pi coraggiosa. Si addentrava un po di pi nel quartiere con i suoi bungalow e i giardini incolti. Quando la gente le rivolgeva un sorriso, lei cercava di ricambiare e dubitava che qualcuno capisse che erano solamente i muscoli facciali a produrre quellespressione e non il cuore. In spiaggia, restava a guardare i surfisti che cavalcavano le onde nelle loro mute. Considerava con nuova solidariet i senzatetto che le avevano permesso di condividere la spiaggia per una nottata senza calore. Qualche volta accompagnava Ingrid quando portava i suoi dolcetti a chi aveva fame al buio. Sembrava il minimo che potesse fare.
Newport Avenue, la strada principale di Ocean Beach, passava tra il quartiere di Ingrid e la spiaggia, fiancheggiata su entrambi i lati da negozi di antiquariato e dellusato e palestre di yoga e posti per mangiare, ma cera un negozio che la attirava quasi ogni volta che ci passava davanti: il Gradys Records. La prima volta che mise piede in questo negozio, pass unora a esaminare vecchi vinili e cassette e nuovi cd e per un po si dimentic del male al petto. Studi tutto: musica classica, rock, folk, country, gospel. Tutto. Aveva bisogno di musica! Come aveva fatto a sopravvivere tutte quelle settimane senza? Se solo avesse potuto comprare qualche disco; per non aveva modo di riprodurli e aveva paura a toccare il suo conto corrente sempre pi povero. Aveva bisogno di un lavoro, per, bench fosse in grado di salire sul palco di fronte a migliaia di persone e suonare per ore, il pensiero di entrare in uno dei negozi di Newport Avenue per chiedere lavoro la terrorizzava. Ma Grady, il proprietario del posto dai capelli lunghi e biondi, le rivolgeva un caloroso sorriso ogni volta che entrava e, quindi, pian piano stava trovando il coraggio di chiedergli se avesse bisogno di aiuto. Se gli dava fastidio che lei trascorresse cos tanto tempo a passare in rassegna i suoi album senza comprare un solo articolo, lui non glielo fece mai presente.
Al Gradys si sentiva a casa per un altro motivo che non aveva nulla a che fare con la musica. La prima volta che era entrata nel negozio, il suo sguardo era stato attratto da un poster sulla parete. Grady aveva un sacco di poster, tutti di rock band tranne quello. Era la fotografia di una modella, Nastassja Kinski, distesa nuda sul pavimento con un pitone avvolto attorno al corpo. Non era la prima volta che Jade vedeva quello scatto. Se la polizia avesse esaminato la sua camera da letto dopo la sua morte avrebbe trovato la stessa foto nascosta in fondo al cassetto delle magliette. Laveva notata per la prima volta quando aveva undici anni, distesa a pancia in gi sul pavimento del soggiorno, a sfogliare una rivista insieme a Matty. Lui aveva girato la pagina ed ecco che cera Nastassja con quel serpente. Che schifo! aveva esclamato Matty, distorcendo la faccia in quellespressione disgustata che la faceva sempre ridere tanto.
Fa schifo. Si era mostrata daccordo ma poi, una volta da sola, aveva ritagliato limmagine ed era rimasta a fissarla per ore prima di infilarla nel cassetto, affascinata dal modo in cui il serpente creava una spirale attorno al corpo della donna; nascondeva e svelava, nascondeva e svelava.
Vedere quello stesso poster attaccato alla parete del Gradys, quando non aveva assolutamente nulla a che fare con la musica, le sembr un segno. Era quello il posto in cui voleva lavorare.
Circondarsi di musica nel negozio di dischi non bastava per ad annientare la sua nostalgia di casa. Il desiderio di casa, della sua famiglia, di Matty e di Violetta sembrava farsi sempre pi intenso e straziante con il passare dei giorni. Quando aveva creduto di finire in prigione, aveva chiesto a Matty di tener docchio Riley e Danny al posto suo e si consolava pensando che lui avesse mantenuto stretti rapporti con loro anche se ora credeva che fosse morta. Se lo immaginava che passava a casa, che si comportava come un fratello maggiore per Riley e Danny. Leggeva storie. Magari li portava allo zoo o al cinema. Se solo avesse potuto essere con loro anche lei.
Un giorno in cui non riusciva a scrollarsi di dosso la sensazione di aver perso tutto, si rec in banca e cambi una banconota da venti in quarti di dollaro, dicendosi che le servivano spiccioli per la lavanderia a gettoni, bench sapesse che venti dollari in tagli da venticinque centesimi erano unesagerazione. Allora, mentre i suoi vestiti frusciavano nellobl della lavatrice, and verso il telefono a gettoni l vicino. Lasci aperta un minimo la porta per smorzare lodore di urina mista ad alcol della cabina, poi impil le monete sulla mensolina di metallo sotto lapparecchio.
Fiss il disco combinatore. Erano le cinque spaccate sulla East Coast. Sua madre probabilmente era a casa a preparare la cena. Jade voleva soltanto sentirne la voce. Niente di pi. Magari sarebbe riuscita a sentire Riley chiacchierare in sottofondo. Comunque, non avrebbe parlato. Non avrebbe osato. Ma aveva bisogno di quel contatto con la propria famiglia. Ne aveva un bisogno disperato.
Compose il suo vecchio numero di casa, inserendo centesimi come ordinava la voce meccanica. Trattenendo il fiato, rest in attesa per tre strani squilli metallici prima che qualcuno rispondesse.
Il numero da lei chiamato  inesistente. La voce era automatica e disinteressata e Jade rimase a fissare a occhi sbarrati il quadrante.
Oh, no. Avevano dovuto cambiare numero due volte dopo il suo arresto, quindi suppose che il proprio suicidio avesse provocato una nuova ondata di telefonate indesiderate, ma le acceler il cuore al pensiero di non aver modo di mettersi in contatto con la propria famiglia. Il nuovo numero non sarebbe sicuramente comparso sullelenco. Doveva tentare comunque. Chiam lassistenza e chiese di un Frank MacPherson di Alexandria.
Non risulta nessun numero associato a Frank MacPherson di Alexandria rispose loperatore.
Vuol dire che non pu comunicarlo, giusto? Non  sullelenco?
No, non c nessun numero. Ci sono un Peter e un J.T.
Si erano trasferiti? Era inconcepibile. E... ad Arlington? chiese lei. Dalle parti di Washington?
Loperatore aveva trovato una Fiona, ma nessun Frank, sullelenco o meno, e alla fine Jade, sconfitta, riattacc. Doverano? Dovera la sua famiglia? Stavano scappando dai reporter? Oppure stavano scappando da lei?
Matty sapeva doverano? La rassicurazione di immaginarsi Matty ancora parte della vita della propria famiglia si disintegr. Se si erano trasferiti, come poteva continuare a farne parte?
Allora, pur non volendolo, compose il numero di Matty. Lui aveva un numero proprio, distinto da quello della famiglia che squillava soltanto in camera sua. Si sarebbe accontentata della segreteria telefonica. Di qualsiasi cosa! Aveva soltanto bisogno di sentire la voce di una persona della sua vecchia vita. Una persona per cui sapeva di essere importante.
Rispose. Pronto? disse.
Oh mio dio. Sfior il telefono come se stesse sfiorando lui. Aveva un tono familiare, cos vicino ed era tutto quello che poteva fare per trattenersi dal parlare.
Pronto? ripet lui. Chi parla?
Avrebbe forse indovinato? Non cera nessuno al mondo con cui fosse pi in confidenza di Matty. Non sapeva che non si sarebbe mai uccisa? Aspett, sperando che dicesse: Sei tu Lisa? E invece riattacc.
Torn alla lavanderia a gettoni in piena confusione mentale. Tent di immaginare la propria casa di Alexandria con nuove persone ad abitarci, ferita dal fatto che la sua famiglia fosse andata avanti senza di lei. Bench sapesse che non sarebbe mai potuto accadere, aveva fantasticato su come trovare un modo per tornare a casa. Adesso casa non esisteva pi. Si sentiva stordita allidea, come dispersa nello spazio per leternit.
Nella lavanderia a gettoni, apr la lavatrice, allungando dentro un braccio verso i suoi vestiti bagnati e ingarbugliati.
Cosa si era aspettata? Doveva smettere di pensare a s stessa e cominciare a pensare a che cosa era meglio per Riley e Danny e i suoi genitori. A loro aveva stravolto la vita. Un trasferimento sarebbe stato decisamente la mossa giusta per Danny. Avrebbe potuto ricominciare da zero in una nuova scuola dove nessuno sapeva di lei. E Riley, di appena due anni, non sarebbe mai venuta a sapere della sorella omicida suicida.
Si tampon gli occhi con lasciugamano bagnato che aveva tra le mani.
Sapeva che sarebbe stato meglio cos.

22. Riley.

Non riuscivo a trovare mio fratello. Quando ero giunta al suo spiazzo dopo aver incontrato i Kyle, la sua auto era parcheggiata accanto alla roulotte ma non ricevetti alcuna risposta bussando alla porta. Non aveva tendenze suicide, aveva detto, ma fu pi forte di me e cos trascinai una lastra di cemento vicino alla roulotte per potervi salire e sbirciare dentro da un finestrino. L non cera traccia di Danny. Naturalmente, non cera traccia neanche del suo fucile, cosa che evidentemente non mi tranquillizzava. Probabilmente era andato nel suo posto preferito in mezzo al bosco, ma io non sarei mai stata capace di trovare quellovale erboso da sola. Mi sedetti sullo scalino dellAirstream, tirai fuori dalla tasca il telefono e provai a chiamarlo, senza stupirmi quando non mi rispose.
Trovai un pezzettino di carta in macchina e gli infilai un biglietto tra la porta e lo stipite. Ho bisogno di parlarti. Chiamami per favore. E, ti prego, fammi sapere che stai bene. Mi allontanai senza troppa speranza di ricevere una risposta.
Quella notte, mi girai e rigirai nel letto fino alle due di mattina, pi sveglia di quando mi ero messa a letto. Alla fine decisi di alzarmi e affrontare il computer di mio padre. Dovevo vedere cosa cera da salvare dallhard disk prima di consegnarlo a Christine. Magari concentrarmi su quel lavoro mi avrebbe tolto dalla testa Tom e Verniece, e la preoccupazione per mio fratello.
Proseguii a piedi scalzi lungo il corridoio fino allufficio di pap e accesi la piccola lampada da tavolo. In casa cera un silenzio di tomba mentre mi sedevo di fronte al computer. Quando premetti il pulsante di accensione, quella vecchia macchina emise un sussurro quasi umano che ruppe il silenzio e mi fece salire un brivido lungo la schiena. Lingombrante monitor fu lento ad animarsi; quando alla fine si accese, mugugnai. Serviva una password. Ottimo.
Nei film, la gente riusciva sempre a trovare la password giusta per violare un computer. Il nome di un figlio. La data di un anniversario. Qualcosa di ovvio. Tentai ogni combinazione possibile con le lettere e i numeri che mi venivano in mente, ma senza fortuna, prima di tornare a letto. Jeannie avrebbe avuto magari qualche idea sulla password che aveva scelto, pensai mentre stavo l distesa a fissare il soffitto buio. Lei sembrava sapere ogni cosa su di lui. Se non avesse saputo qual era, avrei chiesto aiuto a Danny. Lui sapeva tutto quello che cera da sapere sui computer, e se cera qualcuno che conosceva un modo per accedere ai file di mio padre senza una password, quella persona sarebbe stato lui. Come lavrei convinto a tornare in quella casa, per, era tutto un altro paio di maniche.
E, chiaramente, dovevo prima trovarlo.
Lindomani, mi ero appena svegliata quando arrivarono Jeannie e Christine. Udii le portiere sbattere in strada, le loro voci smorzate sulla veranda davanti mentre entravano con la chiave di Jeannie. Nel giro di un attimo, una delle due avrebbe picchiato alla porta di camera mia, tampinandomi per le vetrinette di mio padre o il computer o qualsiasi altra roba. Casa mia non era mia.
Scesi dal letto, mi lavai i denti, poi mi buttai addosso di corsa i vestiti da running. Riuscii a evadere scendendo per le scale e uscendo dalla porta dingresso senza che mi vedessero e mi diressi verso il fiume con una leggera corsetta, sbadigliando ancora per la nottata perlopi insonne. Quando raggiunsi il sentiero che costeggiava il fiume, notai cinque canoisti che pagaiavano in direzione sud. Rallentai, poi mi bloccai del tutto, in piedi davanti al parapetto accanto al margine del fiume mentre osservavo i kayak solcare lacqua schierati a forma di V. Il kayak al vertice era giallo, come quello che aveva mia sorella. Che tempismo curioso, pensai, mentre con la mente tornavo alla conversazione con i Kyle.
Due serie di impronte.
Tirai fuori il telefono dalla tasca degli shorts e composi il numero di Danny. Nessuna risposta. Facendo dietrofront, mi avviai verso casa, ora di corsa. Andai alla porta sul retro per trovare Jeannie che rovistava in una delle credenze della cucina. Alz lo sguardo stupita e apr la bocca per parlare, ma io afferrai le mie chiavi dal quadro portachiavi, le feci un veloce cenno con la mano e uscii prima che potesse chiedermi nulla.
Danny continuava a non essere nella sua roulotte, ma questa volta non cera neanche la macchina e ipotizzai che fosse al supermercato o in un bar. Rimasi seduta nel caldo soffocante della mia auto, ricordandomi dellemail che mi aveva inviato Harry riguardo alle recenti uscite di Danny allo Slick Alley.
Girai la chiave nel quadro, sperando di trovare la sua Subaru nel parcheggio del Food Lion anzich alla sala da biliardo, per il bene di entrambi. Manovrai lauto avanti e indietro nella stretta radura, poi tornai verso New Bern. Quindici minuti pi tardi, avvistai la Subaru nera di Danny nel parcheggio dello Slick Alley. Ledificio stesso era un rettangolo di cemento a un solo livello e con il tetto piano che un tempo era stato tinto di bianco ma ora si confondeva con il cielo grigio allorizzonte. La scritta slick alley billiards era dipinta a mano a lettere verdi sopra lentrata e, sul fianco della struttura, qualcuno aveva disegnato una bionda prosperosa che si chinava su un tavolo da biliardo per colpire la palla. Stupendo.
Non erano neanche le undici di mattina, ma cerano gi dieci macchine nel parcheggio. Io posteggiai tra la Subaru e un camion verde e scesi dallauto prima di poter cambiare idea. Quando spinsi la porta dingresso del locale, una decina di teste maschili si girarono verso di me e avrei voluto indossare qualcosa di diverso dagli shorts da running e quella canottiera. Il posto era proprio come ogni stereotipo di sala da biliardo che avessi mai visto: luce nebulosa, aria fumosa, flebile musica in sottofondo frammezzata dallo schiocco ovattato delle palle che colpivano le altre sui tavoli. La parete di sinistra del locale era occupata da una fila di divisori tra tavoli e, mentre i miei occhi si abituavano alla luce fioca, notai mio fratello nel posto in fondo, con un libro tra le mani e gli occhi puntati su di me. Non mi salut. Non si alz. Camminai verso di lui, ignorando gli sguardi e i commenti e lo schioccare di labbra dei giocatori mentre li superavo.
Danny era da solo al tavolo, tolte una bottiglia di birra ancora piena e una vuota, e cos scivolai sulla panca di fronte a lui. Il sedile di finta pelle era appiccicoso sotto le mie cosce nude.
Cosa cavolo credi di fare? mi chiese.
Prevedevo di raccontargli della mia conversazione con i Kyle, ma sapevo di non poterlo fare in quel posto. Non avevo idea di come avrebbe reagito a qualsiasi cosa potessi dire su Lisa. Mi serve il tuo aiuto per entrare nel computer di pap gli comunicai, al contrario.  protetto dalla password.
Non dovresti essere qui.
Be, non sapevo come altro fare per riuscire a parlare con te, Danny affermai. Non stai usando il telefono che ti ho preso.
Perch devi entrare nel suo computer? Dovresti soltanto formattare il disco e gettarlo via.
Devo vedere se contiene qualcosa di importante prima di potermene liberare. Mi serve il tuo aiuto, per favore.
Lui scosse la testa. Te lho detto. Non ho intenzione di entrare pi in quella casa.
Sospirai. Lo porto da te allora gli proposi, per niente impaziente di trascinarmi dietro quel computer.  un vecchio pc immenso e ingombrante. Non ti serve lo schermo, giusto? Solo il computer?
Non rispose. Al contrario, mi lanci uno sguardo piatto che non riuscii a interpretare, con quegli occhi azzurri che catturavano la debole luce che filtrava dalle vetrate davanti. Volevo chiedergli se era cos che trascorreva le sue giornate: seduto da solo a questo tavolo appiccicaticcio in quel locale rivoltante. Magari, conosceva pure quei tizi ai tavoli da biliardo? L cera qualcuno che avrebbe definito suo amico? Eppure non fu assolutamente questa riflessione a cui diedi voce.
Laltro giorno, quando mi hai detto quelle cose sul fatto di non essere una brava psicologa, mi sono sentita ferita gli dissi, con le parole che sgorgavano con una fretta inaspettata. Mi sono impegnata moltissimo per la mia laurea, Danny, e sono brava con i ragazzini che seguo. So di esserlo. Magari tu hai ragione a dire che non sono allaltezza se si tratta di qualcuno tipo... qualcuno che ha passato quello che hai passato tu. Ma non devi necessariamente sminuirmi o abbattermi come hai fatto. Mi protesi in avanti per chiarire il mio punto di vista. Mi ha davvero fatta alterare gli dissi.
Lui strinse la mano attorno alla birra e a me si irrigid tutto il corpo, spaventata da ci che avrebbe potuto fare, ma si limit a portarsi la bottiglia alle labbra e a farne una lunga sorsata. Quando la riappoggi sul tavolo, mi guard. Passer a casa per darti una mano con il computer mi disse, scivolando fuori dalla panca. Non c bisogno che me lo porti.
Mi ci volle un attimo per comprendere le sue parole e capii che quello era il suo modo di scusarsi. Mi sentivo stranamente euforica mentre scorrevo sulla panca per alzarmi e lui mi aspett prima di avviarsi verso la porta. Mi cammin accanto, uno scudo tra me e i cretini ai tavoli da biliardo e, per la prima volta da quando eravamo bambini, sentii il braccio protettivo di mio fratello appoggiarsi piano sulle mie spalle.
Una volta uscita, feci per chiedergli se fosse in grado di guidare, ma ci ripensai. Sembrava perfettamente sobrio. Avevo limpressione che la sua capacit di tollerare lalcol fosse piuttosto elevata, e, in ogni caso, gli ultimi trenta secondi mi avevano donato un senso di gioia che non volevo compromettere.
Mi segui? gli chiesi, aprendo la portiera. Allimprovviso temetti fosse un trucco per far s che gli dessi un po di tregua. Magari se ne sarebbe andato una volta raggiunta la strada e io mi sarei ritrovata a tentare di rintracciarlo di nuovo. Ma credevo di no. Il tocco del suo braccio sulle mie spalle sembrava aver cambiato ogni cosa. O almeno per me.
Guidando verso casa, mi torn in mente che l cerano Jeannie e Christine. Oh, fantastico. Per Danny una cosa era starci soltanto con me, unaltra dover avere a che fare con quelle due.
Fu un sollievo vedere che la macchina di Jeannie era gi sparita quando arrivammo noi e immaginai che fossero in pausa pranzo. Io entrai nel vialetto e Danny parcheggi in strada. Ci incrociammo sul prato e proseguimmo insieme fino ai gradini e, aperta la porta, vidi subito Christine nella sala da pranzo.
Dove sei stata? mi url mentre entravamo in soggiorno.  venuto qui un collezionista e ha comprato gli accendini e le bussole. Grandioso, eh? Ma abbiamo mille domande per te. Comparve sulla soglia tra la sala da pranzo e il soggiorno e, quando not Danny, si lasci sfuggire un gridolino. Danny MacPherson! esclam. Oh mio dio! Non ti vedo da quando eri bambino! Avanz nella sua direzione, a braccia tese, ma io mi misi tra di loro prima che potesse entrare nel range di contatto e saggiamente si ferm. Sei una meraviglia comment. Dico sul serio. Wow.
Non posso farlo. Danny si avvi verso la porta, ma lo afferrai per la mano e quasi lo trascinai davanti alle scale.
Pi tardi rimproverai Christine, lanciandole unocchiata da fondere lacciaio.
Danny non oppose alcuna resistenza mentre lo guidavo su per le scale, tenendogli la mano come fosse un bimbo. Lo feci passare davanti alla sua vecchia stanza senza dir nulla ed entrammo nello studio di nostro padre, dove lo lasciai per andare a chiudere la porta e girare la chiave.
Chi diavolo...?
La figlia di Jeannie Lyons gli spiegai. Christine. Te la ricordi?
Scosse la testa e and dritto alla scrivania di nostro pap. Cosa ci fa qui? mi domand mettendosi a sedere davanti al pc.
Ricordi che ti ho detto che lei e Jeannie stanno organizzando unasta? E poi Jeannie metter in vendita la casa e il campeggio per me. Per noi. Mi spiace che ti abbia preso in contropiede. Sembra di avere due pitbull in casa. Sono in ogni stanza ogni volta che mi giro e trattano la casa pi come se fosse di loro propriet che mia.
Danny fiss lo schermo del computer. Non hai idea di quale sia la password?
No.
Alz lo sguardo. Sai dov il suo disco di avvio? Le nostre voci sembrarono riecheggiare nella stanza.
Feci spallucce. Non so neanche se ne ha uno. Questo computer  cos vecchio.
Guardiamo. Si alz e, mentre lui cercava nello schedario di pap, io controllavo i cassetti della sua scrivania.
Eccolo esclam Danny dopo alcuni minuti. Era accovacciato sullultimo cassetto dello schedario con in mano un disco in una custodia bianca. Si risedette alla scrivania. Vediamo se c un hard disk esterno da qualche parte. Dovresti copiare tutto su unaltra unit prima di cancellarne il contenuto.
Ne ho uno. Presi il nuovissimo hard disk compatto dallo scaffale accanto alla porta e glielo diedi. Christine me laveva dato alcuni giorni prima, nella speranza che mi invogliasse a metter mano al computer. Mi sedetti sullunica altra sedia dellufficio, una poltroncina antica, mentre Danny si metteva allopera. Solo allora mi accorsi del fatto che i mobili con le ante di vetro sulle pareti est e ovest della stanza erano vuoti. Gli accendini e le bussole erano stati venduti, aveva detto Christine. Non cera da stupirsi se le nostre voci sembravano rimbombare. Bench non fossi assolutamente non legata a quelle collezioni, il vuoto della stanza fu un colpo duro e inatteso. Era come se pap stesse svanendo a poco a poco da quella casa.
Tirando su i piedi nudi sulla sedia, mi abbracciai i polpacci e distolsi lo sguardo dalle vetrinette vuote. Danny inser nel computer il disco di avvio e io rimasi a osservare ipnotizzata il riflesso dello schermo che gli illuminava gli occhi chiari. Christine aveva ragione; era davvero una meraviglia. Mi torn in mente quello che aveva detto Jeannie sul conservare il violino di Lisa per uno dei nostri figli. Danny avrebbe mai potuto avere un figlio? Una sana vita familiare? Lo desideravo moltissimo per lui. Almeno quanto lo desideravo per me stessa.
Sono entrato disse, dopo qualche altro minuto.
Evviva! Battei le mani. Oh, Danny, grazie.
Che nuova password vuoi? chiese lui, con le dita ancora appoggiate sulla tastiera.
La prima parola che mi venne in mente fu Lisa e la scacciai in fretta nella profondit pi remota possibile della mia mente. Bah... qualsiasi feci. Serve solo per un paio di giorni. Che ne dici di New Bern?
Mega vulnerabile disse, per la inser. Eccoti la tua newbern. Niente maiuscole, niente spazi. Hai bisogno che controlli qualcosaltro qui adesso?
Scossi la testa. Lo far domani. Sorrisi.  il mio nuovo slogan. Perch fare una cosa oggi se posso rimandarla fino a domani? Sto facendo impazzire Christine e Jeannie.
Non mi rispose mentre collegava il computer al disco esterno. Lascia che si copi questa roba mi disse, premendo un paio di tasti. Ci vorr qualche ora. Poi dovresti controllare lunit per assicurarti che sia stato trasferito tutto senza problemi prima di formattare questo aggeggio.
Ottimo commentai.
Me ne vado disse alzandosi. Vuoi distrarre i pitbull quaggi cos posso uscire?
Prima ti devo parlare di unaltra cosa. Rimasi al mio posto, nel tentativo di trovare il coraggio. Un paio di cose relative ai Kyle.
Cio?
Risiediti, okay?
Oppose un attimo di resistenza, con gli occhi roventi fissi sui miei, e provai del sollievo quando cedette per rimettersi a sedere.
Dunque, per prima cosa, esordii, poggiando i piedi per terra mi hanno detto che pap aveva promesso loro il campeggio. Che aveva intenzione di lasciarlo a loro.
Allora lasciaglielo. Fece spallucce. Cosa ce ne facciamo noi?
 un terreno di un certo valore, Danny gli dissi. A te possono non interessare i soldi, ma, onestamente, a me s.  per il nostro futuro. E c di pi aggiunsi in fretta prima che potesse scaldarsi. So bene che Lisa non  il tuo argomento preferito, ma lo dobbiamo affrontare.
Non me ne frega di cosa decidi di fare con il suo violino afferm. Il suo sguardo schizz in direzione dei cinque strumenti che restavano appoggiati contro il muro.
Non  di questo che voglio parlare dissi. Tom Kyle crede che non si sia suicidata.
Danny rise. E come farebbe a saperlo?
Ha letto da qualche parte che cerano due serie di impronte accanto alla macchina di Lisa. Hai presente... Dove ha calato il kayak nel fiume? Danny aggrott la fronte; non ero certa che mi stesse seguendo. Ti ricordi del suo amico Matty? chiesi. Un ragazzo?
Vagamente. Stir il collo a destra e a sinistra, come se probabilmente lo stessi annoiando.
Be, continuo a chiedermi... Magari non si  uccisa gli dissi. Magari Matty lha aiutata a fuggire.
Rise, ma non cera comicit in quel suono. Non sarebbe perfetto? chiese lui. A lei  sempre andato tutto secondo i piani. Avrebbe potuto uccidere quel tizio e andarsene, libera come una farfalla. Probabilmente al momento se ne sta distesa a Tahiti a sorseggiare un Martini. Non mi stupirei, onestamente.
Non so proprio cosa pensare esclamai. Ho letto ciascun articolo di quelli che ha conservato pap in quella scatola e non vengono mai citate due serie di impronte, quindi...
Quindi, Kyle ti sta prendendo in giro. Si sporse dallangolo della scrivania per avvicinarsi a me.  un figlio di puttana, Riles. Dico davvero. Non dovresti dedicargli un solo minuto del tuo tempo.
Ma perch? gli chiesi. Perch dirlo? Volevo che fosse la verit. Volevo che Lisa fosse scappata. Che fosse viva.
Perch  uno stronzo. Non farti toccare da quel che dice.
La verit  che... dissi se c una minima possibilit che lei non si sia ammazzata, indipendentemente da quanto minima sia, credo che seguirei quella direzione. Passai la punta delle dita sul tessuto liso del bracciolo della sedia. Voglio dire... so bene che probabilmente lha fatto, ma se invece cos non fosse? Lo guardai. E se l fuori ci fosse nostra sorella?
Senti, se  viva, ci implica solamente che abbiamo una sorella che si  volontariamente lasciata la propria famiglia alle spalle disse. Noi inclusi.
Annuii per fargli capire che lavevo sentito. La voce mi si ruppe in gola.
Non direi che si  persa e vuole essere ritrovata fece. Anche se sentisse la nostra mancanza, lunico motivo per aver inscenato il proprio suicidio sarebbe per scampare alla prigione. E se la trovassimo,  proprio l che finirebbe.
Sinceramente a quello non avevo pensato. Stupido da parte mia. Lunica cosa su cui avevo riflettuto era quella minima possibilit di riavere una sorella. Non  quello che voglio dissi.
Ero certa che non mi avesse sentita. Pareva pensieroso, fissava lo schermo nero del monitor. Ed  l che deve stare concluse. Alz lo sguardo su di me. Cavolo, esclam vorrei proprio vederla finalmente pagare per quello che ha fatto.

23. Settembre 1990. Jade.

Trascorreva la maggior parte delle mattinate a rimettere in ordine alfabetico gli album di musica rock. Nei cinque mesi passati da quando aveva cominciato a lavorare al Gradys, doveva averlo fatto un centinaio di volte. I ragazzi che entravano nel negozio li rimischiavano cos tanto da farle credere che lo facessero apposta. Comunque era una cosa che non toccava i dischi di musica classica, che restavano in perfetto ordine alfabetico. Gli appassionati di classica, tendenzialmente pi grandi e meno sfatti, tenevano le cose in ordine.
Aveva ormai racimolato una piccola collezione, minuziosamente selezionata, di cd suoi. Grady le faceva uno sconto, dicendo che era la sua cliente migliore. Credeva che lei fosse meravigliosa, per come conosceva la musica e i musicisti, ma la verit era che lei banalizzava ogni sua conoscenza.
Quella mattina Grady stava lavorando dietro al registratore di cassa mentre lei sistemava i dischi. I riccioli biondi del ragazzo gli ricadevano sulle spalle e Jade sapeva che molte delle ragazzine che passavano al negozio lo facevano soltanto per dare unocchiata ai suoi bellissimi occhi verdi. Aveva anche un piercing al sopracciglio, impreziosito da un anellino dorato. Inizialmente le era parso curioso, ma ora che si era abituata, le piaceva e si domandava se dovesse farsi bucare anche lei il sopracciglio. Lavrebbe fatta assomigliare ancor meno a Lisa MacPherson.
Procedeva con lentezza quella mattina, con la mente concentrata solo per met sui dischi. Quel giorno era il compleanno di Danny. Indipendentemente da dove vivesse la famiglia allora, quella sera sarebbero usciti a cena. Per loro festeggiare i compleanni al ristorante era una tradizione. Poteva immaginarselo. Anche se si erano trasferiti in qualche altra citt, se li figurava comunque al ristorante cinese sulla Route 1 ad Alexandria, che era il loro posto abituale per i festeggiamenti. Si sarebbero seduti al tavolo di fianco allacquario cos che Riley e Danny potessero guardare i pesci. Riley sarebbe stata seduta in uno di quei seggioloni da ristorante... o forse, ora che aveva due anni, sarebbe stata grande abbastanza per giusto qualche cuscino sotto il sedere? E Danny aveva sette anni! Incredibile. Immaginava di pensare dentro di s ogni nuovo anno: Non posso credere che Danny abbia nove o dieci o quindici o ventanni. Dio, comera deprimente.
Era settembre. In quel periodo si sarebbe ambientata alla Juilliard, se le cose fossero andate secondo i piani. Non voleva pensarci, altrimenti avrebbe dato di matto. Anzich studiare nel posto che aveva sognato per una vita intera, si stava nascondendo come una fuggitiva. Non come una fuggitiva: lei era una fuggitiva. Stava riflettendo su questa realt impossibile quando un vecchio entr nel negozio. And dritto verso il reparto di musica classica, era quindi evidente che era gi stato in quel posto, bench Jade non ricordasse di averlo mai visto. Era basso e pressoch calvo, con occhiali con la montatura di metallo e i baffi, e portava un maglione antiquato molto simile al vecchio maglione che indossava suo padre nei mesi invernali. Era beige con le toppe sui gomiti e, bench lui fosse molto pi vecchio di suo padre e non gli assomigliasse per niente, ebbe voglia di avvicinarsi a lui e chiedergli un abbraccio.
Invece gli si avvicin e gli chiese se avrebbe potuto aiutarlo a trovare qualcosa.
Lui le sorrise. Ne dubito rispose. Sono anni che cerco un disco. Era il preferito della mia defunta moglie, ma  sconosciuto. Appoggi le mani sul ripiano degli album di Bach. Ce lavevamo quando abitavamo in Inghilterra tempo fa ma abbiamo lasciato l tutti i dischi. Ho controllato in questo negozio circa un anno fa e, naturalmente, non ho avuto fortuna. Ho provato a cercare nei grandi negozi di dischi e niente neanche l. E cos, visto che passavo da queste parti, ho pensato di ricontrollare. E volevo comunque prendere qualche altro album se lavete. Mi piace da matti dare unocchiata tra i vecchi dischi che avete.
Qual era? gli chiese lei. Il preferito di sua moglie.
Be,  in parte questo il problema. Non mi ricordo lartista. Lalbum conteneva sia un concerto di Bach che di Mozart e sulla copertina cerano disegnate due statuette e la violinista era italiana. Ridacchi. Temo che non ci siano molti indizi.
Il battito le acceler. In realt erano moltissimi indizi. Sapeva di che disco stava parlando. Aveva ragione, era sconosciuto e lei sperava di non stare per tradirsi, ma non poteva fare la finta tonta per questo. Cominci a canticchiare a bocca chiusa la melodia del Mozart e il vecchio sbarr gli occhi e le afferr il braccio.  quello il concerto!  quello!
Allora sta cercando Gioconda de Vito gli disse.
Oh, buon dio. Esatto!  la violinista! Come facevi a saperlo?
Si sent gli occhi di Grady addosso. Era sicura che anche lui si domandasse la stessa cosa.
Oh. Fece spallucce. La mia famiglia era appassionatissima di classica e questa me la ricordo.
Fantastico! Hai idea di dove posso trovarlo?
Stava per dare veramente una svolta alla giornata di quelluomo. Non riusc a trattenere un sorriso. S rispose lei. C una pila di album che abbiamo recuperato a unasta laltro giorno e li ho controllati. Sono ancora nel retro, ma quello che vuole lei  in uno degli scatoloni. Per  mono.
Mono va benissimo!  come lavevamo in Inghilterra.
Ce labbiamo? chiese Grady da dietro il bancone. Rimase a guardarla stupito quanto il vecchio.
Ah-ah. Mi ci vorr qualche minuto per tirarlo fuori. Guard luomo. Pu aspettare?
S, s, certo!
Mi dia un minuto. Si avvi verso la stanza sul retro. Mentre si avvicinava alla porta, ud luomo che diceva a Grady Lei  una meraviglia e Grady rispondeva Ne sa molto pi di me.
Gli scatoloni dellasta erano accatastati in un angolo dello stanzino e lei fu felice di vedere che quello che stava cercando si trovava in cima. Lo apr e tir fuori album dopo album, trovando finalmente quel gioiello. La cover nera con le sue due statuette di porcellana era un po sbiadita, visto che era stata nascosta tra altri album per qualche decennio, ma estrasse il disco dalla custodia e lo sollev per controllarlo meglio. Intonso. Probabilmente del valore di un centinaio di bigliettoni. Riport lalbum alluomo, che aveva trovato altri tre dischi di quelli che voleva. Lui glielo prese dalle mani con le lacrime agli occhi e cerc di infilarle una banconota da venti dollari in mano, ma lei scosse la testa.
Sono solo felice di averlo trovato per lei disse. E lo era davvero. Non riusciva a ricordare quando fosse stata lultima volta che aveva provato una felicit simile.
Come ti chiami? le chiese luomo.
Ebbe quasi un lapsus. Negli otto mesi e mezzo in cui era vissuta a Ocean Beach, non aveva sbagliato neanche una volta, ma lui aveva toccato quel lato di lei che era ancora strettamente connesso a Lisa. Jade rispose.
Oh, che nome stupendo. Nome stupendo per una ragazza stupenda. Non potr mai ringraziarti abbastanza. Io sono Charlie, comunque.
 un piacere, Charlie.
And dietro al bancone per passare un bigliettino a Grady. Vale 100$, cera scritto, bench sperasse che non gli facesse pagare tanto. Grady osserv il bigliettino, poi gli occhi luccicanti di Charlie. Per questo dieci fece, toccando lalbum. Cinque per ciascuno degli altri.
Charlie pag, ringrazi e se ne and. Quando lei torn ai dischi rock, continuando a sorridere, si sent addosso lo sguardo di Grady.
Sei inquietante fece lui dopo un attimo.
Inquietante?
Sei... sei stata spettacolare!
Lei scroll le spalle come se fosse stato un nonnulla e spost Neil Young da sotto la B alla Y.
Com che tu non vai a scuola? chiese Grady.
Eh? Alz subito lo sguardo, colta dal panico a quella domanda. Che cosa le stava chiedendo? Mi sono diplomata nell89 rispose. Unaltra delle tante bugie. Aveva appena cominciato lultimo anno quando tutto era andato a rotoli.
Intendo dire al college specific lui. Sei intelligente. Non sei una tossica. Non sembri spiantata. Perch non studi?
Oh esclam lei. Volevo prendermi un po di tempo dopo le superiori.
Hai intenzione di ricominciare?
Prima o poi.
Sai che puoi richiedere una sovvenzione per residenti allUniversit statale di San Diego dopo aver vissuto qui per un anno?  super accessibile.
Non lo sapevo comment lei, facendo scorrere le dita con aria pensierosa sulle copertine degli album. Da quando era scappata non aveva pensato di poter andare al college. La sua vita era stata tutta questione di sopravvivenza. Finzione. Bugie. Non aveva effettivamente pensato a vivere il resto della sua vita. Ma una statale? Dopo essere arrivata a un soffio dalla Juilliard? Si sentiva un po snob per quel pensiero. Si era ridimensionata piuttosto in fretta.
Sapeva che Grady si era laureato in Economia allUniversit statale di San Diego e aveva poi aperto il negozio di dischi. Tu sei contento di esserti laureato? gli chiese. Voglio dire... con questo non stai esattamente sfruttando il tuo titolo di studio.
Lui rise. Oh, lo sfrutto e averlo  una gran cosa. E il college  stato una bomba! Devi divertiti un po, Jade. Sei molto seriosa, sai?
Difficile che potesse dissentire. Lo so afferm lei.
Non so cosa tu abbia passato con la tua famiglia e il resto da avere la necessit di andartene, ma ti posso dire che ne hai gi pagato il prezzo disse lui. Era la prima volta che le parlava di qualcosa di personale e doveva averne colta la sensazione di disagio. Mi spiace farmi gli affari tuoi, disse ma tu mi piaci. Non voglio perderti in qualit di dipendente, ma credo che tu debba tornare a studiare e fare qualche piccola pazzia. Potresti comunque continuare a lavorare qui part time.
Sono solo otto mesi che vivo in California precis. Ma ci rifletter.
In cosa vorresti specializzarti? Stava tenendo gli occhi abbassati sui cd appoggiati sul bancone, mentre li contrassegnava con le etichette del prezzo e proseguiva come se la sua risposta non contasse nulla, cosa che la port a chiedersi se fosse una domanda a trabocchetto. Se avesse risposto musica, avrebbe in qualche modo scoperto chi era? Ed evidentemente non poteva specializzarsi in musica, ma non aveva mai preso in considerazione nessunaltra materia. Non ne ho idea rispose lei.
Secondo me saresti unottima insegnante.
Ci rifletter ripet, chiedendosi come avrebbe potuto sostenere la prova di idoneit, visto che non aveva il diploma di maturit. Avrebbe dovuto rifare il test di ammissione, unipotesi che le strapp un silenzioso lamento. Ma poi si immagin davanti a una classe di bimbi. Bambini come Danny e Riley. Pens che forse le sarebbe piaciuto e, per la prima volta da quando se ne era andata di casa, credette di poter forse, ma solo forse, avere un futuro.

24. Riley.

Buond! disse Jeannie entrando insieme a Christine in cucina, accompagnate dalla loro solita energia esplosiva. Avevo sperato di esser fuori casa quando sarebbero arrivate, ma non ebbi tale fortuna. Anzi, ero in piedi vicino al piano della cucina a mangiare una ciotola di muesli e feci un cenno col capo, avendo la bocca piena.
Finalmente ho da farti vedere alcuni conteggi per il valore di mercato del campeggio. Jeannie alz in aria il portatile, poi parve accorgersi che stavo mangiando. Quando finisci vieni in soggiorno cos li esaminiamo mi disse.
Va bene. Mi girai e sciacquai la ciotola nel lavello, lasciando che met dei cereali scivolasse nel tritarifiuti. Avevo perso lappetito in quei giorni.
Sai, Riley disse Christine aprendomi la lavastoviglie, prendendomi la ciotola dalle mani e inserendola allinterno come se io non lo stessi facendo abbastanza in fretta per i suoi gusti. Non hai ancora spostato nulla nellufficio di tuo padre. Ci sar pur qualcosa che vorrai tenere.
Ero sicura che ci fossero effettivamente delle cose che intendevo tenere, ma la verit era che lunica cosa che mi sembrava di essere in grado di fare in quegli ultimi due giorni era dormire di giorno per rimanere sveglia tutta la notte a pensare a Lisa. A torturarmi, al pensiero che potesse essere ancora viva. Lultima cosa che mi andava di fare era rovistare tra i beni di famiglia. Non avevo voglia di guardare un vaso, n una camicia, n una penna, n una lampada per essere poi travolta dai ricordi. Avrei preferito che si portasse via tutto Christine piuttosto che dover affrontare le mie tristi e confuse emozioni.
Cercher di sbrigare questa cosa oggi o domani le promisi.
Be, sarebbe opportuno che lo facessi, disse, chiudendo la lavastoviglie visto che cominceremo presto ad applicare i prezzi su ogni cosa. E sarebbe una seccatura fare tutta la fatica di stabilire il valore degli oggetti se poi devi decidere se vuoi includerli o meno nella vendita.
Lo so dissi. Lo far.
E che succede con il computer di tuo padre? mi ramment Christine.
Sto per ripulire il disco mentii. Non avevo neanche pensato al computer dopo loperazione di copia dellintero contenuto sullhard disk.
E... Jeannie riapparve sulla soglia tra la cucina e il soggiorno. Fece un cenno verso la lunga serie di vetrinette a nicchia sotto le finestre del soggiorno. Con le carte di tuo padre per un po sei andata proprio alla grande comment. Come procede?
Non stava procedendo. Ho ancora molto da fare, ma non c fretta per questo, giusto? Insomma, tanto i documenti non entreranno a far parte dellasta.
Mi guardarono entrambe esattamente con la stessa espressione: preoccupazione stemperata dallimpazienza.
Okay, bisogna farlo per disse Christine, mentre superava sua madre per entrare in soggiorno. Se hai bisogno mi trovi in camera di Danny.
Ottimo dissi, con un tono un filo troppo infastidito, che a Jeannie non sfugg. Mi cinse con un braccio materno e mi accompagn in soggiorno in direzione del divano. Lasciai che mi guidasse, troppo stanca per potermi opporre.
So che  dura, Riley disse. So che ti senti travolta. Devi semplicemente affidarti un pochino di pi a me e a Christine e non preoccuparti di nulla. La sola cosa che devi fare tu, il tuo unico compito,  passare in rassegna i documenti di tuo pap entro il venti di luglio, momento in cui terremo lasta. E...
Il venti di luglio? chiesi. Ma mancano un paio di settimane soltanto! Avreste dovuto consultarmi prima di fissare una data.
Parve sorpresa. Credevo che Christine te ne avesse parlato mi disse.
Incrociai le braccia sul petto. No, non lha fatto le risposi. Dovrete cambiare la data allora.
Tesoro, non possiamo cambiarla. Abbiamo gi cominciato a pubblicizzarla, ma non preoccuparti. Avremo tutto pronto per quel momento. Promesso. Ti prego smettila di stressarti per questo, daccordo?
Mi arresi, lasciandomi cadere le braccia lungo i fianchi. In un modo o nellaltro avrei dovuto farcela. Bene conclusi, anche se sapevo che la mia voce esternava chiaramente che non andava bene per niente. Avrei voluto che avessero scelto una data a distanza di un mese. O addirittura due.
Ottimo. Jeannie mi riappoggi il braccio sulle spalle. Ora siediti e fammi prendere il laptop cos ti mostro i valori di mercato.
Non mi lasci andare del tutto la spalla finch non fui seduta sul divano. Prese il portatile dal tavolo accanto alla porta e mi si sedette vicino, aprendo lo schermo. Pigiando qualche tasto sulla tastiera, mi indicava alcune quotazioni per il terreno man mano che spuntavano sul display.
Non voglio annoiarti con tutta questa cosa perch capisco che non sei dellumore giusto, ma osservando il valore di mercato di terreni non edificati lungo ruscelli e in fondo a boschi, come pure di altri campeggi per roulotte/camper e camping per tende, credo che si possa affermare con certezza che la propriet di tuo padre, con le relative migliorie, si aggiri attorno ai venticinquemila dollari per ettaro.
Non mi aspettavo che fosse cos elevato. Quanti ettari sono? le chiesi.
Poco meno di otto. Dieci ettari se includi il terreno su cui si trova la roulotte di Danny, ma so che quello non lo possiamo toccare.
Cos tanti? Mi immaginai il campeggio e le sue piccole piazzole per camper. Comunque, ciascuna piazzola si estendeva fino al torrente e in mezzo al bosco, quindi supposi che otto ettari fossero sensati. Non avevo capito che valesse tanto.
Eh gi. Non  fantastico? Quindi io propongo di...
Jeannie la interruppi. Lei non sa niente del fatto che mio padre avesse promesso il camping ai Kyle? Ero certa che non ne fosse a conoscenza, vista la sua reazione di fronte alla donazione a Tom Kyle della collezione di pipe.
Mi fiss. E questo dove diavolo lhai sentito? mi chiese.
Me lhanno detto loro, i Kyle. Sono seccati perch mio padre aveva detto che avrebbe lasciato loro il camping nel giro di un paio di anni e loro ci avevano contato. Immagino che non abbiano molti soldi.
Gli occhi azzurri di Jeannie erano pi grandi e tondi del normale. Oh Ges, Riley, esclam stanno cercando di fregarti.
Mi ricordai che Danny aveva detto che Tom Kyle mi stava prendendo in giro.
Be, lha detto anche Verniece e lei ...
 una cara vecchiaccia, lo so fece Jeannie. Ma  anche la persona che ha fomentato tutta quella cagata delladozione, giusto? Tieniti alla larga da loro, Riley. A loro non frega nulla di te e tu hai tanto bisogno di circondarti di persone che ti sostengano, non che ti incasinino il cervello. Mi picchiett un dito sulla tempia.
Ma pap pu averlo detto? le chiesi. Aver promesso loro il camping?
No! Mi lanci unocchiata bieca. A lui non piacevano i Kyle. Ammetto di essere un po confusa sulla storia degli assegni che dava a Tom Kyle e sul motivo per cui gli avrebbe lasciato le pipe, quando sapeva che io avrei potuto beneficiare di una piccola parte di quel denaro. Tir un respiro nervoso. Anche se tre anni fa, al tempo in cui ha scritto quel testamento, mi trovavo in condizioni migliori e quindi probabilmente non gli  mai saltato in mente che potessi averne bisogno. Ma  assurda lidea che abbia lasciato a loro una preziosa parte di beni.
Mi squill il telefono prima che lei avesse concluso lultima frase e lo estrassi dalla tasca dei pantaloncini. Il numero era sconosciuto e ci misi un attimo a rendermi conto che era il cellulare di Danny. Balzai in piedi, stupefatta dal fatto che chiamasse. Devo rispondere dissi a Jeannie spostandomi verso la porta dingresso per trovare un angolino di privacy. Una volta in veranda, mi portai il telefono allorecchio.
Danny?
Vieni mi disse. Ho una cosa da dirti.

25. Luglio 1992. Jade.

Le serviva una macchina.
Dopo aver superato brillantemente il test di idoneit, era stata ammessa alla statale di San Diego a partire dallautunno sulla base dei nuovi risultati dellesame di ammissione (neanche lontanamente buoni quanto gli esiti di Lisa MacPherson) e un tema su comera stato crescere nel Maryland con la sua famiglia immaginaria. Aveva intenzione di studiare assiduamente e di tenere la testa bassa e supponeva che, nel giro di qualche anno, sarebbe diventata uninsegnante.
Non era la carriera che si era sempre immaginata di avere, ma doveva fare qualcosa di utile nella sua vita e, se non poteva suonare, lavorare con i bambini era la cosa migliore che le potesse venire in mente.
La statale di San Diego, per, distava venticinque chilometri da Ocean Beach. Intendeva continuare ad abitare da Ingrid e lavorare al Gradys, i due posti in cui si sentiva al sicuro, quindi la macchina era assolutamente indispensabile. E questo, cos aveva stabilito, rappresentava un caso estremo.
Era stata cos brava a non contattare la propria famiglia! Eppure continuava a sentirne la mancanza e, a volte, si sentiva tanto abbandonata. Sapeva che suo padre aveva escogitato quello stratagemma per salvarla da un destino ben peggiore, ma lei gli mancava? Non pensava pi a lei?
Apr lei stessa una casella postale a suo nome, Ann Johnson. Cos, seduta al tavolo della cucina nel suo piccolo cottage, scrisse una lunga lettera di cuore a suo padre, piangendo a ogni nuova frase. Non poteva spedirla. Non osava. Si asciug le lacrime e ricominci da capo.
Caro Fred,
ho intenzione di tornare a scuola per specializzarmi in scienze delleducazione. Lunico problema  come fare a spostarmi. Anche se lavoro e intendo continuare a farlo, non ho abbastanza soldi per comprare unauto usata. Spero che tu possa darmi una mano.
Saluti,
Ann
Si distese sullo schienale e lesse il biglietto ad alta voce, incespicando nel suono freddo delle parole. Che formalit, quando quello che aveva veramente voglia di scrivere era:
Mi manchi moltissimo! Come stanno tutti? Raccontami di Riley. Ti prego dimmi che, a quattro anni,  sempre la bimba allegra che era quando ne aveva due. Danny sta bene? Ha superato quel giorno orribile? Esiste un modo, UN MODO QUALSIASI, per vedervi tutti? Ti prego!
Pieg la lettera in tre parti e la infil in una busta. Cerano buone possibilit che fosse arrabbiato, ma lo era pure lei.
Inizi a controllare la casella postale tre giorni dopo aver imbucato la lettera e, naturalmente, era vuota. Si perdeva danimo ogni volta che vedeva il vuoto dietro la finestrella del piccolo sportello metallico. Ma, il diciannovesimo giorno, unombra velava il vetro. Apr lo sportello e tir fuori una busta lunga e gonfia. Non compariva il mittente, ma il timbro era di Pollocksville, Carolina del Nord, e, prima di riuscire a trattenerlo, le sfugg un gridolino di gioia. Il suo indirizzo era scritto in uno stampatello che non avrebbe mai associato a suo padre, ma non poteva essere di nessun altro. Trem infilandosi la busta in borsa e quasi si mise a correre per tutta la strada verso casa.
Sedendosi sul grosso divano del soggiorno, tagli con cura la busta. Cerano dentro delle banconote, venti banconote da cento dollari, e nascosto in mezzo alla mazzetta, questo biglietto: Sei amata e si sente la tua mancanza. Si strinse il biglietto al cuore. Dei ventuno elementi allinterno della busta, quello era il pi prezioso.
Si compr un maggiolino bianco vecchio e sgangherato per quattrocento dollari da un hippie in l con gli anni di Ocean Beach e vers il resto dei contanti sul conto corrente. Aveva anche richiesto una patente californiana. Pur avendo vissuto un paio di anni a San Diego, aveva provato un certo nervosismo a entrare negli uffici della motorizzazione, a consegnare la finta patente del Maryland, a farsi scattare una nuova foto. Comunque, il procedimento fu facile. Affrontare la paura si era dimostrata lunica parte difficile.
Verso la fine di luglio, fece il suo primo viaggio in auto per andare alluniversit e sostenere uno specifico test attitudinale. Ci mise due ore per finire lesame, che le sembr facile. Una volta terminato, and a zonzo per il campus. Avrebbe negato persino a s stessa di essere in cerca delledificio riservato alla facolt di musica, ma era l, tra la struttura in cui si era tenuto lesame e il parcheggio, e siccome fuori faceva un caldo infinito, si disse che era sensato tagliare per quelledificio per prendere un po di fresco.
In corridoio fu accolta dal suono di un oboe. Si limitava a suonare delle scale, veloce, poi lento, poi di nuovo con brio. Doveva presentarsi al lavoro al Gradys di l a unora, ma rallent il passo quando loboe cominci a suonare uno studio, con quella melodia ossessiva che riecheggiava nel corridoio deserto.
Nelledificio laria cominciava a sapere un po di Violetta. Rallent ulteriormente landatura, riempiendosi i polmoni di quel profumo scuro di legno, consapevole del fatto che fosse solo nella sua fantasia, ma senza preoccuparsene. Loboe la accompagn lungo il corridoio finch non attravers la prima doppia porta che conduceva allesterno. In quel piccolo atrio cerano due bacheche, entrambe ricoperte di locandine. Si blocc. Cosa ci poteva essere di male nellandare a un concerto? I non musicisti andavano sempre a vedere concerti. Si spost di locandina in locandina per vedere chi ci sarebbe stato a San Diego durante lestate. Cerano cos tante esibizioni che le sarebbe disperatamente piaciuto vedere! Poi un piccolo poster la fece fermare di colpo e rimase l a fissarlo. gli studenti dellorchestra darchi del peabody institute. Il cuore cominci a batterle allimpazzata. Matty aveva superato lesame di preammissione al conservatorio Peabody della Johns Hopkins. Ci era sicuramente andato; era stata la sua prima scelta. A quel punto doveva aver finito il secondo anno ed era incredibilmente, straordinariamente e meravigliosamente possibile che fosse in tour estivo con lorchestra darchi.
Esamin la locandina per molto, moltissimo tempo, socchiudendo gli occhi davanti alla scura fotografia dellorchestra, ma le fu impossibile distinguerne i volti. Si stamp in testa la data e lora, fantasticando sulleventualit di intravedere Matty e, se avesse avuto molto coraggio o molta incoscienza, addirittura di parlarci. Sarebbe andata a quel concerto. Per nulla al mondo se lo sarebbe perso.
Usc dalledificio di musica con il cuore che le si scatenava nel petto. Quasi si mise a correre per il resto del tragitto alla macchina, sentendosi cos viva ed eccitata da non riuscire a camminare lentamente. Dubitava che quel concerto sarebbe stato sold out, ma avrebbe comprato subito il biglietto. Aveva bisogno di un posto in una buona posizione. Aveva bisogno di stare a una distanza ravvicinata a sufficienza da riuscire a scrutare ciascun musicista. Sarebbe stato un colpo mortale se, tra loro, non ci fosse stato Matty.
Ma pure se ci fosse stato.
Gli spettatori al concerto erano pochi, tanto pochi che prov una certa vergogna sia per lorchestra darchi che per la statale di San Diego che non era in grado di garantire unaffluenza maggiore a un concerto di musica classica. La scarsa partecipazione le aveva per permesso di accaparrarsi uneccellente postazione in mezzo alla seconda fila; era arrivata in anticipo, si era seduta nella fila da sola a fissare il palco e respirando a malapena mentre aspettava che i musicisti prendessero posto. Ti prego sali su questo palco, supplic mentalmente Matty. Ti prego, ti prego.
Con estrema lentezza, i posti attorno a lei si riempirono. Il pubblico era principalmente composto da studenti di musica che chiacchieravano e ridevano come fossero in classe anzich in quel piccolo auditorium. Li invidiava, non per il loro spirito di gruppo, anche se sicuramente era un fattore. Li invidiava perch potevano studiare musica. Sarebbero potuti tornare a casa quella sera per prendere in mano i loro strumenti. Lei invece poteva soltanto toccare laria.
Quando le luci si abbassarono, tra gli studenti cal il silenzio e un garbato applauso riecheggi nelledificio mentre i musicisti salivano sul palco. Riconobbe Matty allistante. Lui prosegu direttamente fino alla prima sedia dei secondi violini e lei trattenne il fiato, riempiendosi dorgoglio. Stava per cominciare appena il terzo anno al Peabody Institute e gi ricopriva un ruolo di spicco. Era sempre stato un musicista bravo ed entusiasta, bench non fosse mai stato alla sua altezza. Ma stava andando bene. Veniva apprezzato.
I suoi capelli scuri erano ancora un intrico selvaggio di riccioli, eppure, anche se non era abbastanza vicina da distinguerne i lineamenti, dalla sola forma del viso poteva desumere che erano cambiati. E se, con quelli, era cambiato anche lui?, pens. E se era arrivato a odiarla?
Lorchestra apr con lAdagio per archi di Barber e nessuno tra il pubblico sembrava fiatare mentre quella musica malinconica riempiva il vuoto.
Non aveva previsto il dolore, bench avrebbe forse dovuto. Perch aveva creduto che vederlo, sentirlo, fosse una buona idea? Faceva cos male. Non avrebbe potuto parlargli. Non sarebbe stato giusto chiedergli di mantenere un segreto tanto immenso. Gli voleva troppo bene per poterlo mettere in una situazione del genere. Faceva male anche vederlo fare ci che lei desiderava ardentemente: suonare il violino. Osservarlo era unagonia sotto infiniti aspetti.
Eppure, mentre se ne stava l seduta a soffocare le lacrime, si immagin di andare dietro le quinte dopo la performance. Di trovarlo. Di prenderlo da parte. Di posargli un dito sulle labbra per impedirgli di pronunciare il suo nome. Gli avrebbe gettato le braccia al collo e si sarebbe accoccolata al riparo del suo abbraccio. Ma la fantasia restava solo fantasia e quando giunse lintervallo e lei si alz cap che non lavrebbe fatto. Sarebbe uscita dal teatro, per allontanarsi dalla tentazione, per allontanarsi dal pericolo.

26. Riley.

Cerano sicuramente due serie di impronte sul posto la notte in cui Lisa si presume si sia uccisa disse Danny nellistante in cui misi piede nella sua roulotte. Era seduto a piedi nudi sul letto, con la schiena appoggiata alla parete e il computer sulle gambe.
Come fai a saperlo? Mi sedetti sulla panca accanto al tavolo.
Si accese una sigaretta e aspir, senza distogliere mai lo sguardo dal mio viso. Ho hackerato la loro banca dati.
La banca dati di chi? chiesi, perplessa. Dei Kyle?
Della polizia di stato della nostra cara Virginia. Sorrise. Dovrebbero dotarsi di un sistema di sicurezza migliore.
Danny! Dimmi che stai scherzando. Ma come hai fatto?
Vuoi che ti spieghi letteralmente come o preferisci sapere soltanto cosho scoperto?
Ti possono trovare? Quella possibilit spazz via tutti gli altri pensieri dalla mia testa. Lultima cosa di cui avesse bisogno Danny era passare del tempo in prigione.
Scosse la testa. Ho forti dubbi. Sono certo che, l dentro, nessuno controlli gli archivi del 1990.
Allepoca usavano i computer?
Lui annu. Almeno in parte. Ho avuto limpressione che avessero appena cominciato a informatizzarsi. Sono certo che, sul caso, avessero pi informazioni di quelle su cui sia riuscito a mettere le mani io.
Sei una meraviglia. Scoppiai a ridere, non riuscii a trattenermi; ero fiera delle sue capacit, anche se le aveva applicate a unazione illegale. Che coshai scoperto?
Fece un tiro di sigaretta. Quella notte c stata una nevicata piuttosto abbondante, disse in uno sbuffo di fumo cosa che, a quanto pare, ha incasinato le indagini. Ma cerano sicuramente tracce della presenza di due persone. Ecco la cosa strana, per. Spost il computer dalle gambe al letto e si protese in avanti, con i gomiti poggiati sulle ginocchia. Per la seconda serie di impronte... hanno omesso di rivelare questinformazione ai media.  impossibile che Tom Kyle labbia letta da qualche parte.
Allora come faceva a saperlo?
Bella domanda, no? Soffi un anello di fumo verso il soffitto. Sono sicuri del fatto che la seconda serie di impronte coincidesse con degli scarponi da uomo, ma...
Matty? mi chiesi ad alta voce. Ti ricordi che ti ho raccontato di lui? Erano amici molto stretti e abbiamo alcune foto di...
Matthew Harrison fece Danny. Ammesso che sia lo stesso tizio citato nel rapporto della polizia, questo  il suo nome completo. Lhanno interrogato perch era presente la sera in cui ha ucciso il maestro, quindi...
Era presente?
S, ma credono che non centri nulla.  arrivato soltanto dopo che il tizio era stato colpito. Ma, siccome lavevano gi preso di mira, lhanno interrogato sul suicidio.  venuto fuori che non era in citt la notte che, in teoria, si  uccisa.
Oh mio dio! esclamai, ora eccitata. In teoria? La polizia crede che...
Non farti illusioni mi disse. Con ogni probabilit lo ha fatto, ma... Non dare di matto! Secondo una delle teorie che stavano prendendo in considerazione, la seconda serie di impronte potrebbe essere appartenuta a qualcuno che lha uccisa e lha fatto sembrare un suicidio.
Ma ha lasciato un biglietto, ricordi?
Potrebbe essere falso. E laltra serie di tracce potrebbe essere stata antecedente al momento in cui lei si  recata nella zona o potrebbe appartenere a una persona che ha visto lauto abbandonata ed  andata a controllare. Spense la sigaretta in un posacenere di vetro sul suo letto. Come ho detto, la neve ha reso ardua lanalisi della scena. In ogni caso, sembra che abbiano smesso di indagare, quindi a questo punto  una pista fredda.
Se  viva, voglio trovarla gli dissi.
Bene, in bocca al lupo per questa impresa impossibile, fece lui ma se per caso riesci a rintracciarla davvero, avvisami cos posso fare uno squillo a Harry. Lui adora i casi irrisolti.
Danny. Lo fissai e lui mi fiss di rimando. Mi stai prendendo in giro, sbaglio?
Quando mai ti ho presa in giro?
Da piccolo, mi aveva presa in giro senza sosta e in modo bonario, ma il Danny cresciuto aveva perso quel suo lato giocoso. So che lei non ti piaceva gli dissi. So che le dai la colpa di tutto quello che non ha funzionato nella nostra famiglia. Ma avevi appena sei anni quando  morta... o scomparsa. Non lhai mai conosciuta veramente.
Devi accettare il fatto che sia unassassina, Riley. Agit il pacchetto sul letto per tirarne fuori unaltra sigaretta.
Non  mai arrivata a processo dissi.
E di chi  la colpa quindi? chiese lui accendendosi la sigaretta.
Mi alzai. Se dovessi trovarla, non te lo dir.
Si riappoggi al muro, con il volto temporaneamente oscurato da una nuvola di fumo. Probabilmente  una buona idea concluse.

27. Ottobre 1992. Jade.

Stava seduta sul fresco pavimento nel corridoio delledificio di musica, appoggiata contro la parete allesterno della classe. Nel locale, un ensemble provava un concerto di Bruch. Erano bravi. Un dolore sordo le si diffuse lungo le braccia mentre restava in ascolto e aveva la gola bloccata dallo sforzo di trattenere le lacrime. Aveva saltato il corso sullo sviluppo infantile per star l ad ascoltare, come una tossica che non riusciva a star lontana da una nuova dose, e sapeva di essere nei guai.
Per lei le prime settimane al college erano state unesperienza extracorporea. Il campus brulicava di studenti e non ricordava di essersi mai sentita parte di un complesso tanto immenso. Essendo stata istruita a casa per tutta la vita, le risultava difficile abituarsi al fatto di cambiare ogni volta classe. Ledificio era cos anonimo, la calca degli studenti scoraggiante.
Durante le lezioni stava in silenzio, per paura di attirare lattenzione su di s e non interagiva con i suoi compagni. Le uniche persone che potesse sinceramente definire amiche erano Grady e Ingrid e alcuni clienti abituali, come Charlie, che tornava ogni settimana a parlare di musica.
Lensemble arriv alla parte del concerto che pi preferiva e cos appoggi la testa contro il muro, chiudendo gli occhi in ascolto. Non sapeva perch si torturasse in quel modo, passando il tempo nelledificio di musica, ma non riusciva a starne lontana.
Quando il complesso termin le prove, riapr gli occhi e not una bacheca sul muro di fronte a lei. Diversamente da quelle su cui aveva trovato la locandina del concerto di Matty, su quella erano attaccati piccoli avvisi scritti a computer o a mano, di studenti che mettevano in vendita i propri strumenti. Rest un attimo senza fiato. Tirandosi in piedi, attravers il corridoio per esaminare gli annunci. Cerano tre violini, nessuno neanche vagamente allaltezza della qualit di Violetta, ma compariva un Jay Haide per cinquecento dollari. Pi di quanto le fosse costata la macchina, ma probabilmente era in condizioni migliori.
Aveva preso labitudine di usare il telefono di Ingrid in quelle rare occasioni in cui aveva necessit di fare una telefonata. Costava meno, era pi facile e meno schifoso che usare un telefono a gettoni; il contraltare per era che cera la possibilit che Ingrid sentisse di sfuggita la conversazione. In genere aspettava fino a quando la sua padrona di casa non andava a lavorare in giardino o sulla spiaggia a portare i biscotti ai senzatetto. Quel pomeriggio per aveva troppa fretta. Doveva chiamare per quel violino Jay Haide prima che riuscisse ad accaparrarselo qualcun altro e non le importava se Ingrid fosse in cucina o meno.
E cos Ingrid sminuzzava verdure da lanciare in un pentolone mentre Jade faceva quella telefonata. La ragazza, che si chiamava Cara, frequentava lultimo anno e spieg a Jade che aveva intenzione di passare a un Amati del XIX secolo.
Si organizzarono per incontrarsi il giorno dopo in una delle sale prova della statale di San Diego. Jade aveva sperato che Cara fosse disponibile per vedersi la sera stessa. Avrebbe fatto inversione per percorrere tutto il tragitto fino alluniversit se Cara fosse stata libera, ma le aveva detto che doveva seguire dei corsi e poi vedersi con il suo ragazzo.
Quando Jade riattacc la cornetta, Ingrid le pass un gambo di sedano che stava tagliando.
Un violino? Aveva unespressione divertita, come se credesse che Jade fosse uscita di senno.
Da bambina suonavo, disse Jade e, in qualche modo, mi manca.
Figo. Ingrid trasfer i tocchetti di sedano nella pentola sul fuoco. Non vedo lora di sentirti suonare.
Jade fece spallucce, come se comprare il violino non fosse niente di che. Oh, be, sono passati anni disse. Due anni, nove mesi e quasi quattordici giorni, per lesattezza.
Ottimo,  un bene che segui la tua passione disse Ingrid. Ti fermi per cena? Zuppa di tacchino.
Jade scosse la testa. No, grazie. Devo studiare. Ingrid era molto gentile, ma Jade cercava di non passarci troppo tempo insieme. Non si preoccupava pi di essere riconosciuta, temeva per che, un giorno, potesse presentarsi alla porta di Ingrid la polizia, per farle domande sulla sua stramba affittuaria.
Dorm a malapena quella notte, tanto era eccitata per il violino. Il pensiero di suo padre per smorz quelleccitazione. Non riprendere mai pi in mano un violino, Lisa laveva avvertita. Si sarebbe infuriato se lavesse scoperto, ma avrebbe fatto molta attenzione. Avrebbe suonato solamente nel suo cottage. Non aveva alcun motivo per suonare in altri posti.
Cara aveva ventun anni ed era di una bellezza straordinaria. Una ragazza californiana al cento percento, pens Jade. Di quel genere che ci si immagina a fare surf anzich a star rinchiusa nelledificio di musica della statale di San Diego. Ma Cara era unabile violinista e Jade rimase ad ascoltarla ipnotizzata mentre suonava lapertura della Csrds di Monti. Osservava le braccia nude di Cara, abbronzate e toniche, muovere larchetto e le sue dita affusolate volteggiare sulle corde e non cap se fosse pi incantata dal violino o dalla violinista.
Cara smise di suonare, poi tese lo strumento a Jade. Appoggiandosi il violino sotto il mento per la prima volta dopo cos tanto tempo, le parve di stringere un amico che credeva di aver perso per sempre.
Esegu alcune scale e arpeggi per sentire come suonava e per scaldare le dita tese e rigide. Suon poi un pezzettino del Concerto in La minore di Vivaldi e non si dovette sforzare troppo di sembrare una principiante. Era stato cos tremendamente e dolorosamente lungo.
Diede a Cara cinque banconote da cento dollari, poi trasport il violino per il campus fino allauto, tenendo stretta tra le braccia la custodia come fosse un bambino.
San Diego si trovava nel pieno dei venti autunnali caldi e secchi Santa Ana e, anche se il suo cottage sembrava una sauna, Jade chiuse tutte le finestre, si mise in piedi nel soggiorno e cominci a suonare. Bench la mano sinistra e larchetto procedessero insieme senza sbavature, le dita erano deboli a causa di quel lungo distacco e dapprima si mossero fiaccamente. Il controllo dellarchetto era impreciso, ma nulla di ci aveva importanza. Mentre suonava piangeva di felicit e di dolore. Aveva perso cos tanto. La sua casa. La sua famiglia. Il suo futuro. Ma teneva tra le dita lunica cosa che aveva il potere di darle gioia e suon con il suo nuovo migliore amico fino alle prime ore del mattino.

28. Riley.

Mi fermai sul vialetto circolare della casa vista mare di Myrtle Beach e rimasi un attimo l seduta, a ragionare su cosa avevo intenzione di dire a Caterina Thoreau. Caterina, e non Steven Davis, era linsegnante di violino di Lisa al tempo in cui si sarebbe uccisa. Avevo trovato il suo nome su svariati di quegli articoli di giornale che mio padre aveva conservato. Era lunica persona ancora in vita che conoscesse veramente mia sorella allincirca nel periodo della sua morte, sempre se era effettivamente morta. Avevo un bisogno disperato di parlare con qualcuno che la conosceva bene e che speravo tenesse a lei.
Era stato sorprendentemente facile trovare Caterina. Ora signora di settantasei anni, era andata in pensione dalla National Symphony dieci anni prima e si era trasferita in Carolina del Sud per abitare pi vicina alla figlia. Avevo trovato il suo numero di telefono online e le avevo spiegato chi fossi e che volevo parlare con lei. Dopo aver manifestato il proprio stupore nel sentirmi, mi aveva invitata a casa sua. Non mi ero lasciata frenare dal fatto che casa sua si trovasse a quasi quattro ore da New Bern. Avrei fatto tutto il possibile per avere delle risposte su Lisa.
Ci che mi aveva incentivata a compiere quel viaggio fino a Myrtle Beach era poter fuggire dalla follia di casa mia. Quando ero inizialmente arrivata a New Bern, volevo sistemare la casa e metterla sul mercato il prima possibile. Ora volevo rallentare il tutto, ma con Christine e Jeannie in preda a una furia distruttrice via via che si impossessavano delle stanze, non ero certa di poterlo fare. Avevo detto loro che sarei andata a trovare unamica in Virginia e che sarei rientrata entro sera. Christine aveva aperto la bocca e sapevo con certezza che mi avrebbe assillata per le carte di mio padre, ma ero uscita di casa, chiudendomi la porta alle spalle, prima che avesse la possibilit di dire una sola parola.
Caterina Thoreau aveva la porta dingresso aperta quando scesi dallauto. Indossava un paio di pantaloni a pinocchietto bianchi e una casacca azzurra vaporosa en pendant sia con il cielo che con loceano che potevo scorgere attraverso la vetrata alle sue spalle. Mi tese una mano con un sorriso.
La sorella di Lisa! esclam lei, trascinandomi fisicamente per mano allinterno della casa. Sono cos felice di conoscerti!
Anche io risposi.
Mi port in un soggiorno dal soffitto alto e mi fece accomodare su uno dei due divani bianchi mentre versava un mimosa per ciascuna. Attraverso la parete di vetro, loceano era cos vicino da sembrare di poterlo toccare.
Che vista magnifica le dissi.
Lei annu porgendomi il bicchiere. Sono molto fortunata. Prese posto sullaltro divanetto, ripiegando i piedi nudi sotto di s. Era una donna bellissima. Aveva capelli bianchi come il divano e i suoi occhi azzurri risplendevano su un viso che il tempo aveva trattato con gentilezza.
Bevve un sorso del suo cocktail. Ho pensato moltissimo a Lisa e alla tua famiglia da quando mi hai telefonato. Scosse la testa con tristezza. Che momento terribile  stato comment. Mi ricordo molto bene dei tuoi genitori. Cercavano di fare tutto nel modo giusto con tua sorella e guarda cos successo.  stata una vicenda davvero molto triste. Quanti anni avevi quando  venuta a mancare?
Neanche due, quindi non me la ricordo per niente, in realt risposi. Immagino di voler parlare con chi la conosceva per tentare di comprenderla meglio. Ci che stavo facendo in realt, pensai, era cercare di scoprire se Lisa fosse viva o morta.
Oh, volevamo tutti comprenderla meglio disse lei. Ancora oggi, quando ripenso a lei, mi viene da scuotere la testa.  dura credere a quello che ha fatto e... a come  andata a finire. Mi rivolse un sorriso amaro, poggiando il bicchiere sulla coscia. Come posso esserti daiuto? mi chiese. Cosa vorresti sapere?
Qualsiasi cosa tu possa raccontarmi dissi con la speranza che fosse una di quelle persone a cui piaceva parlare. Probabilmente sai che la mia famiglia  andata via dal nord della Virginia subito dopo che Lisa si  tolta la vita dissi, e lei conferm con la testa.
Sono spariti disse Caterina. Nessuno sembrava sapere dove fossero andati.
Si sono trasferiti in Carolina del Nord le spiegai e hanno tenuto nascosto il fatto che lei avesse ucciso il suo maestro, il signor Davis, a me e a mio fratello. Labbiamo scoperto solo di recente, quando ho trovato per caso alcuni vecchi articoli di giornale.
Il Mimosa di Caterina si blocc a mezzaria vicino alle sue labbra. Oh, Ges esclam dopo un attimo. Non mi stupisce la tua curiosit, allora. Sentirai il bisogno di colmare i vuoti di una vita intera, no?
Io annuii. Esatto.
Bene. Si sporse per appoggiare il drink sul tavolino di vetro.Ho cominciato a lavorare con Lisa solamente dopo che aveva studiato con quel maestro misterioso, e...
Maestro misterioso?
Esit. Non lo sapevi, suppongo. Eri gi nata allora?  stato a quel punto che tutto ha cominciato ad andare per il verso sbagliato, a mio avviso. Appiatt i piedi sul pavimento per potersi sporgere verso di me. Per prima cosa, mi disse voglio che ti sia ben chiaro che adoravo i tuoi genitori. Avevi dei genitori deliziosi. Soprattutto tua madre, era una donna dolcissima e io non attribuisco a nessuno di loro due la responsabilit di ci che  accaduto. Ma Lisa andava alla grande con Steve. Santo cielo, guarda a che livello laveva fatta arrivare! Alz le mani in aria. Ho sentito parlare di lei per la prima volta quando aveva appena otto anni. Devi sentirla quella ragazza! mi dicevano. Allepoca le giovani star del mondo violinistico erano asiatiche e quindi Lisa si notava, specialmente per quei capelli biondo ghiaccio. Allung una mano verso il bicchiere e bevve un sorso di Mimosa. Steve era estremamente orgoglioso di lei, proprio come era giusto che fosse. Raddrizz la schiena e lanci unocchiata fuori, in direzione del mare, poi scosse debolmente la testa come per spazzare via un ricordo triste. Cera una vena di possessivit in lui, immagino che si possa definire cos. Nel caso di Lisa, non lo biasimavo. Dedicare anni a una studentessa e poi vederla rivolgersi a un insegnante sconosciuto? Scosse la testa con unespressione di sdegno. Abbiamo pensato tutti che i tuoi genitori avessero perso la testa.
Perch hanno voluto cambiare? le chiesi.
Chi lo sa! Pos il drink. I tuoi genitori lhanno tenuto segreto visto che sapevano di andare incontro a molte critiche. Credo che temessero che Steve si potesse mettere in mezzo e probabilmente lavrebbe fatto. Sono certa che lui abbia fatto tutto il possibile per scoprire chi fosse, ma, che io sappia, non ci  mai riuscito.
Tu... e lui... conoscevate tutti gli insegnanti di violino della zona?
Oh, vedi,  questo il punto. Stava per riafferrare il bicchiere, ma si blocc. Non era una persona della zona disse. Si era trasferita per studiare per un intero anno accademico con questa persona, o forse era un conservatorio... Chiss. Non labbiamo mai capito. In ogni caso, chiunque fosse, lha rovinata completamente.
Mi sentivo il cervello come un flipper, che schizzava in una direzione e poi in quella opposta. Ricordavo che Sondra Davis aveva menzionato sul suo blog qualche altro insegnante. Cosa intendi dire con lha rovinata? le domandai.
Il suo tocco era terribilmente peggiorato quellanno disse Caterina.  stata una vera tragedia, davvero.  stato allora che i tuoi genitori mi hanno chiesto se potessi seguirla. Ero veramente sconvolta. Ho detto loro che presumevo tornasse da Steve, ma tua madre mi ha detto che Lisa pensava di essere diventata troppo grande per lui, io credo tuttavia che fosse solo in imbarazzo a tornarci visto che stava suonando cos male. Sollev il bicchiere dal tavolino e bevve una lunga sorsata. Sapevo che Steve si sarebbe infuriato con me se lavessi accettata, sapeva essere cos scorbutico! Per ero attratta dallopportunit di lavorare con un talento come tua sorella. Come potevo rifiutare? Quindi non lho fatto. Sorrise. Ma poi  venuta a casa mia e lho sentita suonare. Mi  quasi venuto da piangere. Era pessima! E in pi aveva perso fiducia in s. Caterina riappoggi il bicchiere. Le ho chiesto di spiegarmi lapproccio dellaltro insegnante, ma non ci riusciva. Sono sicura che quel... ciarlatano... sia andato dai tuoi genitori a dire Dunque, Steve sbaglia su questo punto ed  cos che io posso aiutarla e loro avranno pensato Oh, Steven Davis, lui insegna ai bambini di cinque anni!  giunto il momento di mandare Lisa da qualcuno di migliore. Si sfreg le braccia attraverso il tessuto trasparente delle maniche. Steve non mi rivolse la parola dopo che accettai Lisa come allieva mi disse. Non mi ha parlato mai pi. E nemmeno Sondra, sua moglie, ed eravamo amici da molti anni.
Wow esclamai. Era davvero... scorbutico ripetei la sua parola. Sembrava essere proprio quella giusta.
Appunto comment. Sondra non era una donna molto felice, neanche prima della morte di Steve. Stavano cercando in tutti i modi di avere dei figli. Capisco che devessere stato molto frustrante per lei. Ma non credo che sia mai andata avanti.  triste, dopo cos tanti anni, continuare a vivere nel passato in quel modo.
In effetti,  triste esclamai.
Be, a ogni modo, bisogna riconoscere a Lisa che sapeva di essere regredita e si impegnava a fondo. Pian piano abbiamo sistemato il casino che aveva combinato laltro insegnante con il tocco di Lisa e cominciava a tornarle la gioia. Alz il bicchiere e lo svuot. Il mio cocktail rimaneva quasi intoccato. Una volta pronta per candidarsi per i vari istituti, aveva ottime possibilit di entrare alla Juilliard disse Caterina. Io ero sicura che ce lavrebbe fatta perch aveva ritrovato la fiducia in s stessa. Distolse lo sguardo, con gli occhi improvvisamente lucidi. Non lo capir mai cos successo. Perch Steve sia stato cos crudele. Non esiste modo migliore per descriverlo. Sai che ha interferito con la sua candidatura alla Juilliard?
Io annuii.
 stato un imbecille. E io ho fatto lerrore di dirlo a Lisa e me ne sono sempre fatta una colpa.
Allora era cos che Lisa aveva scoperto della lettera che Steven aveva inviato alla Juilliard. Quello che  successo non  colpa tua le dissi.
Be, continuo a voler cancellare quello che ho fatto. Era molto pi fragile di quanto avessi mai immaginato e tuo padre  stato piuttosto incosciente a tenere una pistola in un posto in cui lei poteva prenderla. Le vennero nuovamente le lacrime agli occhi.  stato terribile... terribile e basta. Fiss lo sguardo fuori dalla finestra verso il mare e, per qualche momento, nessuna delle due parl. Poi, allimprovviso, si alz. Quando ho saputo che saresti passata, ho chiesto alla mia assistente di cercare un video che le avevo fatto, di lei che si esercita per un provino. Ho trasferito tutti quei vecchi nastri su dvd. Che impresa! Ti andrebbe di vederlo?
S le risposi, anche se ricordavo quanto era stato difficile guardare le videocassette che avevo trovato, pure nellintimit del mio soggiorno.
Caterina si avvicin al televisore, prese un telecomando e poi si sedette accanto a me cos che fossimo entrambe davanti allo schermo. Lo accese e mia sorella apparve sul display che suonava un vibrante assolo di violino che portava le sue dita e larchetto a ondeggiare veloci sulle corde. Quel video era pi nitido rispetto ai miei e il viso di Lisa era carico di emozione mentre suonava.
Ecco quel ciondolo esclam Caterina.
Ciondolo?
Lisa concluse il brano, abbassando il violino dal mento, e capii a cosa si stesse riferendo Caterina. Lisa portava al collo un disco bianco in una catenina. Ricordavo di averlo visto nella fotografia in cui stava schiena contro schiena con Matty. Sembrava che il ciondolo avesse un motivo inciso sopra, ma non riuscivo a vederlo distintamente.
Ce laveva sempre indosso disse Caterina. Diceva che glielaveva regalato linsegnante che laveva seguita in quellanno. Mi osserv. Ora dimmi che non  strano mi esort lei. Linsegnante che le aveva guastato il tocco, e Lisa ammetteva apertamente che era stato cos, le ha regalato quel ciondolo, che non si toglieva mai, quantomeno non quando la vedevo io.
Sullo schermo della tv, Lisa si riportava il violino al mento e suonava una melodia, questa volta lenta e dolceamara, e noi restammo a guardarla per un po senza fiatare. Se non fosse stato per loccasione di veder suonare ancora una volta mia sorella, questa visita era stata una delusione. Che cosa mi aspettavo? Che Caterina potesse avere qualche informazione segreta su dove viveva Lisa? Che potesse averla tenuta nascosta nello scantinato a seguito della messinscena del suo suicidio? Ma in quel momento io ero a corto di domande e Caterina a corto di risposte e cos restammo l sedute ad ascoltare la musica suonata dalla ragazzina che lei credeva morta e io speravo viva; e mi interrogavo sul misterioso maestro che le aveva donato quel ciondolo di cui lei aveva fatto tesoro. Quella persona avrebbe potuto avere le risposte che mi servivano? O stavo cercando risposte che non esistevano?

29. Marzo 1994. Jade.

Sei tu Jade? le domand la donna.
Jade stava seduta su una sedia nel corridoio delledificio di musica, con il suo violino nella custodia. Era arrivata con anticipo, eccitata e nervosa per il provino che avrebbe trasformato la sua specializzazione in scienze delleducazione in una specializzazione in educazione musicale. Era realista sul livello che avrebbe potuto raggiungere in quellultimo anno. Sapeva di non poter tornare a essere una solista e aveva dovuto abbandonare il sogno della Carnegie Hall su cui aveva fantasticato per una vita intera. Non si sarebbe neanche concessa di suonare in unorchestra sinfonica. Ma avrebbe potuto insegnare musica. Ci aveva riflettuto a lungo. Avrebbe potuto aiutare i bambini a realizzare il sogno che per lei era sfumato.
Aveva osservato gli altri studenti seduti in corridoio in attesa del proprio turno ai provini. Sembravano perlopi studenti allultimo anno delle superiori, nervosi a tal punto che le dispiaceva per loro. Lei era altrettanto agitata, per un motivo diverso per. Loro avevano paura di non essere abbastanza bravi per poter essere ammessi. Lei invece si preoccupava di trovare un equilibrio tra la bravura necessaria per entrare e un livello non tanto elevato da richiamare lattenzione su di s. E lei era brava davvero. Nellanno trascorso da quando aveva acquistato il violino, si era esercitata per ore e ore ogni notte. Le mancava la guida di Caterina Thoreau pi di quanto fosse in grado di esprimere, ma aveva appreso bene da sola, si era guidata da s. Compr risme di spartiti. A volte suonava tutta la notte, chiudendo le finestre del suo cottage indipendentemente da quanto caldo facesse oppure suonava nelle sale prova della scuola, bench dovesse farlo in modo furtivo, dato che non era ancora una studentessa della scuola di musica. Con un po di fortuna, ben presto lo sarebbe diventata.
Quel violino aveva un suono magnifico per essere uno strumento relativamente poco costoso. Era stato inaugurato dal tocco di Cara e poteva essere squillante quando lo imponeva il brano ma anche caldo e pacato quando era cos che lo desiderava lei. Non era Violetta, nessun violino poteva competere con Violetta, ma era il bene pi prezioso in assoluto per Jade.
S, sono Jade rispose alla donna, alzandosi in piedi. La segu nellaula, dove sedeva una giuria composta da tre uomini e altre due donne, pronti a valutarla. Ripens a tutte le volte che si era immaginata laudizione per la Juilliard. Le persone davanti a lei non erano professori della Juilliard, eppure sembravano prendere seriamente il loro ruolo. Pot capirlo da come mancavano di sorrisi, e il modo in cui stavano a fissarla la mise a disagio. Avrebbero potuto scorgere Lisa MacPherson nel suo viso? Suo padre laveva avvertita di non farlo e, per un attimo, ebbe paura che avesse ragione.
Suon la Sicilienne di Kreisler e il secondo movimento di La mia patria e pens che fosse andata bene. Rimase emotivamente distaccata dalla musica, sapendo per esperienza che quella era una garanzia di mediocrit.
Molto bene disse la donna che laveva accompagnata nella sala, una volta conclusa la performance, e alcuni altri annuirono.
Con chi hai studiato? chiese uno dei professori.
Con mio padre, in realt. Aveva testato la bugia ed era contenta che fosse andata via liscia. Lui non si  mai dedicato al violino seriamente, ma era preparato e mi ha insegnato.
Notevole comment luomo. E non hai mai avuto nessun altro insegnante? Nessuna esperienza in concerti?
Rispose di no con la testa. Sapeva di attirare lattenzione su di s proprio con il tentativo di non farlo. Era insolito saper suonare bene quanto lei senza una formazione formale. La fissarono. Oddio, pens. Credevano di aver scoperto una perla rara? Un talento musicale deccezione? Doveva trovare una giustificazione migliore. Davvero, ho suonato per hobby disse. Io e mio padre suonavamo insieme in giro per casa, solo per divertirci. Comunque, non ho mai visto la musica come una carriera. Ho sempre voluto fare la maestra. Ma lanno scorso, mentre facevo la specializzazione in scienze delleducazione, mi  mancato moltissimo suonare. E allora mi sono accorta del fatto che avrei potuto ottenere entrambe le cose. Una carriera di musica e insegnamento. Fece un sorriso incerto.
Loro continuarono a fissarla. Okay, bene disse infine la donna. Ti contatteremo nel giro di due, quattro settimane.
Usc dalla sala. Sapeva che avrebbero nuovamente parlato di lei una volta uscita. Non poteva imbracciare un violino senza farsi notare. Per lei era cos da tutta la vita. Finch nessuno avesse scavato nella sua storia (o chiamato limmaginario padre del Maryland, per esempio) sarebbe stata tranquilla. Avrebbe dovuto dire che lui era morto.
Ma cos avrebbero parlato ancora di lei.

30. Riley.

La mattina successiva alla mia gita a Myrtle Beach, trovai finalmente il tempo di controllare lhard disk esterno nellufficio di mio padre, per assicurarmi che ogni frammento di dato del suo computer fosse stato salvato. Poi mi misi a cancellare i file dal suo pc, procedendo bene finch non arrivai alle email. Ero curiosa di vedere lultimo messaggio che gli avevo inviato. Volevo sapere che lultimo messaggio che aveva ricevuto da me era stato affettuoso e che laveva fatto sentir bene la mattina che si era diretto al Food Lion.
Sembrava non ordinare le email in alcun modo. I messaggi dei collezionisti, e ce nerano mille mila, erano mischiate insieme alle mie email e anche a quelle di Jeannie. Conoscevo il suo nickname, Jlyons e praticamente ogni altro messaggio sembrava provenire da lei. Trovai la mia ultima email, che gli avevo scritto il giorno prima che morisse.
Veniamo gi il 24 e restiamo per il weekend, se ti va bene.
Ci misi un minuto a ricordare a che cosa mi riferissi: io e Bryan avevamo programmato di andare a trovare mio padre per il weekend del Memorial Day. Sembrava una vita fa ormai. Sospirai per quel messaggio asettico. Avrei voluto aver concluso ogni singola email con Ti voglio bene, Riley. Era cos difficile farlo?
Il messaggio successivo era di Jlyons e non potei trattenermi e vi cliccai sopra.
Che ne dici se ti preparo il tuo piatto preferito e prendo un film da redbox?
Ti amo, la tua piccola Genie.
Mi venne da fare una smorfia. Era quello il suo nomignolo? Non avevo idea di che cosa significasse e non volevo scoprirlo.
Cliccai sul messaggio successivo, questa volta sentendomi un po ficcanaso.
Frank, ho quella stupenda pipa meerschaum che stai cercando. Condizioni eccellenti. Lintaglio della donna  di un intenso color ambra, comunque ben uniforme. Fammi sapere se vuoi una foto. Ti chiederei 150 $, visto che non ho davvero necessit di separarmene.
Era questo il genere di email che mi aspettavo di trovare nella casella di pap. Cliccai sul messaggio successivo.
Questo  il biglietto dauguri migliore di sempre. Sei fantastico!
Con affetto, Celia.
Fissai quellultima parola. Chi diavolo era Celia? E la piccola Genie sapeva che unaltra donna mandava messaggi con affetto a mio padre.... che poteva aver avuto una vita molto pi interessante di quella che gli avevo sempre attribuito? Lultimo anno si era fissato sul creare biglietti online per ogni occasione, ma non riuscivo a ricordarne neanche uno di quelli che avevo ricevuto che avrei definito fantastico.
Ehi, Riley. Christine apparve sulla soglia. Puoi venire gi in cucina un attimo? Sto applicando i prezzi agli oggetti e ho bisogno di parlarti delle cose nelle credenze.
Alzai gli occhi su di lei, poi li riportai sullo schermo. Arrivo tra un attimo le dissi. Devo fare solo un paio di cose ancora.
Sarebbe fantastico se potessi scendere adesso disse lei. Oggi sto procedendo benissimo e non vorrai mica bloccarmi mentre vado a pieno regime!
Vattene, pensai tra me mentre ascoltavo i suoi passi ticchettare gi per le scale.
Cercai di rifocalizzare lattenzione sulle email, ma sentivo Christine che continuava a sferragliare al piano di sotto e decisi di accontentarla per qualsiasi cosa volesse. Con un sospiro, spensi il computer e scesi. Arrivai in cucina per scoprire che aveva tirato fuori dalle credenze praticamente ogni piatto e bicchiere e pentola e padella e li aveva impilati sul piano e sul tavolo.
Wow. Rimasi ferma sulla soglia.
Oh, fantastico, ci sei esclam Christine. Sventol un braccio in aria ammettendo il casino che aveva creato. Dunque sono a met con la prezzatura di tutti gli oggetti qui dentro disse lei e una volta organizzate tutte le cose della cucina, non voglio spostare nulla. Quindi probabilmente dovrai comprare dei piatti di carta e le posate di plastica e, sai, dei bicchieri da utilizzare per il tempo che ti fermi qui. A meno che non ci sia qualcosa che credi debba assolutamente tenerti da parte.
La fissai con incredulit. Christine! Rester ancora un paio di settimane almeno.
Be, in ogni caso, lasta  fissata per il venti di luglio disse. Hai davvero intenzione di restare qui quando la casa verr svuotata?
S, ho davvero intenzione di restare qui! Notai i piatti di porcellana Franciscan che mi ricordavano tanto mia madre. I piatti che io adoravo e Danny odiava. Senti, feci a Christine ho bisogno che mi lasci fuori almeno quattro di questi piatti e quattro bicchieri e quattro terrine e delle posate cos avr qualcosa da usare.
Christine tir un sospiro di frustrazione. Ti ho chiesto e richiesto di farmi sapere che cosa vuoi tenere disse e non mi hai detto proprio niente.
Dovevo ammettere che aveva ragione. Mi dispiace, le dissi ma devo poter vivere qui per un po dopo lasta, okay?
Stava guardando alle mie spalle e io mi girai per vedere che cera Danny in soggiorno. Stava l in piedi a disagio, con le mani in tasca, a farmi cenni con la testa verso la stanza.
Devo andare dissi a Christine. Per favore, lasciami anche una pentola media e una padella. Mi allontanai da qualsiasi altra cosa potesse dirmi e seguii Danny fuori dalla porta dingresso fino alla veranda.
Richiusi la porta alle nostre spalle. Quella donna mi sta facendo impazzire gli confessai. Non mi piace il modo in cui mi guarda.
Ti reputa figa.
Alz gli occhi al cielo sedendosi su una delle sedie a dondolo.
Com che sei qui? chiesi, sedendomi a mia volta.
Voglio parlare con Tom Kyle della storia delle due serie di impronte mi annunci. Mi sta seccando. C qualcosa di sospetto e voglio scoprire come lo sa. Dovresti accompagnarmi.
L per l non gli risposi. Ero la prima a voler riparlare con Tom, ma come avrei fatto a spiegare che linformazione sulle impronte non era stata comunicata ai media? E se avessi trovato un modo per parlarci, non volevo che ci fosse Danny. Non mi fidavo della giustificazione di mio fratello. Temevo che potesse perdere il controllo per qualsiasi notizia riuscisse a scoprire. Non hai ancora parlato con Harry di questa cosa, no? gli chiesi.
Non ho niente di cui parlargli disse. Quantomeno non ancora.
Come faresti a giustificare a Tom Kyle quello che hai scoperto sulle impronte?
Ci penser. La determinazione sul suo volto era cosa rara. Danny viveva alla giornata. Passava il tempo al pc. Beveva. Fumava. Ricordavo che mio padre aveva detto: Vorrei che si trovasse un progetto di qualche tipo. Pareva che ora ne avesse uno.
Vuoi davvero farla penare, vero? esclamai.
Mi lanci unocchiataccia alzandosi. Lascia stare la psicoanalisi, okay? Mi guard dallalto in basso. Si infil le mani in tasca. Gli parler, con o senza di te concluse. Vuoi venire o no?

31. Agosto 1995. Jade.

Ehi, Charlie disse quando il vecchio entr al Gradys. Le faceva sempre moltissimo piacere vederlo. Apprezzava molto tutti gli habitu, ma non si era mai scordata lintesa che lei e Charlie avevano instaurato quando aveva trovato lalbum che lui aveva cos a lungo desiderato.
Buon pomeriggio, Jade le disse lui. Ti stai preparando per lultimo anno, vero?
Lei annu. Aveva lavorato un sacco di ore quellestate, per cercare di gonfiare il proprio conto corrente, ma non vedeva lora di tornare a scuola. Da molto aveva capito come gestire la vita da studentessa alla statale di San Diego, perlopi stando per conto proprio. Non credeva che i suoi compagni la ritenessero una persona fredda, ma la vedevano come una pendolare con una vita impegnata fuori dalla scuola. O perlomeno era ci che supponeva pensassero. Non suonava il violino tanto bene da attirare attenzione o ammirazione, prendendo a modello il caso di unaltra studentessa dei suoi corsi che era brava ma non bravissima. Osservava i progressi di quellallieva e ne seguiva le orme, optando per un brava il giusto. Eppure, nel suo cottage, lasciava che ogni notte Lisa MacPherson prendesse il sopravvento per ore e ore. Amava la sua vecchia s stessa. Ne aveva bisogno. A volte le sembrava che Jade e Lisa fossero due persone distinte. Di giorno per si sentiva spesso sfinita. Era estenuante avere due vite.
Quindi dopo questo anno potrai insegnare? le chiese Charlie.
No, serve un altro anno perch abbia la qualifica. E a quel punto potr insegnare. In realt non vedeva proprio lora di fare linsegnante. Dopo tre anni di college, stava cominciando a credere di essere piuttosto brava. Oggi stai cercando qualcosa nello specifico? gli chiese lei.
No, ma mia nipote s. Si guard alle spalle in direzione della porta.  venuta a trovarmi da Portland, Oregon. Si  fermata nella panetteria qui accanto, ma arriver tra un minuto. Dar unocchiata alla sezione jazz finch non mi raggiunge.
Benissimo disse. Di tanto in tanto aveva gi menzionato sua nipote e Jade era contenta che fosse andata a trovarlo. In qualche modo si sentiva responsabile per Charlie. Si preoccupava per il fatto che vivesse da solo e ne sentiva la mancanza le settimane in cui non passava. Non sapeva dire con certezza quanti anni avesse e non sembrava neanche lontanamente fragile, ma era un uomo anziano e lei sapeva che aveva nutrito una sorta di adorazione per la moglie che aveva perso. Sapeva anche che gli piaceva da matti passare al Gradys e sentirsi quasi in famiglia. Lei era ipersensibile alla solitudine.
Era impegnata ad aggiungere nuovi cd alla sezione di classica quando Charlie le diede un colpetto sul gomito. Alz lo sguardo. Jade, fece vorrei presentarti mia nipote, Celia.
Accanto a Charlie cera una giovane poco pi alta di lui e poco pi grande di Jade. I suoi capelli castani avevano un taglio cortissimo su un lato e pi lungo dallaltro, con un ricciolo che le ricadeva sulla tempia. Portava degli shorts neri e una t-shirt grigia delle Indigo Girls con maniche corte ad aletta. Con un esile braccio avvolgeva le spalle del nonno e rivolse un sorriso a Jade, che si sent ipnotizzata dagli occhi grigio argento della giovane donna. Era impossibile distogliere lo sguardo da quegli occhi e Jade non voleva farlo. Le si rivolse come se fosse tutto perfettamente normale: Ciao, Celia.  un piacere conoscerti. Quanto ti fermi da queste parti? Tuo nonno mi ha detto che stai cercando una cosa in particolare. Ma non riusciva a togliere gli occhi dallo sguardo di Celia, a cui per sembrava non dispiacere. Era una sorta di telepatia. Una cosa stranissima. Jade poteva vedere il proprio futuro e Celia ne faceva parte.
Nonnino ha detto che tu conosci ogni disco che sia mai stato inciso esclam Celia.
Insomma... Arross e in genere non era tipa da arrossire. Cos mi rendi nervosa disse lei.
Sto cercando un vecchio album di Robin Flower. Non riesco a trovarlo da nessuna parte.
1st Dibs? chiese Jade, anche se non era proprio una domanda. In qualche modo sapeva quale voleva Celia. Non cera bisogno che lei glielo dicesse.
Esatto esclam. Continuavano a fissarsi.
Abbiamo il vinile, non il cd per.
Perfetto disse Celia.
Te lho detto le fece Charlie. Ti ho detto che  brava.
Riusc a fatica a distogliere lo sguardo dagli occhi di Celia per orientarlo verso Charlie, sul cui volto vide un lieve divertimento, come se avesse saputo fin dallinizio che ci sarebbe stata una rapida e intensa sintonia tra Jade e sua nipote.
Charlie si scost dal braccio di Celia e la spinse delicatamente verso Jade. Voi due trovate il disco di Robin Flower fece. Mi trovate nella sezione jazz.
Io adoro tuo nonno esclam Jade mentre si metteva insieme a Celia a scorrere gli album. Sapeva esattamente dove si trovava il vinile di Flower, ma non voleva arrivarci troppo in fretta. La spalla di Celia era schiacciata contro la sua e Jade osservava i muscoli e i tendini dellavambraccio di Celia man mano che spostava gli album. Percep il calore montare, su per il petto e fino alle guance, e le tremarono le ginocchia. Allistante fu la sensazione pi disorientante e deliziosa che avesse mai provato, anche se temeva di doversi forse sedere subito per terra per evitare di cadere in ginocchio.
Anche lui tiene molto a te fece Celia. Mi ha detto che passa sempre in negozio i giorni che sei di turno tu. Aveva delle mani bellissime. Erano di un caldo color miele, come il resto del suo corpo, le dita lunghe e snelle con unghie corte e tonde. Mi ha detto che sei specializzata in musica. In violino, giusto? Non mi stupisco che tu conosca lalbum di Robin Flower.
Ci mise un momento a ritrovare la voce. Esatto rispose lei.
E mi ha detto che vuoi fare linsegnante. Anche io insegno.
Davvero? A che anno?
Insegno matematica in un college statale di Portland.
Wow! Dimprovviso si sent giovanissima. Eccoci. Tir fuori lalbum e lo porse a Celia.
Grande! Celia sollev lalbum tra le sue mani color del miele, poi la osserv. Nonnino ha detto di chiederti se ti va di venire a cena da noi stasera.
Jade aveva la sensazione che lui le avesse detto Se ti piace, chiedile di uscire. E a Celia lei piaceva.
Ne sarei felicissima rispose Jade.
Fecero un passo indietro allontanandosi dai dischi; Jade aveva quasi paura di guardarla nuovamente e percepire il richiamo spirituale dei suoi occhi. Ma la guard.
Quanti anni hai? le chiese Celia.
Ventidue. Ho cominciato un po tardi il college perch allinizio ho dovuto lavorare un po. E quindi sto per incominciare lultimo anno. Continuava a blaterare quando quello che voleva dire in realt era Sei di una bellezza mozzafiato!. Quanti anni hai tu? chiese lei.
Venticinque. Vieni stasera quindi?
S.
Per le sette? Sai dov casa sua?
Lei annu. Porto del vino?
No, c gi tutto. Porta solo te stessa. Pos una mano perfetta sullavambraccio di Jade, stringendo le dita in modo appena percettibile, e per il resto della giornata Jade continu a toccarsi il braccio nel punto in cui laveva sfiorato Celia e, ogni volta, sentiva ricrescere quel calore nel petto e inondarle il volto mentre contava le ore che mancavano alle sette.
Bench sapesse qual era il bungalow di Charlie, Jade non vi aveva mai messo piede. Le pareti erano ricoperte di disegni, grandi e piccoli. Lei non ne sapeva molto di arte, ma aveva limpressione che le opere nel suo soggiorno fossero originali e verosimilmente di valore. Sapeva che non era un vecchio poverissimo, vista la quantit di soldi che spendeva al Gradys, ma a parte larte murale e gli scaffali ricolmi di dischi, molto simili alla raccolta di suo padre, non cera nullaltro in quella casetta modesta e accogliente che la portasse a pensare che fosse ricco.
Per cerano due chitarre e un mandolino appoggiati, nelle rispettive custodie, contro una delle pareti del soggiorno.
Chi suona? chiese lei, in piedi al centro della stanza.
Entrambi rispose Celia. Il mandolino  mio. Me lo sono portata da Portland. Io non sono tanto brava con la chitarra, ma nonnino lo . E tu?
So suonicchiare qualcosa con il mandolino disse lei. Anche se  passata una vita.
Avremmo dovuto dirti di portarti il violino fece Charlie.
Per fortuna che non lavevano fatto. Non era certa di sapersi trattenere.
Cenarono con delle pennette primavera su piatti di porcellana Franciscan decorati con mele, esattamente come quelli con cui Jade era cresciuta, ma non disse nulla in merito perch la ragazza cresciuta usando quei piatti, per lei, doveva essere morta. Eppure mangiarci dentro era inquietante.
Le raccontarono tutto della famiglia di Celia mentre mangiavano. Era cresciuta a San Diego fino ai quattordici anni, quando suo padre era stato trasferito a Portland, e l aveva finito le superiori. Aveva un fratello, Shane, che viveva a qualche ora di distanza da Seattle ed erano una famiglia affiatata e di appassionati di musica.
Sono rimasti vagamente sconvolti quando ho fatto coming out disse Celia con agio, come se sapesse che non sarebbe stata una sorpresa per Jade, e difatti non lo era. La t-shirt delle Indigo Girls. Lalbum di Robin Flower. Eppure il modo in cui Jade si era sentita avendola accanto al Gradys... quella s che era stata una sorpresa e non era certa di come interpretare i propri sentimenti. Le risultava difficile guardare Celia dallaltra parte del tavolo senza sentire quella vampata rivelatrice che tornava a inondarle la gola e le guance.
Non hanno fatto problemi? chiese Jade. Con... il tuo coming out?
Non subito. Pensavano che fosse una fase. Rise.
Io sapevo che non era una fase le disse Charlie. Ho detto che avrebbero fatto meglio ad accettarlo, a rischio di perderti.
A nonnino piace pensare di aver salvato la situazione, ma avrebbero cambiato idea.
Io ho salvato la situazione esclam Charlie con sicurezza, come se avesse una certa conoscenza intima di ci che era successo.
Hanno cambiato idea piuttosto in fretta, che sia stato qualcosa che ha detto nonnino o meno disse Celia. Credo che fossero solamente preoccupati di non poter avere dei nipotini da me.
Chiesero della famiglia di Jade, che soffriva per le bugie che raccontava. Soffriva perch voleva bene a Charlie e aveva limpressione di poter amare con troppa facilit Celia e ciascun membro della sua famiglia solo sentendone parlare e tutto quello che stava raccontando di s era pura finzione. Raccont loro di come fosse dovuta fuggire dai suoi terribili genitori e quella bugia fu tremenda. Avrebbe voluto poter raccontare di Riley. Di Danny. Ma la verit era che non sapeva pi molto della sua famiglia. Non sapeva neanche dove vivevano. Charlie e Celia la osservavano con immensa partecipazione. Come potevano anche lontanamente immedesimarsi nella mancanza di sostegno che aveva descritto? Credevano che fosse colpa sua se non ci era riuscita? La sua finta persona non le piaceva pi di quella vera e ci la rattrist molto. Voleva raccontare loro di quanto i suoi genitori le avessero voluto bene nonostante gli sbagli. Di comerano brave persone. Invece li trasform in una coppia malvagia che si impegnava a rovinarle la vita.
Mi piacerebbe da matti sentirvi suonare esclam lei, indirizzando il capo verso il soggiorno e gli strumenti, cercando di distogliere lattenzione da s.
Grande idea disse Celia, allontanandosi dal tavolo. Sparecchiamo e facciamo un po di musica.
Jade aiut Celia nel cucinino mentre Charlie infilava lalbum di Robin Flower nello stereo. Aveva un impianto di ottima qualit, il che non era una sorpresa, visto il suo amore per la musica. Dandosi da fare in cucina, sent il braccio di Celia che sfior il suo pi di quanto fosse strettamente necessario. S, era una stanza piccola, eppure sembravano trovarsi una accanto allaltra pi di quanto servisse per lavare i piatti e asciugarli. E a Jade piaceva da morire quel contatto. Le piaceva a tal punto da provare una certa delusione una volta finiti i piatti e pulito il piano cottura.
Quando raggiunsero Charlie in soggiorno, lui stava seduto sul suo futon ed estraeva dal case una delle chitarre. Celia spense lo stereo e guard Jade. Perch non suoni il mio mandolino le propose mentre io mi metto a strimpellare laltra chitarra?
Jade scosse la testa. No, non preoccuparti disse lei. Vorrei stare ad ascoltare voi due che duettate.
Celia si sedette dallaltra parte del futon rispetto a suo nonno mentre attaccavano con Roll in My Sweet Babys Arms con chitarra e mandolino. Jade stava seduta accanto su una sedia, tutta sorridente. Erano favolosi insieme! Suonarono un po di brani tradizionali che Jade non conosceva e poi qualche vecchia canzone nota dei Beatles.
Li ascolt suonare un altro po e si mise a battere le mani a tempo e, per un attimo, persino a cantare... e poi arriv il momento in cui non riusc pi a trattenersi. Dimprovviso si alz in piedi e loro alzarono gli occhi, sorpresi.
Devo prendere il mio violino annunci.
Ottimo! esclam Celia.
Accompagnala disse Charlie a Celia.  troppo buio per andare in giro da sola.
In realt non era troppo buio per andare in giro da sola. Certo, cerano zone di Ocean Beach che Jade non avrebbe voluto frequentare di notte e da sola, ma quei tre isolati di distanza tra il bungalow di Charlie e il suo cottage erano assolutamente senza pericoli. Comunque non avrebbe rifiutato qualche minuto in pi in compagnia di Celia.
Passeggiarono in silenzio per un po, poi Celia parl: Ci vuole coraggio per lasciare la propria famiglia in questo modo, ad appena diciottanni disse lei dopo aver percorso insieme un isolato. Non li senti mai?
Jade scosse la testa. No rispose. Non sanno neanche dove mi trovo e voglio che rimanga cos.
Celia rimase zitta un attimo.  andata cos perch sei lesbica? le chiese senza guardarla in faccia e Jade fu colpita da quella domanda. Sembrava lesbica? Aveva ancora i capelli lunghi fino alle spalle e credeva di avere un aspetto piuttosto femminile. Per forse lapparenza non centrava nulla.
Esit. Non credo di esserlo rispose e poi aggiunse: Anche se, al momento, mi sento un po confusa.
Stavano camminando sotto un lampione e lei riusc a cogliere un lieve sorriso sulle labbra di Celia. Aveva la sensazione che Celia sapesse di lei molto pi di quanto Jade stessa sapesse di s.
Celia le sfior un braccio. Non preoccuparti disse lei.
Ripens a come si sentiva ogni volta che guardava il poster di Nastassja Kinski al Gradys e le torn in mente il giorno che aveva comprato il violino da Cara e il fremito che aveva provato nel guardarla suonare. Matty una volta le aveva detto che si chiedeva se fosse lesbica senza saperlo ancora. Aveva creduto che stesse scherzando, ferito nei sentimenti perch gli aveva detto che per lei non era importante se si fossero mai baciati o meno. Osserv il profilo di Celia. Non era cos che si sentiva in quel momento. Desiderava che Celia provasse a baciarla. Non avrebbe opposto resistenza.
Nessuna delle due parl per un altro mezzo isolato.
Ecco casa mia. Punt un dito verso il bungalow di Ingrid. Io abito nel piccolo cottage dietro alla casa. Spinse il cancelletto del vialetto. Di qui la invit lei, e Celia la segu lungo lo stretto marciapiede.
 davvero molto carino comment Celia quando Jade accese la luce del soggiorno. Era imbarazzata da tutti quei fogli e spartiti sparsi ovunque. In casa sua non aveva fatto mai entrare nessuno a parte Ingrid. Come fai a permettertelo, lavorando al Gradys? domand Celia, arrossendo subito dopo. Scusa, esclam  una domanda cos personale.
Ingrid  indulgente con me le rispose Jade. Ingrid non le aveva aumentato laffitto neanche una volta. E in pi la sovvenzione per la scuola  un grande aiuto. Mi dovr trovare un posto da insegnante appena finisco, comunque. Era preoccupata per questo. Quante scuole assumevano insegnanti di musica?
Raccolse la custodia del violino. Lho avuto da una studentessa che stava per comprarne uno pi bello le spieg. Io ne avevo uno di migliore qualit prima di andarmene di casa, ma me ne sono dovuta separare.
Mi spiace. Celia le sfior una spalla, con unespressione comprensiva in viso. Qualsiasi cosa tu abbia passato con la tua famiglia disse non te la meritavi.
Jade non riusciva a guardarla, tanto intenso era il groppo in gola. Fu felice di spegnere la luce e di ritornare insieme nelloscurit del mondo fuori.
Tornandosi a sedere nel soggiorno di Charlie, Jade si sent tremare le mani mentre accordava il violino. Sapeva che cosa stava per fare e sapeva che era un rischio. Vuoi che iniziamo e poi tu ti inserisci? le disse teneramente Charlie. Lui e Celia erano seduti sul futon, in attesa che lei concludesse quella meticolosa operazione di accordatura. Qual  la tua canzone preferita? le chiese lui.
Ve la suono propose; e cos si port il violino al mento e cominci a eseguire La ridda dei folletti di Bazzini, con gli occhi chiusi per potersi perdere nella musica. Per scordarsi chi era. Per scordarsi del fatto che fosse pericoloso suonare uno dei brani pi tecnicamente impegnativi che conoscesse. Per scordarsi del fatto che si stava mettendo a nudo per lasciare che la sua bravura si manifestasse con limpeto di fuochi artificiali.
Quando giunse alla chiusura, apr gli occhi nel silenzio della stanza. Celia teneva le mani come in preghiera, poggiate contro le labbra e, pi sopra, i suoi occhi grigi erano spalancati.
Oh porca troia esclam Charlie nella quiete del cottage.
A Jade tremarono le braccia quando si riappoggi il violino sulle gambe.  questo disse. Questo  il mio brano preferito. Non ditelo vi prego, pens.
Dove hai imparato a suonare in questo modo? le chiese Charlie.
Ho studiato molto da bambina. Scroll le spalle. Non aveva suonato per il mero bisogno di vantarsi. Nientaffatto. Era stato il bisogno di mostrare una minima parte del suo vero essere alle persone a cui teneva. Alle persone che tenevano a lei.
Perch non lo fai diventare il lavoro della tua vita? Celia alla fine trov la voce per porre la domanda. Perch la statale di San Diego? Perch non un conservatorio?
La Juilliard? domand Charlie, facendo sobbalzare Jade. Era come se lui sapesse.
Perch me ne sono dovuta andare, disse ho dovuto rinunciarci.
No! esclam Celia. Non puoi farlo. Devi riprendere.
 un dono, comment Charlie e hai il dovere di usarlo.
Io voglio insegnare rispose lei.  lunica cosa che voglio al momento. Indic con il capo la chitarra. Di, suoniamo.
Ci misero un altro minuto a riprendersi dalla sua uscita. Avrebbero potuto capire che stava soffrendo, pens lei. Che aveva bisogno del conforto che potevano darle loro. Cos, nella loro dolcezza, cominciarono a suonare. Tutti e tre suonarono fino alle due del mattino e questa volta, quando Celia riaccompagn al cottage Jade, non fu una sorpresa per nessuna delle due che lei tolse la custodia del violino dalle mani di Jade, la appoggi accanto sul divano, poi tir a s Jade, con le mani calde contro il suo torace e le labbra che si poggiarono delicatamente sulle sue.
Resta le disse Jade quando si staccarono e Celia fece di s con la testa.
Purtroppo per non ho il telefono per farti avvisare Charlie del fatto che non torni, e tu...
Celia premette la punta delle dita sulle labbra di Jade. Gli ho detto di non preoccuparsi se non torno a casa stanotte.
Oh. Nonostante quanto quei tre fossero stati aperti tra di loro nel corso dellintera serata, Jade si sent un poco scioccata. Cosha detto lui?
Mi ha detto di comportarmi bene con te. Mi ha detto che sei molto ma molto preziosa. Celia sorrise. Ma questo lavevo gi capito.

32. Riley.

Cosa state facendo qui voi due? chiese Tom Kyle quando Verniece ci lasci entrare nel caldo asfissiante del camper. Verniece aveva quellespressione tesa che le avevo visto addosso gi un paio di volte. Immaginavo che per lei la vita non fosse particolarmente piacevole quando il marito era incavolato e io odiavo essere parte in causa. Non ci dissero di accomodarci e cos tutti e quattro rimanemmo a disagio e in piedi nella piccola cucina. Io stavo accanto allo stipite, con una mano sul pomello della porta, nervosa per mio fratello e per la sua rabbia imprevedibile. Gi non vedevo lora che fosse tutto finito.
Abbiamo qualche domanda da farti esord Danny. Avete dato delle informazioni a mia sorella che richiedono una spiegazione.
A che riguardo? Tom fece un cenno con la testa nella mia direzione. Che cosa ti ha raccontato?
Verniece raggiunse il frigo. Vorreste... cominci a dire, ma Tom allung un braccio per impedirle di aprire lo sportello. Io ero amareggiata. Avrei apprezzato moltissimo che un po dellarietta fresca del frigorifero si diffondesse nel camper.
Non siamo tenuti a intrattenerli disse lui rivolgendosi a Verniece. Osserv Danny. Arriva al dunque. Questo pomeriggio piove e io voglio andare a pescare prima che arrivi il temporale.
Dovrebbe fare solo qualche centimetro di pioggia dissi io, come se fosse una visita di piacere tra vicini.
Come faceva a sapere che cera una seconda serie di impronte al porticciolo quando  stata trovata lauto di nostra sorella? gli chiese Danny.
Tom sembrava non riuscire a guardare mio fratello negli occhi. Traffic con un flacone di pillole che stava sul ripiano della cucina. Perch state rivangando questa vecchia assurdit? chiese lui.  come le ho gi detto. Mi indic con il capo come se si fosse scordato il mio nome. Lho letto da qualche parte.
Ma quellinformazione non  stata resa nota ai media, Tom gli dissi. Non pu averla letta.
Veramente? Verniece sembrava perplessa. Anche io ricordo di averla letta. O almeno cos credo.  passato moltissimo tempo.
Mi domandavo se Danny potesse avere torto. Dopotutto linformazione era arrivata a un quotidiano magari.
Non potete averla letta disse Danny rivolgendosi a Verniece. Quindi, sputate il rospo. Come avete fatto a scoprirlo?
Vi prego, ripensateci entrambi dissi, quasi con gentilezza, cercando di contrappormi al tono aspro di mio fratello. Cercate di ricordare come avete fatto a saperlo.
Si ammutolirono. Tom incroci le braccia muscolose sul petto e fiss il vuoto, come se stesse valutando la richiesta. Verniece gli lanci unocchiata tenace mentre allungava nuovamente un braccio verso lo sportello del frigorifero. Lo apr e prese due bottigliette di aranciata dallo scomparto della porta, poi le porse a me e a Danny.
Ecco qui, Riley fece lei. Pare che tu abbia bisogno di rinfrescarti.
Mi squill il cellulare mentre afferravo la bottiglia e lo tirai fuori dalla tasca per controllare chi mi cercava. Christine. Prevedibile. Sarebbe stata seccata quando non avrei risposto. Appoggiai il telefono sul piano e svitai il tappo della bottiglia. Ne bevvi una lunga sorsata, poi mi premetti il contenitore fresco sul collo. Zero aria condizionata in questo camper? Come facevano a resistere?
Sapete come penso sia andata? Tom disse alla fine, come se avesse riflettuto a fondo sulla domanda e fosse giunto a una conclusione. A quel tempo facevo parte dellU.S. Marshals Service. Conoscevo della gente. La polizia di stato era coinvolta nel caso. Pure lfbi. Avevo un paio di amici in entrambe le agenzie, quindi magari non lho letto. Magari lho sentito dire a uno di loro.
E poi, negli anni, probabilmente, tu lhai detto a me a un certo punto aggiunse Verniece. Parve provare sollievo per aver trovato una risposta.
E cosa ci hanno fatto i tuoi compari con queste due serie di impronte? chiese Danny.
Tom fece spallucce. Forse era una specie di montatura. Sapete com. Tipo che laltra persona, in qualche modo, lha fatta uscire da l.
Come mai... i tuoi compari... sarebbero dovuti saltare a questa conclusione? chiese Danny.
Ma come diavolo dovrei fare a saperlo? scatt Tom. Si sporse per guardare fuori dalla finestrella sopra al lavello. Si sta annuvolando comment con impazienza. Ci pass in mezzo per aprire la porta, indicandoci chiaramente di uscire. Abbiamo finito aggiunse.
Danny esit e io mi irrigidii, incerta su cosa avrebbe fatto o detto. Alla fine si gir verso la porta. Per ora concluse lui e io fui sollevata vedendo che stava lasciando perdere, almeno per ora.
Sollevai in aria la mia bottiglietta dacqua frizzante mentre lo seguivo fuori dal camper. Grazie, Verniece dissi. Speravo che il mio sorriso potesse comunicare le mie scuse.
Sa pi di quanto dice comment Danny una volta tornati nella sua macchina. I suoi occhi avevano unespressione distante, come se stesse cercando di risolvere un rompicapo.
Be, non voleva parlare con noi, questo  certo. Sistemai il bocchettone del condizionatore cos che laria fredda mi arrivasse sulla faccia. Ma che cosa potrebbe sapere? Non credi che la polizia abbia accuratamente considerato qualsiasi prova ventitr anni fa?
Chiss esclam Danny avviandosi lungo il viottolo sterrato. Potrebbero esserci stati un mucchio di incompetenti a lavorarci. Tutto quello che so  che qualcosa non torna, e io...
Il telefono! lo interruppi, toccandomi la tasca dei pantaloncini. Lho lasciato l sul piano della cucina.
Schiacci il pedale del freno e io allungai la mano verso la maniglia. Non tornare indietro gli dissi. Avevamo percorso solamente una trentina di metri dal camper dei Kyle. Scendo qui. Aprii la portiera e scesi. Arrivo subito gli dissi.
Mi avviai verso il camper a passo spedito, arrabbiata con me stessa. Lultima cosa che mi andava di fare al momento era rivedere subito Tom e Verniece. Rallentai fino a passeggiare giungendo vicina al motorhome e stavo facendo il giro da dietro quando udii gridare. Mi fermai. La voce che sentivo non era quella di Tom n di Verniece e allimprovviso ebbi paura di muovermi. Cera qualcun altro nascosto nel camper? Ma poi mi accorsi che quella che stavo udendo era effettivamente la voce di Verniece, anche se non sembrava per niente la Verniece che avevo conosciuto e apprezzato.
...sarebbe potuto andare direttamente alla polizia, idiota! gridava.  amico di Harry Washington! Come intendiamo...
Tom grid qualcosa di incomprensibile e qualsiasi cosa avesse detto Verniece in risposta era soffocato e svanito... tranne la parola Riley. Appoggiai la mano contro il retro del camper. Verniece aveva sempre la voce cos tenera. Cos dolce e gentile. Questo era un lato di lei di cui non avevo immaginato lesistenza. Sotto il palmo sentivo la fiancata di metallo vibrare per le loro voci, ma adesso parlavano pi piano, troppo piano perch potessi capire.
Tossii forte per dar loro un avvertimento, poi feci il giro dal lato del camper e chiamai forte: Verniece! Le loro voci si zittirono allistante quando mi avvicinai ai gradini dellingresso. Verniece? Ho dimenticato il telefono.
Udii rovistare allinterno e, in un istante, Verniece apr la porta, con il mio cellulare in mano Eccoti, cara. Sorrise e tese un braccio per darmelo. Aveva il viso paonazzo e brillante di sudore. Ora non vorrai mica lasciarlo qui, giusto?
No risposi, senza riuscire a ricambiare il sorriso. Grazie.
Mi voltai e tornai a piedi allauto di Danny, con il desiderio di guardarmi alle spalle per vedere se mi stavano osservando. Sarebbe potuto andare direttamente alla polizia, idiota! Non capisco di che cosa stesse parlando. Lunica cosa che sapevo era che, quantomeno per il momento, mi sarei tenuta per me ci che avevo origliato.

33. Natale 1995. Portland, Oregon. Jade.

Un brindisi speciale! Il padre di Celia, Paul, sollev il calice di vino sopra lampio tavolo della sala da pranzo, che quasi si imbarcava sotto il peso di quellenorme tacchino arrosto e delle immense ciotole di patate e verdure e farcia. Allamica di Celia, Jade esclam lui. Siamo lieti del fatto che lei possa condividere il cenone con noi per la prima volta e ci auguriamo che non sia lultima.
Grazie fece Jade dal suo posto accanto a Celia. Lanci un sorriso dallaltra parte del tavolo al fratello di Celia, Shane, e a sua moglie, Ellen, una donna minuta molto carina con i capelli biondo ramato, che alzavano i bicchieri.
Era innamorata. Profondamente, pazzamente e ardentemente innamorata. Lei e Celia avevano trascorso quella settimana insieme a Ocean Beach prima che Celia fosse tornata a Portland per insegnare. Poi Celia era tornata a San Diego per qualche giorno dopo il Ringraziamento, questa volta restando con Jade anzich con Charlie, bench stessero attente a includere Charlie in qualsiasi cosa programmassero. Be, quasi ogni cosa. Lui apprezzava moltissimo che Jade e Celia stessero insieme. Laveva detto un milione di volte a entrambe.
Dopo quella visita, Jade era consapevole di voler raccontare a suo padre di Celia. Aveva bisogno di condividere la sua gioia con qualcuno di caro. Quello era un caso estremo? S, si diceva. Da un punto di vista emotivo, lo era. Forse suo padre non si preoccupava pi di controllare la casella postale, anche se lei controllava ogni mese la propria, nella speranza di poter ricevere un minimo dettaglio sul mondo della sua famiglia. Ma da quel giorno di tre anni prima in cui aveva ricevuto i soldi per la macchina accompagnati da quel suo messaggio di una sola frase, Sei amata e si sente la tua mancanza, non cera pi stata alcuna comunicazione tra di loro.
Scrisse una lettera, soppesando attentamente le parole:
Caro Fred,
ti scrivo solo per comunicarti che ho incontrato una persona a cui tengo profondamente. Sii felice per me. Mi piacerebbe moltissimo sapere come stanno tutti gli altri.
Ann
La imbuc, immaginandosi quel biglietto abbandonato nella vecchia e polverosa casella postale del padre, mai letto. Magari avrebbe dovuto arrischiarsi ad aggiungere il proprio indirizzo nel caso in cui la casella fosse stata chiusa, ma era ormai troppo tardi.
Per appena una settimana pi tardi ricevette una risposta.
Ann,
sta attenta. Un amico pu facilmente trasformarsi in un nemico.
Tuo,
Fred
P.S. Stiamo bene.
Non era la risposta che aveva sperato, proprio no, e il tono freddo del biglietto le fece cos male da farla scoppiare in lacrime durante una lezione e la costrinse a uscire. Cosa voleva dire Stiamo bene? Voleva dei dettagli! Riley aveva sette anni e Danny dodici e moriva dalla voglia di sapere come fossero. A Riley piaceva la scuola? Le piaceva la musica quanto era piaciuta a Lisa? Suonava uno strumento? I capelli le profumavano sempre allo stesso modo, come di raggi di sole e borotalco? Come se la passava Danny? Gli mancava la sua sorellona? E sua madre si era ripresa dal suicidio di Lisa? Voleva sapere, ma era chiaro che non sarebbe stato suo padre a darle quelle risposte.
Allora si trovava accolta dalla famiglia di qualcun altro. Aveva conosciuto per la prima volta i genitori di Celia, Paul e Ginger Lind, la sera prima, la vigilia di Natale, quando chiunque si ritrovava per aprire i regali.
Incontrarli laveva resa nervosa, ma loro si erano comportati come se la conoscessero, e le volessero bene, da tutta la vita.
Cera un altro membro non di famiglia al cenone a casa dei Lind. Travis era un amico di vecchia data di Celia. I suoi lunghi riccioli biondi facevano tornare in mente a Jade Grady, anche se Travis li portava raccolti in una coda. Dapprima credette fosse un cugino, per come si trovava bene con la famiglia, e avrebbe potuto supporre quasi certamente che aveva trascorso con loro molte vacanze. Come tutti a quel tavolo, tranne Charlie, che era volato fino a Portland con Jade, Travis faceva il prof. Insegnava al college statale con Celia. Paul e Ginger lavoravano alle superiori, mentre Shane ed Ellen insegnavano alle elementari a Seattle. Tutti chiesero a Jade dei suoi progetti per linsegnamento e sent la loro approvazione quando spieg loro che voleva insegnare musica alle scuole medie o superiori. Non le posero domande sul suo passato e, per la prima volta, le sembr che quel suo passato non avesse alcun peso. Non aveva niente a che fare con la persona che era in quel momento.
Che storia si nasconde dietro alla tua collanina, Jade? le chiese Ginger a met del pasto.  cos intrigante.
Jade si tocc il ciondolo attorno alla gola. Era la prima volta che lo indossava da quando se ne era andata di casa. Un indicatore di quanto si sentisse al sicuro con la famiglia di Celia.  stato il regalo di unamica disse lei. Mi piace perch  giada, come il significato del mio nome.
Giada bianca? domand Ellen. Non lho mai sentita.
Jade annu. In Cina la chiamano giada grasso di montone disse lei.
Grasso di montone! ripet Ginger ridendo. Aveva una risata da ragazzina che Jade sarebbe presto arrivata ad apprezzare.
Cosa significa il simbolo cinese? le chiese Shane.
Da questo lato significa speranza spieg toccandosi il ciondolo, e da questaltro... capovolse il gioiello per mostrare il secondo simbolo vuol dire felicit.
Ci diede vita a una discussione sui gioielli di famiglia, con Ellen che descriveva i cammei della sua bisnonna e Ginger gli orecchini di smeraldo della nonna. Jade restava ad ascoltare toccandosi il ciondolo in continuazione per il resto della cena, riflettendo sullestrema facilit con cui avesse mentito sul significato dei simboli e sperando di poter raccontare la verit a qualcuno. Tutti aiutarono a mettere in ordine dopo il cenone, uomini compresi. Il padre di Jade non era mai stato tipo da cucina o pulizie, quindi fu per lei una sorpresa quando Paul si infil un grembiule sopra jeans e maglione. Prima sistemiamo, prima possiamo fare una jam spieg.
Celia le aveva raccontato che la sua famiglia era famosa per le jam session; Jade per non laveva capito appieno fino a quando non ebbero finito con i piatti e non si furono trasferiti in soggiorno. Dimprovviso spuntarono tutti gli strumenti. Charlie e Shane suonavano la chitarra. Paul e Travis suonavano il banjo e Celia il mandolino. Anche se Ellen e Ginger non suonavano nulla, Ginger cantava ed Ellen batteva il tamburello. Jade aveva portato il violino su insistente richiesta di Celia; Celia non doveva forzare troppo la mano. Voleva che Jade suonasse La ridda dei folletti che aveva tanto mozzato il fiato a lei e a Charlie la prima sera che si erano conosciute, ma Jade sapeva che non avrebbe pi suonato per nessuno come aveva fatto quella notte. Era stato un rischio troppo grande. E, in ogni caso, suonando con Celia e la sua famiglia, il suo violino da classica si trasform in un violino da folk. Suonavano soprattutto bluegrass buttandoci in mezzo un po di country e rock classico, e cos la serata pass alla velocit della luce.
Dopo un paio di ore, la generazione pi anziana ed Ellen andarono a letto e fu in quel momento che la musica cambi per trasformarsi in qualche melodia pi seria e intensa. Quei quattro, Celia, Shane, Travis e Jade, creavano suoni straordinari insieme. E ne erano coscienti anche loro. A Jade venivano i brividi mentre suonavano, per quella magica alchimia tra di loro. Paradossalmente era la musicista pi scarsa tra i quattro. Il violino classico e lo stile folk erano due mondi diversi. Comunque anche Travis sapeva suonare il violino folk e le diede qualche dritta, e cominci a rinnamorarsi dello strumento che teneva tra le mani.
Le venne in mente suo padre mentre suonavano e si chiese cosa avrebbe pensato di lei a suonare bluegrass... e cosa avrebbe provato per quel suo legame tanto stretto con unaltra famiglia. Si ricord del suo biglietto, Un amico pu facilmente trasformarsi in un nemico, e ci la fece irritare.
Osservava Celia mentre cantavano e suonavano. Non aveva paura che Celia potesse diventare una nemica, ma sapeva che non avrebbe mai potuto dirle chi era in realt. Celia era una persona felice con una famiglia felice. Spiegarglielo sarebbe stato come gettare una manciata di terra in un bicchiere di acqua cristallina. Non avrebbe potuto farlo.
Di domenica, si rec insieme a Celia alla sua chiesa. Jade aveva lasciato perdere la chiesa da molto tempo ormai, ma sapeva che era molto importante per Celia, che diceva che la chiesa era una collettivit aperta e assertiva. Ci significava che gay e lesbiche erano benaccetti, le spieg Celia, ma Jade rimase comunque basita quando la fidanzata le prese la mano durante la funzione.
Quindi disse Celia mentre si allontanavano in auto dalla chiesa, cosa ne pensi?
Completamente diversa dalla chiesa cattolica in cui sono cresciuta io, questo  sicuro comment Jade.
Celia le gett unocchiata. Tu credi in Dio, Jade?
Non era una cosa a cui Jade pensasse spesso. Non ne sono certa confess lei, apprezzando il fatto che, con Celia, non era costretta a mentire sul proprio punto di vista. Credo in qualcosa che ha messo in moto il mondo. Per me,  questo il concetto che pi si avvicina a Dio, credo. Non mi piace la religione, onestamente. La religione sembra aver distorto lidea di Dio, trasformandola in un modo per controllare la gente.
Celia sorrise verso la strada davanti. Gi, capisco disse. Per me,  tutta questione delle persone della chiesa. Prendersi cura a vicenda, capisci cosa voglio dire? Gett un altro sguardo a Jade. Io amo la mia parrocchia. Se una sola delle persone che hai visto l oggi avesse un problema o una crisi, chiunque altro tenderebbe una mano per aiutarla.
Non era la chiesa dei ricordi dellinfanzia di Jade. Quando la sua famiglia aveva avuto una crisi, la crisi che lei aveva causato loro, nessuno si era prodigato per dare una mano. Anzi, li avevano allontanati.
Quella notte, dopo che Celia si fu addormentata, Jade usc sul balcone infagottata nel piumone e osserv dallalto la citt. Laria era fresca e nebbiosa e riusc a vedere le luci di Portland sotto di s. Era tutto cos meraviglioso. Le venne un groppo in gola. Celia era la persona migliore che avesse mai incontrato. La persona pi gentile, affettuosa, intelligente (e sexy) di sempre. Ed era innamorata di Jade.
Celia per non la conosceva. Non sapeva che Jade era una bugiarda e unimbrogliona. Lavrebbe amata lo stesso se lavesse saputo? Jade non sarebbe mai riuscita a trovare riscontro a quellinterrogativo.

34. Riley.

Appena arriv Christine la mattina seguente, io uscii di casa per una corsetta. Avevo calcolati i tempi in questo modo. Ogni minuto lontana da Christine era un minuto speso bene. Ma non appena scesi i gradini della veranda, di fronte a casa mia accost al marciapiede la vecchia Ford dei Kyle.
Oh, no, pensai. Confidavo in unora di pace. Era chiedere troppo?
Il finestrino del lato passeggero si abbass e vidi che, al posto del guidatore, cera Verniece e non Tom.
Riley, tesoro! grid Verniece, tutta zucchero e miele. Possiamo parlare un attimo?
Stavo l in piedi con le mani sui fianchi. Mi guardai dietro, in direzione della casa, sapendo che Jeannie sarebbe spuntata da un momento allaltro e non sarebbe stata felice di trovare l fuori Verniece. Attraversando il prato, aprii la portiera dellauto e salii. Dopo aver udito a spizzichi e bocconi il litigio di Verniece e Tom del giorno prima, lanziana non mi trasmetteva pi quel senso di calore e affetto.
Non possiamo parlare qui le dissi. C troppa confusione in casa.
Oh, va bene. Le trem la voce proprio come la prima mattina in cui mi aveva raccontato di come la mia presunta adozione li avesse motivati a adottare loro figlio.
Ingran la marcia e diede un po di gas. Che ne dici se ci troviamo un posticino allombra vicino allacqua? Fa troppo caldo per restare in macchina.
Benissimo le risposi. Cosa succede?
Ignor la mia domanda, apparentemente concentrata sulla guida, e io non la pressai. Lavrei scoperto molto presto.
Parcheggi nel posteggio vicino allUnion Point Park e ci sedemmo su una panchina allombra di un paio di alberi. Io guardai verso il fiume. In lontananza una coppia di canoisti pagaiava lenta al largo della riva.
 davvero dura per me esord Verniece. Estremamente dura. A volte mi sembra di essere succube di Tom. Scroll le spalle.  imbarazzante ammetterlo, ma cos .
Sputa il rospo, pensai. Il fatto di non potermi pi fidare di lei mi faceva arrabbiare. Da quando ero arrivata a New Bern, Verniece era stata la sola persona su cui avevo creduto di poter contare, perch aveva a cuore il mio bene.
Mi ero sbagliata. A nessuno in quella citt stava a cuore il mio bene.
Aspettava che io reagissi alla sua affermazione e, quando non risposi, tir dritto con nervosismo.
Per prima cosa, devo chiederti di promettermi che non dirai a tuo fratello quello che ti sto per dire mi disse.
Non posso prometterlo replicai.
Riley, ti prego. Ci sono cose che dovresti sapere, ma se tu le racconti a Danny e lui le racconta a... una persona chiunque, be, sinceramente mi rovinerai la vita. La mia e quella di Tom. E non te lho detto prima, ma sono gravemente malata. Mi guard. Problemi di cuore. Si appoggi il palmo aperto contro il petto. Sto valutando di sottopormi presto a un intervento a cuore aperto e tutta questa storia sta avendo ripercussioni sulla mia salute. Quando non risposi, lei prosegu. Probabilmente ti starai domandando perch io stia ancora con un vecchio rognoso e brontolone come Tom fece lei. Sono certa che sia difficile comprenderlo dal tuo punto di vista. Sei giovane e in salute con competenze spendibili nel mondo del lavoro, ma io non possiedo nessuna di queste qualit. E cos sopporto quello che ho per riuscire a sopravvivere.
Annuii nonostante il desiderio di rimanere fredda e distaccata nei suoi riguardi quella mattina. Capivo cosa stava dicendo. Probabilmente moltissime donne della sua et si trovavano sulla stessa barca.
Chiaro feci. Ma mi dica cosa vuole.
Okay. Tir un respiro profondo e affannoso e pensai che forse mi stava dicendo la verit sul cuore. So che sembrer orribile... ed  orribile in effetti, cominci ma Tom  disperato. Lo siamo entrambi, immagino. Rise nervosamente. Il fatto  che Tom  a conoscenza di altre cose sulla... scomparsa di tua sorella, pi di quanto abbia mostrato ieri. Io non so tutto quello che sa lui, aggiunse in fretta solamente che non stava dicendo la verit a te e tuo fratello.
La sua scomparsa? dissi. Vuol dire che lui sa per certo che non si  uccisa?
Verniece fece di s con il capo e io ebbi un tuffo al cuore.  cos che dice lui ammise. E mi ha detto di dirti che... ebbe un tic allangolo della bocca ti riveler dove si trova in cambio dellatto notarile per il campeggio. Guard in direzione del fiume anzich verso di me e cos non vide lo shock che avevo dipinto in volto.
Ma non posso farlo! dissi. Sta parlando di un ricatto!
Oh, no, niente del genere! esclam. E so bene che  una cosa terribile da chiedere e mi imbarazza moltissimo, ma ricordati che  effettivamente ci che desiderava tuo padre, e... La voce le si spense pian piano. Intrecci le mani sulle gambe.  tutta unidea di Tom disse.  una parte di lui che non ho mai saputo esistesse. Mi afferr una mano. Ti prego, non dire niente a Danny! mi supplic. Tom vuole che tu sia lunica ad avere quelle informazioni. Ti meriti di sapere cos successo a tua sorella, ma sicuramente non vorrai coinvolgere la polizia e tuo fratello... semplicemente non sappiamo come reagirebbe se...
 ancora viva? Ritrassi la mano dalla sua presa.
Era viva lultima volta che lha vista.
Vista? Mi premetti una mano contro il petto e sentii un tonfo al cuore sotto il palmo. Lha vista per davvero?
Dice che era coinvolto, ma non so esattamente in che modo. A me sembra una follia. Ma lui sa moltissime cose, Riley. Ha bene in mente dove si trova.
Feci mentalmente due conti. Otto ettari per venticinquemila dollari a ettaro. Trovare mia sorella valeva duecentomila dollari? A Danny non poteva fregar di meno della sua met e avevamo gi i soldi di mio padre pi la cifra che avremmo incassato con la casa. Sapevo che Verniece stava usando la tecnica del poliziotto buono/poliziotto cattivo, facendo finta di essere uninnocente vittima del marito in questa macchinazione. La mia testa lo sapeva, ma al mio cuore non fregava un bel niente.
Lo far dissi.
Oh, buon dio! Verniece si batt le mani sulle cosce. Lo farai? Oh, grazie, grazie, Riley! Mi hai appena dato un futuro!
Passer questo pomeriggio e Tom potr dirmi come trovarla e allora far redigere allavvocato di pap qualsiasi documento serva per trasferirvi la propriet del camping.
Perse il sorriso. Tom ha detto che  necessario che sia tu a farlo per prima. Occupati prima dei documenti.
Vabb, pensai. Benissimo.
E non dirai nulla a Danny?
Scossi la testa. No risposi. O quantomeno non glielavrei detto nellimmediato, bench sperassi di poterlo fare prima o poi. Per non so con quanta fretta potr occuparsene Suzanne, lavvocato di mio padre.
Be, Tom ha detto che deve succedere presto. Prima che gli venga meno il coraggio.
Che faccia tosta, pensai. Tirai fuori il telefono di tasca e lei fu colta dal panico.
Cosa stai facendo? Non lhai registrato, vero?
Stia tranquilla dissi. Avrei voluto averci pensato a registrarla. Voglio soltanto aggiungere al telefono il suo numero. La chiamo quando sono pronti i documenti.
Oh. Mi diede il suo numero e lo inserii tra i contatti.
Non te ne pentirai, Riley disse. Io credo che Tom sappia un sacco di cose e che possa darti veramente una mano. Si alz. Andiamo, ti riporto a casa.
Scossi la testa, senza schiodarmi dalla panchina. Vado a correre le dissi.
Parve preoccupata mentre tendeva un braccio per toccarmi la spalla, con esitazione, come se non fosse sicura del fatto che, a questo punto, il suo contatto sarebbe stato gradito. Ritrasse in fretta la mano e pensai che dovesse aver percepito il freddo glaciale della mia spalla. Aspettiamo tue notizie concluse.
La guardai andarsene, poi mi alzai e cominciai a correre verso il lungofiume. Stavo veramente per imbarcarmi in quella situazione? Era una follia. E un rischio. Avrei dovuto rintracciare Lisa con cautela, tenendo fuori Danny. Tenendo fuori le autorit. Dovevo proteggerla. E se, trovandola, le avessi fatto del male, non me lo sarei mai perdonato. E se avesse mai provato affetto nei miei confronti, se avesse mai tenuto alla sua sorellina, quellamore sarebbe svanito come fumo. Le avrei rovinato la vita. Avrei rovinato lei.
Due settimane prima, ero orgogliosamente in possesso di seimila dollari. Se ci fosse voluto ogni centesimo che mi spettava per la propriet di mio padre, lavrei speso per trovare Lisa. Ero sicura che pap avrebbe voluto fosse cos. Mentre correvo, mi si riempirono gli occhi di lacrime, che spazzai via con il dorso della mano, ma subito altre nuove lacrime presero il loro posto. Come dovevano essersi torturati i miei genitori per il suicidio di Lisa! Ero certa che pap avrebbe dato tutto quello che aveva per scoprire la verit. Lavrei fatto per lui, quanto per me.

35. Febbraio 1996. San Diego. Jade.

Caro Fred,
Ho una bella vita, piena di amore e di impegni e sono produttiva, ma ho una voragine nel cuore che non riesco a colmare senza il tuo aiuto. Ho bisogno di DETTAGLI su tutti. Mi toglie il sonno interrogarmi e preoccuparmi per come state tutti. Ti prego. Se mi vuoi ancora bene, ti prego di farlo per me.
Con affetto, Ann

Marzo 1996
Cara Ann,
Sono felice di sapere che te la passi bene. Non ti abbiamo dimenticata e mai succeder. Visto che chiedi dettagli, far del mio meglio, ma per questa volta soltanto, e poi distruggerai la lettera il secondo dopo averla letta. Conoscendoti, vorrai che sia sincero sullo stato delle cose qui a casa, e quindi lo sar. Mi dispiace se ti inquieta.
Siamo una famiglia che si sta sfaldando.
Tua madre non si  mai ripresa dal colpo della tua perdita. Sta molto sulle sue e prende gli antidepressivi. In qualche modo la aiutano, ma mi manca la donna allegra che era un tempo. Abitiamo in una bella zona della Carolina del Nord e ha trovato una parrocchia di suo gradimento, ma ha stretto pochi legami. Credo che abbia paura a lasciare D e R senza supervisione anche solo per un minuto. Si addossa parte della colpa di tutto quello che  successo e non c nulla che io possa dire per cambiare questa situazione.
D  cresciuto ed  diventato piuttosto ingestibile. A settembre compie tredici anni e, francamente, siamo terrorizzati dalla sua fase adolescenziale.  sempre incazzato, non so bene per cosa.  un ragazzo problematico che vuol far rissa a scuola,  scontroso ed  difficile comunicare con lui. Suppongo sia soltanto colpa degli ormoni che gli stanno dando alla testa. Stiamo rivalutando lipotesi dellinsegnamento a casa, o meglio tua madre lo sta prendendo in considerazione, ma non credo che lei abbia pi la forza di insegnare. A ogni modo, non so se sia questa la soluzione. Ogni giorno che passa ti assomiglia di pi.
R  diventata una bellissima bimba.  dolce, educata e va bene a scuola, ma ogni tanto sta troppo attaccata a tua madre ed  ipersensibile, a mio avviso; abbiamo provato a temprarla ma con poco successo. Piange per un nonnulla ed  quel genere di bambina che trova ovunque si giri cuccioli o micini randagi. D la adora ed  un ragazzo diverso quando sta con lei. Sono molto affiatati e tu ne saresti contenta. Non ha ASSOLUTAMENTE doti musicali. Non abbiamo insistito n con lei n con D. Detestavano entrambi le lezioni di piano e quindi non ha senso.
Se c bel tempo per il compleanno di R, ho intenzione di portare per una giornata lei e D in spiaggia per far volare gli aquiloni che abbiamo costruito. (Ti ricordi quello che avevamo fatto io e te?) Non so se riuscir a convincere tua madre a unirsi a noi. A ogni modo, tornando a casa ci fermeremo per cena al ristorante. S, cerco ancora di restare aggrappato ad alcune delle nostre tradizioni. R adora questo locale, che si chiama Sanitary Fish Market (che nome per un ristorante!), perch tutti i clienti mangiano insieme in lunghe tavolate e lei crede che sia una vera gioia. Mi aspetto che un giorno o laltro possa erompere in un canoro Kumbaya.  una fortuna che R non si ricordi di comera un tempo la nostra famiglia. Questa per lei  la norma: una madre perennemente triste, un padre preoccupato e inquieto e un fratello confuso e incazzoso.
Per quanto mi riguarda, sono certo che tu abbia dedotto che non faccio pi il mio vecchio lavoro. Al momento mi sto concentrando sulle collezioni e ho una piccola attivit che mi permette di lavorare allaria aperta.
Dunque, Ann, eccoti qui il riassunto della vita nella famiglia M. Fidati quando ti dico che vorrei sapere tutti i dettagli sulla tua, ma dovr farne a meno. Non possiamo portare avanti questo botta e risposta. Alcune persone continuano ad avere sospetti.
Te lo ripeto: distruggi la lettera. Non posso dirtelo in modo pi perentorio.
Con affetto,
Fred

36. Riley.

Dunque, che succede, Riley? mi chiese Suzanne dal suo lato della scrivania. Mi sei sembrata sconvolta al telefono.
Fu un sollievo sapere che a Suzanne avevano annullato un appuntamento quel pomeriggio ed era quindi riuscita a ricevermi. Mi dissi che era un segno del fatto che stavo facendo la cosa giusta e dovevo farlo prima che me ne mancasse il coraggio.
Ah s? chiesi innocente. Ero appena tornata da una corsetta, quindi probabilmente ero senza fiato.  tutto a posto, ma ho bisogno del tuo aiuto. Intrecciai forte le mani e me le poggiai in grembo. Ho scoperto che mio padre voleva aggiornare il suo testamento affinch il campeggio andasse ai Kyle e volevo quindi parlarti di come poterlo fare.
Lei inclin la testa come se magari mi avesse fraintesa. Be, disse piano adesso non c modo di cambiare il testamento.
Oh, questo lo so dissi. Ma io... io e Danny... vogliamo eseguire le volont di nostro padre e, in qualche modo, trasferire a loro la propriet del camping. Devi solo spiegarmi come fare.
Aggrott la fronte mentre parlavo. Doveva pensare che fossi la persona pi generosa al mondo. Be... fece la prima cosa che ti consiglierei  di rifletterci su un bel po ancora, Riley. Stai parlando di una propriet di un certo valore. Jeannie pu darti unidea di quanto vale, e...
Lha gi fatto. Crede che potremmo ricavarci duecentomila dollari. Ma non possiamo, sapendo che pap voleva che fosse di qualcun altro.
Lei si appoggi allo schienale, si infil gli occhiali da lettura anche se non vedevo alcun documento davanti a lei. Come lhai saputo? mi chiese.
Ero felice che, da dove era seduta, non potesse vedermi le mani, visto che ora me le stavo strizzando e schiacciando contro il corpo. Mi ha accennato qualcosa Jeannie mentii. E pure Verniece Kyle. E poi, mentre sgombravo la scrivania di pap, ho trovato un elenco delle cose da fare in cui diceva che doveva parlarti della riscrittura del testamento e cera scritto tra parentesi Campeggio ai Kyle, allora ho capito che era la verit. Quello che dicevano Jeannie e Verniece.
Ero una pessima bugiarda. Lo ero sempre stata. Suzanne si spost sulla seggiola e mi osserv con gli occhi socchiusi. Stai prendendo questa decisione sotto costrizione? mi chiese.
Assolutamente no risposi. Lo abbiamo deciso noi. Semplicemente non ci sembrerebbe giusto tenerlo.
 molto generoso da parte tua e di tuo fratello, Riley, ma mi auguro che tu voglia rivolgerti a un consulente finanziario prima di compiere una decisione cruciale come questa. Sei consapevole delle conseguenze fiscali?
Conseguenze fiscali? Questo mi fece bloccare, ma non volevo dare a vedere che non ci avevo riflettuto a fondo.
S. Confermai anche con la testa.
Hai pensato che dovrai compilare un modulo per la donazione per lAgenzia delle Entrate? mi chiese, come se non mi credesse. Non devi pagare tasse sulla donazione finch non raggiungi il tetto det, ma hai appena venticinque anni e non si sa mai quanto...
Ci ho pensato a lungo, Suzanne la interruppi. Vogliamo farlo e prima lo facciamo meglio . Voglio veramente che si occupino loro della propriet cos che io possa tornare a Durham e alla mia vita.
Be,  proprio questo che mi preoccupa fece lei. Ossia che, nella fretta di tornare alla tua vita, tu non stia prendendo la decisione pi saggia.
Mi protesi in avanti. Avevo bisogno di chiudere questa storia. Come facciamo? chiesi. Devi preparare un contratto o qualcosa del genere?
Lei percep la mia impazienza e si rassegn con un leggero cenno del capo. Si chiama atto di donazione disse.  davvero semplice. Tu, in qualit di donante, con latto trasferisci la propriet ai Kyle. In qualit di donatari, firmano anche loro, per accettazione senza atto di garanzia speciale. Possono far fare una visura ipotecaria, cosa che io consiglierei di fare, ma possono rinunciare se cos scelgono. Successivamente io, o meglio la mia segretaria, consegneremo latto al tribunale perch venga registrato e abbiamo finito.  semplicissimo.
Perfetto dissi. Quando possiamo farlo?
Posso redigere il documento questo pomeriggio e potete venire tutti a firmarlo domani pomeriggio.
Tutti. Deve venire anche Danny? le chiesi. Io ero la sua fiduciaria. Contavo sul fatto che non fosse necessario che lui firmasse.
No rispose. Se lo facciamo domani, lunico problema  che non potr depositare latto in tribunale prima di luned, quindi non sar registrato fino ad allora.
Va bene.
Di solito, mi scrut da sopra gli occhiali da lettura la formula di un atto di donazione afferma che il trasferimento ha luogo in considerazione dellamore e dellaffetto tra il donante e il donatario.
A quelle parole mi si attorcigli lo stomaco. Lascia perdere questa parte le dissi.
Mi rivolse un sorriso preoccupato. Lo far concluse, ed ebbi la sensazione che non avesse creduto neanche per un secondo al fatto che non stessi compiendo quella decisione sotto costrizione.

37. Marzo 1996. Morehead City, Carolina del Nord. Jade.

Seduta in unauto a noleggio davanti al Sanitary Fish Market, si sfil i giganteschi occhiali da sole che aveva acquistato per quel viaggio. Temeva di aver intrapreso unimmensa ricerca vana e molto dispendiosa. Era rimasta l seduta per quasi tre ore e la luce del giorno stava ormai declinando e sarebbe stato molto pi complicato distinguere le persone che entravano nelledificio.
Ingranando la marcia, si avvicin leggermente allingresso di modo da riuscire a vedere con maggiore nitidezza in quella luce che si stava affievolendo pian piano. Era stata una giornata meravigliosa, con moltissime famiglie in vacanza per Pasqua, e sembrava che il ristorante si stesse riempiendo. Aveva fatto affidamento proprio su questo. Aveva contato di potersi mescolare tra la folla, ma ora iniziava a sembrare quasi senza importanza.
Grady le aveva chiesto di lavorare quella settimana, ma gli aveva risposto che sarebbe andata a Portland per vedere Celia. La verit era che le vacanze di Celia cadevano in un periodo diverso rispetto alle sue. Nemmeno Celia sapeva dove si trovasse lei in quel momento. Nessuno lo sapeva e la riflessione le fece venire un nodo in gola. Non importa quante persone tengano a te, pens. Se non puoi aprirti con loro e confidare chi sei veramente, resti sempre sola.
Aveva tentato di dormire in macchina la notte precedente al volo per Raleigh, ma faceva troppo freddo e non riusciva a placare il proprio cervello. Continuava a pensare al viaggio in macchina fin l, a Morehead City, la cittadina della Carolina del Nord che ospitava quel Sanitary Fish Market che suo padre aveva fatto lerrore di citare nella lettera. Aveva avuto paura di perdersi e di tutte le altre cose che sarebbero potute andare storte. Riley avrebbe potuto svegliarsi con il raffreddore. Il brutto tempo avrebbe potuto trattenerli a casa. Quando era giunto il mattino e aveva cominciato il viaggio in auto, era gi sfinita.
Aveva aspettato di essere in prossimit di Morehead City prima di inforcare i suoi esagerati occhiali da sole e la parrucca nera da Halloween che aveva comprato, preoccupata che i capelli tinti non fossero sufficienti come travestimento. Poi trov il ristorante, parcheggi lauto e si mise ad aspettare. A quel punto le sembr che tutto quel viaggio fosse stato inutile.
Poi, sotto i faretti del ristorante, scorse un uomo e una donna e un ragazzino biondo che passeggiavano lungo il marciapiede in direzione dellentrata. Una bimbetta correva in testa al gruppo e Jade si sporse, trattenendo il fiato. Nonostante sapesse benissimo che Riley aveva ormai otto anni, aveva cercato una bimba pi piccola.
Oh mio dio sussurr. Il suo respiro lasci un alone di vapore sul finestrino dellauto, che elimin in fretta con le dita cos che non ci fosse nulla sulla sua traiettoria visiva.
Ora i neri capelli della madre erano corti, sistemati dietro le orecchie. Si era avvicinata al fianco del padre di Jade, ma non si tenevano la mano come facevano un tempo ed erano distanziati da ben quindici centimetri di aria nel mezzo. Colpa mia, pens Jade. Suo padre non aveva detto quello nella lettera, ma in ciascuna riga scritta sul fatto che la sua famiglia stesse cadendo a pezzi lei aveva percepito del biasimo.
Alla luce che filtrava dal ristorante, suo padre appariva tutto grigio. Era un colpo. Ma sorrideva, gridando qualche frase che fece voltare Riley e le fece sventolare la mano in sua direzione.
Danny e Riley... Non li avrebbe riconosciuti. Danny era alto e allampanato, i capelli biondo ghiaccio, del suo stesso colore se non se li fosse tinti. Camminava un po ingobbito, come se si fosse fatto troppo lungo con let e fosse a disagio per la propria altezza.
Poi cera Riley. Oddio, Riley! Jade avrebbe desiderato avere pi luce naturale per poterla vedere chiaramente, ma poteva constatare che la piccola di due anni era ormai svanita e, al suo posto, cera una bimbetta snella e graziosa con neri capelli mossi. Riley torn di corsa dai suoi genitori e prese la mano del padre, facendola dondolare e abbozzando un giocoso saltello ogni due passi. Jade deglut a fatica. Aveva fatto la cosa giusta, cos tanti anni fa ormai. La cosa giusta.
Aspett che fossero entrati nel ristorante e poi concesse loro qualche minuto in pi per accomodarsi. Inforcando gli occhiali scuri e aggiustandosi la parrucca, fece un respiro profondo e scese dallauto.
Il ristorante era organizzato in file di lunghi tavoli come quelli da picnic ed era pieno di gente, cosa per cui prov del sollievo. Si era seduta a circa quattro tavoli di distanza dalla propria famiglia, una posizione che le consentiva di avere perfettamente in vista Riley e suo padre; sua madre e Danny, per, le davano le spalle. Si sedette di fronte a una coppia di anziani e fu lieta di capire che non avevano alcun interesse a conversare con lei. I suoi occhiali erano cos scuri che riusciva a malapena a vedere il menu e temette di essere notata. Probabilmente era lunica cliente del ristorante a mangiare da sola ed era certamente lunica persona a indossare una parrucca e un paio di occhiali scadenti, eppure nessuno parve far caso a lei.
Ordin degli involtini di platessa, ma non riusc a mangiare. Lunica cosa che riuscisse a fare era starli a fissare. Riley era cos incredibilmente cambiata. Rivolse un sorrisone alla cameriera e sembrava stesse ordinando anche lei dal menu come una grande. Si era dimenticata tutto di quel giorno insanguinato di sei anni e mezzo prima, Jade ne era certa. Era semplicemente come aveva sperato: una Riley con la memoria azzerata. Quella che vedeva quattro tavoli pi in l era una famiglia che era andata avanti senza di lei. Eppure, da qualche parte, restava ancora: nel cauto modo in cui suo padre nascondeva la verit; nel dolore nel cuore di sua madre; nel comportamento ribelle di Danny e forse nelle vecchie foto di famiglia che Riley, un giorno, avrebbe trovato per caso. Ma lei si era fatta da parte per far spazio al loro futuro. Era ci che desiderava, anche se il dolore di vederlo con i propri occhi era quasi insostenibile.
Quando le lacrime fecero capolino dietro agli occhiali, appoggi una banconota da venti accanto al piatto e si alz, ignorando lespressione attonita della coppia di anziani di fronte a lei. Se ne and in fretta dal ristorante e sal nellauto a noleggio. Restando l seduta, si concesse di singhiozzare mentre la sera cedeva il passo alla notte. In un certo senso era una bella sensazione lasciar sgorgare le lacrime che aveva trattenuto cos a lungo. Quando alla fine smise di piangere, si asciug con un fazzoletto la faccia umida e avvi il motore. E cos si allontan da Morehead City, lasciandosi il passato per sempre alle spalle.

38. Riley.

Appena firmato latto di donazione nello studio di Suzanne nel tardo pomeriggio di venerd, mi avviai alla volta del campeggio. Tom e Verniece avevano gi sottoscritto il documento non ufficiale; io avevo intenzionalmente aspettato che uscissero dallufficio di Suzanne prima di entrare, perch non volevo vederli pi di quanto fosse strettamente necessario. Chiesi a Suzanne una copia del documento con le firme di entrambe le parti cos che potessi mostrarlo a Tom e Verniece nel caso in cui avessero messo in dubbio la mia parola.
Mi stavano aspettando nel loro camper. Prendemmo posto attorno al tavolino a muro, loro due da un lato, io dallaltro. Questa  una copia del documento firmato. La appoggiai sul tavolo in mezzo a noi  tutto pronto e Suzanne depositer latto luned. Ora mi dica dove si trova mia sorella feci rivolgendomi a Tom, comportandomi come se fossi io quella ad avere autorit in quel posticino caldo quando sapevo che le cose non stavano cos. Il mio corpo sembrava esserne pienamente consapevole, perch percepii il tremore nella mia voce.
Tom e Verniece osservarono con cupidigia il modulo, ma allimprovviso Verniece scosse la testa. Dovremmo aspettare che latto sia depositato disse, con tono brusco. Era la stessa voce che avevo udito di sfuggita il giorno in cui avevo dimenticato il telefono sul loro camper. Pareva che si trattenesse, come se ricordasse di dover essere una persona tenera e premurosa nei miei confronti. Cio... disse non sarebbe la cosa pi sensata?
Ha ragione mi disse Tom.  cos che si fa. Quando lavvocato ci comunica che  stato depositato, tu torni qui e io ti racconto tutto.
No. Intrecciai le mani sul tavolo. Me lo racconta adesso. Non ho intenzione di aspettare tutto il weekend per scoprire cosa sa. Le sto regalando una bella fetta del mio patrimonio netto. Le parole mi sfuggirono di bocca. Non ero neanche sicura di quale fosse il significato di patrimonio netto, ma speravo che suonasse come se avessi riflettuto accuratamente su tutto e sapessi cosa stavo facendo.
Non capisci che cosa ti dar io disse Tom. Dandoti informazioni, metto a repentaglio la mia persona. E quello che dovresti tenere bene a mente  che negher tutto se spifferi anche solo una sillaba alle autorit. O a tuo fratello.
Ora calmati, Tom. Verniece gli pos una mano sul braccio. Dovremmo discutere civilmente. Credo che dovresti procedere e dirle ci che deve sapere.  una persona affidabile. Allung una mano sul tavolo per stringermi le mani dove le tenevo intrecciate. Non  vero, tesoro?
Io non risposi. Lasciai che il mio sguardo consumasse gli occhi di Tom e riuscii a vedere il momento in cui decise di capitolare.
Si tir in piedi. Si avvicin al frigorifero per tirar fuori una birra. Ero in debito con tuo padre mi disse, facendo saltare il tappo della birra con un apribottiglie piatto. Si volt per guardarci, appoggiandosi con la schiena al piano della cucina mentre si portava la bottiglia alle labbra. Verniece sa tutto, non preoccuparti per questo fece. Sono stato con una detenuta che trasportavo quando facevo parte del Marshals Service. Mossa stupida. Frank era il mio capo e lha scoperto. Avrebbe dovuto cacciarmi e invece mi ha coperto. Mi ha dato una seconda possibilit. Abbass lo sguardo sulla birra. Per, alla fine... fece mi sono ritrovato a ripagare quella seconda possibilit dieci volte tanto.
Cosa significa? gli chiesi.
Tua sorella non si  uccisa, ma non era lei la mente del piano.
Percepii un brivido nonostante il caldo del camper. Vuole dire... che  stato lei?
No, tesoro disse Verniece. Tuo pap.
Mi sentii di colpo nauseata e allontanai il corpo dal tavolo, lasciandomi cadere le mani sulle gambe. Che diavolo di gioco stavano facendo con me? Mi stavano propinando una serie di bugie in cambio del camping? Non vi credo dissi.
Senti fece Tom. Ti ho promesso che ti avrei detto quello che so. Non ho promesso di indorarti la pillola.
Cercai di non dare a vedere lo shock sul mio viso. Pap? Era impossibile. Era la persona pi onesta che conoscessi e aveva pianto la morte di Lisa. Per tutta la vita avevo visto quel dolore in lui.
Ma pensai a quelle due serie di impronte nella neve dove Lisa aveva lasciato la macchina. Cosa sta dicendo? gli domandai. Cio... mio padre lha aiutata a... a far cosa? A far sembrare che si fosse ammazzata?
Esatto fece Tom. Hanno messo in acqua il kayak ed  salita sulla macchina di tuo padre, che lha portata a met strada verso Philadelphia. Ed  stato l che sono entrato in gioco io. Appoggi la bottiglia sul piano. Incroci le braccia sul petto. Lho recuperata in unarea di sosta e lho trasportata per la strada che mancava per Philadelphia.
Mi sentii defluire il sangue dal volto. Non riuscivo a respirare. Mi sembrava che, in quel camper, non ci fosse assolutamente aria e le figure di Tom e Verniece cominciarono a farsi sfocate ai miei occhi. Sotto il tavolo, mi schiacciai forte i palmi luno contro laltro.
Riley, stai bene? mi chiese Verniece e io la ignorai, tenendo gli occhi fissi su Tom.
Mia madre sapeva qualcosa? Avevo la gola tanto bloccata che le parole quasi non emisero alcun suono. Sapeva che Lisa non si era uccisa?
Tom scosse la testa. Non lo sapeva nessuno disse lui.
Come faccio a sapere che mi sta dicendo la verit? gli chiesi. Mio padre non avrebbe mai...
Tuo padre non avrebbe mai fatto cosa? Rise, ma quel suono fu derisorio. Evitare alla sua primogenita lergastolo? Personalmente io non credo che si meritasse di essere salvata, ma, a quanto pare, lha fatto.
Mi sentii affiorare le lacrime agli occhi. Non avevo voglia di piangere davanti a loro due. Dovevo essere forte l dentro, ma lidea che pap avesse fatto tutto quello che era in suo potere, infrangendo la legge, per salvare mia sorella, mi lacer dentro.
Io non volevo entrarci in questa storia. Tom si port la bottiglia alle labbra. Tua sorella doveva essere una sociopatica, con tutte quelle stronzate che aveva propinato alla polizia sul fatto che fosse un incidente e robe del genere. A me non fregava neanche un po di lei. Lho fatto perch ero in debito con tuo padre e dovevo tenermelo buono.
Mi asciugai una lacrima dalla guancia. Perch a Philadelphia? chiesi. Perch lavete portata l?
Lui lha portata alla stazione ferroviaria spieg Verniece.
Per andare dove poi?
E come dovrei fare a saperlo? rispose. Non volevo saperlo.
Mi sta dicendo che non sa dove si trova? chiesi, alzando i toni.
Spiegale del nuovo nome Verniece disse in fretta. Sapevo che lei voleva farmi stare buona, ma se lui non avesse saputo effettivamente dove potessi trovarla, avrei perso le staffe. Era quello laccordo: lui mi avrebbe detto dove trovarla in cambio del campeggio.
Le ho preparato una serie di documenti disse Tom proprio come facevo per chi faceva parte del Programma Protezione Testimoni.
E cos lui le ha dato un nuovo nome e tutto il resto disse Verniece.
Che nome le ha assegnato? gli chiesi.
Ann Johnson. In genere cercavamo di assegnare a qualcuno del Programma un nome con le stesse iniziali. Era pi comodo. Ma tuo padre voleva qualcosa di assolutamente anonimo e quindi  questo che ho scelto.
Mia sorella ha un nome. Parole che avrei potuto pronunciare ad alta voce. Parole che avrei potuto googlare. Ma Ann Johnson? Devono esistere migliaia di Ann Johnson dissi.
Era proprio questo lo scopo.
Lei ha parlato di documenti, al plurale gli dissi. Che altro le ha dato?
Aveva una patente intestata a quel nome e un indirizzo nel Maryland. Aveva un codice fiscale.
Lei sa qual ? gli chiesi.
Cavolo, riesco a malapena a ricordare il mio, di codice fiscale rispose con una risata amara. Non ne ho idea. Bevve un altro sorso di birra. Dunque, fece lui, riappoggiando la bottiglia sul piano ti ho detto tutto quello che so. Ora che hai un nome e sai che ha preso un treno a...
Lei ha detto che mi avrebbe detto dove trovarla! Mi sentivo in preda al panico. Non era quello che aveva promesso Verniece?
Io, questo, non lho mai detto disse lui.
Guardai Verniece e lei si tir leggermente indietro di fronte a qualsiasi cosa avesse visto nei miei occhi. Io non ho detto che sapeva esattamente dove trovarla, Riley mi disse. Ma ora hai molte pi informazioni di quelle che avevi solo pochi minuti fa...
Posso dirti che era viva e in salute ventitr anni fa la interruppe Tom e posso dirti come  scomparsa.  tutto quello che ho promesso. E mi  costato. Non ho superato un test alla macchina della verit nel 93 perch ho protetto tuo padre e tua sorella dicendo di non aver mai sfruttato la mia posizione per nulla di esterno agli affari ufficiali. Avrei semplicemente dovuto fregarmene delle conseguenze per loro.
Oh esclam Verniece non avresti comunque passato il test perch stavi mentendo su quella puttanella che ti sei...
Zitta, donna! url Tom. Non sai di cosa parli.
Verniece si cuc la bocca, anche se avevo la sensazione che, se non fossi stata presente, si sarebbe concessa di dirgliene quattro come aveva fatto quando lavevo sentita di sfuggita qualche giorno prima. Doveva mantenere un atteggiamento dolce e innocente per me.
 questo il motivo per cui mio padre le ha dato cinquecento dollari al mese per tutti questi anni dissi. Allistante tutti i pezzi del puzzle si incastrarono.
Era una somma irrisoria da sborsare per tener fuori di prigione sua figlia, non credi?
Quello che credo  che non mi ha detto praticamente niente dissi con tono aspro. E quindi Lisa era viva ventitr anni fa, con un nome impossibile da rintracciare ed  salita su un treno per non si sa dove.
Sai che c, Riley? fece lui. Ti sei mai fermata a riflettere sul fatto che se Lisa avesse voluto vederti, ti avrebbe trovata lei?
Aveva toccato un nervo che non mi ero resa conto fosse sensibile e scoperto e per me quel dolore fu estremo. Mi alzai e, afferrando dal tavolo la copia del documento firmato, la strappai a met.
Quella  solo una copia! esclam Verniece.
Ecco cosa intendo fare del nostro accordo dissi, stracciando il foglio in quattro, poi in otto. Chiamer Suzanne per comunicarle che ho cambiato idea e per dirle di non depositare latto.
Non puoi farlo! Verniece alz lo sguardo su di me, con unespressione sconvolta in viso. Abbiamo firmato il documento! Loriginale!
Posso farlo e lo far dissi, sperando di non sbagliarmi. Accordo finito.
Che puttanella che sei ringhi Tom. Mosse un passo verso di me e io tentai senza successo di non sussultare.
Riley mugol Verniece. Non  leale! Ti sta dicendo tutto quello che sa. Non vuoi che si inventi delle cose soltanto per accontentarti, no?
No, ma voglio che mi dica qualcosa che possa valere duecentomila dollari dissi. Abbiamo finito.
Aprii la porta, poi balzai gi dagli scalini. Una volta toccata terra, corsi fino alla mia auto, con il terrore che Tom potesse inseguirmi con il fucile. Per, quando salii in macchina e sbloccai lo sterzo, guardai indietro verso il camper e notai che non cera nessuno in vista. Mi tremavano le mani mentre avviavo il motore. Feci inversione in fondo al viottolo e mi diressi fuori dal campeggio e solamente quando giunsi alla strada principale accostai al ciglio della strada e scoppiai in lacrime. Che cosa avevo sperato? Che lui sapesse esattamente dove potevo trovarla?
L seduta, chiamai il numero di Suzanne e provai sollievo nel sentire la segreteria. Ero troppo imbarazzata per poter parlare con lei al momento. Mi schiarii la voce, sperando che non capisse che avevo pianto.
Suzanne, dissi sono Riley MacPherson. Ho riflettuto su alcune cose che mi hai detto e ho deciso che, dopotutto, non me la sento di donare il camping ai Kyle. Mi dispiace per la noia. Non depositare latto, per favore. Grazie per avermi aiutata a pensarci su bene.
Chiusi la chiamata e rimasi l seduta con lo sguardo perso verso gli alberi al bordo della strada. Pap sapeva. In tutti questi anni aveva conosciuto la verit. Poteva averlo detto a mia madre? Non credo. Non per come soffriva. Non si poteva fingere un dolore del genere. Pensavo che mio padre fosse il solo a saperlo e mi domandavo se, da qualche parte, sepolto sotto una marea di scartoffie in quegli armadi del soggiorno, potesse esserci un indizio su dove trovare Lisa.
E se cera un indizio, lavrei scoperto. Avrei aggredito quei documenti con un nuovo spirito di vendetta. Basta! Non mi fermer pi a tritare ogni foglio di carta indesiderato. Non avevo tempo per questo. Avrei rovistato tra ogni cosa in cerca di un indizio, qualsiasi possibile indizio, che mi avrebbe suggerito dove trovare mia sorella.

39. Aprile 1996. Jade.

Ciao, Charlie gli disse mentre il vecchio entrava al Gradys portando lp a bracciate. Lei gli diede un bacio sulla guancia e prese i dischi. Pronta per consegnare questi? Nellultimo periodo, ogni volta che passava in negozio, portava altri album da vendere a Grady. Aveva raggiunto quellet in cui era tempo di sfoltire, cos le aveva detto, ma anche se ne portava dieci o venti alla settimana, ne comprava almeno altri cinque per sostituirli, e quindi quelloperazione era alquanto lenta.
Appoggi la pila di dischi sul bancone davanti a Grady, che li avrebbe conteggiati mentre Charlie vagava per le sezioni in cerca di qualcosa di nuovo.
Sto controllando alcuni scatoloni nel retro comunic lei a entrambi. Erano le uniche persone allinterno del negozio e, di solito, Jade era impaziente di raggiungere Charlie, ma quel giorno aveva bisogno di star sola.
Fammi sapere se l dietro trovi qualche cosa senza la quale non potrei vivere le disse Charlie.
Sar fatto.
Sedendosi sullo sgabello nel retro, tir fuori vecchi vinili da uno degli scatoloni dellasta. Comunque, prest a malapena attenzione ai dischi. Stava pensando a ci che aveva scoperto a scuola quella mattina: prima di cominciare il quinto anno alla statale di San Diego, lanno in cui avrebbe ottenuto il titolo che le avrebbe permesso di insegnare, doveva registrare le proprie impronte digitali. Era la legge per chiunque insegnasse, chiunque lavorasse con i bambini. Che stupida che era stata a non capire che avrebbe dovuto essere schedata per poter lavorare in una scuola! Passando ciecamente al vaglio i dischi di fronte a s, si accorse del fatto che gli ultimi quattro anni della sua vita, quantomeno da un punto di vista educativo, erano stati buttati. Non avrebbe mai potuto insegnare. Non musica. E neanche altro. E non aveva la minima idea di che cosa avrebbe fatto a quel punto.
Per un attimo nel negozio ci fu silenzio. Grady faceva sempre andare la musica, ma Watermark di Enya era appena giunta al termine e Jade sapeva che lui stava cercando di capire quale altro brano metter su, quando Jade ud il tintinnio del campanello della porta dingresso.
Posso aiutarla? sent che chiedeva Grady.
Forse rispose una profonda voce di uomo. Cera qualcosa in quella voce che le fece bloccare le mani sui dischi per tendere lorecchio. Sono un investigatore privato si present. Mi chiamo Arthur Jones e sto cercando una ragazza.
Lei si abbass le mani sulle gambe abbandonando lo scatolone. Stai calma, si disse. Ocean Beach era piena di ragazzi scappati di casa. In quella citt le persone erano sempre alla ricerca dei propri figli scomparsi.
Questa  una foto vecchia disse luomo. Dovrebbe avere ventitr anni adesso. Probabilmente ha cambiato aspetto. Magari porta una parrucca o si  tinta i capelli.
Jade si premette un pugno sulla bocca, in attesa. Per un momento veramente interminabile, nessuno disse nulla. Sembra una specie di scatto promozionale disse alla fine Grady.
Esatto.  una violinista, come puoi vedere. Era uno di quei ragazzi prodigio.
Lei chiuse gli occhi. Sapeva immaginarsi quale foto stesse mostrando a Grady: quella che avevano sbattuto in prima pagina su tutti i giornali dopo la morte di Steven. Sei anni, pens. Per sei anni laveva scampata. Aveva creduto che potesse andare avanti cos per sempre.
Non ha un viso familiare disse Grady e lei riprese a respirare.
No? fece Arthur Jones. Lho fatta vedere a una persona qui fuori, che pensava di aver visto lavorare qui una ragazza che le assomigliava.
Ci sono un mucchio di fattoni per strada. Grady sembrava scocciato.
Mi faccia vedere disse Charlie.
Be, adesso sar diversa disse Arthur Jones. Pi grande, come ho gi detto, e provi a immaginarsela con un colore di capelli diverso, magari con un taglio corto.
Che bella ragazza comment Charlie. Perch la sta cercando?
 ricercata per omicidio disse luomo di colpo. Lei sent Grady che rideva.
Ti fa ridere? chiese luomo.
 solo che non ha la faccia di unassassina disse Grady. Che cosha fatto? Ha dato un colpo in testa a qualcuno con il violino?
No, ha sparato in testa a un tizio con una .357 Magnum.
Silenzio.
Cacchio esclam Charlie dopo un momento. Sta scherzando?
E quindi te ne vai in giro per tutti i negozi a far vedere questa foto? chiese Grady.
Sappiamo che  una musicista e siamo piuttosto certi che si trovi a San Diego, spieg Arthur Jones e quindi ha senso controllare nei negozi di musica, non trovi?
Come facevano a sapere che stava a San Diego? E daltronde come sapevano che non si era uccisa nel 1990? Ripens alle lettere che si era scambiata con suo padre il mese prima. Erano state un errore madornale?
Be, non credo di averla mai vista concluse Grady.
Io conosco chiunque a Ocean Beach e non ho mai visto nessuna ragazza che le assomigli aggiunse Charlie. Mi sa che  fuori strada.
Qui dentro non c nessun altro a cui possa far vedere la foto? chiese luomo.
No si affrett a rispondere Grady. Giornata fiacca.
Daccordo, allora. Vi ringrazio per il vostro tempo.
Lei ud il tintinnio della porta, ma non si mosse. Sarebbe dovuta uscire dalla porta sul retro che dava sul vicolo? E cosavrebbe fatto poi?
Pian piano scivol gi dallo sgabello appoggiandosi sulle gambe che minacciavano di abbandonarla ed entr nel negozio. I due stavano l in piedi come statue, la fissavano, Charlie con un lp tra le mani, Grady da dietro il bancone.
Sei bianca come un cencio le disse Grady e Charlie alz la mano libera.
Dimmi soltanto che non lhai fatto le disse.
Lei deglut, con la gola secca come un pezzo di legno. Non lho fatto. Che altro poteva dire?
Per me  sufficiente chiuse Charlie.
Tra quanto gli verr in mente di controllare alla facolt di musica della statale? chiese Grady e il cuore di Jade quasi smise di battere.
Devo andarmene disse lei. Devo andarmene da Ocean Beach.
Va da Celia le propose Charlie. Ma di a Ingrid che vai a stare da qualche altra parte.
Lei annu.
Grady apr il registratore di cassa, cont cinque banconote da venti e gliele allung. Ci mancherai le disse e poi aggiunse: Ti vogliamo bene, Jade. Abbi cura di te.
Sbaracc in fretta il cottage. Aveva poche cose da metter via e ancor meno di cui le importasse, ma pens che sarebbe stato meglio prendere tutto. Le sue impronte erano dappertutto! Sper che quellinvestigatore privato non parlasse mai con qualcuno che potesse condurlo da Ingrid e al cottage. Se stava prendendo in considerazione solamente i negozi di musica sarebbe stata in salvo, ma se avesse tirato fuori la fotografia al supermercato, l qualcuno lavrebbe sicuramente riconosciuta. E come aveva detto Grady, la facolt di musica della statale... Oddio. Come poteva essere successo?
Le ci vollero quattro viaggi per portare tutti i suoi averi in macchina. Aveva quella sola valigia con cui era arrivata. I manuali, che immaginava non le sarebbero mai pi serviti ma che non voleva lasciare l in camera. Il portatile. Il violino, gli spartiti e il leggio. Tutto qui. A ogni viaggio verso la macchina, si guardava intorno in cerca di Arthur Jones, sperando di vedere come era fatto. Non sapeva di chi aver paura.
Una volta riempita lauto, trov Ingrid che zappava nellorticello dietro al capanno.
Ingrid, le disse mi dispiace fare tutto in fretta e furia, ma devo tornare a casa.
A casa? Ingrid interruppe il suo lavoro e la guard completamente basita. Intendi dire dalla tua famiglia del Maryland? In quegli anni, Jade non aveva mai neanche menzionato quella famiglia inesistente.
Jade annu. Mio padre in qualche modo ha scoperto che frequento la statale e mi ha fatto sapere che mia madre  gravemente malata.
Ingrid non disse una parola. La fiss e Jade dovette colmare il silenzio.
E sinceramente, disse ne sento la mancanza. Devo andare e basta. Quindi laffitto  pagato fino alla fine del mese... okay? Serve che paghi altro? Potrei...
No, Jade. Ingrid poggi la zappa in verticale accanto a s. Siamo a posto cos. Mi spiace per tua madre. Adagi a terra la zappa e le si avvicin, mettendo le mani sulle spalle di Jade. Sei stata la miglior inquilina che potessi desiderare, ma ho sempre creduto che dovessi tornare a casa disse. Sta con la tua famiglia. Ma la scuola invece?
Dovr cambiare. Va bene comunque. La famiglia  pi importante. A ci la voce le si strozz un po in gola. Sperava tanto di poter tornare a casa.
Ti fai tutta la strada in macchina fino in Maryland? Ingrid abbass le braccia, con unespressione preoccupata in volto. Ci vorranno dei giorni.
Lo so.  per questo che parto subito. Non voglio lasciare qui la macchina. Stava dicendo cose sensate o si stava scavando di pi la fossa? Grazie mille per tutto le disse.
Aspetta che ti prendo qualcosa da mangiare da portar via. Ingrid fece un passo in direzione della casa, ma Jade la afferr per un braccio.
Sono a posto, grazie le disse, temendo che, a ogni secondo che passava, Arthur Jones riuscisse ad avvicinarsi di pi a lei. Me la caver.
Doveva fare ancora unaltra tappa prima di andarsene da Ocean Beach: la banca. Aveva ancora quasi duemila dollari sul conto. Prelev i soldi in contanti, stipandoli nella borsetta e sper di non aver fatto scattare nessun campanello di allarme nella testa del cassiere. Era certa di sembrare la donna terrorizzata e colpevole che era.
Percorse tutto il tragitto fino a unarea di servizio nei pressi di una cittadina chiamata Redding a nord della California prima di aver assolutamente bisogno di dormire. Ciononostante riusc a sonnecchiare solamente per unoretta, schiacciata sul sedile posteriore dellauto, prima che la paura la ridestasse. Magari avrebbe dovuto chiamare Celia prima di dirigersi a Portland, ma aveva paura di quello che avrebbe potuto dire lei. E se le avesse detto di non andare? Di punto in bianco stava andando tutto storto e se le cose le fossero andate male anche con Celia, non avrebbe retto. Non sapeva come spiegarle quellimprovvisa comparsa nel suo appartamento, per. Tutta un tratto le parve di non conoscere per niente bene Celia. Comunque, Charlie le aveva detto di andare da lei e lui la conosceva meglio di chiunque altro.
Era stordita dallansia e dalla strada quando raggiunse lappartamento di Celia il pomeriggio del giorno dopo. Celia non cera e cos Jade si mise a sedere sul pianerottolo fuori dalla sua porta. Doveva far pip e stava morendo di fame mentre ripercorreva mille volte nella mente quello che aveva deciso di raccontarle. Aveva partorito una lunga ed elaborata sfilza di bugie. Ma quando Celia sal i gradini, con il volto in preda allo stupore di vederla l, Jade scoppi in lacrime.
E allora raccont a Celia ogni cosa. Ogni cosa. Persino cose di cui neanche suo pap aveva idea.
Persino cose che non poteva neanche immaginare.

Parte terza.

40. Riley.

Una volta ripresami dopo aver lasciato il messaggio a Suzanne, proseguii in macchina per il resto del tragitto verso casa sentendomi attraversare il corpo da un brivido di eccitazione. Lisa era viva! A meno che non avesse avuto una grave malattia o un incidente... Ma quanto era probabile? Aveva solamente quarantanni. Lavrei trovata e niente mi avrebbe fermata. Per sapevo di dover agire con cautela. Ci implicava non raccontare a Danny quello che sapevo, tanto per cominciare. Avrei cercato Lisa in modo da non metterla in pericolo, tenendo a mente le parole di Tom: Se Lisa avesse voluto vederti, ti avrebbe trovata lei. Doveva aver paura di essere scovata. Sapeva che pap era morto? E, se  per questo, sapeva di nostra madre? E se lavesse saputo le sarebbe importato?
Quando entrai in casa, Christine mi afferr la mano. Dove sei stata? mi chiese. Abbiamo scoperto una miniera doro in soffitta! Mi trascin in sala da pranzo dove aveva ricoperto lintero tavolo di cianfrusaglie e cataste di vecchi libri e altri cimeli di ogni sorta che non avevo mai visto prima. Strattonai via la mano, per nulla dellumore adatto a gestire i dettagli dellasta.
Jeannie entr nel locale, con le braccia traboccanti di vecchi cartamodelli.
Guarda questi! disse lei. Deb deve averli conservati da quando eravamo ragazzine che stavano imparando a cucire. Guarda lo stile delle confezioni!
Mi guardai attorno nellospitale e accogliente sala da pranzo di mia madre, ora trasformata in un bazar. Colsi il luccichio negli occhi di Christine e vidi i cartamodelli traboccare dalle braccia di Jeannie e finire sul pavimento. Quelle due erano ormai a loro agio nella mia casa dinfanzia pi di quanto lo fossi io, e la trattavano come se fosse loro. Volevo che sparissero.
Non ne posso pi! gridai, con un tono tanto alto da stupire persino me stessa.
Jeannie arrest la sua avanzata verso il tavolo; un paio di altri disegni le caddero dalle braccia. Christine teneva un cavallino di ceramica sospeso a mezzaria.
Cosa stai dicendo? mi chiese. Non puoi pi cosa?
Non ne posso pi di questo! Sventolai un braccio in aria sopra il tavolo e le centinaia di oggetti della soffitta. Il casino in casa mia! Gente in casa mia! Io davvero...
Tesoro... Jeannie lasci cadere i cartamodelli su una delle sedie della sala da pranzo, da dove zampillarono come una fontana sul tappeto. Devi solo lasciare che io e Christine ci occupiamo di tutto. Te lho detto. Non c assolutamente niente che tu debba fare.
Ho bisogno di pace e tranquillit dissi, cercando di abbassare la voce. Cercando di placarmi. Io capisco che voi due state gestendo un sacco di lavoro, ma ho bisogno di un po di tempo da sola.
Si scambiarono unocchiata. Potremmo andare a prendere un caff e tornare tra unoretta propose Jeannie alla figlia.
No. Spostai lo sguardo dalluna allaltra. Avevano delle espressioni disorientate come se stessi parlando unaltra lingua. Non capite dissi. Ho bisogno di giorni da sola. Settimane magari.
Ma lasta  tra otto giorni, Riley comment Christine e stiamo facendo progressi grandiosi, ma abbiamo ancora tanto da...
Dovrete spostare lasta dissi.
Cosa intendi con spostare? mi domand Christine. Non possiamo trasportare tutte queste cose in un altro...
Intendo dire posticiparla precisai.
Oh, no. Christine alla fine ci arriv. La data  gi stata stabilita e noi...
Non me ne frega niente! Strinsi lo schienale di una sedia della sala da pranzo. Odio tutto questo! Odio la gente in casa mia, che la smonta pezzettino dopo pezzettino finch non la riconosco pi! La mia voce assunse unintonazione isterica e mi fece sentire meglio. Ho appena perso mio padre e adesso sto perdendo la casa in cui sono cresciuta!
Dovevi pensarci prima di darmi lincarico. Christine si mise le mani sui fianchi. Abbiamo fatto tutto in fretta e furia e adesso di colpo tiri il freno a mano?
Christine. Jeannie si spost al fianco della figlia, poggiandole una mano sul braccio nel tentativo di calmarla, ma quel gesto non riusc affatto a mitigare la rabbia negli occhi di Christine.
S risposi, ora con pi calma. Ho tirato il freno a mano. Non sono pronta a lasciar andare ogni cosa. Dovrete aspettare finch non lo sar.
Un silenzio di tomba cal sulla sala da pranzo. Alla fine Jeannie parl. Benissimo, disse mi dispiace se ti siamo state in mezzo ai piedi, Riley. Volevo renderti le cose pi facili, non complicarle. Permetti a me e a Christine di sistemare il caos che abbiamo creato oggi e poi rimanderemo lasta e non torneremo finch non ti sentirai pronta. Che ne dici?
Sarebbe magnifico risposi. Grazie.
Mamma! Christine lanci unocchiata di fuoco a Jeannie.
Chiaramente significa che la casa non verr messa sul mercato fino alla fine della stagione spieg Jeannie. Non possiamo effettuare gli interventi n la tinteggiatura e tutto il resto fino a dopo lasta, ma magari possiamo...
Star bene dissi calma, avviandomi verso il soggiorno. Di colpo, per, mi voltai per guardarle. Oh, ma il camping? dissi a Jeannie.
Il camping? mi chiese.
Quello puoi metterlo in vendita subito.

41.

In camera, sbattei e chiusi a chiave la porta, poi mi misi seduta sulla poltrona accanto alla finestra che dava sul davanti, aspettando che se ne andassero. Le sentivo al piano di sotto; la sala da pranzo era proprio sotto camera mia. Le loro voci erano ovattate, ma immaginavo che si domandassero cosa mi fosse preso. Non me ne fregava proprio niente. Era stato un tale sollievo dir loro di andarsene. Non sarei comunque stata a mio agio ad abitare in una casa che era stata messa sottosopra, con etichette del prezzo su ogni lampada, sedia o piatto, ma avrei potuto reggerlo, e poi camera mia era un porto sicuro e inviolato.
Pass mezzora prima che sentissi chiudersi la porta dingresso. Dalla finestra, osservai Jeannie e Christine che scendevano gli scalini della veranda e attraversavano il prato fino alle loro auto sul vialetto. Mi venne da sorridere guardandole che se ne andavano. Una volta svanite, mi sedetti alla scrivania e accesi il portatile
Da dove si comincia?
Googlai Ann Johnson e capii allistante che il nome non mi sarebbe stato assolutamente daiuto. Feci un tentativo cercando le immagini di donne con tale nome. Apparvero pagine e pagine di Ann Johnson sul mio computer, tutte che mi guardavano con espressioni tanto inquietanti da non poterlo sopportare e quindi chiusi subito Google.
Mi poggiai le mani sulle gambe e fissai lo schermo. Con le sue competenze informatiche, Danny avrebbe saputo come scovarla in qualche modo che io non avrei mai preso in considerazione? Scossi la testa per scacciare quellidea. Non era importante. E anche se gli fosse importato, non potevo coinvolgerlo. Magari mi sarei potuta rivolgere a un investigatore privato, ma tale figura sarebbe stata giuridicamente tenuta a riferire alla polizia se fosse riuscita a rintracciare o meno Lisa?
E allora mi torn in mente che in realt qualcuno aveva chiamato un investigatore privato: Sondra, la moglie di Steven Davis. E sapevo che trovare lei sarebbe stato facile.
Ci misi appena qualche secondo a ritrovare il suo blog. Per non dimenticare: un luogo dincontro per le famiglie delle vittime di omicidio. Mi cadde locchio in fondo alla pagina, dove cliccai sulla parola contatti e comparve un form sotto lindirizzo email di Sondra Lynn Davis. Restai a mordicchiarmi il labbro per un paio di minuti, riflettendo bene su cosa stavo per fare. Poi cominciai a digitare.
Sondra, mi chiamo Riley MacPherson. Sono la sorella minore di Lisa MacPherson. Avevo due anni allepoca della morte di tuo marito e non mi  mai stata raccontata la verit sul ruolo che ha avuto mia sorella. Mi sono imbattuta per caso nel tuo blog. Mi chiedevo se potessi dirmi se linvestigatore privato ha fatto progressi nella localizzazione di mia sorella o se  giunto alla conclusione che Lisa si sia veramente uccisa, che  ci che la mia famiglia ha sempre creduto.
Mi dispiace molto per la terribile perdita che hai subto e sono certa che tu sia aiutando molte persone con il tuo blog.
La lessi e rilessi varie volte, aggiungendo la frase del credere al suicidio di Lisa solamente alla terza rilettura, cos da non rivelare nulla. Inclusi il mio numero di telefono e la firma e quindi premetti invia.
Andai a fare una corsa con il telefono in mano, nel caso in cui Sondra avesse visto subito il mio messaggio e mi avesse richiamata, ma fu solamente dopo essere tornata a casa, aver fatto la doccia ed essermi sistemata per terra di fronte alle vetrinette del soggiorno che il telefono finalmente squill. Il numero della chiamata in entrata era sconosciuto e trattenni il fiato dopo aver detto: Pronto?.
 Riley MacPherson?
Sapevo chi era senza che me lo dicesse. Sondra? feci io.
S. Aveva una voce giovane, anche se immaginavo dovesse avere almeno sessantanni. Ricevere il tuo messaggio mi ha sconvolta mi disse.
Sono sicura che sembri strano, cos di punto in bianco. Mi girai per appoggiare la schiena contro le vetrinette. Di recente  morto mio padre e ho trovato degli articoli su... su tutto quello che  successo. E poi ho trovato il tuo blog e ho capito che credevi che Lisa potesse essere ancora viva e volevo soltanto capire se tu avessi mai ricevuto qualche informazione dal tuo investigatore privato.
Rimase un attimo in silenzio. Tu non sapevi che aveva ucciso Steven? mi chiese alla fine.
No, risposi allepoca non avevo neanche due anni e i miei genitori mi hanno detto che era depressa.
Sondra non comment e per un momento pensai che fosse caduta la linea.
Sondra?
Sai, tua sorella  da qualche parte disse. Non  mai stata punita per quello che ha fatto.  uno schifo. Mio marito era cos dotato e avrebbe fatto qualsiasi cosa per lei e per gli altri suoi allievi. Io credo che lascesa di Lisa nel panorama musicale sia avvenuta troppo in fretta per poter essere un bene. Era viziata ed egoista, e...
Perch credi che sia... da qualche parte?
Linvestigatore privato che abbiamo ingaggiato ha trovato delle prove.
Che genere di prove?
Un paio di persone lhanno riconosciuta da una fotografia. A San Diego.
San Diego! Perch stava controllando da quelle parti?
Mi  stato riferito che si trovava in California. Qualcuno, in modo anonimo, mi ha spedito un messaggio dicendo che si era spostata con il treno fino a San Diego.
Potevo immaginare chi fosse questo qualcuno. Ero cos contenta di aver chiamato Suzanne per bloccare latto di donazione.
Naturalmente ho ricevuto un sacco di altre segnalazioni e ho fatto quindi imbarcare linvestigatore in un centinaio di ricerche inutili fece Sondra. Ma questa  stata lunica a suscitare un minimo dinteresse.
Lhai detto alla polizia? le domandai.
Certo. Non hanno fatto niente disse. Credevano che fosse morta e che io fossi ossessionata, cosa che effettivamente ero, ma a ragione. Se linvestigatore privato non avesse trovato nulla, avrei lasciato perdere. Prima o poi.
Quindi... hai detto che qualcuno lha riconosciuta dalla foto? la imbeccai.
S. Aveva cambiato capelli, chiaramente, ma erano sicuri che fosse la stessa ragazza. Hanno detto che lavorava in un negozio di Ocean Beach, che suppongo faccia parte di San Diego. Linvestigatore privato ha parlato con il proprietario del negozio, che ha negato, ma linvestigatore pensava che stesse mentendo. Non credo che la polizia abbia mai seguito questa pista. Sondra sembrava amareggiata. Immaginavo che anchio mi sarei sentita cos. Sono certa al cento percento del fatto che Lisa vivesse l a quel tempo fece Sondra. Linvestigatore ne era certo, ma non  proprio riuscito a trovarla.
Ma quindi ha continuato a indagare?
Certo, ma senza successo mi rispose Sondra. E le mie finanze si stavano prosciugando e senza riuscire a destare linteresse delle autorit...  stata unimmensa frustrazione.
Immagino dissi, cercando di sembrare empatica. Puoi dirmi come si chiama linvestigatore?
Be, potrei anche, ma  morto allincirca dieci anni fa, quindi non ha molto senso. Esit. Hai intenzione di cercarla?
Oh... Be, a essere sincera, tendenzialmente credo che forse la polizia abbia ragione sul suicidio.
La sentii sospirare. Sai qual  il mio desiderio pi grande? mi chiese.
Quale?
Ho sessantatr anni, fece prego soltanto di vivere abbastanza a lungo da riuscire a vedere tua sorella stanata e consegnata alla giustizia. Questo  quello che desidero e non abbandoner mai la speranza.
Quando chiusi la telefonata, mi sedetti su una sedia a dondolo nella veranda interna, aprii il portatile e cercai qualsiasi Ann Johnson vivesse a San Diego. Scrutai ciascuna fotografia che saltava fuori in cerca delle fattezze di mia sorella, ma stavo iniziando a credere che Lisa stesse saggiamente vivendo da reclusa. Probabilmente si girava dallaltra parte ogni volta che qualcuno tirava fuori una macchina fotografica.
Si stava facendo buio, i grilli cantavano in giardino. Chiusi il computer ed entrai in cucina per rovistare in frigo alla ricerca di qualcosa da mangiare. Le porcellane Franciscan di mia madre erano impilate sul piano, con un piccolo adesivo attaccato sul fondo di ciascun piatto e ciascuna ciotola e tazza e sottotazza e mi misi l a rimuovere quegli adesivi con un senso di sollievo. Quelle stoviglie appartenevano alla mia infanzia. Avevo intenzione di conservarne in eterno ogni pezzo.
La mattina seguente non mi svegliai prima delle nove e rimasi a letto, a stiracchiarmi per un po, lieta di avere tutta la casa per me. Era cos tranquilla senza nessuno che armeggiasse nelle stanze. Avevo pensato di esaminare altri documenti di mio padre quella mattina, in cerca di qualcosa, qualsiasi cosa, potesse condurmi fino a Lisa. Ma allimprovviso mi balen in mente unidea diversa.
Mi alzai e mi portai a letto il computer. Navigando su un sito di viaggi, inserii Da New Bern a San Diego e pochi minuti e settecento dollari pi tardi avevo un posto prenotato su un volo per quella sera stessa.

42.

Era la stagione turistica e tutti gli alberghi nei pressi delle spiagge di San Diego erano pieni zeppi. Quindi, dopo il mio arrivo, recuperai lauto a noleggio e mi diressi verso est attraversando loscurit per raggiungere un hotel nel quartiere di Mission Valley, dove ero riuscita a prenotare una stanza. Erano gi le dieci di sera quando ci arrivai, luna di notte secondo il fuso orario di New Bern, ma ero sveglissima. Mi misi seduta in camera, a fissare il cellulare, prendendo coscienza del fatto che non avessi nessuno a cui mandare un sms per comunicare di essere arrivata sana e salva. Avevo lasciato un messaggio in segreteria a Danny, dicendogli che sarei stata fuori citt per qualche giorno per vedere unamica e ora mi sentivo triste e sola. Mi mancava Bryan. Mi mancava Sherise. Nessuno sapeva dove mi trovavo e allunica persona a cui avessi detto del mio viaggio avevo raccontato una bugia.
Come al solito, non riuscii a dormire. Perch un cambio di fuso orario avrebbe dovuto influire sulla mia insonnia? Ero ansiosa di fare ci che ero andata a fare. Navigai su internet con il laptop a letto, nel tentativo di stancarmi. Alle due dellorario californiano, mi arresi, presi un Benadryl e scivolai finalmente nel sonno.
La maggior parte dei negozi a Ocean Beach parevano concentrarsi sulla strada principale, ossia Newport Avenue, e riuscii a trovare un posto per parcheggiare a un paio di isolati dalla spiaggia. Nella mia borsa tenevo qualche fotografia che ritraeva Lisa insieme a me e avevo come piano di andare di negozio in negozio a chiedere a chiunque avesse pi di trentanni se trovava il viso di mia sorella familiare. Unipotesi azzardata, ma avevo limpressione che fosse lunica che avevo.
Non ero mai stata in California prima di allora e mi sembrava tutto un altro mondo. Il sole splendeva in modo innaturale mentre passeggiavo lungo il marciapiede e le palme che fiancheggiavano il viale assomigliavano a pompon alti e smilzi. Il marciapiede era affollato da persone di ogni et. Un sacco di studenti, pensai. Giovani mamme con bimbi al seguito. Hippie in l con gli anni. Cerano negozi di ogni genere. Dantiquariato. Negozi di surf. Una gioielleria. Una palestra di pilates. Lisa aveva percorso quella stessa strada? Volevo che fosse veramente cos. Sapevo che erano passati dei decenni e forse Sondra si sbagliava e Lisa non aveva proprio mai messo piede a Ocean Beach, ma l mi sentivo stranamente vicina a lei.
Dopo aver parlato con varie persone in quindici negozi, scoraggiata, mi presi una pausa entrando in un bar. Presto scoprii che era una citt giovane, piena di persone che quasi non camminavano neanche al tempo in cui Lisa probabilmente viveva l. In ciascun negozio, avevo mostrato la foto incorniciata di Lisa, Danny e me, dicendo a ogni persona con cui parlassi che la ragazza in quello scatto era mia sorella, che era scappata di casa quando io avevo due anni. Avevo scelto quella fotografia perch l aveva unet simile a quella che avrebbe dovuto avere quando lavorava a Ocean Beach... se aveva lavorato a Ocean Beach... e non aveva in mano un violino. Mi ero preoccupata per il fatto che il violino potesse lasciar trapelare quella bambina prodigio che era stata, ma avevo subito capito che era unansia inutile. Ventanni erano un sacco di tempo. Nessuno dei commercianti riconobbe mia sorella e iniziai a chiedermi se invece fosse pi utile parlare con qualche hippie vecchio e trasandato.
Dopo la pausa, ripresi la caccia. Stavo per saltare la palestra di pilates ? qualcuno aveva mai sentito parlare di pilates venti anni fa? ? ma a quel punto pensai di non aver nulla da perdere.
La ragazza con la coda bionda dietro al bancone in quel locale dalla luce soffusa non aveva pi di ventidue anni e fece di no con la testa quando le mostrai la fotografia. Ma una signora pi anziana, con i capelli grigi raccolti in trecce, stava in piedi accanto a me al bancone e tocc il bordo della cornice intagliata con un polpastrello.
Oh, mi ricordo di lei fece. Solo che aveva i capelli pi scuri.
Sentii il battito accelerare, ma temevo di esaltarmi troppo. Ha senso le dissi. Sono sicura che se li fosse tinti. Dove ricorda di averla vista?
La signora si appoggi con i gomiti al bancone per esaminare la fotografia. Lavorava nel negozio di dischi che cera qui di fronte. Indic fuori dalla vetrina. Al Gradys. Io ci andavo molto spesso. Vorrei che fosse ancora aperto. Preferirei sostenere un negozio indipendente anzich acquistare tutta la musica online, sai? Aveva un nome buffo, ma non ricordo quale fosse. Osserv laddetta allaccoglienza. Come si chiamava? fece, come se la giovane potesse saperlo.
Che ne so. La receptionist rise.
Il mio cervello aveva drizzato le antenne appena aveva detto negozio di dischi. Funzionava. Funzionava alla perfezione. Il nome buffo invece no.
Si chiamava Ann Johnson le dissi.
Davvero? La donna ricontroll la fotografia. Allora magari mi sbaglio. Non ricordo quale fosse il nome, ma so che non era Ann.
Be... esclamai, con la speranza che svaniva un poco ha idea di dove potrebbe trovarsi adesso?
Oddio, no. Non vedo quella ragazza da... guard il soffitto, pensierosa non so da quanto. Dovresti provare a rintracciare Grady disse. Il proprietario del negozio.
Sa dove posso trovarlo? le chiesi.
C una gioielleria a un isolato pi in l. Indic a est. Da questo lato della strada. Sal, il gioielliere, era molto amico di Grady.
Ero gi passata in quella gioielleria, ma non avevo incontrato nessun Sal.
Grazie mille dissi, rinfilandomi la fotografia in borsa e avviandomi verso la porta.
Un nome buffo, pensai mentre percorrevo lisolato che mi separava dalla gioielleria. Mi inquietava. Ma il negozio di dischi era assolutamente calzante e mi diede speranza. Volevo restare aggrappata a quella speranza pi a lungo possibile.
Il giovane della gioielleria mi disse che Sal sarebbe stato di turno il giorno dopo e decisi di aspettare quel momento per riprendere le mie ricerche. Era buffo come fossi in grado di correre una mezza maratona senza neanche un dolorino, ma mi facevano per male i piedi per quella camminata a tappe per Ocean Beach.
Tornai in auto allhotel di Mission Valley, mi concessi un lungo ammollo nella vasca da bagno e poi passai la serata a googlare negozi di dischi, Grady e Ocean Beach. Su vari siti web e blog di musica, trovai gente che ricordava con nostalgia quel Gradys Records dei tempi andati. A quanto pareva lattivit aveva chiuso alla fine degli anni Novanta. Cercai qualsiasi riferimento a una dipendente donna, con un nome buffo o meno, ma nessuno citava altre persone oltre a Grady stesso e alla fine andai a letto per unaltra lunga nottata irrequieta.
Sal non era un tizio particolarmente fiducioso.
Quando arrivai alla gioielleria la mattina seguente, lorefice con capelli e barba grigi stava seduto al tavolo da lavoro in vetrina, con unespressione assente, mentre osservava attraverso gli occhiali protettivi la fotografia di mia sorella.
Mai vista disse, appoggiando la saldatrice sul tavolo.
Una persona mi ha detto che forse lavorava al Gradys Records anni fa gli dissi e che forse potevi dirmi dove trovare Grady.
Che negozio fico quello disse Sal annuendo. Grady ha chiuso attorno al 2000 quando il vinile  ufficialmente diventato un mercato fallimentare. Comunque, ora come ora, potrebbe riaprire e si ritroverebbe una fila di clienti lunga interi isolati.
Sai dirmi dove posso trovarlo?
Parve diffidente mentre si spostava in cima alla testa gli occhiali di sicurezza. Hai intenzione di creargli problemi di qualche tipo?
No, risposi certo che no. Voglio solo vedere se lui si ricorda di mia sorella.
Si accarezz la barba, soppesando la richiesta. Pensavo di avere un aspetto piuttosto ordinario e innocente con indosso i miei pantaloni a pinocchietto azzurri e una t-shirt nera, con i capelli raccolti in una coda di cavallo. Evidentemente lo pens anche lui. Fa il fonico allo stadio mi comunic.
Dov lo stadio?
Mi diede indicazioni per tornare a Mission Valley e ricordai di essere passata davanti a uno stadio non troppo lontano dal mio hotel.
Lo ringraziai per laiuto, poi pian piano tornai alla macchina, restia ad abbandonare la spiaggia. Ero cos certa di aver percepito le vibrazioni di mia sorella in quella parte di citt.
Ci volle molto tempo per fare il giro dellarena decadente, e molte domande da parte di diverse guardie prima di riuscire a trovare quel tizio di nome Grady, ma alla fine ce lavevo fatta. Era seduto in una stanzetta al centro di una mezzaluna di monitor di varie forme e misure. Mi volgeva le spalle e aveva i capelli raccolti in una riccia coda grigia.
Mi scusi gli dissi.
Lui ruot sullo sgabello per guardarmi e rimasi ipnotizzata dai suoi occhi verdi cristallini.
Ti sei persa? mi chiese.
No, gli dissi sto cercando te se tu sei Grady. Hai due minuti per parlare?
Dipende da che cosa mi chiedi mi rispose, comunque sorridendo calorosamente.
Mi chiamo Riley MacPherson. Aspettai per vedere se il mio nome gli dicesse qualcosa, ma mi guard spiazzato. Credo che... ci sia la remota possibilit che tu abbia conosciuto mia sorella gli dissi. A lavorare da te c mai stata una ragazza di nome Ann Johnson?
Perse il sorriso e mi fiss. No mi rispose, ma lespressione del suo sguardo mi diceva che conosceva quel nome e sentii gli occhi riempirsi di lacrime. Ti prego dimmelo lo supplicai. Non voglio farle del male, giuro.
Continu a scrutarmi, ma vidi che qualche cosa dentro di lui stava cominciando a cedere. Sei troppo giovane per essere sua sorella comment.
Oh mio dio, pensai. La conosceva.
Cera una grande differenza det nella mia famiglia dissi. Ma ti giuro che lo sono. Mi asciugai gli angoli degli occhi con la punta delle dita.
Perch pensi che io la conosca? mi domand.
Sono abbastanza certa del fatto che, tempo fa, sia venuto a parlarti di lei un investigatore privato. Ti ricordi?
Lui scroll le spalle. Un tizio  entrato con la foto di una ragazza e gli ho detto che non la conoscevo disse. Ed  quello che sto dicendo anche a te. Ruot nuovamente sulla sedia e cos torn a darmi le spalle.
Mi sono fatta un bel viaggio in aereo dalla Carolina del Nord per cercare qualcuno che la conoscesse gli dissi. Per favore.
Vidi le sue spalle afflosciarsi e lo sentii sospirare. Si rigir verso di me.
Perch vuoi trovarla?
Credevo che si fosse ammazzata quando aveva diciassette anni gli dissi, e gli occhi chiari gli si spalancarono ma di recente ho scoperto che aveva simulato il proprio suicidio; che probabilmente  ancora viva. Non sono mai riuscita a conoscerla per davvero. I nostri genitori sono entrambi morti. Lei e mio fratello sono tutta la famiglia che ho.
Ora mi guardava con espressione minacciosa, con le sopracciglia grigie aggrottate. Quand stata lultima volta che lha vista? mi chiese.
Quando non avevo nemmeno due anni.
Cazzo. Si pass una mano sui capelli sempre pi radi sulle tempie. Be, mi pare che se avesse voluto vederti, ti avrebbe trovata lei anzich doverla andare a cercare tu.
Sussultai. La stessa cosa che mi aveva detto Tom Kyle, quasi parola per parola.
Credo che temesse di far soffrire me o la mia famiglia mantenendo i contatti gli spiegai. O, pi probabilmente temeva che noi potessimo far soffrire lei.
Convincimi del fatto che sei sua sorella mi disse. Non le assomigli.
Allungai una mano nella borsa appesa alla spalla ed estrassi la foto incorniciata con Lisa, Danny e me, tutti vestiti di bianco.
Se la poggi sul ginocchio e sbuff. Wow esclam. Lui  tuo fratello?
S. Danny. Lui non sa che sono qui.  stato... in Iraq aggiunsi. La sua vita  stata tutta una guerra.
Unintera serie di emozioni sfrecci sul viso di Grady, che abbass gli occhi sulla foto restando ancora un attimo in silenzio.
Dammi una mano per favore gli dissi.
Dopo un istante si alz. Non sono certo di poterlo fare. Mi tese la fotografia. Ma usciamo da questa stanza claustrofobica e facciamoci una chiacchierata.
Mi accompagn fuori e proseguimmo lungo lampio corridoio e poi allesterno, nella conca dellimmenso stadio. Le seggiole di plastica marrone erano tutte vuote e ci mettemmo a sedere pi su, sopra un soleggiato campo verde.
Ripetimi come ti chiami mi esort.
Riley risposi. La conoscevi, vero?
Davvero ha ucciso qualcuno? Mi osserv. I suoi occhi verdi erano stupefacenti alla luce del sole.
 questo che ti ha detto linvestigatore? gli chiesi.
S. Era una stronzata?
Scossi la testa. Ha sparato a un uomo, ma  stato un incidente. Io credo che, a quel punto, si sia spaventata e abbia finto di suicidarsi. Avrei tralasciato il ruolo di mio padre nella storia. Non sapevo dei colpi di pistola. Per tutta la vita sono andata avanti a credere che si fosse uccisa perch era depressa.
Gli raccontai della scoperta dello scatolone degli articoli di giornale e della mia conversazione con Sondra Davis.
Ed  cos che ho scoperto che aveva lavorato a Ocean Beach. E poi ho incontrato una signora che lha riconosciuta e ha detto che lavorava da te.
Non disse nulla.
 cos? Lavorava da te?
Lui annu.
Oh mio dio. Un brivido mi percorse le braccia. Non posso crederci. Una settimana fa pensavo che fosse morta. Grazie! Puoi raccontarmi di lei? Comera? Le parole mi uscirono di fretta. Hai idea di dove possa essere adesso?
Non so dove sia mi rispose. Non la vedo da quando se n andata, ossia lo stesso giorno che  venuto in negozio linvestigatore privato. Io comunque sapevo che stava scappando da qualcosa e devo confessartelo, fece lui non credo che voglia farsi trovare.
Girai la faccia dallaltra parte, con il timore di poter scoppiare nuovamente a piangere. Non le far del male promisi.  lultima cosa che voglio fare.
Era una ragazza eccezionale mi disse, come se cercasse di consolarmi e le sue parole in effetti mi diedero un po di conforto. Avevo bisogno di sentirle. Non conoscevo affatto mia sorella.
Grazie per avermelo detto gli dissi.
Sapeva tutto quello che cera da sapere sulla musica, ma, finch linvestigatore privato non mi ha fatto vedere la foto, non avevo capito che fosse una violinista seria.
Una bambina prodigio commentai.
In che modo hai provato a cercarla finora? mi chiese.
Tutto quello che so  che si chiamava Ann Johnson, gli risposi che non  molto da cui partire.
Per si faceva chiamare sempre Jade.
Jade?
Era il suo soprannome.
Quindi... forse dovrei cercare una Jade Johnson anzich una Ann? chiesi.
Io lo farei, senza alcun dubbio. Guard in lontananza sotto di noi, nel punto in cui due uomini erano comparsi nel campo, a passarsi e ripassarsi una palla da calcio. Ann Johnson era il suo vero nome? mi domand. Me lo sono sempre chiesto.
Feci di no con la testa. Ti prego non chiedermi di dirti come si chiamava in realt. Non posso e basta.
Abbassai lo sguardo sugli uomini; uno dei due avanzava con la palla verso un goal invisibile. Ho cos tanta paura per lei confessai.
Perch? mi chiese. Cosa c ora che ti spaventa? Voglio dire... suppongo che, se  ancora in fuga, sia rimasta al sicuro per un bel po.
C che ora sto tentando di trovarla dissi e, nel farlo, non voglio incasinarle la vita.
Chiaro disse. Comprensibile.
Hai ancora dei documenti dei tuoi dipendenti dellepoca? gli domandai. C modo di reperire il suo codice fiscale? Un codice fiscale sarebbe stato manna dal cielo, ma lui scosse la testa.
Mi spiace, sono finiti nella pattumiera tempo fa.
Hai idea di dove posso controllare? gli domandai a bruciapelo. Lui esit ma non per molto. Che io sappia,  andata a Portland a stare dalla sua ragazza, Celia mi spieg. Se  durata o meno, non lo so. Mi osserv. Sai che era lesbica, giusto?
Il mio sguardo doveva avergli fatto capire che non me lo sognavo neanche lontanamente. Mai saputo nulla al riguardo gli risposi. Ma comunque ci sono moltissime cose che non ho mai saputo della mia famiglia.
Mi ci volle un momento per riprendermi dalla sorpresa, comprendendo soltanto allora che mi aveva fornito due informazioni: Portland e Celia.
Sai come fa di cognome Celia?
Lui scosse la testa. Conoscevo molto bene suo nonno Charlie. Lui di cognome faceva Wesley, ma era dalla parte di mamma.
Posso parlare con Charlie?
Fece di no con il capo.  venuto a mancare anni fa mi disse. Un bravuomo. Mi ha lasciato tutti i suoi vinili, ma allora avevo gi chiuso lattivit. Non ha mai parlato di Jade dopo che se ne era andata e io non ho mai fatto domande. Ho pensato che meno sapevo, meglio era.
Mi fido di te e del fatto che tu mantenga il segreto. Mi premetti un dito sulle labbra.
Puoi fidarti disse lui. Abbassammo lo sguardo per un lungo istante sul campo verde brillante. Ecco cosa penso disse lui alla fine. Credo che, se Jade si  rifatta una vita, dovresti lasciarla stare.
Mi bruciavano gli occhi. Probabilmente aveva ragione, ma non potevo farlo.
Ho bisogno di mia sorella gli dissi, quando ritenni di poter fare affidamento sulla mia voce. Credevo che fosse morta. Voglio solamente... Che cosa volevo davvero? Le avrei arrecato danno se lavessi trovata? Mi sentii fremere le labbra. Ho bisogno di mia sorella ripetei.
Allora mi appoggi una mano grande sulla spalla, facendo un cenno di assenso con la testa.
Secondo me fai la cosa giusta comment. E se, quando, la trovi, portale un saluto da parte di Grady.

43.

Riuscii a trovare un volo last minute da San Diego per la mattina seguente. Avevo considerato lipotesi di andare a Portland, ma cosa avrei fatto una volta giunta l? Portland era una grande citt e avevo cos poche informazioni per poter proseguire. Ero rimasta in piedi met nottata a cercare su internet una Jade Johnson, credendo che potesse essere pi facile che trovare una Ann, ma mi sbagliavo. Cerano oltre ottanta Jade Johnson solamente su facebook. Studiai i loro profili fino a quando non mi bruciarono gli occhi e alla fine mi addormentai con il portatile aperto.
Dovetti prendere un volo di coincidenza a Charlotte e, mentre aspettavo il piccolo aereo per New Bern, controllai i messaggi sul telefono. Solo uno, ed era di Jeannie. Sono preoccupata per te diceva. Faccio un salto a casa tua stasera per vedere come stai. Non preoccuparti. Non mi fermo e non mi metter a fare nessun lavoro, ma non mi sento a posto per il modo in cui ci siamo lasciate laltro giorno; un sacco di risentimento da entrambe le parti, mi pare... e ho solo bisogno di controllare che tu stia bene.
Mi venne da brontolare. Avrei dovuto chiamarla. Dirle che stavo bene e di non passare. Avremmo potuto parlare la settimana successiva. Ma non avevo voglia di parlare neanche con la sua segreteria telefonica, tanto meno con lei. Me ne sarei preoccupata pi tardi.
Il mio volo era in ritardo e cercai di dormicchiare un po seduta dritta sulla sedia, ma la sola cosa cui riuscissi a pensare era la mia conversazione con Grady.
Era una ragazza eccezionale.
Ogni volta che mi tornava in mente questa frase, con cui aveva descritto Lisa, mi veniva da sorridere. Di colpo mi sembr di conoscerla. Sentir parlare di lei i miei genitori, o pi di recente Jeannie e Caterina, non aveva mai avuto nessun impatto su di me. Ma adesso sapevo che era eccezionale. Grady non aveva basato la sua valutazione sulle sue capacit musicali. Questo, di lei, non lo sapeva neanche. Laveva detto sulla base della persona che era, scissa dal suo violino. Era quella la persona che volevo disperatamente trovare.

44.

Jeannie non buss neanche prima di entrare dalla porta dingresso presto quella sera. Dopo la mia sfuriata dellaltro giorno, credevo che avrebbe avuto almeno il buonsenso di bussare prima di piombare l senza invito, e invece no. Ero seduta a piedi nudi sul pavimento del soggiorno, circondata da montagne di fatture pagate e dichiarazioni e documenti fiscali tirati fuori dagli armadi. Avevo gi riempito un paio di grossi sacchi neri di carte che avrei tritato in seguito, ma non avevo voglia di perdere tempo per farlo in quel momento. Se in quegli armadi cera qualcosa, qualsiasi cosa, che facesse riferimento a Lisa, volevo trovarla. Al momento non avevo avuto granch fortuna. I documenti erano perlopi vecchie bollette e referti medici che non mi pareva sensato conservare.
Ottimo! Jeannie stava al centro della stanza, tutta sorridente. Vedo che finalmente stai facendo progressi concreti.
Alzai gli occhi verso di lei, ma non dissi nulla. Indossava dei pantaloni bianchi e una giacca blu navy con una spilletta dorata da agente immobiliare dellanno attaccata al revers.
Forse ti serviva solo stare un po lontana da me e Christine aggiunse.
Esatto. Ficcai unaltra manciata di cartacce in uno dei sacchi neri. Mi serviva stare un po da sola, tutto qui.
Lo capisco. Oh! Guarda qui! Aveva notato le fotografie che mi ero portata dietro a San Diego, ora poggiate sul tavolino. Ne prese una, di Lisa e Matty schiena contro schiena, con i riccioli intrecciati tra di loro. Questa  la foto pi tenera, non  vero? mi disse.
Gi, lo  davvero. Dovetti concordare con lei.
Non vedevo questa foto da un sacco mi disse. Qui sembrano gemelli siamesi, non trovi? Sembravano proprio cos. Si vedevano in giro raramente luno senza laltra e viceversa. Il rosa del sole al tramonto filtrava attraverso la finestra e sul sorriso di Jeannie. Portava la collanina che le ho regalato comment.
Stavo per lanciare unaltra pigna di documenti nel sacco della spazzatura, ma riappoggiai la mano per terra.
Cosha detto? le domandai.
Questa collanina. Jeannie picchiett sulla foto con la punta dellindice. Glielho regalata io.  di giada. Lisa la portava sempre ed era per me una grande emozione. Cerano intagliati dei simboli cinesi sia sul davanti che sul retro. Significavano lunga vita e gioia, o qualcosa di simile.
Rimisi a terra la pila di documenti e inclinai la schiena appoggiandomi dietro con le mani. Mi  stato detto che era stato uno dei suoi maestri di violino a darle quel ciondolo dissi.
Ti  stato detto da chi? Jeannie aggrott la fronte.
Non lo ricordo le risposi. Ero certa che fosse quello che aveva detto Caterina, che era stato linsegnante che aveva rovinato il tocco di Lisa ad averle regalato il ciondolo. Chiaramente, forse Lisa aveva raccontato una bugia a Caterina. Sapevo per certo che mia sorella non era la persona pi onesta al mondo.
Che maestro? chiese Jeannie. Steven Davis? Caterina Thoreau?
Quello in mezzo le risposi. Ho sentito dire, o forse lho letto da qualche parte, che Lisa si  trasferita per studiare con un altro insegnante ed  proprio questo che le ha regalato la collana.
Jeannie mi fiss e io non riuscii a interpretarne lespressione. Bene. Sembrava frustrata. Magari lho confusa con unaltra collanina. In fretta riappoggi la fotografia sul tavolino da caff.
Lei sa chi era questa persona? le chiesi. Linsegnante da cui Lisa era andata a studiare?
Veramente non ricordo molto di quel periodo mi disse.  stato tanto tempo fa. Christine aveva preso un aereo con un gruppetto di amiche per andare a vivere oltreoceano e io ero estremamente in pensiero per lei. Guard apertamente lorologio. E ora devo scappare. Volevo fare solo un salto per assicurarmi che stessi bene. Sono entusiasta di vedere che stai facendo progressi e so che Christine sar felice di saperlo.
Se ne and senza salutare. Se fosse stata unaltra persona, avrei pensato che il suo atteggiamento degli ultimi minuti fosse stranissimo, ma dato che era Jeannie, pareva in linea con il suo carattere.
Con unalzata di spalle, tornai a tirar fuori scartoffie dagli armadi, mettendo da parte ogni cosa degli ultimi tre anni mi sembrasse rilevante e buttando via il resto. Eppure, man mano che procedevo, mi domandavo quale storia del ciondolo fosse quella vera. In ogni caso, aveva davvero importanza? Non riuscivo a immaginare il perch.
Alle otto ero quasi giunta allultimo armadietto, quello pi vicino alla parete dei vinili. In mezzo al soggiorno cerano cinque sacchi stracolmi. Non avevo trovato assolutamente nulla che mi desse un indizio sulla posizione di mia sorella, ma provavo una certa soddisfazione per aver finalmente depennato questo compito dal mio elenco delle cose da fare.
Dovetti scostare la gigantesca poltrona imbottita per riuscire a raggiungere lultimo armadio e non appena ne aprii lanta capii che era diverso. Allinterno cerano dei veri e propri scatoloni darchivio, tre per la precisione, non un solo foglio di carta sparso e visibile e fui colta da unimprovvisa tristezza. Quelli dovevano essere i documenti di mia madre. Sul primo aveva scritto la parola elettrodomestici con la sua particolare grafia. Sul secondo scatolone ragazzi. Sul terzo certificato di matrimonio, assicurazioni, varie.
Tirai fuori lo scatolone ragazzi e lo poggiai a terra. Ebbi un impercettibile scatto di paura di fronte alla possibilit di trovarvi allinterno i documenti delladozione, ma non credevo pi a una sola parola uscita dalla bocca di Verniece. Non capivo quale motivo avesse avuto per raccontarmi delle fandonie. Magari faceva parte del piano diabolico, suo e di Tom, per logorarmi.
Sollevai il coperchio e notai che la scatola era piena zeppa di cartellette. Ancora una volta, vedere lordinata calligrafia di mia madre sulle linguette di ciascuna cartellina mi provoc una stretta al cuore. Tirai fuori la cartelletta che conteneva le nostre vecchie pagelle. La mia e quella di Danny erano i soliti documenti computerizzati, ma quelle di mia sorella erano schede compilate a mano che dovevano essere state utilizzate nellinsegnamento a casa. Io ero stata una studentessa modello, secondo le osservazioni delle mie maestre delle elementari. Danny non molto, e mi sentivo malissimo a leggere della sua infanzia difficile, soprattutto dalla mia prospettiva attuale di sostegno scolastico e sapendo come si era sentito raccontare bugie... Era stato veramente manipolato, dai nostri genitori. Esistono vari tipi di violenza, mi aveva detto.
Lessi le note dei suoi insegnanti. Danny vuole fare il bravo, ma manca di autocontrollo, con conseguenti discussioni con altri studenti e cattiva condotta in classe. Lessi solamente due anni di pagelle prima di ricacciarle nello scatolone. Era troppo doloroso pensare a cosa doveva aver provato, profondamente consapevole dentro di s del fatto che sua sorella avesse ucciso una persona, ma essendo additato come uno che ricordava male.
Nello scatolone cera uno spesso faldone bianco dedicato a Lisa. Ai premi che aveva vinto. Ai certificati dei traguardi raggiunti. Stavo leggendo attentamente il documento quando notai lintestazione in cima alla cartelletta successiva: certificati di nascita. Mi ricordai di aver letto quellarticolo su internet che suggeriva di controllare il proprio certificato di nascita per capire se si era adottati o meno. Sembravano ormai passati dei mesi e non un paio di settimane. Controlla il luogo di nascita consigliava larticolo. Infilai la mano nella cartelletta ed estrassi i nostri tre certificati. Lisa e Danny erano entrambi nati al Mount Vernon Hospital di Alexandria, in Virginia; il mio documento per raccontava tutta unaltra storia. luogo di nascita: mission hospital, asheville, carolina del nord. Rimasi a fissarlo confusa per un momento prima che mi tornasse in mente la prima volta che avevo visto quel certificato. Dovevano essere stati forse dieci anni prima e ricordavo di aver chiesto a mia madre perch fossi nata ad Asheville. Io e pap eravamo andati a trovare la signora Lyons ad Asheville quando sei nata mi aveva detto. Quella spiegazione, a quel tempo, era stata assolutamente sensata, ma allimprovviso mi parve strana. Pesavo tre chili e otto alla nascita. Non potevo essere troppo prematura. I miei genitori allepoca vivevano nel nord della Virginia. Perch avrebbe dovuto farsi un viaggio di sei o sette ore via di casa quando per mia madre era cos vicina la data prevista per il parto?
Hanno trovato una bimba che poteva essere adottata qui in Carolina del Nord mi aveva detto Verniece.
Cominciai a essere inondata da una sensazione di orrore. Mi torn in mente della prima volta che avevo incontrato Christine. Del modo in cui mi aveva afferrato le mani. Del modo in cui aveva dichiarato: Sei cos carina, vero mamma?
Ti prego no esclamai ad alta voce. Ripensai ai capelli scuri e mossi di Christine, molto simili ai miei.
Continuai a fissare il mio certificato di nascita ancora per un po, controllando i nomi dei miei genitori. Volevo disperatamente che fossero i miei genitori biologici! Dovevo sapere. Dovevo. Tesi una mano verso il cellulare.

45.

Jeannie era nel bel mezzo delloperazione di stesura di unofferta per un acquirente quando la chiamai, ma doveva aver colto il tremolio nella mia voce, visto che aveva detto che sarebbe arrivata subito, non appena finito quel lavoro. Trascorsi lora successiva a distruggere le datate bollette e i vecchi referti medici di mio padre. Grazie a dio, era unoperazione meccanica ma lentissima ed ero riuscita ad arrivare alla fine solamente del primo sacchetto nero quando Jeannie entr nel vialetto.
Aprii la porta e camminai a piedi scalzi fino in veranda, restando a osservarla che scendeva dalla macchina e si affrettava verso il marciapiede, con la sua camicetta blu elettrico scintillante al buio.
Che succede? mi chiese, schermandosi con una mano gli occhi dalla luce del portico. Mi sei sembrata sconvolta al telefono.
Senza parlare mi sedetti sullultimo scalino e lei sal per mettersi accanto a me. Qual  il problema? mi domand.
Ho trovato una copia del mio certificato di nascita. La guardai dritta negli occhi. Mi dica la verit, Jeannie. Christine  mia madre? E lei mia nonna?
I suoi occhi si spalancarono. No! esclam lei. Certo che no! Perch mai dovresti pensare una cosa del genere?
Non mi dica bugie! scattai. Non posso pi tollerare... n bugie n inganni.
Ma di che cosa stai parlando?
Io sono nata ad Asheville esordii. Me ne ero dimenticata, ma ho appena trovato una copia del mio certificato di nascita. Verniece mi ha detto che i miei genitori hanno trovato una bambina da adottare in Carolina del Nord. Quindi come si spiega che io sono nata ad Asheville mentre la mia famiglia viveva in Virginia?
Jeannie lanci unocchiata al buio giardino sul davanti, senza parlare subito. Christine se n andata di casa quando aveva diciassette anni mi disse alla fine. Lei viveva ad Amsterdam quando sei nata e, con ogni probabilit, era cos fatta da non ricordarsi neanche come si chiamava.  pulita solo da qualche anno ormai. Questo  il motivo per cui questa asta  cos importante per lei. Vuole fare carriera per uscirne. Ne ha bisogno.
Oh dissi piano, cosciente del fatto che Jeannie mi avesse fatto una dolorosa rivelazione. Ero comunque troppo presa dai miei pensieri per potermici soffermare. Allora perch c scritto Asheville sul mio certificato di nascita? le chiesi. Per un brevissimo istante, pensai che potesse essere Jeannie stessa la mia madre biologica.
Rivolse nuovamente la sguardo in direzione della strada ed emise un sospiro pesante e abbattuto. Lisa non si  mai trasferita per studiare violino mi confess. Viveva con me ad Asheville, mentre aspettava di avere la sua bambina. Si gir verso di me, con una faccia bianca cadaverica alla luce della veranda. Di avere te.
Ci misi un attimo a digerire quelle parole. Mi sentivo la nausea, la veranda girava e mi aggrappai al bordo dello scalino per fermare il mondo. Oh, no sussurrai. Mi alzai, ignorando il capogiro mentre scendevo a tentoni gi per la scala e mi dirigevo nel prato buio. Lerba mi dava un senso di strano e fresco sotto i piedi nudi. Feci un paio di passi verso la strada, poi mi voltai per osservare la casa in cui ero cresciuta. Le finestre del soggiorno rilucevano di una luce dorata e il faretto della veranda illuminava le finiture decorate e una porzione di vernice gialla che si stava scrostando. Tutto si sfoc davanti ai miei occhi. Avevo condotto una vita di finzione allinterno di quelle quattro mura.
Jeannie teneva lo sguardo fisso su di me e stava mezza in bilico, a met protesa dallultimo scalino come se potesse dover correre al mio fianco da un momento allaltro per sorreggermi. Stava dicendo qualcosa, ma avrebbe pure potuto trovarsi nella citt accanto: nessuna parola riusc a squarciare il ronzio che avevo in testa.
Sprofondai sul prato, solo vagamente consapevole del fatto che Jeannie si stava precipitando gi dagli scalini per raggiungermi. Come avevano potuto i miei genitori tenermelo segreto per tutta la vita? Mi avevano mentito. Si era parlato di me. Non mi avrebbero mai detto la verit.
Ma poi ripensai a Lisa, che non aveva mai avuto loccasione di abitare in quella casa. Che paura e sofferenza doveva aver sopportato. Che vergogna e imbarazzo. E la sua carriera... Non cera da stupirsi del fatto che il suo tocco ne avesse risentito. Non cera nessun misterioso maestro, ma soltanto una bambina segreta: io.
Jeannie mi si era avvicinata. Sentivo il suo respiro pesante mentre si metteva a sedere accanto a me con il suo bel completo da agente immobiliare; mi appoggi una mano sulla spalla. Stai bene?
Io guardai il cielo senza parlare. Le stelle e la luna non erano altro che una nebulosa di luce e buio.
Nessuno ha mai voluto che lo sapessi mi disse con tono dolce.
Chiusi gli occhi, restando immobile finch non avessi ritrovato la voce. Che cos successo? le chiesi alla fine, guardandola. Lhanno allontanata quando era incinta e hanno raccontato a tutti che stava studiando con un altro insegnante?
Proprio cos mi rispose. Deb, tua madre, mi ha chiamata in lacrime e mi ha chiesto se potessi tenere Lisa a vivere con me per il periodo della gravidanza. Essendo cos famosa nel mondo della musica, Deb e Frank temevano che potesse ricevere attenzioni sgradite e vedersi rovinare la carriera. Era gi al quarto mese quando lha comunicato ai tuoi genitori. Allinizio aveva programmato di dare in adozione la bambina, ma man mano che si avvicinava al parto, si rendeva sempre pi conto di non poterlo fare. E cos i tuoi genitori hanno deciso di adottare quella bambina, di adottare te, alla tua nascita. Mi port una mano alla guancia per spostarmi una ciocca di capelli. Il suo tocco era tenero. Lisa  rimasta con me per un paio di mesi dopo che sei nata, affinch non fosse cos palese agli occhi del resto del mondo che la bambina era sua. E avevano comunicato a Steven e a tutti gli altri che aveva deciso di esercitarsi con unaltra persona in quel periodo.
Ero troppo impietrita per poter parlare.
Devi perdonare i tuoi genitori fece Jeannie. Hanno sempre avuto intenzione di raccontarti la verit quando saresti stata grande abbastanza da comprenderla, ma con tutta la storia di Lisa, le accuse che le erano state mosse e il suicidio, hanno creduto che per te la cosa migliore fosse non saperne niente.
E quindi...  stata proprio lei la persona che le ha dato il ciondolo.
Lei annu.
Ripensai alla fotografia poggiata sul tavolino in casa. Lisa e Matty. Sembravano gemelli siamesi aveva detto Jeannie. Era Matty mio padre?
La luce della veranda si riflesse nei suoi occhi quando fece di s col capo. Abbiamo sempre creduto che fosse cos, bench Lisa continuasse ostinatamente a negarlo, e quindi i tuoi genitori non hanno mai parlato della faccenda con lui o i suoi genitori. Lisa ha detto che era un ragazzo che aveva conosciuto durante uno dei festival di musica a cui aveva partecipato. La festa di Roma. Immagino che sia possibile, ma Lisa e Matty erano assolutamente inseparabili e quando sei nata tu, con quella testolina piena di riccioli scuri, labbiamo semplicemente dato per scontato. Erano cos giovani, lei e Matty. Magari stavano... non so, sperimentando o qualcosa del genere. Lei non glielha mai detto, da quanto ne so. Si sono sentiti moltissimo al telefono nel periodo in cui lei stava da me, ma avevo sentito di sfuggita che gli parlava delle tecniche per violino che stava imparando, quando la verit era che quasi non tirava neanche fuori il violino dalla custodia mentre viveva qui ad Asheville. Era piuttosto depressa. La voce di Jeannie si incrin. Ho sempre sperato di poterle dare una mano mi disse. Far di pi per lei. Probabilmente avrebbe dovuto prendere dei farmaci.
Devo prendere quella foto dissi, alzandomi. Mi tremavano i muscoli delle gambe mentre mi avvicinavo allingresso. Salii gli scalini della veranda ed entrai in soggiorno. Mi sembravano passati dei giorni da quando ero stata per lultima volta in quella stanza, a rovistare negli armadi. Raccolsi dal tavolino limmagine di Lisa e Matty. Allimprovviso mi parve essere un bene ancora pi prezioso e la strinsi con tenerezza.
Quando la portai fuori, Jeannie era nuovamente seduta sullultimo gradino del portico, a tamponarsi gli occhi con un fazzolettino. Mi sedetti accanto a lei, mettendomi la foto sulle ginocchia cos che fosse illuminata. La chioma riccioluta di Matty mi sembrava una prova inequivocabile. Sa dov lui? le chiesi.
Matty? Non ne ho idea. Che io sappia, studiava ancora con Steven Davis fino a quando non  morto.
Di cognome fa Harrison, giusto?
Lei annu, poi mi pos una mano sul ginocchio. Lisa era una brava ragazza, Riley mi disse. Ho cominciato a nutrire un affetto sincero per lei quando vivevamo insieme. A me sembrava di aver sbagliato tutto con Christine e volevo davvero aiutare Lisa, ed era cos semplice da gestire dopo aver dovuto affrontare la mia figlia difficile. Dava una mano in casa quando io andavo al lavoro. Facevo la contabile per un poliambulatorio di Asheville. Avevo un cane che si era affezionato moltissimo a Lisa, tanto che quasi mi ignorava, e ha sofferto quando lei se n andata. Pure io, in realt. Sorrise. Ero arrivata a capirla bene. Probabilmente addirittura meglio dei tuoi genitori, perch sentiva di potersi aprire di pi con me rispetto a loro. Tu fai la psicologa. Saprai com talvolta...
Ma non le ha detto se era Matty?
E io non ho mai insistito. Cambi posizione sul duro gradino.  cos che sono riuscita a portarla a confidarsi con me, mi disse non forzandola. Le volevo molto bene. Le si velarono nuovamente gli occhi. Ero triste quando  tornata a casa. Mi mancava. Era una persona che avevo molto a cuore.
Come ha potuto abbandonarmi?, pensai, sentendomi pi sola che mai. Ha finto di suicidarsi e mi ha abbandonata senza mai guardarsi indietro. Come avrei mai potuto convivere con questa verit? Ma a Jeannie non potevo dire nulla di tutto ci. Lei credeva ancora che Lisa fosse morta.
I miei genitori si sono arrabbiati con lei? le chiesi. Per essere rimasta incinta, intendo dire... Con unimprovvisa scossa, realizzai che mio padre era stato mio nonno. Mia madre, mia nonna. Danny, in realt, era mio zio. Mi strinsi le braccia al petto, provando di colpo unimmensa tristezza. Nel giro di pochi minuti, avevo perso la famiglia che avevo conosciuto. Avevo perso il mio unico fratello.
Se erano arrabbiati, a me non lhanno mai dato a vedere. Una volta accettato quello che stava accadendo e presa la decisione di adottare la bimba di Lisa, credo che tua madre ne fosse entusiasta.
Lei era presente quando sono nata? le domandai.
Jeannie esit, poi sospir come se si fosse convinta a darmi una risposta. Andiamo dentro mi propose. Non riesco pi a star seduta su questo gradino duro.
La seguii in casa e aggirammo i giganteschi sacchi della spazzatura per raggiungere il divano, dove lei si sedette con pesantezza, prendendomi dalle mani la fotografia di Lisa e Matty per osservarla mentre parlava.
Una mattina, mi ha chiamata al lavoro per comunicarmi che le si erano rotte le acque e che stava cominciando ad avere le contrazioni mi raccont. Sapeva cosa aspettarsi, perch ne avevamo parlato a lungo. Io telefonai immediatamente ai tuoi genitori cos che potessero mettersi in viaggio per Asheville. Lasciarono Danny con degli amici. I tuoi genitori non hanno fatto in tempo. Io sono potuta entrare in sala parto insieme a Lisa. Sarebbe una bugia se dicessi che  stata una passeggiata. Che non ha sofferto. Lei aveva paura e ne avevo anche io, ma abbiamo fatto il possibile per superarlo insieme. Sorrise guardando in lontananza e io compresi che Jeannie aveva voluto veramente bene a mia sorella. A mia madre.
E poi ti ha stretta e coccolata fece Jeannie. Ti ha coperta di baci. Credo che non sarebbe riuscita a darti in adozione a nessun altro che non fosse la tua stessa famiglia. Non sarebbe riuscita a staccarsi da te. Ti voleva un bene immenso.
Strizzai gli occhi per far retrocedere le lacrime al pensiero di Lisa che mi coccolava.
Il suo ciondolo. Jeannie indic la fotografia. Glielho dato subito dopo che sei nata tu mi disse. Ti ho detto una bugia quando ti ho raccontato del significato dei simboli cinesi. Il simbolo sul davanti, in realt, significa madre e quello dietro figlia. Mi ha detto che non se lo sarebbe mai tolto di dosso.
Quando Jeannie se ne and, io rimasi seduta al buio sul divano del soggiorno, a fissare il vuoto. Pi di ogni altra cosa mi sentivo stordita. Da qualche parte avevo una madre viva e vegeta. Ora pi che mai desideravo trovarla, ma lei non voleva essere trovata.
Poi, restando l seduta nelloscurit, cominciai a pensare alluomo vivo e vegeto che, con ogni probabilit, era mio padre.

46.

Lo trovai.
Nonostante il nome relativamente comune, Matthew Harrison fu facile da rintracciare. Ancora seduta sul divano alluna, con il computer sulle gambe, scoprii il suo sito da professionista e decine di sue fotografie. Aveva i capelli quasi identici a quando era ragazzo, una folta chioma di riccioli neri, ed era un uomo di bellaspetto con un sorriso da schianto.
Viveva a Baltimora e insegnava al conservatorio Peabody della Johns Hopkins University. Rimasi a fissare le sue fotografie per pi di unora, cercando di ritrovare me (e riuscendoci senza fatica) nei suoi lineamenti. Era sposato e aveva due gemelle, diceva la sua biografia. Erano mie sorellastre? Avevo una famiglia che abitava a Baltimora? Cercai delle foto di queste gemelle in qualsiasi modo potessi immaginare, ma senza successo.
Per tutta quella notte pressoch insonne, continuai ad alzarmi dal letto, ad accendere il pc e a fissare luomo che credevo fosse mio padre. Iniziai a ripensare a cosa dirgli quando ci avrei parlato, perch avevo intenzione di chiamarlo come prima cosa quella mattina. Dovevo assolutamente farlo. Era stato cos legato a Lisa. Lui sapeva che era ancora viva? Poteva sapere dove si trovava?
Alle sette e mezza mi preparai un po di caff americano, con i nervi a fior di pelle mentre osservavo come linfusione lo colorava. Me ne portai una tazza in soggiorno, mi sedetti sul divano e aspettai con impazienza le nove prima di chiamare il conservatorio.
Oh, il signor Harrison  appena partito per il Giappone con un gruppo di ragazzi mi disse la donna che rispose al telefono. Ebbi un tuffo al cuore e mi sentii momentaneamente confusa, continuando a figurarmelo come il ragazzo della fotografia, come un ragazzino che viaggiava con un gruppo di giovani, quando invece pi probabilmente era il loro professore. Pu lasciargli un messaggio in segreteria, per non credo che riuscir a controllarla finch non torna, tra due settimane mi comunic la donna. Vuole che trasferisca la chiamata?
 urgente le dissi. Dopo una notte passata a programmare quella telefonata, non vedevo come avrei potuto rimandare di un solo minuto, men che meno di due settimane. Non c modo di contattarlo adesso?
Temo di no mi rispose. Se vuole, le posso dare lindirizzo email di lavoro.
Benissimo esclamai. Annotai lindirizzo che mi dett, consapevole del fatto che non lavrei utilizzato. Quello non era un discorso da fare per email. Avevo paura di pigiare in tasto di invio senza ricevere mai risposta. Avrei dovuto aspettare che tornasse.
Quella notte rimasi stesa a letto, a occhi chiusi, a riflettere su come il mio mondo fosse cambiato nel giro degli ultimi due giorni. Rivolevo indietro la mia vecchia vita, quella in cui sapevo esattamente chi ero, ma quella vita era ormai svanita.
Rinunciai al sonno e accesi labat-jour. Accanto alla lampada cera un romanzo che avevo a malapena aperto da quando ero partita da Durham e, vicino a quello, una copia del giorno prima del Sun Journal, il quotidiano di New Bern. Bramando una distrazione di qualche specie, tirai su il giornale e cominciai a sfogliarlo. In fondo a una delle pagine, scorsi la pubblicit di un prossimo concerto allUnion Point Park, la stessa locandina che avevo trovato attaccata con lo scotch sulla parete della roulotte di mio padre, con la stessa identica fotografia della cartolina indirizzata a Fred Marcus. Jasha Trace. Cerano due uomini e due donne in piedi su uno stretto sentiero che si estendeva allinfinito in mezzo a un campo. Ciascuno di loro aveva in mano uno strumento: un banjo, una chitarra, un mandolino, un violino. E la violinista aveva indosso un ciondolo bianco di forma ovale.
Mi tirai su a sedere di colpo, cercando di immettere aria nei polmoni. Appoggiando il gomito sul comodino, misi sotto la luce quella foto sgranata. Non avrei mai dovuto buttare via quella cartolina. Che cosa cera scritto sopra? Allimprovviso mi torn in mente quello che mi aveva detto Tom sugli pseudonimi impiegati nel Programma Protezione Testimoni. Cercavamo di assegnare loro un nome con le stesse iniziali aveva detto. Frank MacPherson. Fred Marcus. Proprietario della casella postale. Entrambi mio padre. Oh mio dio. Pap era rimasto in contatto con Lisa! Lui sapeva che quella era la sua band.
Saltai gi dal letto e mi infilai i pantaloncini e la t-shirt, maledicendomi per aver consegnato ai Kyle la chiave della roulotte di mio padre. Mi ricordai del sacchetto pieno di chiavi che mi aveva lasciato Christine nellufficio di pap. Precipitandomi di corsa in quella stanza, accesi la luce e spostai gli oggetti sullo scaffale finch non trovai il sacchettino di plastica. Me lo ficcai in tasca avviandomi al piano di sotto. Nel ripostiglio della cucina, cercai le torce che pap in genere riponeva l. Christine doveva averle spostate e, nel mentre, vi aveva senza dubbio appiccicato un prezzo. Dovevo farne a meno.
Fuori latmosfera era di pura quiete. Persino i grilli e le rane stavano dormendo. Salii in macchina e attraversai loscurit per raggiungere il campeggio, entrando nel viottolo sterrato facendo meno rumore possibile, spegnendo i fari quando giunsi al blocco di cemento accanto alla roulotte di mio padre. Il camping era silenzioso e buio, gli alberi velavano il chiarore della luna. Accendendo la luce dellabitacolo, frugai tra le chiavi sforzandomi di ricordare quale aspetto avesse quella del veicolo. Trovai un paio di alternative papabili e le strinsi in mano scendendo dallauto.
Usai il cellulare per illuminare la porta della roulotte mentre provavo la prima chiave. Entrava, anche se servirono diverse manovre prima che si aprisse la porta. Allinterno accesi la fioca luce che si estendeva sopra al piano della cucina, sollevata dal fatto che gli interni del veicolo fossero nello stesso stato dellultima volta che ci ero entrata. Tom non laveva ancora toccato. Cera la serie di dischi sorretta dai sassi e la pubblicit sul giornale era ancora attaccata al muro accanto alla foto della bimba e del bimbo. Staccai dalla parete la foto dei bambini. Non avevo minimamente idea di chi fossero, ma dovevano significare qualcosa per mio padre. Quello scatto sarebbe venuto via con me.
Rovistai tra i cd. Ce nerano tre dei Jasha Trace. Ciascuna delle copertine delle custodie ritraeva unimmagine diversa dei quattro musicisti e, in ogni scatto, la violinista indossava quel ciondolo bianco di forma ovale. Le fotografie erano piuttosto stilizzate, cosa che rese difficile distinguere i tratti dei musicisti anche quando misi direttamente sotto la luce i dischi. I capelli della violinista non erano del biondo ghiaccio di Lisa, non erano neanche neri, ma una via di mezzo. Laltra donna aveva i capelli neri rasati ai lati, ma davanti le ricadevano sulla tempia. Entrambi gli uomini, uno moro e laltro biondo con gli occhiali, sembravano avere i capelli un po spettinati e spuntati allaltezza del colletto.
Aprii una delle custodie trasparenti e tirai fuori il booklet interno. Racchiudeva pagine e pagine di testi e i nomi dei musicisti erano elencati in fondo a ciascuna canzone: jade johnson. S! celia lind. travis sheehan. shane lind. Il marito di Celia? Jade e Celia, dopotutto, non erano una coppia magari...
Con cura staccai la locandina dalla parete e la misi sotto la luce. jasha trace. concerto, allunion point park, ingresso libero. 13 luglio ore 20.
Sfiorai il viso di Lisa, poi il ciondolo con i simboli cinesi. Madre e figlia. Mi premetti forte quellimmagine sul cuore e rimasi l seduta per un attimo, con gli occhi chiusi.
Mia madre stava per arrivare a New Bern.

47.

Tornata a casa, ascoltai i dischi stando seduta allo scrittoio a rullo di mio padre, mentre cercavo su internet i Jasha Trace. Mi sforzai di distinguere la voce di Lisa da quella di Celia mentre ascoltavo le canzoni, senza riuscire a capire veramente quale voce appartenesse a chi e con il desiderio di saperlo. Alcuni brani erano incalzanti, mentre altri piacevoli e toccanti, una colonna sonora ricca di pathos adatta alle informazioni che stavo scoprendo. Era facile trovare dettagli ora che sapevo qual era la Jade Johnson che stavo cercando io. Comunque, mi era meno facile leggerli.
I Jasha Trace avevano un sito web con una biografia di ciascun membro e lessi la versione di fantasia della vita di Lisa. Jade Johnson era apparentemente cresciuta a Los Angeles, figlia unica di un dottore e di uninfermiera, entrambi opportunamente deceduti cos che nessuno potesse verificare la storia della sua infanzia. Aveva imparato a suonare il violino allet di tredici anni e, col passare del tempo, aveva studiato da autodidatta vari altri strumenti. Aveva vissuto a Portland per qualche anno prima di trasferirsi a Seattle nel 1999, dove aveva suonato come musicista di strada al mercato di Pike Place e aveva preso in gestione un bar. Viveva con sua moglie e collaboratrice musicale, Celia Lind, e i loro due bambini.
Sua moglie. I suoi due bambini. Fissai la fotografia del bimbo e della bimba che avevo staccato dalla parete della roulotte di pap. I bambini di Lisa? Ero imparentata con questi due bambini pel di carota? Come aveva fatto mio padre ad avere la foto? I cd? Era rimasto in contatto con Lisa per tutti questi anni? Avevano comunicato tramite la casella postale?
Sul sito cera una bellissima fotografia della band al completo. Quella Jade Johnson quarantenne era cos diversa dalle vecchie foto che avevo di Lisa. Supposi che, per tutti questi anni, si fosse tinta di castano i capelli, in origine di quel biondo ghiaccio cos rivelatore. Era una via di mezzo tra il banale e il grazioso e sembrava non essere truccata, anche se doveva essersi tinta le chiarissime sopracciglia perch si abbinassero ai capelli e doveva aver applicato del mascara sulle ciglia bionde.
Nellunico primo piano che trovai sulla pagina della sua biografia, notai che i suoi occhi erano di un azzurro intenso, come quelli di Danny. Sfoggiava un ampio sorriso che le donava un aspetto spensierato e sicuro.
Continuai a spulciare sul sito e cos arrivai alla pagina di Wikipedia, con cui riuscii a mettere insieme qualche pezzo in pi della vita di Lisa.
Jasha Trace
Jasha Trace  un gruppo folk di Seattle composto da Jade Johnson, Travis Sheehan e i fratelli Celia e Shane Lind. Anche se hanno suonato insieme per gran parte della loro vita, il quartetto non si  esibito in pubblico fino al 2006. Il loro primo show si  svolto allo Spoon and Stars, il bar gestito dalla Johnson a Seattle. Il nome del gruppo, Jasha Trace, viene dalla combinazione delle prime lettere del nome di ciascuno dei membri. Definiscono il proprio genere Bluegrass celtico scozzese. Celia Lind e la Johnson lavorano insieme alla stesura delle canzoni e preparano tutti e quattro insieme gli arrangiamenti dei brani.
Jade Johnson e Celia Lind, che si autodefinisce lesbica, si sono sposate il 29 dicembre del 2012, poche settimane dopo la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso nello stato di Washington. Hanno un bambino, Alex, nato nel 2001, e una bambina, Zoe, nata nel 2004. Lind  la madre biologica di entrambi i figli, che la Johnson ha legalmente adottato appena dopo la nascita.
Mi alzai dallo scrittoio a rullo e girovagai per la stanza, abbracciandomi con le unghie che mi affondavano nelle braccia. Ero ferita. Messa da parte e abbandonata. La tristezza che mi aveva afflitta fin dalla morte di pap e la rottura con Bryan mi travolgevano con tutta la loro forza.
Mi sentivo cos sola. Ero stata una complicazione indesiderata nella vita di Lisa. Per s si era costruita un nuovo futuro. Una nuova famiglia. Lultima cosa che ora desideravo per lei era che il suo passato si scontrasse con il suo presente.
La luce rosea dellalba filtr attraverso le finestre del soggiorno ed ero esausta, fisicamente ed emotivamente. Mi risedetti alla scrivania. Dietro di me, udii il lettore cd scattare rumorosamente passando dal secondo disco al terzo e attacc un altro brano dei Jasha Trace, di quella band il cui sound era ormai familiare alle mie orecchie.
Con affetto, Celia.
Mi balenarono di colpo in mente quelle parole e mi tirai su dritta sullo schienale, ricordandole dallemail di mio padre. Avevo creduto che avesse una relazione con una donna con quel nome. Forse mi ero sbagliata di grosso.
Balzando in piedi, mi affrettai su per le scale fino al suo studio, dove il suo computer stava ancora appoggiato sulla scrivania. Non avevo mai trovato il tempo di ripulire il disco di quellaggeggio. Avviai il computer e inserii newbern nel campo della password, quasi trattenendo il respiro mentre aspettavo che quella vecchia macchina riprendesse vita. Ci misi alcuni minuti a trovare le email di pap e altri minuti ancora per ricercare i messaggi firmati Celia. Non cerano molte email da parte sua e le lessi nellordine in cui comparvero nella ricerca, dalla pi recente alla pi vecchia, ripartite sullarco di molti anni.
18 maggio 2012
Questo  il biglietto dauguri migliore di sempre. Sei fantastico!
Con affetto, Celia.
Controllai nella posta inviata per vedere se le aveva spedito un biglietto dauguri tramite email, ma non sembrava conservare molti dei messaggi che aveva mandato. Lemail successiva proveniente da Celia era di quattro anni prima.
7 febbraio 2008
F,  stato un gesto cos gentile da parte tua spedire quel biglietto. So che non conoscevi Charlie, ma per me e J  stata una persona importantissima, anche per il fatto che  stato lui a presentarci.  stato una sofferenza per J non poter andare al funerale a San Diego, ma era decisamente troppo rischioso. Noi stiamo bene. Con affetto, Celia.
Mi ricordavo quel nome: Charlie. Grady laveva nominato. Era il nonno di Celia. Pap doveva essere in stretto contatto con Lisa per sapere di lui e della sua morte. Avviai una ricerca, ma non riuscii a trovare un solo messaggio che sembrasse provenire da Lisa. Avevo limpressione che li avesse cancellati, ma si preoccupava meno di quei pochi da parte di Celia.
26 Luglio 2006
F,
J ha preso il volo. Deve cambiare a Charlotte.  molto agitata. Per favore, prenditi cura di lei.
Con affetto, Celia
Fissai a lungo quel messaggio. Mia madre era morta il 28 luglio 2006. Un incidente che mi aveva sempre disorientata assunse improvvisamente un senso.
Ero rimasta a casa con mia madre ogni singolo giorno dopo la mia maturit, rifiutando un posto da cameriera perch non volevo allontanarmi da lei. A quel tempo era gi allhospice e sapevo che non le restava molto tempo.
Il giorno prima che mia mamma morisse, il ventisette, la mia amica Grace mi chiese di andare al mare con lei. Le avevo detto che non potevo; dovevo stare con mamma. In verit, Grace scoppi a piangere, quasi con un pianto isterico. Mi disse che aveva bisogno di uscire qualche ora. Aveva bisogno di parlare con me di un problema che aveva con il suo ragazzo. Mio padre mi disse che non mi faceva bene stare rinchiusa ogni giorno in quella stanza accanto al letto di mia madre e lui insistette perch accompagnassi Grace.
Io e Grace rimanemmo distese in spiaggia per un paio di ore mentre mi raccontava di una litigata veramente ridicola che aveva fatto con il suo fidanzato. Non mi sembrava particolarmente agitata al riguardo ed ero infastidita dal fatto che mi avesse convinta ad abbandonare mia madre perch voleva qualcuno con cui andare in spiaggia. Furiosa, la affrontai.
La definii unegoista e alla fine lei mi disse: Non dare la colpa a me! Dalla a tuo padre! Mi ha chiamato laltra sera dicendomi che avevi bisogno di staccare e che mi sarei dovuta inventare una scusa per farti uscire di casa per la giornata.
Andai in panico. Era quel giorno che sarebbe morta mia madre? In qualche modo lui lo sapeva e non voleva che ci fossi? Avevo agguantato lasciugamano dalla sabbia: Torniamo a casa! dissi a Grace e avviai di corsa il motore.
Unora pi tardi, eravamo tornate a New Bern. Lasciai Grace a casa, poi tornai da me. Cera una macchina che non conoscevo sul nostro vialetto. Accostai al marciapiede e stavo attraversando il giardino quando pap mi venne incontro correndo gi per le scale della veranda.
Che cosa ci fai a casa? mi chiese. Era pallido, con la faccia tirata come se avesse perso peso nel corso della notte.
Grace mi ha detto che andare in spiaggia  stata unidea tua! esclamai. Perch volevi che me ne andassi? Cosa succede? Feci per passargli accanto, ma lui mi si par davanti, prendendomi per le spalle.
Ti serve staccare, Riley disse. Non ti fa bene stare qui, un giorno s e laltro pure.
Chi c? gli chiesi, indicando con la testa la macchina sul vialetto daccesso. Alzai lo sguardo verso la finestra di mia madre e scorsi un volto che svan tanto in fretta che avrei potuto essermelo immaginato. Chi ? chiesi.
Solo una delle infermiere dellhospice. Gli trem la voce, cosa che mi terrorizz.
Mamma sta morendo in questo istante? gli chiesi. Poi fui scossa da una nuova paura.  morta?
No, no, tesoro. Mi strinse a s. Puzzava di sudore. Ricollegai mentalmente quellodore pi allo sfinimento che allaffaticamento.
Non me ne frega di staccare, pap gli dissi. Voglio stare con mamma.
Lui mi guard dritto negli occhi. Ascolta, amore. Sei stata fantastica con lei. Le sei stata veramente di aiuto e lei sa quanto le vuoi bene. Ma sei stata qui ogni minuto da quando hai finito la scuola e la verit  che io e tua mamma abbiamo bisogno di passare una giornata insieme. Noi due da soli. Ti prego, non rimanerci male per questo. Noi semplicemente...
Oh. Mi imbarazzava non esserci arrivata da sola. Avresti dovuto dirmelo. Lavrei capito.
Avevo paura di...
Non preoccuparti. Far... Guardai verso la mia macchina, riflettendo sul mio passo successivo. Andr a trovare Grace. A che ora... quando posso tornare a casa?
Tir fuori il portafogli dalla tasca dei pantaloni, estrasse un paio di banconote da venti dollari e me le mise in mano. Tu e Grace, andate a farvi un giro in centro stasera. Indic casa con un cenno del capo. Concedici fino alle dieci, undici. Okay? Mi sorrise e io fui sollevata vedendo svanire il suo pallore.
Lo abbracciai. Di a mamma che le voglio bene gli dissi.
Adesso sapevo con certezza che non glielaveva detto. Ero sicura del fatto che non avesse citato affatto il mio nome quando era tornato in quella stanza, dove stavano sedute le mie due mamme. Le immaginai a tenersi la mano.
Mi ricordai di quando ero tornata a casa quella sera. Mia madre mi era sembrata diversa. Pi leggera, in qualche modo. Mi aveva sorriso quando ero entrata in camera per darle il bacio della buonanotte e avevo pensato: Pap aveva ragione. Avevano bisogno di passare un giorno insieme, loro due da soli. Ma ora sapevo che era stato rivedere Lisa che le aveva dipinto il sorriso in volto. Nonostante mi facesse male essere stata lasciata fuori da quella riunione di famiglia, ero riconoscente nei confronti di Lisa per averlo reso possibile.
Esattamente la mattina successiva, mamma se ne era andata. Quella notte io e pap preparammo una cena solitaria e insipida. Gli comunicai quanto ritenessi ingiusto che, su una famiglia di cinque elementi, ne fossero rimasti solamente tre. Pap, adesso siamo solo io, te e Danny gli avevo detto e lui aveva voltato la testa.
A quel tempo avevo creduto che si fosse girato perch dare ascolto alle mie parole gli faceva troppo male e me ne ero pentita. Adesso mi rendevo conto che si era girato perch sapeva che non era la verit.
2 ottobre 2004
Signor M. (non so bene come rivolgermi a lei),
volevo comunicarle che J  in ospedale. Ha perso il bambino ieri mattina. Era un altro maschietto e abbiamo entrambe il cuore a pezzi. Il dottore non ha minimamente idea del motivo per cui sia successo, ma ora so con certezza che  tanto preoccupata per Danny ed evidentemente ne ha risentito. Non  pi stata la stessa da quando le hai spiegato quanto gravemente sia rimasto ferito nellattacco. Ha unimmensa paura che possa non farcela. La notte dopo aver ricevuto il tuo messaggio,  uscita sul patio con il violino e ha suonato Danny Boy.  stato cos emozionante. Mi  stato detto da alcuni vicini che lhanno sentita suonare che si sono commossi. Chiaramente non sapevano di Danny, ma erano coscienti del fatto che doveva essere accaduto qualcosa di terribile perch lei suonasse in modo tanto afflitto.
Lei crede che sia colpa sua. Sa che  un punto di vista irrazionale, ma non fa alcuna differenza. Non  mai stata convinta dellesistenza di un Dio, ma adesso, allimprovviso, ne  certa e crede che Lui la stia punendo. Per prima cosa la diagnosi di cancro per sua madre. Adesso le lesioni di Danny. Ha la paranoia che quindi possa succedere qualcosa di brutto a R. Vorrei poterle parlare sinceramente. La adora veramente e le  tanto grata per laiuto che le ha dato. La mia famiglia le vuole un gran bene, ma neanche il nostro grande amore pu compensare tutto quello che ha perso e, naturalmente, la mia famiglia non sa precisamente quanto abbia perso.
Parla moltissimo di R adesso. So che non vuole che lei ne abbia una foto, ma potrebbe esserle utile, viste le circostanze. Si sente cos persa. Indipendentemente da quanti figli abbiamo, nel cuore avr sempre un posticino riservato a R. Laltra sera si  infilata la collanina che le ricorda R e ha detto che non se la sarebbe tolta mai pi.
Se crede che sia sicuro, potrebbe sentirla sul mio cellulare anzich sul suo. O ha unaltra proposta magari?
Con affetto, Celia
Quella era lultima email di Celia. O suppongo che, in realt, fosse stata la prima. Mi rattrist sapere che Lisa aveva perso un bambino, ma sapevo che, per giorni, mi sarebbe frullata in testa quella sola frase dellemail: Indipendentemente da quanti figli abbiamo, nel cuore avr sempre un posticino riservato a R. Cera ancora posto nel cuore di Lisa per me? Cera spazio? Dovevo scoprirlo.

48.

Tra le ricerche su internet riguardo a Lisa e la lettura delle email da parte di Celia, ero rimasta sveglia tutta la notte. Andai a letto alle sette di mattina, sfinita ed eccitata. Rimasi l sdraiata, senza riuscire a dormire, consapevole del fatto che non sarei pi riuscita a tenere per me ci che avevo scoperto. Dovevo condividerlo con lunica altra persona che avrebbe capito come mi sentivo. Quellaltra persona che aveva voluto bene a Lisa... e che, a differenza di mio fratello, sapevo con certezza non le avrebbe mai fatto del male.
Aspettai le otto di mattina prima di comporre il numero di Jeannie. Camminai avanti e indietro per il soggiorno, con il telefono appoggiato allorecchio. Per favore dimmi che non ti ho svegliata le dissi quando rispose.
Sono sveglia. Sembr preoccupata. Che succede?
Sei a casa? Posso fare un salto? Ho bisogno di parlarti. Non ero mai stata a casa di Jeannie, ma sapevo perfettamente dovera.
Vengo io mi disse. Sono vestita.
Potresti... davvero? Fui contenta della sua proposta. Non mi fidavo di me stessa alla guida.
Sar l tra poco mi disse.
Mi preparai una tazza di caff e mi misi seduta sul divano, cos stanca da credere di stare sognando. Dovevo essermi abbioccata, perch non sentii la macchina di Jeannie che entrava nel vialetto e sussultai al suono del campanello. La luce del mattino si rivers nel soggiorno quando aprii la porta di casa.
Mio dio, tesoro, sei uno straccio. Jeannie mi pass una mano lungo il braccio entrando. Il suo tocco era affettuoso e preoccupato e mi fece venir voglia di fidarmi di lei.
Chiusi la porta, poi rimasi l in piedi dando le spalle alluscita. Lisa  viva le annunciai, quasi in sussurro come se temessi che qualcuno potesse sentire.
Lei fece per parlare, ma parve non trovare le parole. Mi era chiaro che non se lo aspettasse. Mio padre aveva tenuto alloscuro anche lei.
Lo so dissi.  un colpo.
 impossibile disse alla fine.
Ha simulato il proprio suicidio.
Si port di colpo le mani alle guance. Oh mio dio!
Mi dispiace non avertelo detto prima, ma avevo paura. Non sapevo di chi fidarmi.
Jeannie sprofond sul mio divano come se le gambe le si fossero liquefatte. Non posso crederci mi disse. I tuoi poveri genitori! Il tuo povero padre! Hanno sofferto per tutti questi anni e...
Lui lo sapeva le spiegai. Lha aiutata.
Mi fiss e vidi il dolore che si faceva largo per impossessarsi del suo viso. Sapevo cosa provava. Eravamo state ingannate entrambe. Come fai a saperlo? mi chiese alla fine. In che modo era coinvolto?
Cominciai dal principio, senza omettere nulla, raccontandole di come avessero fatto mio padre e Tom Kyle ad aiutare Lisa a fuggire. Di come aveva cambiato nome, diventando Jade, e che aveva vissuto a San Diego e conosciuto Celia. Le spiegai ci che avevo scoperto sulla sua vita attuale grazie alle email di Celia e dei loro due bambini.
Ma ... Continuava a scuotere la testa.  folle.
Mi misi a sedere al suo fianco con il portatile e recuperai il sito dei Jasha Trace. Quando apparve sullo schermo la fotografia della band, Jeannie sfior piano il ciondolo appeso alla gola di Lisa.
Incredibile. Scosse la testa. Semplicemente... straordinario.
Guarda qui, Jeannie dissi, cliccando sul link delle date del tour. Le passai il computer, appoggiandoglielo sulle gambe. Sabato sera sono a New Bern.
I suoi occhi erano immense biglie azzurre alla luce del monitor del pc. Guard le date e poi me. Perch farlo? chiese lei. Non  un rischio?
Sono sicura che labbiano programmato per poter vedere pap dissi. Lisa potrebbe non sapere che  morto. Andai su Google, posizionando il portatile di modo che lei potesse vedere tutti i link che venivano fuori sui Jasha Trace. Suppongo che siano famosi nellambiente del bluegrass.
Wow. Jeannie osserv lelenco dei link. Ne indic uno.
Che cos questa pagina? chiese.
 un sito su cui si possono condividere delle foto, credo dissi, cliccandovi sopra.
Si caric una pagina con immagini minuscole e, quando cliccai sulla prima foto, capii subito doverano stati fatti quegli scatti: a dicembre, al matrimonio di Lisa e Celia.
Oddio esclam Jeannie mentre scorrevamo le immagini. Non riesco a capacitarmi del fatto che sia lesbica. Immagino che Matty fosse soltanto una deviazione dalla norma. Sembra cos felice, non trovi?
Era proprio cos. Desideravo essere contenta per Lisa mentre facevo scorrere le fotografie di lei che ballava con Celia, che rideva con degli amici, che abbracciava il proprio bimbo e la bimba, a ogni nuova immagine per combattevo quella sensazione torcibudella di essere stata dimenticata.
Oh Ges! esclam dimprovviso Jeannie, quando apparve sullo schermo una nuova immagine. Guarda qua!
Avevo visto ci a cui si stava riferendo ancor prima che mi indicasse langolo in alto a destra della foto: mio padre, seduto al tavolo, che chiacchierava con una donna anziana.
Era l? Il mio tono la fece suonare come una domanda, anche se non ne dubitavo. Pap aveva partecipato al matrimonio.
Jeannie fece scorrere altre immagini, protendendosi avidamente verso il mio computer. Mio padre compariva in alcune fotografie, in genere in disparte a parlare con qualcuno. In una foto, per, rideva insieme a Lisa. In unaltra, ballava con una donna che ero certa fosse la madre di Celia, e in unaltra ancora stava alle tastiere ad accompagnare la band, con un gran sorriso stampato in volto. Scossi la testa, ferita e meravigliata per la vita segreta di mio padre.
Quando hai detto che si sono sposate? mi chiese Jeannie.
Il 29 dicembre. Io avevo trascorso la settimana tra Natale e Capodanno insieme a Bryan a casa dei suoi genitori nel New Jersey, preoccupandomi per tutto quel periodo per il fatto di aver lasciato soli Danny e mio padre per le feste. A New Bern, solitamente dividevo il mio tempo tra loro due, ma sapevo che a Danny non importava davvero del Natale e pap aveva spinto perch stessi con Bryan. Eppure mi sentivo in colpa e lo chiamavo ogni giorno. Talvolta mio padre non rispondeva al telefono e me lo immaginavo a sonnecchiare per scongiurare la depressione di essere da solo per le vacanze. Invece era andato a Seattle, aveva ballato, chiacchierato e improvvisato canzoni con la band al matrimonio di sua figlia.
Gli avevo proposto di andar via quella settimana. Jeannie sembrava altrettanto sbalordita. Ma mi aveva detto che doveva andare a un funerale a Seattle. Di uno dei suoi amici collezionisti pi stretti.
Ti ha detto una bugia le dissi. Non cera nessun funerale. Mi stupiva la rabbia che stavo provando. Una cosa era proteggere Lisa, tenendomi alloscuro di ci che le era effettivamente successo; ma era tutta unaltra storia fare attivamente parte della sua famiglia lasciandomi da parte.
Jeannie si alz allimprovviso, lanciando in aria le braccia con un gesto di frustrazione.
Santo cielo, perch non me lha mai detto? esclam lei. Sapeva di potersi fidare di me!
Comprendevo appieno il suo dolore. Ho limpressione che mi sforzai di trovare le parole ...che Lisa e pap abbiano fatto tutto il possibile per tenermi alloscuro della sua esistenza... e del loro rapporto. Mi si spezz la voce e Jeannie abbass lo sguardo su di me.
Non riesco a immaginare come sia per te mi disse. Io, personalmente, mi sento cos... tradita. Per te deve essere mille volte peggio.
Era un milione di volte peggio e avevo voglia di strapparmi la pelle dalla faccia. Appoggiai sul tavolino il laptop e mi alzai, avevo bisogno di muovermi. Avevo bisogno di fare qualcosa per cancellare limmagine di pap e Lisa che ridevano insieme, a quasi cinquemila chilometri da me. So che  irrazionale dissi ma quasi mi sembra che stessero ridendo di me in quelle foto.
Jeannie mi si avvicin e mi poggi un braccio sulle spalle. No, tesoro, adesso sai che non  vero, giusto? chiese lei.
Non so pi che cosa  vero dissi.
Siediti. Mi diede una leggera spinta verso il divano. Sento profumo di caff. Ce ne verso due tazze. Poi riusciremo a ragionare con pi lucidit, va bene?
Io annuii, lasciandomi ricadere sul divano. Mi sforzai di sgombrare la mente mentre stavo ad ascoltare Jeannie che armeggiava in cucina, ma le immagini di mio padre al matrimonio mi si erano impresse nella mente e non riuscivo a mandarle via.
Notai una notifica email sul mio portatile e vi cliccai sopra, sorpresa (e spaventata) quando vidi che era da parte di Danny. Aprii il messaggio.
Vieni da me stasera. Ho una cosa da farti vedere.
Fissai il testo. Non poteva essere nulla di buono. Danny era molto pi evoluto di me in fatto di internet. Se credeva che Lisa fosse viva, allora chiss cosa era riuscito a scoprire.
Jeannie era tornata nella stanza e manc quasi il piattino quando appoggi la mia tazza sul tavolino davanti a me. Era terrorizzata dalla prigione, Riley esclam, adagiandosi dallaltra parte del divano. Dopo che... sai, gli spari e tutto il resto, Deb mi aveva chiamata, preoccupatissima. Mi aveva detto che Lisa non riusciva a dormire e piangeva in continuazione. Si sentiva cos in colpa per aver spezzato una vita e aveva paura di finire in prigione con... sai, con i detenuti recidivi. Se tuo padre le ha offerto una via di fuga, deve aver colto loccasione al volo.  stato stupido da parte sua, ma immagino che avesse il disperato bisogno di proteggerla. Dobbiamo perdonare tutti e due. Si port la tazza alle labbra, ma la riappoggi subito sul tavolo senza fare neanche un sorso. Deb sapeva, secondo te?
Presi la tazza tra i palmi. Non credo che lo sapesse fino ad appena prima di morire le dissi. Lisa  venuta a trovarla. Le raccontai della breve email da parte di Celia che comunicava a mio padre che Lisa aveva preso il volo e poi iniziai a piangere. Mi sento cos sola, Jeannie le confessai. Completamente sola. A gestire tutte le cose di pap. Sventolai una mano in aria verso il soggiorno. E mi sento responsabile per Danny ora. Mi preoccupo per lui in continuazione e sono completamente sola a fare anche questo. Intanto, Lisa  circondata da una famiglia felice, sana e sorridente. Ha dei bambini e una compagna e tutti quegli amici e la famiglia di Celia e io non ho nessuno!
Oh, tesoro. Mi si avvicin, prendendomi la tazza dalle mani e appoggiandola sul tavolo. Vorrei tanto che potessi ricordarti la Lisa di quando eri piccina. Stravedeva per te. Ti adorava. Mi fece una carezza sulle mani che stavano appoggiate molli sulle mie gambe. Devi provare a contattarla. Lo sai, vero?
Io annuii. Solo che non so quale sia il modo migliore... il modo pi sicuro per farlo. E Danny non pu sapere. Gi crede che ci sia sotto qualcosa, ma se scopre con certezza che  viva, avviser la polizia e quella, per lei, sar la fine.
Lo farebbe?
La odia per davvero. Le d la colpa di tutto quello che non ha funzionato nella nostra famiglia.
Puoi mandarle unemail mi propose. C un modulo di contatto sul sito.
Ma chiss in che mani finisce... commentai. Devo stare attentissima. Quellemail probabilmente arriva al manager della band o a qualcuno del genere. Sul computer di pap c lindirizzo di Celia, ma...
Devi dire a Lisa che sai che  viva mi consigli Jeannie e che  venuto a mancare Frank e che troverai un modo per incontrarvi quando viene a New Bern.
Scossi la testa. Non si pu fare per email dissi. Se non risponde, non sapr mai se ha ricevuto lemail o se non ha semplicemente voluto avere niente a che fare con me.
Hai ragione, hai ragione disse lei in fretta. Allora, dovrai in qualche modo parlarle di persona al concerto. Voglio esserci anche io aggiunse. Ho bisogno di vederla.
Lasciami fare questa cosa da sola, okay? le chiesi conferma. Sar gi piuttosto complicato se sar lunica a preoccuparmi.
Sospir, annuendo con riluttanza. Va bene mi concesse. Mi accontenter di stare tra la folla. Le sbocci un largo sorriso sul volto. Ancora non riesco a crederci! Quando le parli, per favore dille che mi rincuora sapere che  viva e vegeta. Che sono contenta che abbia trovato la felicit che si merita e ricordale che le voglio bene.
Invidiavo Jeannie perch era in grado di vedere al di l dellinganno per concentrarsi su sentimenti daffetto e amore. Limmagine di Lisa che rideva e ballava, come se non avesse la bench minima preoccupazione, mi avrebbe fatto compagnia per molto, moltissimo tempo. Non sapevo cosa le avrei detto quando me la sarei trovata di fronte. Avevo cos paura di incontrarla. Di spaventarla. Sarebbe potuta andare via. Mandarmi via. Ma mi ricordavo dellemail di Celia a mio padre, di come aveva scritto che ci sarebbe sempre stato un posticino nel cuore di Lisa per me. Aveva scritto quelle parole anni prima, ma ci restavo aggrappata con tutta me stessa. Avevo bisogno che quella fosse la verit.

49.

Alla sette quella sera, attraversai in auto la foresta al crepuscolo fino allo spiazzo di Danny, convinta di non rivelargli nulla di quello che avevo scoperto. Non gli avrei permesso di farmi cogliere in fallo. Ero solo preoccupata per quella cosa che voleva farmi vedere... e me ne resi conto nellistante in cui lui apr la porta della roulotte per farmi entrare.
La musica sul suo portatile non era ad alto volume, ma mi era decisamente familiare dopo averla ascoltata senza sosta per gran parte della giornata. Il computer di Danny era appoggiato sul piano della cucina e con la fotografia del sito degli Jasha Trace aperta sullo schermo. Limmagine di Lisa e del suo gruppo mi guardava dritto in faccia mentre entravo.
Okay. Mi arresi, stando l appoggiata con la schiena contro la porta. Che succede?
Lui si mise a sedere al tavolo della cucina. La buona vecchia Verniece esclam. Quel camping lo vuole davvero.
Deglutii. Cavolo. Di cosa stai parlando? gli chiesi, abbassandomi sulla panca dallaltra parte del tavolo.
Puoi smettere di fare linnocente mi disse. Non sono riusciti a convincerti a trasferire loro la propriet del campeggio e cos lei ha provato a ottenerlo tramite me. Si pass la mano sulla corta barba biondiccia. Io non le ho detto che (a) non mi interessa del campeggio e (b) non ho il potere giuridico per donarglielo senza coinvolgerti... anche se devo ammettere che mi stupisce scoprire che tu non hai avuto problemi a tenermi fuori dalle tue trattative con lei e Tom.
Oh, Danny, mi dispiace. Mi sentii afflosciarsi tutto il corpo per la sconfitta. Avevo disperatamente bisogno di scoprire che cosa sapevano.
Cose che non volevi farmi sapere, giusto?
E mi biasimi? gli chiesi. Io e te abbiamo opinioni diverse su cosa dovrebbe esserne di Lisa. E come hai fatto a sapere del... Indicai il laptop, dove Lisa figurava nel bel mezzo di un assolo di violino. Jasha Trace? Come hai fatto a...?
Ho dato unocchiata nella roulotte di nostro padre mi disse. Tu credi al nostro vecchio? Scoppi a ridere, ma non cera niente di divertente in quel suono. Ho sempre saputo che la adorava, ma avevo veramente sottostimato con quanta intensit. In ogni caso, ho dovuto rompere la serratura per poter entrare nella roulotte. E credo che tu mi abbia battuto sul tempo, giusto? Aspett una mia risposta, ma io mantenni unespressione dura e assente. Ho trovato sul suo tavolo un articolo di giornale che pubblicizzava il vicino concerto mi spieg. Ho visto che cera una violinista nella band e che aveva indosso una collanina come quella che portava di solito Lisa. Pap teneva l tutta quella musica bluegrass, ma niente di quella band, cosa che mi ha portato a domandarmi... Inclin la testa, con gli occhi fissi su di me. Aveva qualche loro cd che hai preso tu?
Esitai un attimo, poi feci di s con la testa.
Ho dovuto pagare otto dollari su iTunes per questo album.
Danny...
Una volta trovato il suo nome,  stato facile scoprire tutto il resto. Scosse la testa e io riconobbi quellespressione ferita sul suo volto. Era la stessa che avevo visto quella stessa mattina nello specchio. Si  complicata la vita da sola, secondo me.
Danny. Intrecciai le mani sul tavolo e mi sporsi verso di lui. Ti sto implorando. Lasciala in pace ti prego.
Non sapevo con certezza quante informazioni fossi riuscita a scoprire da sola, ma il modo in cui mi hai evitato negli ultimi giorni mi ha portato a credere che sapessi moltissime cose mi disse. E quando ho aperto la porta qualche minuto fa e hai sentito quella musica... La tua faccia ti ha tradita.
Ne hai parlato con Harry? Avevo abbassato le mani sulle gambe e me le stavo grattando nervosamente.
Non ancora.
Che cosa hai intenzione di fare? gli chiesi.
Lui non ebbe esitazioni. Intendo dire a Harry che, la sera di quel concerto, potr risolvere un caso archiviato. Potr diventare un eroe e Lisa avr finalmente ci che si merita.
Danny, ero proprio sul punto di piangere non sta facendo male a nessuno.
Avrei potuto pure parlare in arabo. Mi sembra che non ci arrivi, Riley mi disse. Tralasciando tutta la merda che ha gettato sulla nostra famiglia, ha ammazzato un uomo. Se  stato un incidente, cosa che ritengo una cazzata, avr finalmente il suo giorno in tribunale. Chiaramente le daranno come aggravante il fatto che  fuggita, ma vabb. E se tu vuoi aiutarla veramente, potresti trovarle un bravo penalista in Virginia.
Cazzo! Sbattei il pugno sul tavolo. Non puoi lasciar perdere? Ti prego! Non  solo la vita di Lisa che danneggi dissi.  quella dei suoi bambini. Della sua famiglia.
La maggior parte dei criminali ha una famiglia ribatt. Ma questo non d loro unuscita gratis di prigione. Allung una mano per toccarmi il pugno, dischiudendomi delicatamente le dita ripiegate finch non furono tutte stese sul tavolo. Quel gesto mi sembr pieno di tenerezza e mi diede speranza. Che cos che vuoi da lei, Riles? mi chiese lui calmo.
Voglio incontrarla risposi.  lunica cosa che voglio. Solo incontrarla. Quello che non voglio fare  farle del male.
Ritir la mano dal contatto con la mia con un sospiro. Ha ucciso una persona ripet, con tono provato. Questa  la sostanza. Ha ucciso una persona e deve pagare.
Mi alzai e mi avvicinai alla porta. Mi prometti una cosa? gli chiesi. Una cosa soltanto?
Ossia?
Che ci rifletterai un po meglio prima di parlarne a Harry.
Al concerto mancano solo due giorni mi ricord.
Lo so. Ma puoi aspettare, no? Che differenza fa se glielo dici questa sera o il giorno del concerto? Aprii la porta. Fuori era buio ormai e, quando mi voltai per guardarlo, la luce della roulotte gli illumin gli spigoli appuntiti del viso e lazzurro trasparente degli occhi.  importante che ci pensi bene prima di agire gli dissi.
Non ce n bisogno mi rispose. Ci ho gi pensato abbastanza.
Guardai verso il suo computer, che stava appoggiato sul piano; limmagine dei Jasha Trace era una luce scintillante in quella fioca roulotte. Lisa mi fissava da una vita di cui non facevo parte.
Mi rigirai verso mio fratello. C una cosa che non sai gli dissi a bassa voce, giocandomi lunica carta che mi era rimasta. Una cosa che non ti saresti potuto immaginare, indipendentemente da quanto bravo tu sia con le ricerche su internet.
Cio? mi esort.
Io deglutii rumorosamente. Lisa  mia madre gli dissi.
Due rughe nette gli incresparono lo spazio tra le sopracciglia. Ma che diavolo stai dicendo?
 la verit risposi. Me lha detto Jeannie. Lisa  mia madre. Mi ha avuta quando aveva quindici anni. Mamma e pap mi hanno adottata.
Oh cazzo esclam e il suo volto si addolc, ma solo un poco.
Sapevo che questo non sarebbe bastato.

50.

Quando uscii dalla roulotte di Danny, mi diressi direttamente alla casetta bianca di mattoni a un solo piano di Jeannie nella zona di DeGraffenried. Aveva indosso una veste azzurra quando mi apr la porta e le bast lanciarmi una sola occhiata in volto sotto la luce della veranda per capire che cera sul serio qualcosa che non andava.
Si protese per prendermi la mano e tirarmi in casa. Che c? mi chiese. Cos successo?
Danny sa tutto.
Glielhai detto? Parve sconvolta e le spiegai di come fosse riuscito a scoprire la verit su Lisa. Parlavo con tanta velocit che le mie parole inciampavano luna sullaltra.
Andr alla polizia? mi domand.
Ancora non lha fatto, ma ha questa intenzione.
Eravamo ancora in piedi davanti allingresso e allora mi fece segno di entrare nella stanza. Vieni mi invit. Diamoci una calmata cos possiamo usare la testa.
Entrai nella luce soffusa del suo soggiorno e fu un colpo vedere il nostro vecchio pianoforte a mezza coda incastrato nel bovindo. Mi lasciai cadere su una poltroncina senza braccioli, con la testa ribaltata allindietro per guardare il soffitto. La devo avvertire le comunicai. Intende dirlo ad Harry Washington... lo conosci?
Lei annu.  un bravo ragazzo. Perch Harry?
Sono amici. Vuole che Harry la arresti... o almeno che la catturi al concerto di New Bern. Non so esattamente cosa far Harry, ma se Danny glielo dice, sono sicura che dovr fare qualcosa.
Allora devi mandare unemail a Lisa concluse Jeanne. Non hai molta scelta.
Guardai fuori dalla finestra verso loscurit. A meno che non riesca a trovare un numero di telefono per contattarla, le dissi ma probabilmente non comparir sullelenco telefonico. E, a ogni modo, sar in viaggio al momento. Mi acceler il cuore allidea di telefonarle. Di spiegarle chi ero. Lavrei spaventata a morte. E se mi avesse riappeso in faccia? Avevo troppo poco fegato per rischiare di ricevere una risposta ostile. Lisa era riuscita a passare inosservata per pi di ventanni finch non avevo cominciato a scavare nella sua vita.
Di colpo approfittai di unidea. Il suo tour! esclamai.  sul sito.
Jeannie si alz e si avvi verso la porta per prendere la propria valigetta. Diamo unocchiata propose, tirando fuori dalla custodia il portatile e portandolo sul divano. Io mi spostai dalla sedia al posto accanto a lei e restammo in silenzio mentre la indirizzavo verso il sito web dei Jasha Trace.
Qui c il programma esclamai, indicando il link.
Lei vi clicc sopra e diedi una rapida scorsa alle date. Quella sera non cerano concerti. La sera dopo sarebbero stati al Dulcimer, un piccolo locale in cui ero stata un paio di volte a Chapel Hill, e la sera dopo ancora cera il concerto a New Bern. Devo andare a quello di Chapel Hill le dissi. Chapel Hill distava solamente un paio di ore da New Bern ed era attaccato a Durham. Posso fermarmi nel mio appartamento quella notte.
Cosa farai? mi chiese lenta Jeannie e supposi che si stesse immaginando la scena, proprio come stavo facendo io. Cosa le dirai?
Mi distesi meglio sul divano, mordendomi il labbro mentre riflettevo. Le dir di Danny dissi. Che sa. Che non lascer perdere e che il suo migliore amico  un poliziotto. Dovr decidere lei che cosa fare da l in avanti. Mi premetti le dita sulle tempie, sfregandole con forza. E mi scuser dissi.  colpa mia se lei  in pericolo, Jeannie ammisi. Non mi sarei mai dovuta mettere a cercarla.
Non sapevi che cosa ti aspettasse disse lei. Hai poco da rimproverarti.
Fissai il vuoto, scettica. Dubitavo che Lisa lavrebbe vista cos. Vuoi che venga con te a Chapel Hill? mi chiese Jeannie.
Ci riflettei. Faceva strano che Jeannie fosse la persona con cui mi sentivo pi al sicuro in quel momento. Dovrei andare da sola le risposi alla fine. Cercai di immaginare come avrei avvicinato Lisa al Dulcimer. Tentai di immaginare lespressione del suo viso. Non sarebbe stata calorosa. Non riesco a credere di stare per farlo dissi, con apprensione mista a positiva agitazione.
Devi.
Sono nervosa. Le lanciai unocchiata. Mi stava osservando con attenzione. Ho paura che possa far finta di non conoscermi. Che mi possa mandare via. Questa sarebbe la cosa peggiore. Magari mi sguinzaglier dietro la sicurezza.
Jeannie si chin in avanti per appoggiare il laptop sul tavolino. Vieni con me mi invit, mettendosi in piedi.
La seguii per la sala da pranzo fino a una piccola veranda. A unestremit della stanza stava una grossa scrivania e, nellangolo opposto, cerano un divanetto e due poltroncine, con disegni di palme e scimmie. Sotto le finestre su una parete cerano una serie di armadietti bianchi a nicchia, simili a quelli del soggiorno di pap.
Accese una a lampada a stelo, poi si accovacci davanti a uno dei mobili. Continu a rovistare per un po, tirando fuori alla fine un piccolo album. Siediti. Mi fece cenno con la testa in direzione del divanetto mentre si rialzava. Mi sedetti sul sof, lei mi si avvicin con una sedia e apr lalbum.
Un tempo ero brava ad attaccare foto sugli album, prima che tutto diventasse digitale mi disse, spostando la raccolta sotto la lampada per illuminarne le pagine. Adesso sono diventata pigra. Ridacchi lievemente. Comunque sia, queste ritraggono soprattutto un viaggio che ho fatto in California. Gir le pagine senza fermarsi a guardare le foto con maggiore attenzione. Ma ricordo che ce ne sono un paio dellanno in cui Lisa  rimasta a vivere da me e ce n una in particolare che mi piacerebbe che vedessi.
Gir una pagina e notai una foto di Lisa, con i capelli dello stesso bianco della pelle, che decorava un albero di Natale. Indossava dei leggings neri e un maglione blu largo. Avvicinai lalbum. Era chiaramente incinta.
Era attorno al sesto mese qui mi disse Jeannie.
Oh sussurrai. Lisa sorrideva alla macchina fotografica. Non era un aperto sorriso di gioia, ma pi unespressione che mi diceva che si trovava a suo agio con la fotografa. Con Jeannie.
Purtroppo  lunica sua fotografia che ho conservato di quando era incinta disse Jeannie. A quel tempo aveva una certa vergogna dellobiettivo, per ovvie ragioni. Ma questa  la foto che volevo vedessi. Gir la pagina e vidi Lisa in un letto, lindispensabile camice bianco e azzurro da ospedale che le scivolava gi da una spalla, con una bimba dai capelli neri tra le braccia.
Questa sei tu mi disse Jeannie.
Lisa aveva gli occhi chiusi, il volto in pace, la testa girata cos che la sua guancia fosse poggiata sulla mia tempia. Quel gesto parlava chiaro. Mi amava. Mi aveva custodita come un tesoro.
Jeannie mi sollev il mento con la punta delle dita finch non la guardai attraverso la vista bagnata e sfocata. Non ti mander via, Riley disse lei dolcemente. Ne sono certa al cento percento.

51.

Il giorno dopo, provai ad ascoltare un audiolibro mentre percorrevo le due ore e mezza fino a Chapel Hill, ma mi sfuggirono almeno due terzi del romanzo. Se quel giorno Jeannie non avesse avuto appuntamento con un cliente, lavrei chiamata per calmare i nervi. Mi aveva detto di chiamarla la sera, dopo aver visto Lisa, indipendentemente dallorario. Non riuscir comunque a dormire finch non avr tue notizie mi aveva detto.
Non potevo crederci: avrei visto Lisa quella sera. Percorsi e ripercorsi il piano nella mia mente, ma dipendeva da cos tanti fattori che dovevano volgere a mio vantaggio. Ma soprattutto dipendeva dalla voglia di Lisa di vedermi e quella era una gigantesca incognita.
Restai impantanata nel traffico quando raggiunsi la circonvallazione di Raleigh. Poi superai luscita che in genere prendevo per raggiungere lappartamento di Bryan e, per la prima volta da quando avevamo rotto, ricordarmi di lui non mi stava lacerando. Mi resi conto che, per giorni, ci avevo a malapena pensato. I due anni che avevo passato ad aspettare che ponesse ufficialmente fine al suo matrimonio dimprovviso mi parvero una perdita di tempo colossale.
Unauto alla mia destra suon il clacson a qualcosa o a qualcuno, che sperai non essere io. Mi ero riconcentrata sulla strada. Era prestissimo. Sarei arrivata a Chapel Hill poco dopo le cinque e le porte del Dulcimer non avrebbero aperto fino alle sette. Avrei potuto passare altro tempo a cercare un posto per cenare, anche se, per come mi sentivo al momento, dubitavo di riuscire a mangiare. Al contrario, sarei rimasta in macchina ad attendere, analizzando a fondo ogni possibile scenario mentre aspettavo di vedere Lisa.
Il traffico dellora di punta intasava le vie di Chapel Hill, eppure riuscii a trovare un parcheggio ad appena un isolato di distanza dal Dulcimer. Spensi il motore e mi chiesi quale sarebbe stata la mossa successiva. Erano le cinque e venti. Il mio piano era di assistere al concerto per poi cercare Lisa nel backstage... ma forse avrei potuto scovarla subito, visto che ero cos in anticipo? Pessima idea, pensai. Come avrebbe potuto esibirsi dopo avermi incontrata? Tra laltro non ero ancora pronta. Mi domandavo se sarei mai stata pronta. Quando il mondo di Lisa e il mio si fossero scontrati, non ci sarebbe stato modo di tornare indietro.
Con il condizionatore spento, la mia auto fu subito invasa da un caldo insopportabile e cos abbassai tutti e quattro i finestrini. Chapel Hill era una citt universitaria, in cui gli studenti affollavano il marciapiede con chiacchiere rumorose e animate mentre passavano di fianco alla mia macchina. Alla vista e alludito, sembravano molto pi giovani di me. Nel giro degli ultimi due mesi, mi sentivo invecchiata di dieci anni.
In lontananza, scorsi alcune persone di fronte al Dulcimer e improvvisamente mi chiesi se lo show potesse essere sold out. Bench io non avessi mai sentito parlare dei Jasha Trace, dal loro sito era evidente che avessero un certo seguito. Cominciai a sudare, sia per il caldo che per quel nuovo e inquietante pensiero. Tirai su i finestrini, poi mi allungai verso il sedile posteriore in cerca della custodia di Violetta. Portarmi dietro il suo violino era stato limpulso dellultimo minuto. Uscii dallauto, con la borsetta sulla spalla e Violetta tra le braccia mentre mi avviavo alla volta del locale.
Erano appena le sei passate e la biglietteria era aperta. Comprai un biglietto con facilit, con tanta facilit che provai una specie di pena per Lisa per il fatto che, dopotutto, i Jasha Trace non avrebbero fatto il tutto esaurito. Allontanandomi dalla biglietteria, mi guardai a destra e a sinistra sulla strada per definire la mia mossa successiva. Cera un negozietto di musica a poche vetrine di distanza da dove mi trovavo e vi cacciai dentro la testa, nella speranza di trovare qualcosa che potesse tenermi la mente occupata finch non avessero aperto i cancelli del locale.
Mi immaginai il negozio di dischi Gradys un po come quello, troppo piccolo e caldo. Immaginai Lisa che lavorava in quello spazio angusto. Aveva solamente diciassette anni quando era arrivata a San Diego e potevo soltanto immaginare quanto sola e terrorizzata doveva essersi sentita. Al momento a me lo stomaco si stava contorcendo per lagitazione e avevo venticinque anni e non stavo fuggendo da qualcuno o qualcosa. Comaveva fatto a vincere la paura? Comaveva fatto a superare il senso di colpa per aver ucciso una persona?
Tentai di orientarmi allinterno del negozio, ma fui travolta dalla calca di corpi e dalla musica laceratimpani. Mi strinsi Violetta al petto facendomi largo attraverso le strette corsie verso la porta. Una volta tornata fuori, proseguii per un isolato fino a una panchina vuota su un angolino di prato verde e mi misi l seduta, con Violetta sulle gambe, tirando fuori il cellulare dalla borsetta ogni due minuti per vedere che scandiva un orario sempre pi vicino alle sette.
Alle sette e cinque minuti ero dentro al Dulcimer, dove file di sedie pieghevoli erano disposte di fronte alla piattaforma rialzata che fungeva da palco. Il locale era pi piccolo di quanto ricordassi e le alte pareti di mattoni rossi lo facevano sembrare ancora pi microscopico. Il simbolo sulla parete indicava che la capienza era di 150 persone. Entrambi i concerti che avevo visto in quel locale erano stati free entry e io e Bryan eravamo rimasti in piedi fianco a fianco ad altre persone del pubblico, e quindi provai sorpresa (e sollievo) vedendo quelle sedie. Credevo che, quella sera, le gambe non mi avrebbero sorretta per tutta la durata del concerto.
In piedi accanto al chioschetto di snack, guardai verso il palco. La piattaforma era rialzata di appena una trentina di centimetri rispetto al logoro pavimento di legno del locale. Una batteria e una tastiera erano state schiacciate contro la parete di fondo come se fossero superflue per quello specifico concerto, ma sul davanti cerano un paio di sgabelli e alcuni microfoni, insieme a una chitarra su uno stand. Vedere quegli strumenti rese tutto reale ai miei occhi. In meno di unora, Lisa sarebbe stata l sopra, ad appena pochi metri da me. Finalmente.
Comprai una birra e un cartone di nachos che mi sforzai di mangiare, perch avevo pensato fosse meglio mettere qualcosa nello stomaco per assorbire lalcol. La gente che mi circondava rideva e parlava mentre si salutava. Era chiaramente un gruppo di clienti regolari ed ero consapevole di essere io quella fuori posto. Lanciai unocchiata in direzione delle sedie, che cominciavano a essere occupate. Mi sarei dovuta sedere in prima fila dove sarei stata troppo visibile o in fondo, da dove avrei potuto guardare indisturbata Lisa? Trovai un compromesso, scegliendo un posto esattamente al centro del locale e mi sedetti, provando unestrema solitudine mentre masticavo un triangolino di tortilla che sapeva di cartone.
Nel locale il rumore era sempre pi forte via via che si riempiva, con voci che rimbalzavano contro i muri di mattoni. Notai che molte persone indossavano t-shirt con le lettere jt ostentate sul retro e mi ci vollero dieci minuti buoni per accorgermi del fatto che quelle due lettere stavano per Jasha Trace.
Mi sentivo appariscente, sola nella mia fila centrale con Violetta stretta tra le gambe, ma via via che altre persone si accomodavano sulle sedie, parve esserci una discreta calca. Il ragazzo seduto alla mia destra leggeva il retro di un cd dei Jasha Trace, indicando qualche cosa sulla custodia mentre parlava con la donna in sua compagnia. Il posto alla mia sinistra era libero ed ero contenta di avere quel micro spazietto per respirare.
A destra del palchetto cera una porta che pareva essere lunica via di accesso al backstage. Mi concentrai su quel punto, immaginandomi di varcarla. Ero ancora in fissa sulla porta quando un ragazzo robusto vestito con jeans e t-shirt neri si posizion l davanti. Aveva appeso al collo un tesserino di plastica giallo. La sicurezza, supposi. Avrei dovuto superarlo per raggiungere Lisa.
Avevo finito la mia birra ed ero a met nachos quando si abbassarono le luci di sala e appoggiai sotto la sedia la bottiglia e il contenitore di cartone, conscia del fatto che non mi sarei mai ricordata di buttarli via una volta giunto il momento di andare. Avevo la sensazione che sarebbero stati lultimo dei miei pensieri.
Una donna di mezza et con un tatuaggio sul braccio e capelli corti viola brillante sal sul palco. Spieg quali uscite utilizzare in caso di emergenza, ci comunic di mettere in modalit silenziosa i cellulari e poi si dilung infinitamente a parlare dei successivi concerti; il pubblico si faceva sempre pi irrequieto. O forse lo ero soltanto io. La birra e le patatine mi sguazzavano nello stomaco e mi domandavo come avrei fatto a uscire dalla fila se avessi dovuto vomitare.
I Jasha Trace salirono sul palco con zero cerimonie, gli uomini con banjo e chitarra, Celia con il suo mandolino e Lisa con il suo violino e attaccarono subito con un brano adrenalinico che riconobbi da uno dei loro cd. Il mio cuore martellava insieme al ritmo della musica. Non riuscivo a staccare gli occhi da Lisa. I capelli, di un apparente castano naturale con mches bionde, le arrivavano qualche centimetro sotto la spalla ed erano sciolti e fluenti mentre suonava. I suoi tratti erano pi duri di quanto ricordassi dalle foto che avevo visto e, sotto la luce abbagliante del palco, riuscivo a scorgere delle rughe sottili sulla fronte persino da dove ero seduta. Tutti e quattro i musicisti portavano jeans e t-shirt. Ero piuttosto certa che Shane fosse il tizio con la barba e Travis quello con i capelli biondicci pi corti e gli occhiali.
Celia non aveva pi quellaudace taglio corto immortalato dalle foto del sito e della copertina del cd. Adesso i suoi capelli scuri erano raccolti in una specie di caschetto, con le punte sfilate e molto scalato. Era unacconciatura davvero figa che le dava un aspetto pi giovane e pi hippie di Lisa e mi provoc una lieve fitta al cuore. Lisa non aveva avuto una vita facile. N da bambina, con le pressioni delle esibizioni n da quindicenne che aveva partorito lontana dalla sua famiglia e dagli amici, n da diciassettenne in fuga. Eppure quando il brano giunse alla fine e lei abbass il violino, il sorriso le addolc il viso e colsi della luce dentro di lei. La gioia per quello che stava facendo. Per la vita che si era costruita. Ricominci a suonare; i suoi capelli fluttuanti sembravano simboleggiare la libert che si era guadagnata da sola. Distolsi lo sguardo dal palco, abbassando gli occhi sullo schienale della sedia davanti a me, sentendomi improvvisamente ferita. Aveva una famiglia in salute e io non ne avevo. Desideravo essere felice per lei, ma non ce la facevo. Mi faceva male.
Dovetti rimanere a fissare lo schienale della sedia davanti a me per cinque minuti buoni prima di riportare lo sguardo sul palco e allora fu come se stessi ascoltando la musica per la prima volta. Erano tutti musicisti bravi. Lisa faceva i cori, ma il vocale apparteneva veramente a Celia e Shane. Comunque il violino era esclusivamente prerogativa di Lisa e quando attacc con un assolo, si ritrov con il pubblico in piedi. Mi alzai anche io, ma mi tremavano le ginocchia e dovetti aggrapparmi allo schienale davanti per restare in piedi.
Fecero una pausa dopo circa unora. Stringendo forte Violetta, aspettai in fila per usare il bagno microscopico e molto sfruttato. Desideravo lo stordimento che mi avrebbe regalato unaltra birra, ma non potevo permettermi la nebbia mentale che ne sarebbe conseguita, cos comprai una bottiglietta dacqua per la seconda met dello show.
Quando risalirono sul palco, la mia ansia si fece pi intensa quando capii di non avere minimamente idea dellora in cui sarebbe finita lesibizione. Mentre suonavano canzoni su canzoni e i minuti scorrevano, cominciai ad andare nel panico. E se subito dopo fossero usciti di corsa dalla struttura? Se fossero scappati dal palco per saltar su una macchina che li aspettava nel vicolo dietro al Dulcimer? E se avessi compiuto tutto quel viaggio per niente?
E perch avevo scelto stupidamente un posto in mezzo alla fila?
Aspettai la fine del brano successivo prima di alzarmi. Farfugliando pi e pi volte Permesso, pestai molti piedi e costrinsi le persone ad alzarsi passando loro accanto, cercando di non colpire nessuno con la custodia del violino.
Il tizio massiccio e vestito di nero era rimasto appoggiato alla parete di mattoni a guardare il concerto, ma quando not che mi stavo avviando verso lingresso del camerino, fece due passi avanti per impedirmi laccesso.
Gli rivolsi il sorriso pi cordiale di cui fossi capace e lui si chin perch potessi parlargli allorecchio. Dovevo gridare per farmi capire, essendo la musica fortissima in una posizione tanto vicina al palco.
Devo vedere Jade dopo il concerto gli dissi. Sono sua sorella e ho il suo vecchio violino. Pensai che fosse meglio passare per sorella che per figlia, anche se sapevo perfettamente che entrambe le parole avrebbero fatto scattare un campanello dallarme se Lisa le avesse sentite. Il tizio mi guard storto e mi torn in mente di aver letto nella biografia online di Lisa figlia unica di un dottore e uninfermiera. Sperai che lui non avesse mai letto quella presentazione. Gli sorrisi di nuovo, aggiungendo: Volevo farle una sorpresa con questo.
Mi faccia controllare mi grid allorecchio e lo seguii fino a uno stretto ripiano sulla parete accanto alla porta. Non potevo biasimarlo. Per quanto ne sapeva, stavo trasportando unarma allinterno della custodia. Ero preoccupata per il fatto che Lisa avrebbe potuto considerare Violetta esattamente nello stesso modo.
Appoggiai la custodia sul ripiano e la aprii. Lui non fece il gesto di togliere il violino, ma vi tast attorno con i polpastrelli. Poi mi grid: Venga con me.
Chiusi la custodia e lo seguii, passando per una porta che dava su un corridoio appena illuminato dalle lampade fluorescenti e scoperte del soffitto. Cerano alcune porte chiuse alla mia sinistra e una porta aperta sulla destra che portava in un ufficio. La donna con i capelli viola era seduta alla scrivania e alz gli occhi quando io e la guardia spuntammo sulla soglia.
Che c? chiese lei.
Lei  la sorella di una della band annunci la guardia.
Di Jade dissi io alla donna. Vivo qui vicino e le ho portato il suo vecchio violino. Ho pensato che le avrebbe fatto piacere averlo. Posso vederla dopo lo spettacolo?
Capivo che la donna non se la stava bevendo. Non mi ha comunicato di eventuali visite.
No, lo so. Non credevo di essere in citt, e invece ci sono, cos volevo farle una sorpresa. Stavo parlando veloce. Sembrava che mi stessi inventando quella storia cos su due piedi. Cosa che effettivamente stavo facendo.
Ho controllato la custodia spieg la guardia.  un violino per davvero. Diede unocchiata in corridoio. Devo andare di l mi comunic lui. Mi lasci l in piedi sulla soglia mentre si ritirava seguendo il percorso dal quale eravamo entrati.
La signora osserv lorologio digitale sulla parete. Chieder appena scende dal palco mi disse, alzandosi. Mi pare che stiano finendo ora. Potei sentire gli applausi, pi forti che mai. Come ti chiami? mi chiese.
Non volevo darle il mio vero nome, ma non vedevo altre soluzioni. Riley le risposi.
Okay. Mi pass accanto. Puoi sederti qui. Indic una delle due sedie vicine alla scrivania. La avviso.
Mi misi seduta e la guardai svanire in corridoio. Il mio respiro era veloce e affannato, le mani sudate attorno alla custodia del violino. Non avrebbe funzionato. Lavrebbe comunicato a Lisa e Lisa sarebbe andata nel panico e sarebbe scappata prima che avessi la possibilit di vederla. Rimasi l seduta per alcuni minuti, con Violetta sulle gambe. Gli applausi scemarono e udii il rumore di alcune sedie che strisciavano per terra e il brusio di un centinaio di voci. Mi immaginai Lisa che scendeva dal palco. La donna dai capelli viola che le si avvicinava. E poi non riuscii pi a resistere. Mi alzai e mi precipitai in corridoio per cercare mia madre.

52. Jade.

Celia sprofond su una delle sedie del camerino in finto stile antico. Sto diventando troppo vecchia per queste cose comment lei, con un ampio sorriso per.
Ricordati di Bonnie Raitt le fece presente Jade, come faceva ogni volta che erano stanche. Bonnie era uno dei loro miti musicali e, a sessantatr anni, era ancora in tour. Jade e Celia avevano oltre venti anni in meno. Vero era che erano sfinite dopo ogni concerto, ma stavano anche vivendo il periodo pi bello della loro vita. Jade sapeva fin da quando aveva cinque anni cosa significava esibirsi di fronte a un pubblico che la apprezzava. Non cera droga al mondo in grado di renderla pi esaltata di cos.
Vorrei chiamare i ragazzi prima di prendere qualcosa da mangiare. Celia allung una mano verso lo zaino. Gli altri hanno detto che avrebbero aspettato.
Buonidea. Jade chiuse di scatto la custodia del violino e la appoggi per terra accanto alla sedia.
Celia stava tirando fuori il telefono dallo zaino quando la testa viola della signora (si chiamava Kat, in base a quel che ricordava Jade) fece capolino nella stanza.
Jade? la chiam. C qui fuori una ragazza che vuole parlarti.
Jade trattenne un lamento. Quasi sempre cera qualche aspirante musicista che voleva parlare con loro dopo il concerto, magari per raccontare di quanto amava la loro musica o per avere qualche dritta su come raggiungere il loro livello. Era un lato dellandare in tourne, sia gratificante che faticoso. Lanci unocchiata a Celia, che scosse la testa in modo quasi impercettibile.
Per favore dille che mi spiace, fece Jade e che pu mandarmi unemail se...
Dice di essere tua sorella.
Un brivido le si arrampic su per la schiena. Non avrebbe saputo dire se fosse per unintuizione o per lestremo terrore. Guard Celia, che aveva gli occhi spalancati dalla paura.
Io non ho una sorella rispose a Kat.
C Violetta con me! Si ud una voce provenire da qualche parte fuori dalla stanza.
Kat torn in fretta in corridoio, chiudendosi la porta del camerino alle spalle. Non puoi entrare! grid.
Oh mio dio! Jade era in piedi, diretta verso la porta.
Celia si alz per prenderla per un braccio. No le disse. Non farlo!
Allontan la mano di Celia e spalanc la porta. Falla entrare! url a Kat. Tent di dare una sbirciata dietro a Kat alla ragazza che cera in corridoio.
Kat si fece da parte con riluttanza e la giovane cammin in direzione di Jade. Aveva un aspetto solo vagamente familiare. I capelli mossi e mori le arrivavano alle spalle. Non sorrideva affatto e i suoi occhi castani erano pieni di ansia.
A parte la brevissima occhiata lanciata dalla camera di sua madre sette anni prima, Jade non vedeva Riley dal suo ottavo compleanno in quel ristorante di Morehead City. La donna davanti a lei poteva essere unimbrogliona, bench listinto le dicesse il contrario. Quegli occhi scuri, le ciglia lunghe, la forma della bocca: s, era sua figlia. Si protese verso di lei e vide svanire la paura nello sguardo di Riley che si abbandonava tra le braccia di Jade. Il corpo di Riley tremava sotto le sue mani e Jade cap che stava piangendo. Appoggi con fermezza la guancia sui capelli della figlia, solo vagamente consapevole del fatto che Kat si era silenziosamente ritirata tornando in corridoio, chiudendosi la porta alle spalle, e della mano di Celia che restava posata sulla sua schiena. Sapeva che Celia era spaventata e che avrebbe dovuto esserlo lei stessa, ma lunica emozione che provava in quel momento era il puro sollievo di riavere tra le braccia la sua bambina.
 tutto a posto, tutto a posto bisbigli tra i capelli di Riley, proprio come faceva quando sua figlia era piccina.
Rimasero abbracciate per almeno un minuto intero, anche se Jade sapeva che non sarebbe mai durato abbastanza. La pura emozione, a un certo punto, avrebbe ceduto il passo alla conversazione e la conversazione era destinata a proseguire in un senso che non avrebbe potuto sopportare, e cos abbracci Riley quanto pi a lungo possibile. Alla fine Riley si sottrasse alle sue braccia, pulendosi via le lacrime con le dita. Jade si sentiva puntati addosso gli occhi di Celia, che tentava di interpretarne lespressione. Non riusciva a trovare le parole. La sua mano era ancora posata sul braccio di Riley, le sue dita non riuscivano a lasciarla andare del tutto.
Ti ho portato una cosa che pensavo ti facesse piacere avere disse Riley.
Lei riconobbe la custodia nellistante in cui Riley gliela porse. Quel bellissimo cuoio liso. La vecchia etichetta con il disegno che aveva fatto a pastelli di una violetta.
Violetta sussurr, allungando una mano verso il violino, ma Celia si mise improvvisamente in mezzo tra lei e Riley.
Non si pu, Jade. Celia la guard, con il volto distorto dallansia. Ti stai comportando come se non fosse un problema. Ma a cosa stai pensando?
Lei sapeva di non poterlo fare. Era conscia del fatto che quellincontro avrebbe potuto avere solamente conseguenze terribili, ma proprio in quel momento non le interessava. Concedimi questo momento, Celia, pens. Eppure Celia restava l ferma come un muro tra Riley e lei.
So ogni cosa le disse Riley, come se Celia non ci fosse.
Celia si gir per guardarla in faccia. Devi andartene le comunic.
Jade pos le mani sulle spalle di Celia. Senti... Ora  qui disse lei con fermezza. Questo non possiamo cambiarlo. Lei  qui e io voglio parlarci. Ti prego.
Le lacrime affiorarono negli occhi grigi di Celia. Erano cos rare quelle lacrime. Cinse con le mani i polsi di Jade, nel punto in cui le sue mani stavano aggrappate alle spalle della sua compagna.
Andr tutto bene disse Jade con una promessa vuota. Lasci andare Celia e si rigir verso Riley. Vieni qua la esort, accompagnandola su una delle sedie. Siediti e spiegami che cosa significa che sai ogni cosa. Come puoi aver...? La sua voce si affievol. Sperava che Riley non sapesse tutto. Cerano cose che non aveva mai voluto che lei scoprisse.
Riley lanci unocchiata a Celia e Jade cap che aveva paura di parlare in sua presenza.
 tutto a posto. Avvicin una seconda sedia a quella di Riley e si mise seduta, le loro ginocchia quasi si sfiorarono. Qui non abbiamo nessun segreto.
Jeannie... Riley si strinse il violino sulle gambe. Me lha detto.
Jeannie. Udire quel solo nome fu sufficiente a risvegliare in Jade il senso di mancanza per la donna che le aveva dato una mano in uno dei periodi pi bui della sua vita. Oh, Riley disse. Mi dispiace cos tanto che...
Pap  morto quasi un mese fa disse. Non sapevo se ne fossi al corrente.
S rispose. Gli ho spedito una cartolina del nostro tour e, quando non ho ricevuto risposta, ho cominciato a preoccuparmi. Ho trovato online il necrologio. Aveva pianto per giorni. Doveva moltissimo a quelluomo. Aveva corso rischi immensi per donarle una vita di libert e, bench fosse convinto di non parlarle mai di Riley, era rimasto lunico legame con sua figlia. Mi dispiace disse. Eravate molto legati? So cos poche cose di te. Lui non mi ha mai raccontato niente di...
Che cosa vuoi? si intromise Celia, con lo sguardo inchiodato su Riley. Era ancora in piedi accanto alla porta; era di una freddezza glaciale, comera quando aveva paura. Vuoi due state chiacchierando come se non aveste nessun problema al mondo.
Sssh,  tutto a posto, Celia fece Jade, poi torn a guardare sua figlia. Ho desiderato vederti, stare con te, fin da quando sei nata disse. Spero che tu capisca...
Celia ha ragione la interruppe Riley. Non  tutto a posto. Sono venuta qui per metterti in guardia. Le sue nocche avevano perso colore stringendo la custodia del violino. Danny sa tutto le comunic. E ti d la colpa di moltissime cose.  irrazionale, ma questo non ha importanza. Ha un caro amico, che fa il poliziotto, e intende svelargli chi sei tu. Credo che la polizia ti far la posta al concerto di New Bern.
Nella stanza non vol una mosca. A Jade si raggel il sangue nelle vene e si sent il cuore in gola. Fuori dal suo campo visivo, Celia era cos immobile che Jade non si sarebbe accorta che era ancora l.
Mi sento responsabile fece Riley. Ho detto a Danny che credevo che potessi essere viva prima di sapere... di sapere ogni cosa e quando sono venuta a sapere tutto, ho cercato di impedirgli di scoprire cosa avevo trovato, ma...
Glielhai detto? la accus Celia. Esattamente che cosa? Che cosa gli hai detto?
Celia la rimprover Jade, eppure le tremava tutto il corpo. Ti prego.
La porta di colpo si apr e cera Shane in corridoio e Travis un passo dietro di lui.
Avete gi sentito i ragazzi? chiese Shane. Stiamo morendo di fame.
Jade guard Celia. Vai. Io devo parlare con Riley.
Non ti lascio qui le rispose Celia.
Travis spost lo sguardo da Riley verso Jade e viceversa. Lui e Shane dovevano percepire la tensione nellaria della stanza. Che succede? domand.
Chi sei tu? Shane chiese a Riley.
 unamica. Jade si alz, con le mani tremolanti mentre raccoglieva la custodia del mandolino di Celia e lo zaino e glieli metteva tra le braccia. Andate tutti a mangiare. Io prender un taxi per tornare allhotel pi tardi.
No. Celia scosse la testa. Io resto qui.
Jade le lanci uno sguardo supplichevole. Sapeva che Celia era terrorizzata quanto lei. Voleva dire che lo capiva, ma non ce nera il tempo. Doveva parlare con sua figlia. In quel momento. Da sola.
Celia, ti scongiuro le disse.
Celia fece un passo verso la porta, ma si ferm per guardare di nuovo Riley. Non so che coshai sentito dire, le disse ma Jade  davvero una brava, bravissima persona. Jade not nuovamente quelle poche lacrime negli occhi di Celia mentre questultima usciva dal camerino. Probabilmente si sentiva come Jade, ossia come se tutta la loro vita insieme fosse stata destinata a quel momento. Destinata a una catastrofe inevitabile
Jade richiuse la porta dietro a Celia e agli uomini, poi si gir a guardare Riley. Dobbiamo spostarci da qualche altra parte? le chiese. Non so quanto possiamo restare qui.
Riley scosse la testa. Non voglio parlare in pubblico spieg. Restiamo qui finch non ci buttano fuori.

53. Riley.

Sei bellissima disse Lisa.
Vederla con i miei occhi, vedere la sua umanit e percepire laffetto nelle sue carezze mi faceva sentire estremamente in colpa. Ho paura di stare per rovinarti la vita ammisi.
Non parliamone adesso disse lei con fermezza. Adesso, in questo istante, io non sono in prigione. Sono qui con te e voglio sapere tutto quello che devo sapere su di te. Si spost sulla punta della sedia. Ti ho cercata senza sosta su internet, ma sembra che tu non esista mi spieg. Controllo facebook almeno una volta al mese. Ci sono una serie di Riley MacPherson, ma sono certa che tu non sia nessuna di quelle. Sul profilo di una di loro per c una foto di un paesaggio anzich una di lei, e mi domando sempre Sar lei?
Per la prima volta in quella giornata mi sfugg un sorriso. Mi venne un brivido, sapendo che mi aveva cercata. Ci aveva azzeccato: io ero quella Riley MacPherson con la fotografia di un campo di papaveri come immagine di copertina e uno straordinario arcobaleno come foto profilo. Sono proprio io le dissi. Devo mantenere un profilo basso sui social. Lavoro a scuola come psicologa di sostegno e meno gli studenti con cui lavoro sanno della mia vita privata, meglio .
Una psicologa! esclam lei. Oh, Riley, ma  fantastico.
Pensai di dirle che lei era stata dispirazione per la scelta della mia carriera il giorno stesso in cui si era tolta la vita, ma non avevo intenzione di affrontare il discorso del suo inganno. Non volevo parlare del fatto che aveva scelto di abbandonarmi.
Mi piace da matti dissi invece.
Mi dice molto su come sei comment. Mi dice chi sei, nellanimo. Pap mi ha raccontato qualcosina su Danny e su quanto sia stato difficile per lui, ma non mi diceva mai nulla su di te. Per so dove abiti mi disse. Ho trovato il tuo indirizzo circa un anno fa. Stai a Durham, giusto? Ripet velocemente il mio indirizzo con una scioltezza impressionante.
Io annuii. Anche alcuni miei studenti avevano scoperto il mio indirizzo. Non era difficile. Ma dubitavo che i miei studenti lavessero memorizzato e mi sentii al tempo stesso commossa e innervosita dal fatto che lei lavesse fatto.
Ho pensato di scriverti un milione di volte disse. Avevo una voglia disperata di vederti, ma non avevo modo di farlo senza rischiare tutto. Avrei fatto sbattere in prigione me e pap. Deglut sonoramente e io colsi quanto si stesse sforzando per trattenersi al pensiero del carcere. Adesso immagino che succeder comunque. Dimprovviso il suo sguardo si fece distante. Quantomeno non possono prendere pap aggiunse. Devo ringraziare Dio per questo.
Mi dispiace per aver smosso le acque le dissi.
Lei scosse la testa come per scacciare dalla mente il pensiero della prigione. Sei sposata? mi chiese.
No, le risposi ma so che tu lo sei. Io e Jeannie abbiamo visto le foto del tuo matrimonio. Abbiamo visto che pap cera. Mi sembrava stupido pronunciare la parola pap davanti a lei quando sapeva meglio di chiunque altro che lui non era affatto mio padre.
Come puoi aver visto quelle foto? Spalanc quegli occhi dello stesso azzurro cristallino degli occhi di Danny.
Sono saltate fuori mentre cercavo i Jasha Trace.
Wow. Si riappoggi allo schienale. Non ho mai pensato che fossero cos pubbliche. Non ci siamo state abbastanza attente. Mi rivolse un sorriso fiacco. Per che pap abbia partecipato al matrimonio  stato il regalo pi bello che potessi immaginare, Riley disse lei. Non lo vedevo da cos tanti anni che ho fatto fatica a credere che ci fosse veramente. Abbiamo detto a tutti che era mio zio e lui ha recitato perfettamente la parte. Ha conosciuto i nostri bambini e loro lhanno adorato. Mi osserv con aria interrogativa. Tu sai che ho dei bambini?
Annuii, ignorando quanto male mi facesse quella domanda.
Alex e Zoe precis. Vorrei tanto che potessi conoscerli. Pap  stato bravissimo con loro al matrimonio. Credo che si sia divertito molto. Ha persino fatto unimprovvisazione con la band. Non vedevo il suo lato spensierato da quando ero bambina.
Io non ho mai avuto la fortuna di vederlo. Mi trem la voce. Il cuore di mio padre si era gi incupito quando ero diventata grande abbastanza da riuscire a capirlo veramente. Danny aveva ragione: Lisa e il suo finto suicidio avevano davvero distrutto la nostra famiglia.
Lisa si morse il labbro. Oh sospir. Mi dispiace, Riley.
Tirai un sospiro, conscia del fatto che mi stessi per mettere in una posizione di totale vulnerabilit. Quando ho visto le foto del matrimonio, confessai, mi sono sentita cos dimenticata.
Lei parve scioccata. Oh, piccola. Era abbastanza vicina con la sedia da potersi sporgere per toccarmi la mano. Certo che ti sei sentita cos! disse. Mi dispiace da morire.
Non avevo voglia di piangere. Il mio cervello si sforz intensamente per trovare qualche argomento pi sicuro, ma erano pochi e preziosi. Mi torn in mente Matty. Dopo che Jeannie mi ha detto che sei mia madre, dissi ho provato a chiamare Matthew Harrison, ma  in Giappone con un gruppetto di ragazzi. Non sei pi in contatto con lui?
Mi parve perplessa. Perch mai dovresti chiamare Matty?
 mio padre, no?
Lei scosse piano la testa. Oh, no, tesoro mi disse. Tuo padre  un ragazzo che ho conosciuto in Italia. Ammetto con imbarazzo che non sapevo neanche come si chiamasse.
Oh. Fu una forte delusione. Avrei voluto che fosse Matthew. Una persona che magari avrei potuto incontrare. Conoscere e apprezzare. Sprofondai ulteriormente sulla sedia, con la presa ancora salda sulla custodia di Violetta. Lisa, proprio come me, sembrava non sapere cosa dire e la stanza si riemp di un silenzio soffocante.
Danny... dissi. Non gli avrei mai detto nulla se avessi saputo che avrebbe cominciato a scavare in cerca di altre informazioni su di te. Non mi ero resa conto del fatto che ci fosse cos tanto da nascondere e, quando alla fine lho capito,  stato troppo tardi. Lui vuole vederti scontare la tua pena. Non immagini neanche quanto lui ti... ti possa odiare.
Strinse le labbra quando pronunciai la parola odiare. Non fartene una colpa, ti prego mi supplic; lespressione nei suoi occhi per era distante e io capii che non stava pensando a me in quel momento. Sospir. Torner a guardarmi le spalle ogni secondo, suppongo concluse.  passato molto tempo da quando lo facevo. Chiuse gli occhi come per raccogliere le emozioni e, quando li riapr, aveva il viso sofferente.  cos frustrante, Riley! esclam. Voglio del tempo con te e non so come fare a prendermelo.
Le sue parole fecero scattare una scintilla di rabbia dentro di me, una rabbia che non sapevo neanche esistesse.
Avresti potuto avere tutto il tempo del mondo con me se non te ne fossi andata. Mi sforzai di parlare dolcemente per togliere asprezza alle mie parole, ma parve ferita comunque.
Non volevo essere tua madre da dietro le sbarre ribatt.
Magari non avresti dovuto passare dentro tanto tempo se fossi rimasta per il processo le dissi. So che quello che  successo  stato un incidente.
Ti prego, Riley. Scosse piano la testa. Non sprechiamo il nostro tempo insieme a parlare di questo mi disse. Non parliamo di cose che non si possono cambiare.
Ma se avessi avuto un bravo avvocato, avrebbe potuto difenderti. Avrebbero potuto sostenere che si era trattato di un incidente. Non riuscivo a lasciar perdere. Dimprovviso mi sentivo cos frustrata! Poggiai a terra Violetta e mi alzai, per camminare avanti e indietro per la stanza. Perch non sei rimasta? Mi si incrin la voce. Sarebbe stato tutto decisamente meglio! Avresti magari dovuto scontare una pena breve, ma sarei potuta venirti a trovare. Avrei potuto conoscerti. Danny non sarebbe mai uscito dai binari come ha fatto da adolescente. Magari non sarebbe mai neanche andato in Iraq.
Oh, Riley. Si morse ancora il labbro. Magari  vero, fece ma avevo troppa paura per poter rischiare. Pap aveva previsto una scappatoia per me. Mi sono fidata del fatto che lui sapesse cosa fosse meglio. E, in sostanza, mi  andata bene. Finora.
Intendi dire fino a quando tua figlia non si  presentata per rovinare ogni cosa. Suonai giovane e cocciuta, come i ragazzini con cui lavoravo, ma non potei farne a meno.
Questo non  quello che ho...
Te ne sei pentita? Mi fermai di fronte a lei. Di essere scappata?
Esit a lungo prima di dirmi che no, non laveva fatto. Ho una vita di gran lunga migliore di quanto meriti, disse ma c sempre stato un immenso vuoto. Per te. Per la mia famiglia. Non lo dico soltanto perch ci sei tu qui. Credevo di fare la cosa migliore per te. Dandoti due genitori premurosi. Non sapevo che mamma sarebbe morta cos presto. Non sapevo che Danny si sarebbe arruolato e che sarebbe rimasto ferito e avrebbe sofferto tanto. Credevo che lasciarti fosse la cosa migliore per te. Lattenzione dei media... tutte le voci... stavano gi avendo ripercussioni su Danny. Non volevo che pesassero anche su di te.
E volevi essere libera.
Certo che volevo essere libera! esclam lei, con le guance screziati di rosso. Ma non da te. Mai da te. Ti voglio bene.
Scossi la testa. Hai avuto la tua libert, Lisa, ma per me e Danny  stata una condanna allergastolo vivere in una casa fatta di bugie.
Sembr allarmarsi. Chiamami Jade, Riley mi disse, come se non avesse ascoltato una singola parola di ci che avevo detto se non il nome. Per favore. Devi chiamarmi Jade.
Mi sentii sgridata. Poteva dirmi che mi voleva bene quanto voleva, ma le sue azioni dicevano diversamente. Era sempre stato cos. Allimprovviso capii di dover scappare da quellangusto camerino. Mi faceva troppo male stare in sua compagnia.
Aprii la porta e mi fiondai fuori dalla stanza prima che lei potesse aggiungere una sola parola. Mi misi a correre per il pavimento buio e deserto del locale, attraversai la doppia porta e mi precipitai fuori sul marciapiede, immettendo laria pesante dellestate. Cominciai a correre verso la macchina come se avessi paura che potesse inseguirmi, battendo forte i piedi sullasfalto.
Quando raggiunsi lauto ero senza fiato e mi appoggiai al metallo caldo della portiera per un attimo, con lo sguardo inchiodato sullo scuro marciapiede mentre controllavo se mi avesse rincorsa, ma non cera.
Solo allora mi resi conto di quanto desideravo che lavesse fatto.

54. Jade.

Si rannicchi sulla sedia in un angolino della loro camera dhotel mentre Celia camminava avanti e indietro per la stanza. Celia laveva abbracciata quando era tornata in albergo, aveva lasciato che si sfogasse. Aveva lasciato che piangesse. Ma adesso Celia era impaziente di passare oltre. Voleva capire la mossa successiva da compiere, mentre la mente di Jade restava ferma al camerino insieme a Riley. Aveva fantasticato su quel giorno, di un futuro distante, in cui sarebbe riuscita a parlare con sua figlia. Nella sua immaginazione, cera tenerezza. Perdono e comprensione. Era stato poco realistico da parte sua. Aveva fatto male a Riley e lei era lultima persona al mondo che avrebbe voluto far soffrire.
Be, la prima cosa da fare esord Celia,  annullare la data di New Bern. Ci criticheranno un sacco per questo, ma non possiamo...
No fece Jade.
Celia si blocc, guardandola come se avesse perso la ragione. Cosa significa no?
A che pro, Celia? Danny mi odia e ha degli amici nella polizia. Conosce le tappe dei nostri concerti. Sa dove saremo. Anche se cancelliamo tutto il resto del tour, adesso sa come trovarmi. Gratt via una macchiolina dal bracciolo della sedia. Per me  finita.
Celia si sedette sullangolo del letto. Non coinvolge soltanto te le disse. Anche me. Shane e Travis. Per non parlare dei nostri bambini.
Aveva ragione. Molti anni prima, Jade aveva risparmiato a s e alla propria famiglia un interminabile processo e mesi, o anni, di penosa attenzione mediatica, solo per creare una minaccia ben peggiore per la sua nuova famiglia. Ma non si poteva continuare a scappare dai propri errori.
Lo so. La voce le usc in un sussurro. Mi dispiace moltissimo. So che questa cosa incasina tutto per i Jasha Trace.
Ammazza definitivamente i Jasha Trace.
Fece una smorfia. Celia era stata piena di compassione e consolazione nellultima ora. Ma adesso era arrabbiata e Jade non poteva biasimarla.
So che sar orribile per Alex e Zoe. Le si ruppe la voce pronunciando il nome di Zoe, ma continu a parlare. Non si pu pi scappare e basta. Come lavrebbe spiegato ai bambini? Sarebbe stata messa in carcere in Virginia, lontana migliaia di chilometri da loro? Le tremava la mano mentre si asciugava le lacrime dagli occhi e, bench li tenesse abbassati sul bracciolo della sedia, si sent addosso lo sguardo di Celia.
Dovr esserci un modo per uscirne comment Celia.
 cos ferita per il fatto che lho abbandonata disse Jade. Le rimanevano fissi in testa quegli ultimi momenti con Riley. Mi sono sentita cos dimenticata aveva detto Riley. Quelle parole avevano spezzato il cuore a Jade. Non capisce il motivo per cui non sono rimasta per far parte della sua vita.
Le hai detto la verit?
Jade scosse la testa. Mai disse lei. Si domand come avesse fatto Celia a chiederlo.
Magari sarebbe diverso comment Celia. Magari, a quel punto, capirebbe. Al momento  incazzata con te e la cosa non fa che aggravare la nostra situazione.
Come pu aggravarsi?
Celia non rispose. Accarezz il soffice piumone sul letto, mordendosi il labbro inferiore. Cosa poteva dire? La situazione era gi brutta cos comera.
Devo provare a parlare con lei domani disse Jade. Non posso permettere che, tra di noi, le cose finiscano male come stasera.
Sai dove trovarla?
Ho il suo indirizzo tra i contatti. Guard dritto negli occhi argentati di Celia, cos pieni di sofferenza. Dio, stava rovinando tutto per tutte le persone a cui teneva! Speravo che non accadesse mai. Scosse la testa. Mi dispiace tanto.
Celia la fiss per un lungo attimo. Poi si alz e si gir verso la finestra, scrutando le tenebre. Erano quasi le due di notte. Chapel Hill dormiva. Shane e Travis pure, nella stanza collegata alla loro da un piccolo soggiorno. Gli uomini erano beatamente ignari di come sarebbe cambiato tutto per loro quella mattina.
Dobbiamo dirlo ai ragazzi disse Jade.
Celia non le rispose. Anzi, sollev lo zaino dalla cassettiera e usc dalla camera da letto entrando in soggiorno. Lavrebbe detto subito a Shane e Travis? Jade stava seduta impassibile sulla sedia. Sent Celia che, per alcuni minuti, spost cose in giro per il soggiorno, ma lei rimase dove stava. Anche quando sent la porta del corridoio aprirsi e chiudersi, non si mosse... ma tir un sospiro di sollievo. Celia non lo stava ancora per rivelare. Jade lo sapeva perfettamente. Celia aveva soltanto bisogno di tempo per pensare. Aveva bisogno di tempo per giungere alla conclusione a cui Jade era gi arrivata: era finita.

55. Riley.

Dopo tre settimane lontana da casa, mi sentivo unestranea nel mio stesso appartamento. Quando vi entrai, abbassai il condizionatore e preparai il letto, impostando il pilota automatico e cercando di non ripensare alla conversazione con Lisa. Avevo bisogno di un po di cibo di consolazione, ma la mia dispensa era pressoch vuota e qualsiasi cosa avessi lasciato in frigo eman un odore di rancido quando aprii lo sportello, cos mi scaldai una tazza di camomilla al microonde, poi mi scordai di tirarla fuori; mi distesi invece sul divano e fissai il soffitto buio.
Continuavo a rivedere il suo volto. I suoi occhi di quellazzurro pallido. Quei lineamenti spigolosi. Le rughe sulla fronte, soprattutto quando mi ero arrabbiata con lei. Non sapevo con certezza cosa mi aspettavo succedesse in occasione del nostro incontro, ma provare rabbia nei suoi confronti era stata una reazione inaspettata. Vedere comera piena la sua vita aveva sottolineato lattuale vuoto della mia. Difficile che fosse colpa sua; allora avrei voluto non essermi comportata come unadolescente cocciuta, mandandola via prima che fosse lei a mandare via me.
Mi squill il telefono, che tirai fuori dalla tasca dei miei pantaloni a pinocchietto. Il display diceva Jean Lyons. Avevo sentito il desiderio di parlare con lei ma avevo pensato fosse troppo tardi per chiamarla. Avrei dovuto sapere che comunque non sarebbe riuscita a dormire. Stavo per rispondere alla telefonata quando un toc toc alla porta del mio appartamento mi fece sussultare e mi tirai su subito a sedere. Nessuno sapeva che ero in citt. Nessuno tranne Lisa. E sapeva dove abitavo.
Quel bussare si ripresent, questa volta con maggiore forza e insistenza.
Mi rinfilai in tasca il telefono che continuava a squillare e mi avvicinai allingresso, accostandomi con il corpo alla porta.
Chi ? chiesi.
Riley, sono Celia. Ti prego, fammi entrare.
Lasciai la mano sul chiavistello per un attimo prima di far scattare la serratura. Aprendo di qualche centimetro la porta, vidi Celia da sola sotto la luce dellingresso, con un volto pallido ed esausto. Ero certa di apparire in uno stato altrettanto spiacevole.
Perch sei qui? le chiesi attraverso lo spiraglio della porta.
Ho bisogno di parlarti disse.  importantissimo, Riley. Lasciami entrare, per favore.
Esitai. Ti ha mandata Lisa? le domandai.
No. Ho trovato il tuo indirizzo tra i suoi contatti del telefono. Sono venuta da sola.
Sapevo di non piacerle e avevo paura del motivo per cui si era presentata alla mia porta, ma tenevamo entrambe a Lisa. Avevamo questa cosa in comune. Feci un passo indietro, spalancando la porta.
Vieni la invitai.
Entr nel mio piccolo soggiorno. Aveva ancora addosso i vestiti del concerto, t-shirt e jeans, ma i capelli erano sparati come se vi si fosse passata una mano in mezzo per sistemarseli alla belle meglio, e il volto aveva perso ogni traccia dellallegria che emanava quando era sul palco. Avrei fatto fatica a riconoscerla.
Possiamo sederci? mi chiese.
Io annuii, accomodandomi sul divano. Celia si sedette precaria sul bordo di una delle due sedie Ikea della stanza, con i gomiti sulle ginocchia per protendersi verso di me.
Mi dispiace per come ti ho trattata al locale mi disse.  solo che... io capisco che non era tua intenzione, ma ci hai davvero incasinato la vita.
Non sapevo come reagire a questa affermazione. Era la verit, ma la loro vita era rimasta appesa a un filo per anni ancor prima che comparissi io.
Volevo parlare di tuo fratello e del suo amico poliziotto. Lui... Danny... ci tiene a te?
Certo che s, dissi ma questo non conta. Credimi, questa questione non posso sistemarla. Se ci fosse un modo, lo farei, ma non c.
Puoi almeno provare a parlarci?
Ci ho gi parlato. Non serve.
Magari se ci parlasse Jade?
Feci di no con la testa. Questa era veramente una pessima idea.
Celia abbass lo sguardo sulle mani. Si rigir la fede nuziale tra le dita, un gesto di apparente nervosismo, poi riport gli occhi su di me. Io ci tengo a te, Riley, perch sei figlia di Jade mi disse. Per provo pi affetto per Jade. La amo tanto da non poterti permettere di continuare a pensare che abbia agito per egoismo. Indipendentemente da cosa ne sar di lei o dei Jasha Trace o della nostra famiglia... indipendentemente da cosa succeda, non posso permetterti di provare questo per lei. Era giovane. Lasciandoti credeva di fare la cosa migliore per te.
Non so come superare questa cosa le dissi con sincerit. Non so come superare il fatto che si  allontanata da me per poi dar vita a una nuova famiglia tutta per s.
Be... Sembr provare una certa insicurezza. Magari posso darti a una mano a superarlo mi disse.
E come?
Ruot nuovamente lanello, con lo sguardo fisso sul pavimento anzich su di me. Alla fine torn a guardarmi negli occhi.
Aveva paura del processo disse. Aveva paura di ci che sarebbe potuto venir fuori.
Mi pizzicava la pelle e non dissi nulla, non avendo la certezza di voler sapere ci che stava per dire.
Jade non ha mai voluto che tu sapessi nulla di ci esclam Celia. Lei non sa che sono qui e sarebbe furiosa se lo scoprisse. Per...
Di che cosa stai parlando? Non vuole che io sappia che cosa?
Hai una cicatrice sulla fronte? mi domand lei allimprovviso.
Io annuii lentamente. Sollevai la frangetta e mi sporsi verso la luce dellabat-jour.
Celia si avvicin al divano e si chin su di me, strizzando gli occhi. Si vede appena, no?  proprio una cicatrice minuscola.
Lasciai ricadere i capelli sulla fronte e lei si mise a sedere dallaltra parte del divano. Che cosa centra la mia cicatrice? le chiesi.
Centra molto, in realt. Titubante si morse il labbro inferiore. Anche quando apr la bocca, le ci volle un attimo prima di parlare. Steven Davis era tuo padre confess lei alla fine. Le parole le sgorgarono fuori di fretta.
Ci misi alcuni secondi ad assimilare quello che aveva detto. Oh, no. Mi venne da vomitare. Erano amanti?
No! Dio, no! Parve inorridita. Ti ha avuta che aveva quindici anni, Riley. Lui ne aveva quaranta.  difficile poterli definire amanti. Le guance di Celia si fecero scarlatte. Lha stuprata. A quel tempo lei non lha considerata una violenza. Ci sono voluti anni prima che si rendesse conto che era cos. Allora credeva che fosse colpa sua. Ma lui aveva un potere totale su di lei.  successo quando erano alla festa della musica in Italia.
Disse qualcosaltro, ma non colsi le sue parole. Ero nauseata. Le uniche cose che avevo messo nello stomaco dalla colazione erano quei nachos e una birra e ora la stanza cominciava a vorticare lenta nella mia testa, dandomi le vertigini. Mi torn in mente la videocassetta del viaggio in Italia. Mi ricordai di Steven Davis che puntava la sua bacchetta in direzione di Lisa. Di come, a quel piccolo cenno, si fosse staccata dal gruppo di allievi e si fosse esibita per lui.
Le ha chiesto di andare in camera sua per parlare di un brano disse Celia. Jade non voleva andarci da sola e si  fatta accompagnare dal suo amico Matty. Ma, una volta in camera, Steven ha spedito Matty a fare qualche commissione e Jade  rimasta l da sola con lui.
La stanza girava terribilmente e non ero certa di riuscire a raggiungere il bagno in tempo. Mi viene da vomitare le dissi, alzandomi e quasi inciampando mentre attraversavo il soggiorno. Mi chiusi nel bagnetto, dove mi misi seduta sul coprisedile chiuso del water, con la testa appoggiata sulle gambe, sperando che mi passasse la nausea.
Sapevo a malapena dovero. Durham? New Bern? Il corpo mi sembrava estraneo, come se non mi appartenesse pi. Ero stata concepita durante lo stupro di una ragazza di appena quindici anni da parte di un uomo in cui aveva fiducia, un uomo malato e rivoltante che era mio padre. Come doveva essersi sentita Lisa ogni volta che mi guardava? Jeannie mi aveva detto che mi coccolava. Che non voleva staccarsi da me. Eppure, come faceva a non provare disgusto e rabbia ogni volta che il suo sguardo si posava sulla sua sorellina? Io dovevo ricordarle il momento pi brutto della sua vita.
Stai bene? La voce di Celia mi arriv attraverso la porta del bagno.
S. Il mio tono fu fiacco, proprio come mi sentivo. Mi alzai pian piano. Schizzandomi dellacqua fredda sul volto, scorsi per un brevissimo istante il mio pallido riflesso nello specchio e distolsi lo sguardo. Ora sapevo di chi erano i miei capelli e occhi scuri e non avevo voglia di vederli.
Aprii la porta del bagno. Celia mi tocc un braccio con esitazione, come se avesse paura che potessi respingerne la mano. Mi dispiace moltissimo disse lei.
Non ero sicura di essere in grado di percorrere tutta la distanza che mi separava dal divano. Cos mi sedetti invece sul pavimento ricoperto dal tappeto del corridoio, appoggiando la schiena al muro. Il cellulare mi si conficc nellanca e lo tirai fuori dalla tasca per appoggiarlo per terra accanto a me.  per questo che lha ucciso? Alzai lo sguardo verso di lei. Per rabbia? Non  stato accidentale?
Si sedette per terra di fronte a me. Che cosa ti ricordi di quel giorno? mi chiese.
Io scossi la testa con lentezza, per paura che potessero tornare i capogiri. Niente le risposi. Non avevo neanche due anni e non ricordo proprio nulla. Danny ha detto che la cicatrice sulla fronte me la sono fatta quel giorno, ma non me lo ricordo.
Credo che sia un bene che sia cos. Celia si cinse con le mani le ginocchia. Jade mi ha detto che era a casa da sola con te e Steven lha chiamata per avvisarla che stava per passare mi raccont. Era lultima persona che aveva voglia di vedere, chiaramente. Non era rimasta da sola con lui da quando... dal giorno che sei stata concepita.
Io sussultai.
Era terrorizzata. Sapeva dove tuo padre teneva la chiave della custodia della pistola, cos ha preso larma, bench non avesse veramente intenzione di usarla. Non era nemmeno carica. Voleva solo averla vicina nel caso in cui lui avesse tentato di fare qualcosa. Solamente per spaventarlo. Lha lasciata nello studio, da dove sarebbe riuscita a prenderla comodamente. Poi ha chiamato Matty e gli ha chiesto di andare da lei, ma Steve lha battuto sul tempo. Accarezz con le dita il pelo corto del tappeto del corridoio. E sai cosa voleva Steven? mi domand.
Sesso? chiesi con un filo di voce.
No disse. Voleva sua figlia. Te. In qualche modo aveva scoperto che tu eri sua figlia. Sua moglie non poteva avere bambini e aveva detto a Jade che intendeva rivolgersi a un avvocato di prestigio per ottenere la custodia. Le ha parlato di quanto bene avrebbe potuto occuparsi di te e del fatto che ti avrebbe fatta diventare una grande musicista eccetera eccetera. Lei aveva una paura estrema, perch qualsiasi cosa volesse Steven la otteneva sempre..
E quindi lo ha ucciso per impedirgli di cercare di ottenere la mia custodia?
Scosse la testa. No, Riley. Si sporse in avanti, con le mani appiattite sul tappeto e gli occhi puntati sul mio viso. Fin da quando era piccola mi disse aveva abusato di lei. Laveva toccata. Laveva palpeggiata. Come preferisci chiamarlo... Lo scarlatto color della rabbia era ricomparso sulle guance di Celia.
Oh, no. Mi portai una mano alla bocca mentre tornava il senso di vertigine. Oh, che schifo. Ripensai a quella bimbetta col suo minuscolo violino della videocassetta. A che caro prezzo aveva pagato la sua fama? Mi balen in mente quellannoso interrogativo: Perch non lha detto a qualcuno? Ma io ero una psicologa e conoscevo la risposta. Lui aveva un potere assoluto su di lei, come aveva detto Celia. Dipendeva da lui per le lezioni. Per il proprio futuro. Avrebbe potuto rovinarla con un solo colpo di telefono, il che era esattamente ci che aveva tentato di fare facendola estromettere dalla Juilliard. Mi si spezz il cuore al pensiero di quale ragazzina terrorizzata e confusa doveva essere stata. Odiavo Steven Davis. Non lavrei mai definito mio padre.
Quindi erano in soggiorno e lui le stava spiegando di come avrebbe ottenuto la tua custodia mi disse Celia. Lha convinta del fatto che fosse in grado di farlo e lei aveva unimmensa paura di perderti. Non credo che riuscisse a ragionare razionalmente a quel punto, Riley.  andata in studio e ha preso la pistola e poi ha deciso di caricarla. Dice che voleva solamente mettergli paura. Sparando fuori dalla finestra o qualcosa del genere per fargli capire che faceva sul serio, ma credo che il punto sia che, in quel momento, aveva perso la testa per la paura di perderti. E quando  tornata in soggiorno, lui ti stava tenendo sulle gambe.
Ebbi un sussulto. Non ho assolutamente memoria di questo commentai.
Si sporse per toccarmi il ginocchio con i polpastrelli. Sono felice che sia cos mi disse. Quando Jade ti ha vista in braccio a lui e le sono tornate in mente le cose che le aveva fatto quando era una bambina,  scattata. Ti ha presa di colpo e ti ha lanciata,  cos che ha detto lei quando mi ha raccontato di cosera successo, ha detto che ti ha lanciata di lato e poi gli ha sparato.
Mi portai le mani al viso, giungendole come per pregare. Quindi non  stato proprio accidentale. La voce mi usciva in un sussurro. Mi sentivo stordita per lo shock e per il dolore. E, ciononostante, non ha raccontato a nessuno quello che le aveva fatto?
Temeva che quello potesse sembrare il movente mi disse. Per il suo vero movente era proteggere te.
Per la prima volta riuscii a comprendere perch Lisa aveva sentito il bisogno di scappare. Se la verit fosse venuta a galla durante il processo, ossia che lui aveva abusato di lei, che laveva stuprata, be... avrebbe potuto suscitare della compassione tra la giuria, ma avrebbero capito che aveva un sacco di ragioni per ammazzarlo. Non sarebbe mai riuscita a dimostrare che gli spari erano stati accidentali... perch non lo erano.
Hai battuto la testa contro il tavolino quando lei ti ha strappata dalle sue braccia mi disse.
Mi toccai la fronte e quel buchino che mi faceva compagnia da tutta la vita. Quando riabbassai la mano, Celia mi poggi nuovamente la punta delle dita sul ginocchio. Mi dispiace doverti raccontare tutte queste cose mi disse. Mi dispiace davvero. Ma dovevi sapere. Non potevo permetterti di pensare che avesse volontariamente scelto di abbandonarti.
Io annuii. Grazie per avermelo detto bisbigliai.
Jade si rifiuta di annullare la data di New Bern disse Celia, poggiandosi le mani sulle gambe. Accetter qualsiasi cosa abbiano in serbo per lei Danny e il suo amico. Anche se dovesse essere la sua rovina. E sai che sar cos.  davvero molto coraggiosa, ma verr messa in prigione per il resto della vita e io ho una paura immensa per lei.
Mi premetti sugli occhi le dita, che mi ritrovai bagnate. Riparler con Danny dissi, sperando che non ne avesse gi parlato con Harry. Ma non credo che si piegher.
Raccolse il mio telefono dal pavimento. Ti inserisco il mio numero in rubrica mi disse, toccando lo schermo. Chiamami dopo che ci parli, okay?
 determinato, Celia le dissi. Lunica cosa che gli preme  far male a Lisa come crede che lei abbia ferito lui. Sta cercando giustizia.
Si alz. Non smetter di sperarci. Si chin, stupendomi con un bacio in cima alla testa. E tra laltro disse, ritirandosi dritta esistono molte forme di giustizia.

56.

Non presi nemmeno in considerazione lipotesi di andare a letto dopo che se ne era andata Celia, bench fossero le quattro di mattina. Il mio corpo era sfibrato, ma mi girava la testa. Limmagine di Lisa che mi strappava dalle braccia di Steven e lo colpiva in uno scatto dira non mi avrebbe mai abbandonata.
Provai a chiamare Danny, senza stupirmi quando non mi rispose. Afferrai il mio borsone e chiusi la porta dellappartamento prima di avviarmi verso il garage deserto. Mi squill il cellulare mentre salivo in auto. Ancora Jeannie. Lavrei richiamata una volta in strada. Al momento ero impaziente di tornare a New Bern. Sarei andata dritta alla roulotte di Danny e lavrei svegliato. Gli avrei raccontato quello che avevo scoperto. Lavrei supplicato di non parlare con Harry... se non laveva gi fatto.
La notte era nera come la pece e avevo la strada praticamente tutta per me. Avviai due telefonate a Jeannie, ma ogni volta mi si riempivano gli occhi di lacrime e sapevo che la voce mi sarebbe venuta meno e cos chiusi ciascuna chiamata ancor prima di farla iniziare. Ero quasi a Goldsboro quando mi resi conto di riuscire a parlare senza piangere.
Mi sembr agitata quando rispose al telefono.  tutto a posto? La sua voce mi avvolse allinterno dellauto. Ero cos in pensiero. Non avevo idea di cosa...
Sono viva le dissi.  il massimo che possa dirti.
Cos successo? mi chiese.
Le lacrime ricominciarono a scorrere e non riuscii a parlare.
Oh, tesoro mi disse. Raccontami. Parlami.
Steven Davis era mio padre le comunicai.
Lei rest muta e latmosfera tetra della mia auto si riemp dei miei singhiozzi. Riuscivo a malapena a vedere la strada davanti a me.
No esclam alla fine Jeannie. Non ci credo. Non voglio crederci!
Le spiegai tutto quello che mi aveva raccontato Celia, con parole quasi incomprensibili. Jeannie mi dovette chiedere almeno cinque volte di ripetere. Quando riuscii a farfugliare tutta la storia, anche la sua voce era commossa.
Se solo Lisa avesse raccontato ai tuoi genitori cosa stava succedendo! esclam. Avrebbero potuto fare qualcosa per aiutarla.
Lo so.
Era una ragazza cos tenera aggiunse Jeannie. Non riesco nemmeno a immaginarla a tenere in mano una pistola, tanto meno a usarla. Ora tutto ha un senso. Avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di proteggerti.
E io sono stata pessima nei suoi confronti, Jeannie! le dissi. Mi sono agitata tantissimo mentre parlavo con lei.
Le hai detto di stare alla larga da New Bern? mi chiese Jeannie.
Ci verr comunque le dissi. Devo parlare con Danny. Devo fare un tentativo per...
Dimprovviso mi sfrecci davanti sulla strada un cervo, niente pi che un guizzo di pelliccia fulva davanti ai fari. Di riflesso, sterzai di colpo il volante a destra lasciandomi sfuggire un grido. La mia auto spicc il volo, inutile girare il volante, le ruote finirono fuori strada e fui catapultata sottosopra come un razzo in mezzo a quella notte nera.

57. Jade.

La mattina, Jade e Celia stavano in silenzio nellasettica sala per la colazione dellhotel. Al tavolo di fronte a loro, Shane e Travis parlavano della scaletta del concerto per quella sera mentre si sbafavano le loro uova e il bacon, apparentemente noncuranti della tensione tra le due donne. Jade era consapevole del fatto che Celia fosse arrabbiata con lei, e chi non lo sarebbe stato? Era arrabbiata anche con s stessa, ma per motivi diversi. Voleva rivedere Riley. Voleva prendere un taxi in quellesatto momento per presentarsi davanti al suo appartamento, ma la paura la trattenne. Il modo in cui se ne era andata Riley la notte prima era stato cos risoluto, come se se ne stesse lavando le mani per sempre di Jade. Se solo avesse potuto avere un altro po di tempo con lei. Voleva costruire con Riley quel legame che non erano mai riuscite ad avere. Quel desiderio era tanto ossessivo da offuscare quasi le sue paure per il concerto della sera di New Bern. Danny aveva gi parlato con il suo amico poliziotto? Sarebbe stata portata via in manette ancora una volta? Le acceler il cuore al pensiero delle sue mani legate come era gi accaduto molto tempo prima. Credeva di non farcela. Ventitr anni prima, si era ritrovata di fronte alla prospettiva di passare anni in carcere. Sarebbe parsa una passeggiata rispetto a ci che avrebbe dovuto affrontare adesso. Non aveva solo ucciso una persona, ma era anche fuggita in libert provvisoria e assunto una falsa identit e... oh, chi sapeva dire quali sarebbero state tutte le accuse? Almeno pap non era in vita per poter essere accusato. Questo non avrebbe fatto altro che raddoppiare la sua angoscia.
Tutto quello che sapeva era che avrebbe confessato ogni cosa. Ciascuna accusa mossa contro di lei... lavrebbe accettata senza opporsi. Non ci sarebbe stato nessun processo. Non avrebbe mai permesso a Riley di scoprire che aveva avuto come padre un violento figlio di puttana.
Fiss il proprio piatto che conteneva ancora delle uova strapazzate e una fetta di bacon intoccate e le sfugg dalla bocca un lieve suono penoso, un piagnucolio.
Che succede? Travis la osserv dallaltra parte del tavolo, con la forchetta in mano. Travis era dolce. Era la persona che si prendeva cura di tutti loro e sempre quello che fungeva da paciere. Odiava ogni genere di contrasto. Ma non poteva dire nulla per tranquillizzarlo quella mattina. Riusciva solamente a fissare il proprio piatto.
Celia poggi un braccio sulle spalle di Jade.  tutto a posto le disse dolcemente allorecchio. In qualche modo lo risolveremo.
Di che cosa state parlando? chiese Shane. Che succede? Che cosa dovete risolvere?
Niente di che rispose Celia. Star bene.
Voleva dirlo ai ragazzi l, durante la colazione. Quella sera sarebbero stati colti completamente alla sprovvista e non sembrava giusto, ma Celia disse che dovevano soltanto abituarsi. Jade non sapeva che cosa intendesse, ma non aveva neanche la forza di discuterne con lei. Celia era stata via a lungo la notte precedente ed era silenziosa quando era tornata e non aveva voglia di parlare. Jade odiava quel senso di disagio tra di loro. Avrebbero pure potuto essere le ultime ore di libert passate insieme ed erano destinate a trascorrere una giornata amara e infelice che avrebbe portato a... cosa? La polizia sarebbe arrivata prima o dopo il concerto? Ci sarebbe stata Riley, o sarebbe rimasta a casa, perch non voleva vedere la catastrofe a cui lei e Danny avevano dato inizio?
Hai davvero un aspetto di merda le disse Shane.
Shane lo sgrid Celia. Cos non sei daiuto.
Jade si allontan con la sedia dal tavolo. Salgo in camera disse, ma non si alz.
Dovresti distenderti un attimo disse Travis. Tanto dobbiamo uscire da qui alle undici.
Lei annu, ma sembrava non riuscire a mettersi in piedi. Sentiva il corpo molle, con le ossa come gelatina. Alle undici, tutti e quattro si sarebbero ammassati nel furgoncino che avevano noleggiato per quella tappa del tour. Aveva paura delle due o tre ore di viaggio fino a New Bern, con Shane e Travis a domandarsi cosa ci fosse che non andava, e con la rabbia di Celia sempre crescente. Avrebbe fatto finta di dormire.
Il telefono di Celia squill. La suoneria era una delle canzoni che avevano scritto loro ed era tanto piena di brio e ritmata da far rabbrividire Jade. Celia controll chi chiamava, poi si port il telefono allorecchio.
Pronto? fece lei a quel punto. S, sono Celia.
Celia rest qualche secondo in ascolto e Jade percep una nuova tensione in lei, mentre si alzava e si allontanava dal tavolo. La osserv avvicinarsi alle finestre, parlando al telefono, ma non riusciva a sentire una sola parola da dove era seduta. Per un istante, si domand se Celia stesse parlando con Riley... ma Riley non poteva avere il suo numero.
Travis si volt in direzione di Celia, poi torn a guardare Jade. Voi due... tutto a posto o cosa? chiese.
Lei lo guard. Il suo volto era piuttosto giovanile nonostante la barbetta bionda. Pens a una decina di risposte, ma non diede voce a nessuna di queste. Osserv Celia. Stava ancora parlando al telefono, ma ora usciva dalla porta della sala colazione in direzione della hall dellalbergo. Dove stava andando? Jade lavrebbe seguita se fosse riuscita a mettersi in piedi.
Jade, che sta succedendo? chiese Shane.
Lei non riusc a guardarlo. Ve lo spiego pi tardi rispose lei.
Celia ricomparve nel locale. Ora non era al telefono e, alla fine, quellespressione preoccupata port Jade ad alzarsi.
Che c? chiese.
Celia la prese per lavambraccio, probabilmente con una stretta pi forte di quanto fosse sua intenzione.
Okay disse rivolgendosi a tutti e tre; quel finto tono calmo diceva a Jade che era successo qualcosa di terribile. Ecco cosa dobbiamo fare. Celia abbass lo sguardo sugli uomini, ciascuno con in mano una tazza di caff e la confusione dipinta in volto. Io e Jade ce ne dobbiamo andare immediatamente disse. Ho appena prenotato unauto.
Unauto? Jade aggrott la fronte.
Voi ragazzi venite pi tardi spieg loro Celia. Ci incontriamo tutti allhotel di New Bern, okay?
Ma di cosa diavolo state parlando? Shane appoggi la tazza. Jade si domandava la stessa cosa, ma tenne la bocca chiusa. Lavrebbe scoperto molto presto. Un avvocato, pens. In un modo o nellaltro, quando Celia era uscita a fare una passeggiata la notte prima, era riuscita a mettersi in contatto con un avvocato, che avrebbero quindi dovuto incontrare. Non sapeva se fosse una notizia buona o una cattiva.
Dobbiamo fare una cosa; vi spiegheremo tutto pi tardi, ma in questo preciso istante io e Jade dobbiamo fare le valigie. Celia la tir per il braccio. Andiamo la esort.
Ehi! Shane grid mentre le due donne attraversavano la hall. Credo che ci dobbiate almeno una spiegazione. Parl cos forte che alcuni altri ospiti si girarono a guardare.
Celia lo ignor e Jade aspett di essere in ascensore prima di parlare. Cosa sta succedendo? le chiese. Chi era al telefono?
Una signora che si chiama Jeannie Lyons disse Celia.
Jeannie! disse lei. Perch chiamare te? Come faceva ad avere il tuo numero?
Le porte dellascensore si aprirono e Celia la prese nuovamente per il braccio, accompagnandola lungo il corridoio verso camera loro, ignorando la domanda. A Celia ci vollero tre tentativi per infilare la carta magnetica nella serratura e i nervi di Jade erano sul punto di crollare. Spinse la porta con impazienza quando finalmente lampeggi la lucina verde.
Dimmelo! esclam lei una volta entrate.
Ascoltami disse Celia con calma forzata. Riley ha avuto un incidente. ...
Oh, no! Jade si immobilizz; il suo corpo era incapace di muovere un solo muscolo. Dimmi che sta bene la scongiur. Ti prego. Dov adesso?
 svenuta ed  in ospedale.
Oddio. Qui? Posso andare da lei? Quanto  grave?
Non  qui. Si trova in una citt che si chiama Goldsboro. C Jeannie con lei.  successo mentre tornava a New Bern la scorsa notte... o suppongo questa mattina molto presto. Era al telefono con Jeannie quando  accaduto e lospedale lha chiamata perch il suo numero era lultimo a essere stato contattato dal cellulare di Riley.
Ma Jeannie come ha fatto a trovarti?
Celia si pass le mani tra i capelli e si sedette sul bordo di una sedia. Non ci posso fare niente se ti incazzi con me disse lei. So che ti incazzerai, ma non me ne frega. Dovevo farlo per forza.
Fare cosa? Le stava mettendo paura.
Sono andata a trovare Riley ieri notte.
Tu... dove? Come hai fatto a trovarla?
Ho preso il suo indirizzo dal tuo telefono.
Si ricordava di aver sentito Celia frugare in giro per il soggiorno della loro camera dalbergo quella notte prima di uscire.
Ti prego, dimmi che non glielhai detto.
Celia la guard dritto in faccia. Le ho detto ogni cosa disse.
Jade si lasci sfuggire un sospiro, quasi piegandosi in due come se Celia le avesse tirato un pugno allo stomaco. Si mise seduta sullangolo del letto.
Come puoi averla fatta soffrire in questo modo? grid. In un sol colpo, Celia aveva distrutto il muro difensivo che si era tanto sforzata di costruire attorno a sua figlia. Ho passato tutta la vita a evitare che lei potesse scoprirlo. Come hai potuto farle una cosa del genere? Come hai potuto farlo a me?
Jade, dovevo farlo!
Jade scosse la testa, incredula. Credevo che fossi lunica persona a cui potessi confidare la verit disse.
Non potevo stare con le mani in mano e stare a guardare mentre ti distrugge. Mentre distrugge la nostra famiglia. Pensavo che, parlandole...
Oh mio dio. Jade la interruppe. Deve essersi sentita cos... Non le veniva in mente nessuna parola per descrivere langoscia che doveva aver patito Riley. Non c da stupirsi che abbia fatto un incidente. Doveva essere totalmente sconvolta.
Allinizio era davvero sconvolta, ma poi si era quasi calmata quando me ne sono andata. Celia si rigir la fede sul dito. Sinceramente, credevo che stesse bene altrimenti non avrei...
Che cosha detto quando glielo hai raccontato?
Celia si pieg in avanti, con i gomiti sulle ginocchia, la testa tra le gambe e rimase in quella posizione cos a lungo che Jade dovette ripetere la domanda.
Celia! esclam. Che cosha detto?
Quello che ti aspetteresti. Celia alz il viso per incontrare quello di Jade. Era sconvolta dal fatto di aver scoperto tutto quello che hai subto con Steven. E sconvolta per aver realizzato che era suo padre.
E sconvolta per aver saputo che averlo ammazzato non  stato un gesto accidentale aggiunse Jade con rabbia.
Sa che lo hai fatto perch avevi paura per lei disse Celia teneramente. E prima che me ne andassi, mi ha detto che avrebbe riparlato con tuo fratello.  per questo che stava tornando a New Bern. Jeannie ha detto che...
Quindi anche Jeannie sa?
Celia fece di s.
Non aveva mai provato una rabbia del genere nei confronti di Celia. Se Riley non sta bene, Celia, non te la perdoner mai le disse.
Non mi aspettavo che tentasse di tornare indietro in macchina nel cuore della notte. A Celia si ruppe la voce. Scusami, disse lei ma dovevo farlo. Dovevo farlo per forza.
Prepararono i bagagli in silenzio e solamente quando salirono sulla Lincoln nera che le stava aspettando nel parcheggio torn a rivolgere la parola a sua moglie. Voglio parlare con Jeannie disse.
Celia annu senza parlare, tirando fuori il telefono dallo zaino. Jade copi sul proprio telefono il numero di Jeannie. Le servirono un paio di tentativi per inserirlo correttamente, sentendosi i polpastrelli di colpo troppo grossi e impacciati.
Jeannie rispose al primo squillo. Pronto?
Persino dopo tutti quegli anni, Jade riconobbe la sua voce e il cuore le si colm di amore e riconoscenza. Jeannie? Faceva strano chiamarla per nome. Non laveva mai fatto.
Lisa? Oh, tesoro mio. Dove sei?
Riley sta bene? le chiese.
Si riprende e perde nuovamente i sensi spieg Jeannie. Proprio ora stiamo aspettando di capire come sta. Ha riportato una commozione cerebrale e si  rotta un paio di dita, ma dicono che ha avuto una fortuna incredibile. Hanno dovuto estrarla dalle lamiere.
Oddio esclam immaginandosi la scena. Per nulla di pi?
Jeannie esit. Fisicamente, s rispose.
Oh, Jeannie. Strinse forte il telefono. Ti ha chiamata dopo aver parlato con Celia laltra notte?
S. Mi ha chiamata che era in auto e stava... be, credo che fosse sotto shock, in realt. Lo sono anche io. Lisa, non riesco a crederci. Una parte di me vuole strillare e urlarti contro perch non hai detto la verit ma, dallaltra parte, comprendo perfettamente. Vorrei soltanto che ci avessi parlato di che cosa ti faceva Steven. Lavremmo fermato molto prima che potesse...
Ma cos non sarebbe mai nata Riley disse Jade. Non ce la faccio nemmeno a immaginarlo.
Oh, tesoro. Jeannie aveva la voce commossa. Sai, quando  venuta a parlarti, temeva che lavresti mandata via.
Mai!
Io lo so, ma lei si sentiva abbandonata. Per quando ti ho visto quel ciondolo al collo in ogni foto della band, sapevo che non lavevi abbandonata. Affatto.
Non volevo che scoprisse la verit, Jeannie disse. Mai e poi mai. Volevo che non la sapesse nessuno.
Celia pos una mano sul ginocchio di Jade. Allaltro capo del telefono, Jeannie era tanto muta che Jade temette che fosse caduta la linea. Ma poi torn a parlare.
Adesso lo sa una persona in pi disse Jeannie.
Chi?
Tuo fratello.
Lui sa la verit? Accanto a s, percep la tensione nel corpo di Celia.
 qui in ospedale. Siamo venuti insieme da New Bern. E s, glielho detto. Lisa, doveva sapere.
Si  gi rivolto alla polizia? chiese.
Jeannie esit. No, ma credo che comunque... Non so che cosabbia intenzione di fare.  una persona molto difficile da interpretare.
Io e Celia siamo in viaggio per raggiungervi disse, guardando fuori dal finestrino dellauto mentre superavano un autoarticolato. Ho paura che mi faccia arrestare in ospedale. Lei percep il tremore nella sua voce. Voglio poter passare un po di tempo con Riley, Jeannie. Mi conceder almeno questo?
Gliene parler disse. Far del mio meglio.
Chiusero la chiamata e quando Celia fece scivolare dolcemente la sua mano in quella di Jade, questultima appoggi la testa sulla spalla di sua moglie. Aveva bisogno di supporto in quel momento. Tutte le toppe della sua vita che aveva passato anni a ricucire erano ormai sul punto di riaprirsi.

58. Riley.

Attraverso le palpebre chiuse intravedevo un debole bagliore giallo e, bench non fossi una grande credente, pensai: sono in paradiso. Non era la peggiore ipotesi possibile e tenni chiusi gli occhi a lungo, anche quando riconobbi la voce di Jeannie che proveniva da qualche parte alla mia sinistra.
Riley? chiese. Sei sveglia?
Ricordavo di aver percorso dello spazio con la macchina. Il cervo che speravo di aver mancato. Quellorribile scricchiolio, lo schianto del metallo ripiegato su di me. Era un ricordo o lo stavo forse sognando? Lambulanza che sfrecciava verso il pronto soccorso, io completamente legata affinch non mi muovessi e totalmente noncurante di ci che mi era capitato. Era stato bello non preoccuparmene. Cedere il controllo agli altri. Mi lasciavo trascinare da qualsiasi cosa mi facessero, tornando lentamente cosciente per poi perdere nuovamente i sensi. Ricordavo la dolorosa brillantezza delle luci del pronto soccorso. Lintensit del male alla testa. Jeannie era rimasta al mio fianco. E Danny? Cera anche lui?
Allora riapr in parte gli occhi, strizzandoli alla luce.
Jeannie era seduta su una sedia accanto al mio letto. Si sporse, portandosi la mia mano alle labbra, e sorrise quando la guardai. Eccoti mi disse con tenerezza. Ecco quei bellissimi occhi castani. Ti senti un pochino meglio adesso?
Abbassai lo sguardo sulla mano sinistra gonfia e sulle stecche allindice e al medio. Mi pulsava la testa. Sono a pezzi dissi con voce roca.
Lei mi lasci andare la mano destra illesa per prendere il bicchiere di plastica sul comodino accanto.
Acqua disse, portandomi la cannuccia alle labbra.
Ne bevvi un sorso. Lacqua era tiepida ma lenitiva per la mia gola.
Sono ancora in pronto soccorso? le chiesi mentre riappoggiava il bicchiere sul tavolino.
No, sei in una camera. C un altro letto qui, ma almeno per ora  vuoto e hai tutta la stanza per te.
Cercai di girare la testa per guardare verso laltro letto, ma una fitta lancinante in cima al cuoio capelluto mi fece capire che non era una buona idea. Al contrario, mossi piano le dita dei piedi. Allungai le gambe. Tirai un respiro profondo. Dovevo valutare il danno che mi ero autoinflitta.
Sto bene? Volevo che uscisse come unaffermazione, ma si tradusse in una domanda.
Starai bene comment Jeannie. Ti sei rotta due dita e hai preso un colpo in testa. Tutto qui.
Mi toccai la fasciatura dietro alla testa. Punti? le chiesi. Non lo ricordavo. O mi avevano messa fuori gioco o ero svenuta.
Dieci mi rispose. Sei stata incredibilmente fortunata, Riley. La tua auto, non molto.
Sapevo di aver distrutto la macchina. Lavevo capito nel momento in cui le ruote erano uscite di strada. Sono a New Bern? le chiesi.
No, a Goldsboro. Era la citt pi vicina al luogo in cui  avvenuto lincidente e quindi ti hanno portata qui.
Mi torn in mente il guizzo della pelliccia fulva davanti ai fari. Spero di non aver preso il cervo esclamai.
Ah, ecco cos stato a provocare lincidente.  quello che hanno ipotizzato.
Immaginai che quellhanno si riferisse ai paramedici o a qualsiasi quipe di primi soccorritori mi avesse trovata. Bench quel viaggio interrotto alla volta di New Bern rimanesse un vago ricordo, la conversazione che avevo avuto con Celia nel mio appartamento mi stava tornando in mente con maggiore lucidit a ogni secondo che passava. Richiusi gli occhi. Magari fosse stato un sogno...
Hai bisogno di dormire un altro po? mi chiese Jeannie. Hanno detto che ti sveglieranno ogni trenta minuti circa, ma puoi sonnecchiare se vuoi.
Scossi la testa, facendo smorfie per il dolore. Danny  qui? le domandai.
Lei annu.
Stavo andando a parlargli spiegai. Devo raccontargli quello che Celia...
Lo sa mi disse Jeannie. Abbiamo fatto il viaggio insieme da New Bern e glielho raccontato.
Che cosha detto?
Non molto. Fece una leggera scrollata di spalle. Sapevo che Danny la sconcertava.  stato zitto mi disse. Io non lo conosco molto bene, quindi non sono riuscita davvero a capire cosa stesse pensando. Per so che  preoccupato per te. Al momento  qui fuori nella sala daspetto. Ti va di vederlo?
Feci per annuire con il capo, ma poi mi trattenni. Non avrei mosso la testa pi dello stretto indispensabile. S confermai.
E tesoro... mi disse, riprendendomi la mano e stringendola delicatamente ho chiamato Celia per avvertirla dellincidente.
Celia? Come hai fatto...
Cera il suo numero sul tuo telefono. Lei e Lisa stanno arrivando.
Davvero? La mia voce sembr quella di una bambina. Provai unimprovvisa scarica di gioia pura. Nonostante il fatto che Lisa fosse in rotta di collisione con Danny, volevo che fosse l. La volevo con me.
Jeannie fece per alzarsi, ma la presi per un polso. Chiamala Jade, Jeannie le dissi. Dobbiamo chiamarla Jade.
Rimasi sola nella stanza per poco. Riuscii a raggiungere il bicchiere dacqua da sola e ad azionare il telecomando per sollevare lo schienale del letto finch non mi ritrovai quasi seduta, ma ogni movimento mi faceva male. I capelli attorno alla benda sulla testa mi sembravano rigidi, per il sangue, supposi. Avevo limpressione che il mio aspetto fosse anche peggio di come mi sentissi.
La pesante porta della stanza si apr e Danny mi si avvicin, scuotendo la testa. Sono cos incazzato con te mi disse, ma sapevo che era pi sollevato che arrabbiato. Non mi avrebbe parlato in quel modo se avesse pensato che stessi per morire.
Dovevo vederla gli dissi.
Si mise in piedi accanto al mio letto, con le mani nelle tasche dei jeans. Dovevi andare ad avvertirla, vorrai dire.
S.
Non sei stata particolarmente brava in questo disse lui. Non hanno annullato il concerto. O almeno, non lhanno fatto ancora, e mancano solo poche ore.
Hai parlato con Harry? Trattenni il fiato.
Mi hai chiesto di aspettare e ho aspettato. Avevo intenzione di vederlo questa mattina, ma non ne ho avuto modo, visto che la mia sorellina ha avuto un incidente. Mi rivolse un piccolo sorriso, che per gli illumin gli occhi e io percepii il suo amore. Comunque ho sempre intenzione di vederlo appena rientro a New Bern aggiunse.
Ero certa del fatto che avesse fantasticato su quella serata, immaginando di osservare Harry che si avvicinava a Lisa, prima o dopo o, dio non voglia, durante il concerto. Alla fine, dopo tutti quegli anni, lavrebbe vista scontare la pena che credeva si meritasse.
Danny... gli dissi so che Jeannie ti ha raccontato che... Di colpo mi venne meno la voce e non riuscii a finire la frase.
S, so tutto. Si tolse le mani dalle tasche e le avvolse attorno alla sponda del mio letto e mi domandai se stesse riflettendo sul fatto che, dopotutto, lui non era mio fratello. O perlomeno le parti che vuole Lisa comment per...
Non voleva che sapessimo nulla noi gli risposi in fretta.  stata Celia a raccontarmi tutto.
E sappiamo da che parte sta Celia mi rispose senza mezzi termini.
Aggrottai la fronte. Mi stai dicendo che tu non le credi? gli chiesi. Quale parte della storia stai mettendo in discussione?
Non  importante se tu te la bevi o no mi disse. Il suo sorriso ora era completamente svanito. Il punto non riguarda il fatto che quel tizio fosse un bastardo. Era comunque un essere umano e lei lo ha ammazzato.
Questa era linnegabile verit. Magari se fosse stata in pericolo la madre di qualcun altro, sarei stata tra i primi a sostenere che avrebbe dovuto subire il processo e scontare la pena. Ma era mia madre a essere al centro della bufera. Non potevo permettere che accadesse.
Danny, ti prego, non portarmela via lo supplicai.
Lui moll la sponda e si avvicin alla finestra. Guard un attimo fuori, poi si gir verso di me, con le braccia incrociate sul petto. Non sarebbe mai dovuta scappare durante la libert vigilata comment. Sarebbe dovuta restare e...
Incolpa tuo padre della sua fuga, se devi per forza dare la colpa a qualcuno lo bloccai. Era disperata, ed era cos piccola.
La porta si apr con un cigolio impercettibile ed entr in camera una giovane infermiera dai capelli biondi, che si avvicin al mio letto. Danny aspettava in silenzio mentre lei mi misurava la pressione, mi sparava una penna luminosa negli occhi e mi chiedeva se sapessi dove mi trovavo.
Stai andando alla grande mi inform una volta finito il controllo. Poi fece un cenno verso la porta. La tua amica Jade  qui fuori che aspetta di vederti mi disse. Ti va un altro po di compagnia?
Lanciai unocchiata a Danny. Il suo volto era di ghiaccio.
S risposi. La faccia entrare, gentilmente.

59. Jade.

Aveva i brividi mentre percorreva il corridoio in direzione della stanza di Riley e non era solo colpa della temperatura troppo bassa dellaria condizionata in ospedale. Jeannie aveva detto che era la benvenuta nella stanza... almeno agli occhi di Riley. Jeannie per ne dubitava per Danny ed era proprio lui ad avere il futuro di Jade tra le mani. Le sembrava di andare incontro al proprio boia.
Jeannie aveva salutato lei e Celia quando erano giunte allospedale pochi minuti prima. Se la sua vita non fosse stata in pieno caos, Jade avrebbe scalpitato per vederla. Nella situazione reale, aveva rasentato il pianto quando Jeannie laveva abbracciata. Quellabbraccio le diceva che, almeno agli occhi di Jeannie, le era stato perdonato tutto quello che aveva fatto patire alla sua famiglia. Ogni bugia che aveva raccontato.
Linfermiera di Riley, una donna bionda e minuta e perennemente sorridente, aveva chiesto a Jade se fosse una parente di Riley.
Jade  unamica di famiglia aveva risposto Jeannie al posto suo. Le loro famiglie si conoscono da una vita.
Letteralmente da una vita, pens allora Jade mentre bussava piano alla porta. Aprendola prov del sollievo nel vedere Riley seduta quasi dritta sul letto. Riley era pallida e aveva molti graffi, un sorriso incerto, e Jade prov unondata di gratitudine nel vederla viva e lucida. Dallaltra parte della stanza, cera la sagoma di Danny davanti alle finestre. Essendo in controluce, Jade non riusciva a distinguerne affatto i lineamenti e si sent subito in una condizione di svantaggio. Era comunque impossibile non cogliere il teso nervosismo che sobbolliva nella stanza.
Ciao. Rivolse un sorriso a Riley mentre si avvicinava al letto, provando a far finta che fosse una semplice visita in ospedale piuttosto che una riunione fra tre persone ferite, fragili e agitate. Come ti senti? le chiese.
Sto bene la rassicur Riley.
Jade si chin per dare un bacio sulla guancia alla figlia. Sono cos sollevata esclam. Ero terrorizzata quando lho saputo. Si allontan da Riley per attraversare la camera, con il corpo rigido per la paura mentre tendeva una mano verso suo fratello. In vita sua non si era mai sentita tanto insicura su cosa dire. Non esistevano parole in grado di compensare quegli anni di distacco.
Danny disse. Lui si era allontanato dalla luce della finestra e ora riusciva a vederlo. Era cos bello, ma con unespressione glaciale negli occhi. Continuava a tenere le mani infilate in tasca e Jade si lasci cadere le braccia lungo i fianchi. Mi dispiace gli disse. Mi dispiace per tutto.
A posto rispose lui, ma sapeva che niente era a posto. Niente sarebbe mai stato a posto tra di loro. Suo padre le aveva detto che Danny era disturbato, ma adesso vedeva con i propri occhi che disturbato era una parola troppo blanda. Danny era unanima devastata. Quegli occhi freddi e le labbra strette. Che cosa ne era stato del bimbo allegro ed esuberante che era un tempo? Quale parte del danno era colpa di Jade? Si protese nuovamente verso di lui, questa volta per sfiorargli un braccio, ma lui si scans in fretta.
Hai ucciso la nostra famiglia, ti  chiaro? le chiese lui.
Danny disse Riley dal suo letto, con voce supplichevole.
Il tono ostile di Danny port Jade a fare un passo indietro finch non si ritrov accanto alla pediera del secondo letto. Non sapeva che risposta dare a quella domanda. Temeva che lui avesse ragione. Non  mai stata mia intenzione esclam. Non potevo... prevedere tutte le cose che ne sono conseguite. Si aggrapp al bordo della sponda. Quando ripenso a quel periodo, i miei ricordi non sono altro che un gigantesco caos. Era la verit. Non sapevo che cosa fare disse e quando pap mi ha proposto...
Bene disse Danny.  stata tutta colpa sua.
Non sto dicendo questo rispose lei. Non sto cercando di difendermi. So di aver commesso terribili errori e ho dovuto convivere con ci che ho fatto. Il senso di colpa. La lontananza della mia fam...
E io e Riley abbiamo dovuto convivere con due genitori di merda in una casa fatta di bugie.
Danny esclam Riley. Io non lho mai vista in questo modo.
Be, beata te! le abbai e Jade sent limprovviso impulso di dargli uno schiaffo. Non osare rivolgerti a mia figlia in questo modo! avrebbe voluto gridargli, ma difficilmente sarebbe stato giusto. Vide Riley che chiudeva gli occhi e risprofondava sul cuscino. Questo  troppo per lei, pens Jade, ma non sapeva come chiuderla l. Non avrebbero dovuto fare quel discorso l. N in quel momento. Eppure non cera tempo per farlo in seguito. In seguito, avrebbe potuto essere in carcere.
Perch diavolo non hai semplicemente raccontato la verit? chiese Danny. Accettandone le conseguenze? Lhai davvero messa nel culo a tutti.
Avevo paura rispose lei. Ero disperata. Avevo ucciso una persona... Il giorno dellincidente, sepolto in fondo ai suoi ricordi, torn a travolgerla e le si incrin la voce. Ho rivissuto quel momento pi e pi volte, mille volte... Mi dispiace, Danny ripet lei. Era tutto cos incasinato e non sapevo come sistemare le cose. Ero cos a pezzi.
Ma, negli ultimi venti anni in cui non sei stata cos a pezzi, hai mai pensato a Riley e a me e al macello in cui ci hai lasciati? In questi ultimi cazzo di ventanni, hai mai pensato di tornare? Di sistemare le cose?
Certo che ci ho pensato rispose ma pap avrebbe dovuto pagarne le conseguenze se mai avessi raccontato la verit.
Le ha subite comunque! Danny tir fuori le mani di tasca, gesticolando in aria per ribadire il concetto. Le abbiamo subite tutti. Ed  giunto il momento che le subisca anche tu.
Basta! grid Riley. Non ce la faccio pi! Vi prego, smettetela!
Era come se si fossero dimenticati della presenza di Riley in camera e si girarono entrambi per guardarla. Le sue guance pallide erano rigate dalle lacrime e si era premuta sulle orecchie le mani, di cui una fasciata. Jade si affrett per andare al suo fianco.
Tesoro mio. Sprofond sulla sedia vicina al letto, accarezzando la spalla a Riley attraverso il sottile camice da ospedale. Mi dispiace cos tanto. Capisco che questa sia lultima cosa di cui hai bisogno al momento.
Voi due mi state facendo a pezzi. Riley spost lo sguardo da Jade a Danny. Vi voglio bene, a entrambi disse. Ho bisogno di voi.
Jade guard dallaltra parte della stanza verso suo fratello. Aveva unespressione difficile da interpretare e credette che lui stesse evitando di incrociare il suo sguardo. Torn a guardare sua figlia. Sono qui per te, Riley. Si prepar, aspettando che Danny screditasse le sue parole. Come pensava di esserci per Riley stando in prigione? Come cera stata negli ultimi venti e passa anni? Danny per non comment. Al contrario, si avvicin allaltro lato del letto e, per la prima volta, Jade not che zoppicava. Le torn in mente il messaggio del padre. Danny  rimasto gravemente ferito durante lo scoppio di una granata. Si ricord di non essere riuscita a dormire per giorni e di aver perso la propria bambina mentre si struggeva e si preoccupava e si dava la colpa di tutto quello che non aveva funzionato nella sua famiglia. Voleva allungarsi fino allaltro lato del letto di Riley per stringere in un abbraccio il fratello ferito, ma quella stretta non sarebbe mai stata gradita. Laffetto che provava per lui sarebbe sempre rimasto a senso unico.
Danny si pieg, poggiando le labbra sulla tempia di Riley e rimase cos fermo per un attimo, sussurrandole qualcosa che Jade non riusc a cogliere.
Si tir su e, senza nemmeno lanciare unocchiata in direzione di Jade, si avvi verso la porta.
Jade and in panico. Non poteva lasciare le cose in sospeso in quel modo con lui, altrimenti la prossima persona a varcare quella porta sarebbe arrivata per ammanettarla. Danny, perdonami ti scongiuro lo implor alzandosi dalla sedia. Ti prego.
Lui si volt per guardarla e lei fu nuovamente colpita dal dolore che aveva dipinto in viso. Un giorno tutto questo ti verr a prendere, Lisa disse lui, facendola sussultare al suono del suo vecchio nome. Ma non sar a causa mia.

60. Riley.

La porta si richiuse alle spalle di Danny con un fruscio e Lisa mi osserv. Aveva gli occhi cerchiati di rosso e iniettati di sangue, il volto quasi bianco. Avvolse le dita attorno alla sponda, nel modo in cui aveva fatto Danny pochi minuti prima.
Che cosa vuol dire... chiese lei che non sar a causa sua?
Mi ha bisbigliato che non lo racconter a Harry, il poliziotto.
Vidi la tensione dileguarsi dal corpo di Lisa, che si prese la testa tra le mani. Per un attimo non disse nulla. Quando risollev il capo, mi rivolse un sorriso triste. Mi sento come se fossi stata graziata allultimo minuto disse.
 cos.
Mi sento uno schifo nei suoi confronti confess lei. Sta cos male.
Lo so annuii. Ha avuto una vita difficile. Facendo attenzione, mi toccai nuovamente i capelli ritti e rigidi in cima alla testa. Presto avrei dovuto richiedere altri antidolorifici, ma lultima cosa che desideravo al momento era annebbiare la mente. Celia  con te? le chiesi.
Ci sta concedendo del tempo da sole mi rispose. Mi dispiace che sia venuta a trovarti laltra notte. Non ho mai voluto che lo facesse.
Sono felice che labbia fatto invece le dissi. Avevo bisogno di sapere la verit. Anche se non sono certa di riuscire a convivere con la consapevolezza che mio padre fosse lui... e con tutto quello che  successo.
Oh, Riley, lo so! Si protese per prendermi la mano. Mi accarezz la pelle con le dita e il suo tocco non assomigliava a nessun altro che avessi mai sentito. Percepivo lamore in quel gesto. Non sono mai stata una persona di indole rabbiosa mi spieg ma quando sono entrata in soggiorno e ti ho vista in braccio a Steven, ho perso la testa. Ho proprio perso la testa. Mi strinse forte la mano. Mi sento ancora male quando ci ripenso. Tutto quello che  successo quel giorno... tutto quello che  successo poi... sono i miei incubi.
Non avevo voglia di sentire altro su quel giorno. Pensavo che non avrei mai avuto voglia di conoscere altri dettagli... i dettagli che la mia me, quella di due anni, era riuscita a rimuovere. Potevano restare l dove stavano per leternit, per quanto mi riguardava.
Mi spiace essermi arrabbiata con te laltra sera le dissi. Parlare con Celia mi  stato veramente daiuto. Non so cosavrei fatto se non fosse venuta da me.
La ringrazier per questo, mi disse se smetter mai di provare rabbia nei suoi confronti per questa questione.
Non dovresti provarne.
Lisa guard fuori dalla finestra, con in volto un sorriso debole e confuso. Non riesco a credere che stia succedendo mi disse, rigirando la testa verso di me. Sono insieme alla mia bambina, per davvero.
Non riesco a crederci neanche io commentai. Mi sono domandata quanto sarebbero state diverse le nostre vite se non te ne fossi andata. Se fossimo effettivamente cresciute nella stessa famiglia, probabilmente avremmo frequentato ambienti cos diversi data la differenza det. Non saremmo mai riuscite a conoscerci veramente.
Oh, io ti avrei conosciuta disse. Ti avrei tenuto gli occhi addosso ogni singolo minuto.
Sentii la testa travolta da unondata di dolore, che dovette trasparirmi in volto. Strinse la mano sulla mia. Vuoi che chiami linfermiera? mi chiese.
Non ancora le risposi. Non voglio interruzioni.
Lei annu.
Ho parlato con un tuo amico le dissi. Grady.
Si distese sulla sedia, a bocca aperta. Cosa? Come hai fatto a sapere di...
 una lunga storia le risposi, non volendo parlare del blog di Sondra Davis in quel momento. Me la risparmio per unaltra occasione. Ma mi ha detto di portarti i suoi saluti se mai ti avessi trovata.
Scosse la testa, con unespressione meravigliata in volto. Flash del passato comment.
Deve essere stato tremendo andarsene da casa come hai fatto tu, senza conoscere nessuno a San Diego... Ricominciare una vita, con la consapevolezza di non poter mai pi rivedere la tua famiglia.
Gli occhi le si riempirono di lacrime e capii di aver fatto tracimare un pozzo senza fondo di dolore dentro di lei. Mi lasci andare la mano per portarsele entrambe al viso. Le sfiorai un ginocchio attraverso il tessuto dei jeans, mortificata per averla turbata. Questa  mia mamma, pensai. Non riuscivo a credere che fosse veramente l con me. A credere di poterla toccare per davvero.
Quando riabbass le mani, aveva le guance rosse.  stata cos dura mi disse ma pensavo che fosse la mia unica possibilit. Sapevo che avrebbero distrutto ogni mia parola durante il processo. Avevo paura di finire in prigione a vita.
Pap non sapeva la verit? le chiesi. Che Steven Davis era mio... Lasciai che la mia frase si dissolvesse pian piano.
Dio, certo che no rispose. Non volevo che ti guardasse in modo diverso. Lui, come chiunque altro, credeva fosse Matty, anche se avevo giurato e spergiurato che non era lui. E Matty non ha mai avuto idea di cosa succedesse. Era il mio migliore amico, ma neanche lui sapeva che avevo avuto una bambina.
Allora provai del sollievo per non essere riuscita a contattare Matthew Harrison. Avrei tirato in mezzo unaltra persona nellinganno. Avrebbe potuto essere lui a far cadere quel castello di carte che Lisa aveva costruito con tanta cura.
Mi afferr nuovamente la mano, questa volta con una presa pi salda. Riley, ti prego mi disse non pensarci. Non stare a rimuginarci sopra. Tuo padre era un ragazzo senza nome e senza volto che ho incontrato in Italia.  meglio che sia cos.
Io annuii lentamente. Quantomeno nellimmediato aveva ragione. Voglio far parte della tua vita, Jade le dissi, risoluta a usare il nome che aveva scelto per s.
Vidi il suo volto sbocciare nel primo assoluto e autentico sorriso che le avessi mai visto fare. Mi d una gioia indescrivibile sentirtelo dire mi disse.
Ma si pu? le chiesi. C un modo per farlo?
Parve pensierosa. Credo che dipenda da te mi disse, dopo un minuto. Poi inclin la testa. Sei disposta a vivere nella menzogna?
Riflettei sulla domanda, sapendo che quello era un invito a entrare nel suo mondo per lasciarmi alle spalle il mio. Era un mondo fatto di finzione, ma includeva mia madre e quella era la sola cosa che contava.
Io annuii. A ogni costo le risposi. E lo pensavo davvero.

Epilogo. Luglio 2014. Riley.

Guarda qui esclama Jade, aprendo lanta della cabina armadio.  pi grande di quello che condivido con Celia.
Non ho abbastanza vestiti da metterci dentro le dico, sbirciando dentro ma mi piace davvero da matti questo appartamento. Ci che pi mi piace dellappartamento  che dista meno di un chilometro e mezzo da casa di Jade e Celia, dove avevo vissuto nelle ultime due settimane. Anche se l mi sento la benvenuta e adoro Alex e Zoe, casa loro  troppo piccola per poterci infilare una quinta persona. Vivr nella zona, il pi vicino possibile. Adesso che ho una madre, non ho intenzione di lasciarla andare.
Mi sono trasferita a Seattle alla fine dellanno scolastico e ho gi fatto un paio di colloqui di lavoro. Credo di essermela cavata bene durante questi incontri, anche se non sono riuscita a spiegare ai miei interlocutori uno dei motivi principali per cui credo di essere diventata una professionista migliore. Nellanno di vicinanza con Jade, la mia capacit di assistere le persone  decisamente cambiata. Non rivedo pi la sorella depressa delle mie fantasie in ciascuno studente che seguo. Non resto pi con gli occhi sbarrati di notte, a preoccuparmi per i ragazzini che stanno lottando, per paura che possano farsi del male. Essere emotivamente distaccata da loro mi mette nella posizione di poterli aiutare meglio. Riesco a capire con maggiore chiarezza le loro esigenze, senza loffuscamento dettato dallo spettro ossessivo della sorella suicida che non  mai realmente esistita.
So bene che le bugie della nostra famiglia hanno fatto male a tutti noi, soprattutto a me e a Danny. Quando si cresce in un nucleo familiare in cui succede qualcosa di tremendo e spiacevole, si sente tutto il peso di questo qualcosa pur se non detto. Divora. Confonde. Ci lascia a interrogarci su quanto la nostra visione del mondo sia sensata.
Il punto  che, in questo momento, sto volontariamente perpetuando una nuova bugia, anche se affonda le radici nella verit. Per gli amici e la famiglia di Jade e Celia, io sono Riley MacPherson, la figlia che Jade aveva dato in adozione quando aveva quindici anni. I miei genitori adottivi sono morti e io mi sono messa a cercarla, riuscendo alla fine a rintracciarla. Mi ha accolta a braccia aperte, esattamente come hanno fatto Celia e la sua famiglia. Ci sentiamo tutti molto fortunati a poter stare insieme.
Questo spiega moltissimo sulla nostra Jade la madre di Celia, Ginger, mi ha detto quando sono andata a trovare Jade per le vacanze natalizie. Mi stava facendo vedere come preparare le ribbon candy; io e lei abbiamo messo sottosopra la cucina dei Lind. Ho sempre avuto limpressione che, dentro di s, sentisse che le mancava qualcosa mi ha confidato. In qualche angolo infelice della sua anima. Quando sei spuntata tu, hai colmato quel vuoto.
E Danny come si rapporta alla vita che ci stiamo creando? Non  pronto per venire a Seattle e non sono certa che potr mai esserlo. Non ha minimamente il desiderio di abbandonare la sua roulotte nella foresta. Mi ha promesso di rispondere alle mie email; io torner sullEast Coast almeno una volta allanno per assicurarmi che stia bene. Io e Jade non ne parliamo, ma sono preoccupata che Danny possa sempre rappresentare una minaccia per lei.  laffetto che lui nutre nei miei confronti a tenerla al sicuro e io continuer ad alimentare questo amore con ogni mezzo in mio possesso.
Nellappartamento che stiamo esplorando, apro la porta verso la seconda camera da letto e vedo che la finestra si affaccia su un parco. Mi immagino di mettere in questa stanza lo scrittoio a rullo di mio padre.  lunica sua cosa che mi sono tenuta. La scrivania occuper met stanza, ma ne varr la pena.
Quando siamo insieme, io e Jade non parliamo del passato. Non parliamo degli sbagli n dei sotterfugi. Parliamo di cosa fanno Alex e Zoe a scuola. Della musica che scrivono Jade e Celia. Della mia ricerca di lavoro. Portiamo i bambini al parco o in qualche museo, e ridiamo di gusto. Vedo lallegria sul viso di Jade e sono felice di sapere che  in parte merito mio.
Passeggio dalla camera da letto, che si trasformer nel mio ufficio, fino al bagno. La parete sopra alla toeletta  interamente rivestita di specchi. Ho la frangetta storta e quindi riesco a vedere la piccola cicatrice che ho sulla fronte. La luce vivida la fa risaltare in modo pi marcato di quanto abbia mai potuto notare nel corso degli anni e mi sporgo per osservarla meglio.
Jade  sulla soglia che mi osserva.
Tutti hanno una cicatrice, Riley mi dice, sfiorandomi una spalla. Magari hanno dovuto lottare contro qualche tremenda malattia. Oppure hanno perso un figlio o sono stati feriti da una persona a loro cara. O forse hanno avuto la sfortuna di perdere la famiglia. Ma comunque... mi sorride nello specchio, allungando poi una mano per spianarmi la frangetta sulla cicatrice hanno magari avuto la fortuna di trovarne una.
...
.
...
FINE.